Paolo Bertolani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Paolo Bertolani (La Serra, 26 gennaio 193119 febbraio 2007) è stato un poeta italiano contemporaneo.

ebbe frequentazioni letterarie con artisti quali Vittorio Sereni, Mario Soldati, Attilio Bertolucci, Charles Tomlinson e fece parte della giuria in  prestigiosi premi letterari, come il Premio di poesia Lerici Pea. 

I comuni spezzini di Castelnuovo Magra - nel 2002[1] - e di Lerici - nell'ottobre del 2006[2] - gli concessero la cittadinanza onoraria per il profondo legame storico letterario con il territorio del Golfo dei Poeti.

Negli ultimi anni lottò contro una lunga incurabile malattia: nell'opera "Raità da neve" il poeta aveva rappresentato la fine vicina attraverso versi pieni di malinconia, e la rarità della neve per chi vive in riva al mare rappresentava il simbolo dei sogni dell'esistenza, destinati a svanire. A livello sociale aveva aderito a Cities for Life[3]

Indice

[modifica] La sua poetica

Paolo Bertolani prediligeva l'uso del dialetto della sua terra e lo elevò a dignità letteraria: la critica gli riconobbe il dono di saper trasformare in poesia anche gli oggetti e le situazioni quotidiane più semplici e di saper dare dignità ad una cultura povera, materiale, evocativa, contadina legando il suo cammino poetico ai sentieri della vita e della memoria e a quei valori sociali e umani prima trasmessi in modo orale.
La sua poetica parte dalla volontà di confronto con la terra d'origine, con il suo paese (La Serra di Lerici) e con la sua gente, e dà vita ad una lirica ancorata ai temi eterni dell'esistenza, al fluire delle stagioni e della vita degli uomini, al confronto con la morte. L'uso del dialetto per lui non era una scelta, in quanto costituiva la lingua naturale, madre dell'espressione.

Di lui Attilio Bertolucci ha detto: "è stato capace di scrivere con un livello raro di integrità e forza; in tempi di crisi del linguaggio poetico che ci ha coinvolto tutti ha fatalmente scoperto l'erba miracolosa necessaria e che non voglio chiamare medicina. Si trattava della sua lingua materna, quella usata tutti i giorni, ma recuperata andando alle sue origini più remote, ma fatta rivivere da una mente sensibile, capace di arricchirla con esperienze linguistiche fuori del tempo e dello spazio".
Franco Brevini, studioso della nostra poesia dialettale moderna, ha scritto: "Con la conquista di un linguaggio dialettale più maturo, attento alla cadenza di quello della sua Serra, i testi poetici di Bertolani, non privi di rabbia, sono più spesso articolati in un'ampia e dolorosa spirale di poetica consapevolezza della propria umana impotenza".
Giuseppe Conte aggiunse: "Le sue poesie più belle sono scritte nel dialetto della Serra di Lerici, che assomiglia poco al genovese di Edoardo Firpo, non ha nulla della cantilena dolce con cui si parla a Ponente, e si distanzia dallo stesso spezzino per una sua sonorità più ispida e irta di dissonanze e dissolvenze".

Con "Libi" (che nel suo dialetto significa "libri") vinse il Premio Lerici Pea 2002 per aver "scritto un libro di fedeltà, fedeltà ai luoghi nativi, e di quotidiana esistenza, fedeltà agli affetti, fedeltà alla poesia intesa come voce di autenticità umana, sempre più minacciata, come il suo meraviglioso paesaggio, dall'insidia dell'incuria e del degrado".

[modifica] Note

  1. ^ Fonte dal sito del Comune di Castelnuovo Magra
  2. ^ Fonte dal sito Cronaca 4.it
  3. ^ Adesioni

[modifica] Bibliografia

Tra le opere poetiche più note si ricordano:

  • "Le trombe di carta" (Editore Carpena, Sarzana, 1960)
  • "Incertezza dei bersagli" (Ugo Guanda Editore, 1976, ripubblicato nel 2002)
  • "Seina" (1985)
  • "'E gòse, l’aia" (Le voci, l’aria) (Ugo Guanda Editore, 1988)
  • "Dall'Egitto" (Settembre 1991)
  • "Avei" (1994)
  • "Libi" (2001)
  • "Le trombe di carta" (ristampa "Contatto Edizioni", aprile 2004)
  • "Piccolo cabotaggio" (ConTatto Edizioni, 2004)
  • "Raità da neve" (2005)


Nella narrativa, si segnalano:

  • '"Racconto della contea di Levante"' (Edizioni il Formichiere, 1979)
  • '"Il vivaio"' (il melangolo, 2001)
  • '"Il custode delle voci"' (il melangolo, 2003)
  • '"Colpi di grazia"' (il melangolo, 2007)

"La grande settimana" e "Il vivaio", che rievoca gli ultimi giorni del poeta tedesco Heinrich von Kleist, prima del suicidio.

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni