Paolo Alatri

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on. Paolo Alatri
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Paolo Alatri
Luogo nascita Roma
Data nascita 27 febbraio 1918
Luogo morte Roma
Data morte 30 ottobre 1995
Titolo di studio Laurea in lettere e filosofia
Professione Docente universitario
Partito PCI
Legislatura IV (7 maggio 1963 - 4 giugno 1968)
Gruppo PCI
Collegio Roma
Incarichi parlamentari
  • Componente della II Commissione (Interni)
  • Componente della Commissione di Vigilanza sulla Biblioteca
Pagina istituzionale

Paolo Alatri (Roma, 27 febbraio 1918Roma, 30 ottobre 1995) è stato uno storico e politico italiano, di orientamento marxista.

Indice

[modifica] Cenni biografici

Nato nel seno di una famiglia borghese di religione ebraica, Paolo Alatri compì gli studi liceali presso il Torquato Tasso di Roma, dove ebbe per compagni di classe Bruno Zevi e Mario Alicata. Laureatosi nel 1940 in lettere e filosofia presso l'università della propria città natale, si iscrisse al Partito d'Azione prendendo attivamente parte alla difesa di Roma (settembre 1943) e, successivamente, alla Resistenza[1]. Nel dopoguerra aderì al comunismo (1948), venendo eletto deputato nelle liste del PCI (1963) e alternando l'attività politica all'insegnamento di materie storiche, prima presso l'Università di Palermo, poi in quella di Messina e infine a Perugia, dove, negli anni ottanta fu anche, per un periodo, il massimo responsabile del Dipartimento di Scienze Storiche presso l'Ateneo perugino.

Uomo integerrimo e dai profondi convincimenti democratici ha educato generazioni intere di studenti al culto dei valori propugnati negli anni quaranta dalla Resistenza: l'amore per la libertà, il rispetto per la dignità umana, la solidarietà nei confronti degli umili e degli oppressi. Profondo conoscitore dell'Unione Sovietica fu anche Presidente dell' Associazione Italia-Urss (1961-1970), e successivamente membro del suo comitato direttivo da cui si dimise nel 1980 per l'umiliante trattamento riservato dalle autorità moscovite allo scienziato Andrei Sacharov («Non posso essere amico di chi si comporta come al tempo degli Zar» dichiarò in tale occasione[2]). Si è spento a Roma nel 1995 a seguito di una malattia incurabile.

[modifica] Lo storico e il giornalista

Gli interessi di Paolo Alatri vertevano soprattutto sulla Storia europea moderna e contemporanea, con particolare riguardo al Settecento riformatore, al Risorgimento (materia che insegnò presso l'Università di Palermo) e all'ascesa e sviluppo del fascismo. Di fondamentale importanza sono stati anche i suoi studi letterari e storici sulla vita e l'opera di Gabriele D'Annunzio (Gabriele D'Annunzio e Nitti, D'Annunzio e la Questione adriatica: 1919-1920), D'Annunzio negli anni del tramonto, 1930-1938, ecc.) le sue ricerche filosofiche sui protagonisti dell'illuminismo (Voltaire, Diderot e il Partito filosofico, Introduzione a Voltaire, Parlamenti e lotta politica nella Francia del Settecento, ecc.) e su alcuni grandi pensatori italiani contemporanei.[3] Fra questi ultimi va citata una pregevole biografia di Bertrando Spaventa, pubblicata a Roma nel 1941[4] (fu la sua opera prima) e particolarmente apprezzata da Benedetto Croce, che invitò a Napoli l'autore, che all'epoca aveva solo ventitré anni, per poterlo conoscere.

Paolo Alatri si dedicò intensamente all'attività giornalistica. Scrisse per l'Unità, Il Corriere della Sera ed altri importanti quotidiani. Fu redattore capo della rivista Ulisse e collaboratore di Rinascita e Studi Storici.

[modifica] Opere pubblicate (selezione)

  • Lotte politiche in Sicilia sotto il governo della Destra, 1866-74, Torino, Einaudi, 1954
  • Nitti, D'Annunzio e la Questione adriatica: 1919-1920, Milano, Feltrinelli, 1959
  • Storia dell'antifascismo italiano, Roma, Editori Riuniti, 1964
  • Voltaire, Diderot e il Partito filosofico, Firenze, Casa Ed. G. D'Anna, 1965
  • Le origini del fascismo (V edizione), Roma, Editori Riuniti, 1971
  • L'antifascismo italiano, Roma, Editori Riuniti, 1973
  • Parlamenti e lotta politica nella Francia del Settecento, Roma-Bari, Editori Laterza, 1977
  • Gabriele D'Annunzio, Torino, UTET, 1983
  • L'Italia nel Settecento, Perugia, Galeno Editore, 1983
  • D'Annunzio negli anni del tramonto, 1930-1938, Padova, Marsilio Editore, 1984
  • L'Europa dopo Luigi XIV, 1715-1731, Palermo, Sellerio Editore, 1986
  • L'Europa delle successioni, 1731-1748 - Palermo, Sellerio Editore, 1989
  • Introduzione a Voltaire, Roma-Bari, Editori Laterza, 1989
  • Lineamenti di storia del pensiero politico moderno (II edizione), Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 1992
  • D'Annunzio: mito e realtà (II edizione), Torino, Istituto Suor Orsola Benincasa, 1993
  • Ricordi e riflessioni sulla mia vita e la mia attività (postumo), Roma, Bulzoni Editore, 1996

[modifica] Attività di deputato

[modifica] Note

  1. ^ Cfr. AA.VV., Pietro Secchi, Enzo Nizza (Direttori); Ambrogio Donini, Celso Ghini, Pietro Grifone, Enzo Collotti ed Enzo Nizza (curatori), Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza vol I, pag. 18, La Pietra, Milano, 1976
  2. ^ La frase è riportata da Piero Melograni. Cfr. il sito dell'Archivio storico del Corriere della Sera
  3. ^ Vedi tutte le sue opere segnalate dal «Sistema Bibliotecario Nazionale»
  4. ^ Il testo fu dato alle stampe sotto lo pseudonimo di Paolo Romano per eludere le leggi razziali fasciste del 1938

[modifica] Voci correlate

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