Otto Frank

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Otto Heinrich Frank (Francoforte sul Meno, 12 maggio 1889Birsfelden, 19 agosto 1980) è stato un imprenditore tedesco di famiglia ebrea. Deve la sua fama al fatto di aver pubblicato il Diario di Anna Frank, redatto da sua figlia Anna Frank, vittima dell'olocausto.

[modifica] Biografia

Il padre, Michael Frank, è proprietario di una banca specializzata in servizi cambiavalute. Dopo la maturità, nel 1908, si iscrive alla facoltà di economia, ma dopo qualche mese interrompe gli studi e lavora per un anno in banca. Poi, grazie ad un compagno, si presenta l'occasione di fare un tirocinio di vendita a New York. Parte dunque nel settembre 1909, ma dopo 15 giorni farà ritorno a Francoforte per la morte del padre; poco dopo Frank tornerà negli Stati Uniti per soggiornarvi due anni.

Nel 1911, torna in Germania dove prende servizio presso la Düsseldorf, un'azienda che produce ferri di cavallo e infissi per finestre.

Nel 1914 è chiamato alle armi per lo scoppio della prima guerra mondiale. Viene mandato sul fronte occidentale, dove ottiene la promozione e diventa tenente, in seguito decorato con la croce di ferro. Tutta la famiglia sopravvive alla guerra, sicché Otto Frank viene mandato a dirigere la banca di famiglia.

Nel 1924 incontra Edith Holländer per sposarla l'anno successivo. Gli Holländer preferiscono farli sposare ad Aquisgrana, in una sinagoga. Il 16 febbraio 1926 nasce la primogenita, Margot Betti; tre anni dopo, il 12 giugno 1929, è la volta di Anna Frank.

La quiete familiare viene rotta nel 1933, quando Hitler sale al potere. Otto Frank ricorda: «già nel 1932 ascoltavo gruppi di SA che cantavano: che il sangue degli ebrei scorra sul coltello!». Del resto, dopo la guerra aveva scritto: «il mondo intorno a me stava crollando, dovevo fare qualcosa e allora mi resi conto che la Germania non era l'unico paese al mondo, e lo lasciai per sempre».

Comunque, nell'estate del 1933 si trasferisce in Olanda, dove avvia un'azienda per la vendita di un composto che aiuta a fare la marmellata in casa, la cosiddetta opekta, oltre a fabbricare pectina per lo stesso prodotto. successivamente nel 1938 insieme a Hermann van Pels, fonda la Pectacon, un'azienda di spezie, per la preparazione delle salsicce. Nel frattempo le bambine vivono ad Aquisgrana con la nonna. A novembre, la madre di Anne trova un appartamento a Merwedeplein, un quartiere da poco costruito. In dicembre Margot si reca ad Amsterdam, mentre Anne li raggiunge nel febbraio 1934. In seguito vivono spensierate e stringono nuove amicizie.

Il 10 maggio 1940 i tedeschi invadono l'Olanda, e la famiglia Frank si trova nuovamente in pericolo; alloggia temporaneamente in Stadionkade 24, mentre la sua ditta ha sede in Nieuwezijds Voorburgwal 120, nel centro di Amsterdam. Frank si occupa della pubblicità del materiale, ma anche di dimostrazioni dei suoi prodotti. Successivamente la sua azienda assume due dipendenti: Miep Gies, che si occupa di informare i clienti su come usare l'opekta, e Victor Kugler, che si occupa delle ordinazioni. In seguito egli trasferirà la sua sede in Prinsengracht 263.

All'inizio del 1942 prende in considerazione l'idea di entrare in clandestinità, del resto, il 6 luglio 1942 arriva una chiamata dalle SS per Margot, per cui la famiglia si deve nascondere davvero nel giro di un giorno. A loro si aggiungono la famiglia Van Peels e Fritz Pfeffer.

Frank viene descritto in questo periodo nei diari delle figlie. Figura secondo Anna come il papà più buono del mondo, nettamente preferito alla madre.

Dopo la scoperta della famiglia nel nascondiglio, l'arresto e la deportazione ad Auschwitz, la famiglia viene separata. Otto trascorre sette mesi ad Auschwitz, ma sopravvive. Una volta tornato ad Amsterdam, appresa la notizia della morte delle figlie, riceve da Miep i diari della figlia. Come unico sopravvissuto della famiglia, si occupa anche del compito di pubblicarne i diari. Nel 1947 pubblica a sua volta il libro het Achteruis (il retrocasa). In seguito si impegna pubblicamente per difendere la libertà e i diritti dell'uomo.

Otto Frank muore di cancro al polmone a Birsfelden vicino a Basilea all'età di 91 anni. Dopo la sua morte, fu pubblicato il diario di Anne in versione ampliata: il padre, infatti, era contrario alla pubblicazione di diversi stralci in cui la ragazza metteva in pessima luce la famiglia Van Peels (quella che divideva il nascondiglio del retrocasa con Anna e i suoi, anche in questo caso una famiglia i cui componenti morirono in seguito all'olocausto). Vennero pubblicati anche alcuni passi considerati da lui come troppo personali.

[modifica] Bibliografia

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