OTO Melara
| OTO Melara | |
|---|---|
| Nazione | |
| Fondazione | 1905 a La Spezia |
| Sede principale | La Spezia - Italia |
| Gruppo | Finmeccanica |
|
Filiali |
Roma - Italia |
| Persone chiave |
Presidente: Giuseppe Cosentino |
| Fatturato | 314 milioni di euro (2006) |
| Dipendenti | 1349 (2006) |
Oto Melara è un'azienda italiana attiva nel campo della difesa con sedi a Brescia ed a La Spezia.
Indice |
[modifica] Storia
La necessità dell'Italia di ridurre la sua dipendenza nel campo della siderurgia dall'industria estera portò nel 1905 alla fondazione della compagnia tramite una joint-venture tra la "Vickers" e le Acciaierie di Terni.
La nuova compagnia denominata "Vickers Terni" impiantò un nuovo stabilimento a Spezia, specializzato nella produzione di cannoni per artiglierie sia navali che terrestri. Dopo il completamento dell'impianto avvenuto nel 1908, la compagnia si è aggiudicata significativi contratti per la fornitura di cannoni per le navi della Regia Marina in costruzione.
Durante la Prima guerra mondiale negli stabilimenti della compagnia vennero costruite mitragliere da 40mm cannoni da 381mm ed aerei e da addestramento.
Nel successivo periodo post-bellico, l'azienda concentrò i suoi sforzi per convertire ad usi civili la sua produzione con la costruzione di motori a vapore e diesel, turbine, caldaie ed eliche per navi e materiale ferroviario.
Nel 1922 la "Vickers" decise di mettere fine alla joint venture con le "Acciaierie di Terni" che rimasero unici proprietari della società.
Nel 1929 le "Acciaierie di Terni" con i Cantieri Odero di Genova e Orlando di Livorno, si unirono per dare vita alla società "Odero-Terni-Orlando" nome abbreviato in OTO. Nello stabilimento di La Spezia venne anche impiantata una fonderia per aumentare ulteriormente le potenziale produttive per la costruzione di cannoni fino a 100 tonnellate di peso.
Nel 1933 la OTO passa sotto il controllo dell'IRI, l'Istituto per la Ricostruzione Industriale. Intanto le tensione in Europa portarono ad un incremento della produzione militare, con la costruzione soprattutto di cannoni navali di grande calibro per le navi da battaglia e incrociatori pesanti e di medio calibro per gli incrociatori leggeri, mentre la crescente minaccia aerea portò allo sviluppo di un cannone da 76mm per la difesa delle unità di superficie e cannoni da 100mm e 120mm per i sommergibili.
Al termine della Seconda guerra mondiale, nei primi anni del dopoguerra la produzione dell'azienda venne convertita sulla realizzazione di prodotti civili come trattori (Trattori OTO Melara) e telai. Il 19 aprile 1951 la società assume la denominazione Società Meccanica della Melara con sede a Roma e nel 1953 la denominazione "OTO Melara", dal nome del quartiere spezzino di Melara su cui sorge l'impianto.
Dopo l'entrata dell'Italia nella NATO, la società riprese la produzione nel settore della difesa e nella seconda meta degli anni cinquanta la produzione del cannone navale 76/62mm MMI, per le navi della Marina Militare, che sarebbe diventato uno dei più grandi successi nella storia della produzione OTO Melara. Nello stesso periodo la società ha iniziato a produrre, sotto licenza USA il VTT M113 e il Carro armato M60 e il carro armato Leopard 1 su licenza tedesca.
Il 1º luglio 1975 la società passa dall'IRI all'EFIM. Nel 1994 in seguito alla liquidazione dell'EFIM e alla fusione con Breda Meccanica Bresciana, diventa Otobreda, divisione di Alenia Difesa. Dal 2001 l'azienda è controllata da Finmeccanica e fa parte del consorzio Iveco Fiat - Oto Melara S.c.a.r.l..
La sede di La Spezia ha circa 1100 dipendenti e quella di Brescia 170, per un fatturato complessivo di circa 450 milioni di euro (bilancio del 2009).
Per la sede bresciana, è prevista la costituzione di una New Company la cui commessa principale è la produzione di componenti ad alta tecnologia relativi all'ala dei velivoli Joint Strike Fighter, come subfornitore di Alenia Difesa, che è partner di Lockeed Martin per la produzione dei velivoli nei Paesi UE aderenti al progetto.
[modifica] Prodotti
Dall'epoca della guerra i prodotti di maggior successo dell'azienda sono stati gli obici da montagna 105/14, in servizio in molti eserciti NATO e i cannoni navali Otobreda 127/54 e Otobreda 76/62, adottato su 53 classi Navali sparse per il mondo e montato su oltre 1000 navi.
Tra la produzione dell'azienda sono da menzionare:
- Ariete - Carro armato
- Dardo -Veicolo d'assalto della fanteria
- Centauro - Autoblindo Pesante
- Puma 6x6 e Puma 4x4 - Trasporto truppe corazzato su ruote
- Skyguard "Aspide" - Sistema missilistico terra-aria
- Obice 105/14 - obice
- SIDAM 25 cannone - contraereo
- Otobreda 76 mm - cannone navale
- OTOMATIC - Carro armato contraereo (SPAAG)
- Cannoni navali Otobreda 127/54 Compatto
- Cannoni navali di piccolo calibro da 40, 30, 25 e 12,7 mm
- Torrette armate per cacciacarri da 120 e 105 mm
- Torrette armate per veicoli medio-leggeri da 60, 30 e 25 mm
- Torrette armate automatiche per veicoli leggeri da 12,7 e 7,62 mm
- Munizionamento [DART e ART].
Oltre a questo il consorzio ha costruito 70 PzH 2000 su licenza per l'Esercito Italiano e costruisce, sempre su licenza, i seguenti armamenti:
- M61 A1 Vulcan - Cannone sistema Gatling da 20 mm installato, fra gli altri, sull'AMX
- Bk27 Mauser - Cannone automatico da 27 mm installato sugli Eurofighter Typhoon e sui Tornado
- PzH 2000 - Semovente d'artiglieria da 155 mm
- Bombe guidate GBU-31, GBU-32[1] e GBU-39 su licenza Lockheed Martin/Boeing per l'Aeronautica Militare Italiana
[modifica] Trattori
[modifica] Storia
Nel 1949, terminata la seconda guerra mondiale, la ditta intraprende la strada della costruzione di trattori e vede la luce il primo modello denominato R3. Per l'epoca, e anche per i nostri tempi, si tratta di un progetto incredibilmente innovativo, che adotta soluzioni mai pensate per un trattore; si cerca infatti una macchina maneggevole, di semplice manutenzione e duratura.
Il mezzo è sprovvisto di differenziale, ha 3 ruote e prevede frizioni di sterzo per la guida. Monta un motore monocilindrico diesel orizzontale a iniezione diretta, raffreddato ad aria e erogante 17 cv a 1300 giri. La frizione è collocata a destra, i pedali dei freni a sinistra e l'acceleratore (solo manuale) è dietro al volante.
[modifica] La serie 18
La serie 18 segue il modello R3, ed offre tre versioni:
1) tre ruote: C18R3
2) quattro ruote, con le anteriori gemellate al centro: C182R3
3) quattro ruote disposte tradizionalmente: C18R4
Non vi sono però grandi modifiche rispetto al modello precedente
[modifica] C25
Nel 1953 nasce il modello C25, il trattore Oto più venduto; oltre alle configurazioni già disponibili con la serie 18, vengono introdotti i cingoli, che possono essere sostituiti alle ruote in qualsiasi momento da parte del proprietario, un allestimento "industriale" e un modello ribassato detto Primosole, ribassato per l'utilizzo in vigneti e frutteti, disponibile a cingoli o a ruote. Vengono introdotti come optional il sollevatore idraulico, azionato dalla presa di forza, e l'avviamento elettrico.
[modifica] C40
Sempre nel 1953 viene prodotto il modello più potente, l'Oto C40. Monta un motore bicilindrico, con cilindrata 3700 cm cubici, in grado di erogare 40 cavalli. I pistoni sono disposti a V di 90°, con la particolarità che le due bielle agiscono sulla stessa bronzina dell'albero motore; infatti essa lavora sia esternamente che internamente. Questo trattore è equipaggiato con l'avviatore ad inerzia, un dispositivo che consente, tramite una manovella, di mettere in movimento un pesante volano; quando avrà raggiunto sufficiente velocità si estrae la manovella e un meccanismo trasmette il moto del volano al motore, fornendo energia per l'avviamento. Viene anche prodotto un trattore denominato C45, sostanzialmente invariato.
[modifica] C20 e C30
Tra il 1957 e il 1962 l'azienda mette sul mercato i modelli C20 e C30, assieme a qualche serie 18; non avranno molto successo, e rimarranno poco più che prototipi.
Nel 1962 l'azienda termina la produzione di mezzi agricoli per continuare con la produzione di armi e artiglieria.
[modifica] Particolarità
I trattori Oto Melara sono dotati di impianto elettrico a 6 V, con dinamo "Scintilla" o "GS"; inoltre le valvole non sono lubrificate con l'olio motore, ma necessitano di ingrassaggio mediante ingrassatori esagonali. Condurre uno di questi trattori non è del tutto semplice, oltre a sterzare è indispensabile frenare dalla stessa parte, tenendo conto della disposizione anomala dei pedali.
[modifica] Trattori prodotti
- Oto R3 (1950)
- Oto 2R3 - Oto 2R3 Vigneron (1951)
- Oto R4 (1951)
- Oto Serie C18 (1954)
- Oto Serie C25 (1953-57)
- Oto Serie C40 (1954)
- Oto C45 (1956-60)
- Oto Serie 20 (1954)
- Oto Serie 30 (1959-62)
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito web di Oto Melara
- Museo dei trattori OTO Melara - L'unica collezione completa
- Storia dei trattori OTO Melara