Oslavio Di Credico

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Oslavio Di Credico (Pescara, 1937Bologna, 29 agosto 2006) è stato un tenore italiano nonché eccellente insegnante di canto lirico.

Indice

[modifica] Carriera

Studiò canto come baritono presso il Conservatorio G. B. Martini di Bologna e perfezionò la tecnica, scoprendosi tenore, con lo stesso Mario Del Monaco.

Dopo il suo debutto a Spoleto, si è affermato come tenore e ha ottenuto enormi consensi in Italia e all’estero. Ha calcato le scene di prestigiosi luoghi di cultura come il Comunale di Bologna, La Fenice di Venezia, il Comunale di Treviso, L’Arena di Verona, l’Opera di Roma, La Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, il Regio di Torino, il Comunale di Firenze, il Carlo Felice di Genova, il Bellini di Catania, il Massimo di Palermo, il Festival Rossiniano di Pesaro, il Festival Pucciniano di Torre del Lago, in numerosi teatri esteri: Losanna, Ginevra, Madrid, Budapest, Praga, Malta, Mosca, Tokyo, Seoul, lavorando con direttori quali Gavazzeni, Abbado, Gui, Molinari Pradelli, Sanzogno, Oren, Schippers, Maazel, Muti, Gelmetti, Scimone, Renzetti, Pesko, Olmi, Severini, Ferro, Gatti, Arena, Chailly, Pretre, Sinopoli, Bartoletti, De Bernart, Palleschi, e Registi quali Ronconi, Puecher, Liubimov, Mariani e altri.

Testimone della sua grande perizia nell’arte canora è la sua ricca discografia, soprattutto per la Deutsche Grammophon e Fonit Cetra; per quest’ultima “La Donna del Lago” di Rossini, Dir. Pollini, “Viaggio a Reims” di Rossini, Dir. Abbado, “Le Maschere” di Mascagni, Dir. Gelmetti, “La Scala di Seta” di Rossini, Dir. Ferro; inoltre “La Gazza Ladra” e “Il Sig. Bruschino” di Rossini, Dir. Gelmetti, “La Locandiera” di Salieri, Dir. Luisi, “Der Vampir” di Maschner con la Rai di Roma e “Fra Diavolo” di Auber, Dir. Zedda.

Artista moderno di grande cultura, ha posto la sua attenzione anche nei confronti di opere contemporanee, interpretandone alcune in prima assoluta, da “Nottetempo” di Bussotti a “La Vera Storia” di Berio al “Riccardo III” di Flavio Testi, per La Scala e di altri autori come Tutino (Pinocchio), Vacchi (Girotondo), Ligeti (Le Grand Macabre). Inoltre, negli ultimi periodi ha esteso la sua competenza artistica anche alla regia e alla scenografia.

Fu pedagogo e maestro di canto prodigioso. Dopo la fallimentare tecnica canora impartitagli in gioventù da un suo insegnante, Oslavio di Credico dovette ricominciare da capo, sotto la magistrale guida di Mario Del Monaco. Forse per questo, si rese conto di quanto fosse importante una giusta didattica canora e, in questo senso, cominciò la sua ricerca anche da didatta del canto, riuscendo a trasmettere ai numerosi allievi la sua grande arte, molti dei quali diventati famosi in campo artistico. Si adopero' con grande passione nel trasferire la sua sensibilità tecnica e didattica insegnando canto, dal 1980 al 1994 al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova. Quando la legge italiana chiese ai professionisti (era cantante in carriera ed insegnante) titolari di due attività (come i medici di ospedale e di studio), di rinunciare al 2° stipendio, Oslavio rimase ancora due anni al Conservatorio di Genova, gratuitamente, pagandosi le spese di viaggio da Bologna, dove continuava a risiedere, per far ultimare gli studi agli allievi che stava seguendo. Fra i suoi allievi ricordiamo: -Laura Cappelluccio, cantante e docente di canto lirico, alla quale affidava per supplenze, durante i suoi impegni artistici, la sua classe di canto. -Elena Vivaldi, fondatrice dell'Accademia della Musica di Genova e vocal coach ad AreaSanremo dal 1998, che ha pubblicato parte del metodo nel libro "IL CANTO" ed. Carisch, di cui il maestro Di Credico ha scritto la prefazione. Oslavio di Credico trasmise ai suoi allievi la tecnica del Belcanto anche attraverso la spiegazione dell'anatomia e fisiologia della voce, vari esercizi di vocalizzazione che riusciva a calibrare secondo le necessità dello studente, comunicò emozionalmente le sensazioni canore e, attraverso la dimostrazione fisica ed interpretativa coinvogeva l'allievo all'emissione vocale. Per tale maestria nel far emergere la voce, venne dolcemente etichettato dai colleghi e amici come “ l’insegnante di canto che fa cantare anche i muti”.

[modifica] Voce e stile di canto

Oslavio di Credico nasce come tenore primario e comprimario. Tuttavia negli ultimi anni rispolvero' la sua timbrica vocale baritonale con cui era stato erroneamente impostato e la utilizzò per interpretare personaggi in questa tessitura con la consueta professionalità. In tal veste ha debuttato in “Cavalleria Rusticana” di Mascagni nel ruolo di “Alfio” a Torino al Teatro Colosseo, esibendosi poi in altre piazze italiane; ha altresì cantato nei ruoli di “Don Bartolo” del “Barbiere” di Rossini e “Uberto” della “Serva Padrona” di Pergolesi. Al festival di Santander si è esibito in A.Chenier, come Maggiordomo e Fouquier Tinville, accanto a Pons e Casolla, Dir. Palumbo.

[modifica] Ulteriori riconoscimenti

  • Il suo nome è riportato nell’ultima edizione dell’opera lirica della “UTET” per le prime esecuzioni mondiali.
  • È stato insignito del titolo di Cavaliere di Malta per meriti artistici.
  • Recentemente a Lanciano aveva fondato, insieme al maestro Francesco Paolo Santacroce l'associazione musicale Fomi, per la divulgazione dell'opera lirica e la valorizzazione dei giovani talenti.

[modifica] Il canto del cigno

Si spense a 69 anni il 29 agosto 2006 a Bologna, dove risiedeva da tempo, dopo 15 giorni di coma profondo in seguito a un arresto cardiaco. Uno dei due figli è violoncellista.

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