Ordine dei Virtuosi
| Ordine dei Virtuosi | |
|---|---|
Sacro Romano Impero, Impero Austriaco, Impero Austro-Ungarico |
|
| Tipologia | Ordine cavalleresco statale (femminile) |
| Motto | SOLA UBIQUE TRIUMPHAT |
| Status | quiescente |
| Capo | Francesca Thyssen-Bornemisza |
| Istituzione | Vienna, 1662 |
| Primo capo | Eleonora Gonzaga-Nevers |
| Gradi | Dama (classe unica) |
| Precedenza | |
| Ordine più alto | Ordine Teutonico |
| Ordine più basso | Ordine della Croce Stellata |
| Nastro dell'ordine | |
L' Ordine dei Virtuosi (detto anche Ordine degli Schiavi della Virtù) fu un ordine cavalleresco istituito dall'Imperatrice Eleonora Gonzaga-Nevers nel 1662.
[modifica] Storia
Questo fu uno dei primi ordini cavallereschi femminili austriaci ad essere fondati nella storia dell'Impero. Potevano esservi ammesse unicamente quelle dame che si fossero distinte per una vita pia e virtuosa e per quanto riguarda le dame provenienti dall'aristocrazia, esse non potevano essere in numero superiore a trenta, la cui nomina era curata personalmente dall'Imperatrice che ne aveva il grado di Gran Maestro. Con l'ammissione, inoltre, bisognava giurare fedeltà alla causa imperiale.
[modifica] Insegne
L'insegna dell'Ordine consisteva in una medaglia d'oro avente su un lato un sole raggiante, circondato da una corona d'alloro smaltata di verde. Attorno, spiccava la scritta "SOL. UBIQ. TRIUM." ("Sola ubique triumphat", ovvero "solo la virtù porta alla vittoria").
La medaglia si trovava appesa ad un piccolo braccialetto in oro che veniva portato sulla spalla sinistra, mentre una medaglia più piccola, avente un nastro nero, poteva essere portata nelle occasioni meno solenni, sempre sulla spalla.
Gli aderenti che non indossavano visibilmente l'insegna dell'Ordine, dovevano pagare un'ammenda di 100 talleri come punizione. Nelle occasioni più solenni, inoltre, vi era una particolare divisa da indossare.
[modifica] Bibliografia
- Ökonomische Enzyklopädie von J. G. Krünitz, 1773 - 1858
- Robert Freiherr von Procházka, Österreichisches Ordenshandbuch, 1- 4, München 1979