Oratori attici

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La vita dei dieci oratori attici, qui Demostene al lavoro in una tela di Lecomte du Noüy, fu descritta nella Vita dei dieci oratori dello "Pseudo Plutarco"

Si chiamano tradizionalmente oratori attici i grandi oratori o logografi, del V e del IV secolo a.C. elencati in modo differente a seconda degli autori. Si tratta generalmente di dieci nomi, elencati nel Canone alessandrino di Aristofane di Bisanzio e Aristarco di Samotracia.

Indice

[modifica] Il canone dei dieci oratori

  1. Antifonte, il primo di cui i discorsi siano stati pubblicati
  2. Andocide, un oratore "dilettante" in quanto i suoi discorsi riguardano la propria vita
  3. Demostene, la cui eloquenza venne utilizzata a supporto delle sue convinzioni politiche
  4. Iperide, avversario di Filippo II di Macedonia, come Demostene
  5. Licurgo di Atene, avversario di Filippo II di Macedonia
  6. Dinarco, logografo filomacedone
  7. Eschine, avversario di Demostene
  8. Iseo, specialista in questioni riguardanti le eredità
  9. Isocrate, logografo e poi insegnante di retorica in una scuola da cui uscirono oratori e storici di grande valore
  10. Lisia, specialista in cause giudiziarie

[modifica] Storia

Andando indietro nel tempo, già al tempo di Omero (VIII-IX secolo a.C.), l'arte oratoria era molto apprezzata nella Grecia antica. Nell'Iliade, il guerriero Achille è descritto come "un oratore di parole" e "uno che agisce con parole e con fatti".

Fino al V secolo a.C., tuttavia, l'oratoria non veniva insegnata espressamente. Infatti, alla metà di quel secolo l'oratore siciliano Corace insieme al suo alunno Tisia, cominciarono lo studio formale della retorica. Nel 427 a.C. un altro greco di Sicilia, Gorgia, giunto ad Atene come membro di un'ambasciata inviata ad Atene dagli abitanti di Leontini con l'incarico di chiederne la protezione contro Siracusa, ebbe un successo strepitoso rivelandosi insuperabile nell'arte oratoria. L'approccio intellettuale di Gorgia all'arte oratoria, con idee, forme di espressione e metodi di argomentazione nuovi, fu continuato da Isocrate, un retore del IV secolo a.C. Alla fine l'arte oratoria divenne l'oggetto centrale degli studi nel sistema di istruzione greco.

Agli oratori attici si ispirò più tardi il movimento retorico-stilistico dell'Atticismo, i cui seguaci privilegiavano uno stile semplice, anziché ricercato.

[modifica] Bibliografia

  • Orationes Attici, edizione in lingua greca con traduzione latina di Johann Georg Baiter, Ernst Anton Julius Ahrens e Karl Otfried Müller, Paris, 1846-1854, 2 vol. (Scriptorum Graecorum bibliotheca, 27 e 43) (on-line).
  • Oratores attici, ex recensione Immanuelis Bekkeri. 4 voll. 1: «Antiphon Andocides et Lysias»; 2: «Isocrates»; 3: «Isaeus Dinarchus Lycurgus Aeschines et Demades», 4 (in quattro tomi) «Demosthenes». Oxonii: e typographeo Clarendoniano, 1822-3.

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