Ondina Valla

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Ondina Valla
Ondina Valla.jpg
Ondina Valla.
Dati biografici
Nome Trebisonda Valla
Paese {{{PaeseNascita}}}
Nazionalità bandiera Regno d'Italia
Passaporto
Altezza cm
Peso kg
Atletica leggera Atletica leggera
Dati agonistici
Specialità Ostacoli
Categoria
Record
80 hs 11"6
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società SEF Virtus Bologna
Squadra
Ritirata
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
1930-1936 Bandiera dell'Italia Italia 18
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
Giochi olimpici 1 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirata
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirata
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
Statistiche aggiornate al 31 agosto 2011

Trebisonda Valla detta Ondina (Bologna, 20 maggio 1916L'Aquila, 16 ottobre 2006) è stata un'atleta italiana, campionessa olimpica degli 80 metri ostacoli a Berlino nel 1936, nonché la prima donna italiana a vincere una medaglia d'oro ai Giochi olimpici.

Indice

[modifica] Biografia

L'originale nome Trebisonda fu scelto dal padre come omaggio all'omonima città turca (in turco Trabzon), da lui ritenuta una delle più belle del mondo. Nata dopo quattro fratelli maschi, cominciò ad essere chiamata "Ondina" in seguito ad un errore di un giornalista che scrisse Tebitonda invece di Trebisonda. Da allora qualcuno iniziò a chiamarla Trebit-ondina e quindi semplicemente Ondina. Ma i genitori iniziarono a chiamarla così solo dopo le olimpiadi di Berlino.[1]

Ondina Valla si fece notare sin da giovanissima per la sua grinta e le sue doti atletiche. Ai campionati studenteschi bolognesi rivaleggiò con la concittadina e compagna di scuola Claudia Testoni, che sarebbe stata la sua antagonista per tutta la carriera sportiva, ed amica per tutta la vita. A tredici anni Ondina Valla era già considerata una delle grandi protagoniste dell'atletica leggera italiana. L'anno dopo divenne campionessa italiana assoluta e fu convocata in nazionale.

Era un'atleta versatile, che otteneva eccellenti risultati nelle gare di velocità, sugli ostacoli e nei salti. Divenne presto una delle beniamine del pubblico italiano. Il governo fascista la elesse ad esempio della sana e robusta gioventù nazionale. La stampa la definì Il sole in un sorriso.

Il più importante risultato della sua carriera fu l'oro alle Olimpiadi del 1936 a Berlino sugli 80 metri ostacoli. Il 5 agosto vinse la semifinale con il tempo di 11"6, che le valse anche il primato del mondo. Il giorno dopo si disputò la finale. L'arrivo fu serrato, con ben quattro atlete piombate assieme sul traguardo. Non ci furono dubbi sulla vittoria della Valla, prima con 11"7, ma fu necessario ricorrere al fotofinish per stabilire l'ordine di arrivo per le inseguitrici. La sua rivale di sempre, Claudia Testoni, si ritrovò quarta, fuori dal giro medaglie. Qualche giorno dopo le due, insieme alla Bongiovanni e alla Bullano, conquistano anche il quarto posto nella staffetta 4x100.[2]

L'oro olimpico le diede immensa popolarità nell'Italia fascista, divenendo un simbolo per le ragazze italiane. Inoltre, con quella vittoria divenne, all'età di 20 anni e 78 giorni, la più giovane atleta italiana a vincere un oro olimpico, record rimasto imbattuto fino al 2004.[3]

Nel 1937 stabilì con la misura di 1,56 m il primato nazionale nel salto in alto, che mantenne fino al 1955, quando fu superato per un centimetro da Paola Paternoster.

Dopo le Olimpiadi Valla fu costretta a rallentare l'attività agonistica per un problema alla schiena, rivelatosi in seguito una spondilosi vertebrale. Continuò a gareggiare fino ai primi anni quaranta, ottenendo tre vittorie ai giochi mondiali dello sport universitario di Tokyo e 15 titoli nazionali. Nel 1950, addirittura, fu campionessa abruzzese di getto del peso.

Dopo aver abbandonato l'attività agonistica, sposò Guglielmo De Lucchi con il quale, negli anni cinquanta, si trasferì nel capoluogo abruzzese. Nel 1978 subì il furto della medaglia d'oro di Berlino. Nel 1984 Primo Nebiolo, allora presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, le donò una riproduzione della medaglia rubata.

[modifica] Palmarès

Anno Manifestazione Sede Evento Risultato Prestazione Note
1936 Giochi olimpici Bandiera della Germania Berlino 80 ostacoli Oro Oro 11"7
4×100 metri 48"7

[modifica] Campionati nazionali

[modifica] Record personali

[modifica] Onorificenze

Ha ricevuto la Medaglia d'oro al valore atletico del CONI nel 1965, ed è stata nominata Cavaliere della Repubblica nel 1970.

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana

È stata inserita nella Hall of Fame dell'atletica leggera italiana.[4]

[modifica] Note

  1. ^ Gigliola Gori. (EN) Physical Education and Sporting Activity for Women During the Fascisct Era (PDF). GOEDOC
  2. ^ (EN) Ondina Valla biography and olympic results. Sports-reference.com. URL consultato il 29 gennaio 2010.
  3. ^ In quella data il record fu superato dalla pallanuotista Elena Gigli.
  4. ^ Atleti - Hall of Fame. FIDAL.it

[modifica] Bibliografia

  • "Ondina, la vittoria di un sorriso", L'Aquila, 2008, pubblicato dalla Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni