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Omosessualità

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L'omosessualità è una variante naturale del comportamento umano che comporta l'attrazione sentimentale e/o sessuale tra individui dello stesso sesso[1]. Nella definizione di orientamento sessuale, l'omosessualità viene collocata nel continuum etero-omosessuale della sessualità umana[2], e si riferisce all'identità di un individuo sulla base di tali attrazioni e dell'appartenenza a una comunità di altri individui che condividono le stesse.[3][4]

L'omosessualità si riscontra in molte specie animali.[5][6] La diffusione dell'omosessualità nella specie umana è difficile da determinare accuratamente, benché in molte antiche culture le relazioni omosessuali fossero altamente diffuse[7]. Nel corso della storia, alcuni aspetti individuali dell'omosessualità sono stati ammirati o condannati, relativamente alle norme sessuali delle varie società. Quando essa veniva elogiata, tali aspetti erano visti come un miglioramento per la società[8]; quando veniva condannata, particolari attività venivano viste come un peccato o una malattia ed alcuni comportamenti omosessuali erano proibiti e puniti da apposite leggi.

Dalla metà del XX secolo, l'omosessualità è stata gradualmente disconosciuta come crimine o malattia e decriminalizzata in quasi tutte le nazioni sviluppate.[9] Comunque, lo status legale delle relazioni omosessuali varia enormemente da uno Stato all'altro e rimangono ancora giurisdizioni in cui alcuni comportamenti omosessuali sono considerati crimini e vengono puniti con pene severe, tra cui la morte.

Molte persone omosessuali nascondono i loro veri sentimenti e attività a causa della paura della disapprovazione altrui e della violenza; vengono comunemente definiti repressi. Il dichiarare apertamente il proprio orientamento viene definito coming out (dall'inglese “uscir fuori”). I tentativi di emancipazione dell'omosessualità, così come oggi vengono riconosciuti, iniziarono negli anni sessanta del 1800; mentre nel XX secolo, dalla metà degli anni cinquanta si ebbe un'accelerazione con l'aumento della visibilità, dell'accettazione e dei diritti civili per lesbiche, gay e bisessuali. Tuttavia, l'omofobia persiste, e soprattutto si presenta nei confronti dei giovani, potendo comportare difficoltà di socializzazione e gravi conseguenze per l'individuo, tra le quali il suicidio.[10]

Ad oggi, gli aggettivi più comuni utilizzati sono lesbica per le donne omosessuali e gay per gli uomini omosessuali, benché alcuni preferiscano altri termini o anche nessun termine di definizione.

Etimologia

Il termine omosessualità è la traduzione italiana della parola tedesca Homosexualität (creata fondendo il termine greco omoios, che vuol dire "simile", e il termine latino sexus, che vuol dire "sesso"), dalla quale poi sono derivate le traduzioni in tutte le altre lingue. Fu coniato nel 1869 dal letterato ungherese di lingua tedesca Karl-Maria Kertbeny (1824-1882) che lo usò in un pamphlet anonimo contro l'introduzione da parte del Ministero della Giustizia prussiano di una legge per la punizione di atti sessuali fra due persone di sesso maschile. Sempre Kertbeny coniò i termini di Normalsexualität ("normosessualità") e Doppelsexualität ("bisessualità"). Solo negli anni venti si farà strada il termine eterosessuale.

Il frontespizio del pamphlet anonimo scritto nel 1869 da Kertbeny
Una foto di Kertbeny (o Benkert) nel 1850/60

Benkert non era un medico, né uno scienziato, bensì un letterato e soprattutto quel che oggi si definirebbe un "militante omosessuale". La sua creazione di questo termine fu dunque non un tentativo di medicalizzare il comportamento omosessuale, ma più semplicemente il tentativo di creare un termine moralmente neutro che sostituisse quelli in uso all'epoca, soprattutto "pederastia", "sodomia", "omogenia" ed "androtropia". Del resto, negli stessi anni anche Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895), un altro militante, aveva coniato allo stesso scopo il termine uranismo, che inizialmente ebbe maggior successo.

Nel 1880 il termine "omosessualità" fu ripreso in un'opera scientifica di Gustav Jäger, Die Entdeckung der Seele, dal quale penetrò nella letteratura scientifica, che lo impose al grande pubblico, soprattutto attraverso la celeberrima Psychopathia sexualis di Richard von Krafft-Ebing, nella quale apparve a partire dall'edizione del 1887.

In Italia il termine apparve a stampa nel 1894; mentre l'aggettivo omosessuale era già apparso due anni prima, pur se destinato ad entrare nell'accezione comune solo a partire dagli anni trenta del secolo successivo.

Nel corso degli anni il termine "omosessualità" ha assunto connotati sempre più neutri, anche se il concetto in sé continua ad essere considerato un tabù in alcune culture. Negli anni cinquanta e sessanta una parte del movimento di liberazione omosessuale ha cercato di allontanare l'attenzione dal concetto di "sessualità", contenuto in questa parola, sostituendola con omofilia (dal greco omoios e filìa "affetto fraterno"). "Omofilìa" è però caduto in disuso, ed è oggi usato solo all'interno della comunità omosessuale, o da persone anziane, o per riferirsi specificamente a quel periodo storico ("il movimento omofilo degli anni Cinquanta"). Con lo stesso intento di ricondurre l'attenzione all'ambito dei sentimenti più che a quello della sessualità negli ultimi anni è stato introdotta anche l'espressione "omoaffettività".

In particolare la parola omosessualità ha sostituito, secondo le intenzioni del suo creatore, termini usati nel passato come l'antico "sodomia" o "sodomiti", il cinquecentesco "vitio nefando", "inversione sessuale" (coniato nel 1870 da Arrigo Tamassia) e altri che avevano connotazioni moralmente negative o indicavano deviazioni patologiche della sfera sessuale (come invertiti, pervertiti, culattoni, recchioni). Ha inoltre dato al linguaggio corrente un'alternativa ai termini dialettali, che hanno sempre in sé un significato denigratorio o spregiativo.

La nascita del movimento di liberazione omosessuale ha imposto in tutto il mondo il termine nato dal gergo omosessuale statunitense gay, inizialmente usato soprattutto per gli uomini omosessuali, ma da qualche anno usato frequentemente anche per parlare di donne lesbiche. Di etimo incerto, il termine risulta utilizzato anche prima dei moti di Stonewall del 1969, anche se proprio da quell'anno il termine gay si impone nel mondo come acronimo di "good as you" (g.a.y.), per sottolineare il rispetto delle differenze.

Un'ala del movimento di liberazione omosessuale (o "movimento LGBT") si autodefinisce inoltre queer.

Nel caso di omosessualità fra donne si parla di lesbismo (il termine deriva dall'isola di Lesbo, che fu patria della poetessa Saffo).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lesbismo.

Sessualità e identità di genere

Definizione dell'omosessualità

L'OMS definisce l'omosessualità una variante naturale del comportamento umano, ma non ha preso posizione rispetto alla possibile causa di tale variabilità[1].

Definire chi sia la persona omosessuale non è cosa agevole. L'omofobia, del resto, contribuisce a generare talvolta e in alcune culture una situazione sociale pesante in cui le stesse persone omosessuali rifiutano per prime, almeno in pubblico, la definizione di "omosessuale".

Oltre a ciò, il confine fra eterosessualità ed omosessualità non è affatto netto: vaste aree del comportamento umano sfuggono a una definizione netta, ad esempio nel caso delle persone bisessuali.

Oltre che da parte di persone che provano attrazione sessuale e/o sentimentale sia per persone dell'altro che del proprio sesso (bisessualità in senso stretto), si possono verificare comportamenti omo- o bisessuali in molti altri casi, tra i quali:

  • comportamenti omosessuali indotti dall'assenza di altre possibilità di sfogo sessuale ("omosessualità situazionale"), per esempio quella che si verifica nelle comunità di persone di un solo sesso, come le carceri, le caserme. Essa è detta anche "omosessualità di compensazione" o, nei testi più antichi, pseudo-omosessualità (questa ultima definizione è ormai in disuso);
  • comportamenti omosessuali infantili e adolescenziali (o "giochi" sessuali), ("omosessualità adolescenziale" o "transitoria");
  • comportamenti omosessuali maggiormente diffusi nelle società in cui i rapporti sessuali con persone del sesso opposto sono strettamente riservati agli adulti, tramite matrimonio o ricorso alla prostituzione;
  • comportamenti (anche) omosessuali da parte di persone affette da alcune patologie mentali, tali da rendere indifferenziato l'oggetto delle loro pulsioni erotiche;
  • comportamenti omosessuali motivati da ragioni estranee alla tendenza sessuale personale, come per esempio nel caso della prostituzione maschile, nella quale il bisogno economico può indurre a rapporti sessuali con persone del proprio sesso anche persone che non sono omosessuali esse stesse.

Normalmente, quando si parla di "omosessuali", non si intendono le persone coinvolte nelle situazioni sopra elencate, bensì le persone che provano attrazione in modo preponderante o esclusivo per persone del loro sesso anche quando siano al di fuori da tali situazioni. Tali persone ricercano rapporti affettivi e sessuali con persone del loro sesso in base a una pulsione interna personale e non in base a una scelta indotta dall'ambiente o dalle circostanze.

Orientamento sessuale, identità e comportamento secondo gli psicologi americani

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Orientamento sessuale.

L'American Psychological Association, l'American Psychiatric Association, e la National Association of Social Workers asseriscono che "L'orientamento sessuale si riferisce ad un modello duraturo o ad una disposizione all'esperienza sessuale, affettiva o di romantica attrazione primariamente a uomini, donne o entrambi i sessi. Si riferisce anche al senso di personale e sociale identità di un individuo basato su tali attrazioni, ai comportamenti che le esprimono, e all'appartenenza ad una comunità di altri individui che le condividono. Benché il raggio d'azione dell'orientamento sessuale si dilunghi in un continuum da un'identità esclusivamente eterosessuale ad una esclusivamente omosessuale, viene solitamente interpretato nei termini di tre categorie: eterosessuale (avente attrazione sessuale e romantica primariamente o esclusivamente con membri dell'altro sesso), omosessuale (avente attrazione sessuale e romantica primariamente o esclusivamente con membri dello stesso sesso), e bisessuale (avente un significante grado di attrazione sessuale e romantica nei confronti di entrambi uomini e donne). L'orientamento sessuale va distinto da altre componenti sessuali o della sessualità, inclusi il sesso biologico (le caratteristiche anatomiche, fisiologiche e genetiche associate con l'essere di genere maschile o femminile), l'identità di genere (il senso psicologico di appartenenza al genere maschile o femminile), e il ruolo sociale di genere (l'adesione alle norme culturali che definiscono i comportamenti mascolini o effeminati).

L'orientamento sessuale viene comunemente dibattuto come una caratteristica dell'individuo, così come per il sesso biologico, l'identità di genere o l'età. Questa prospettiva è incompleta dal momento che l'orientamento sessuale viene sempre definito sulla base dei termini relazionali e necessariamente concerne relazioni con altri individui. Atti sessuali e attrazioni romantiche vengono categorizzati come omosessuali o eterosessuali sulla base del sesso biologico dell'individuo coinvolto in essi, relativamente ai partner. Effettivamente, è tramite la prestazione – o il desiderio di prestare – con un'altra persona che gli individui esprimono la loro eterosessualità, omosessualità o bisessualità. Così, l'orientamento sessuale è integramente connesso alle intime relazioni personali che gli esseri umani formano con altri per incontrare le loro più profonde necessità sentimentali di amore, legame e intimità. Oltre al comportamento sessuale, questi vincoli comprendono affezioni fisiche non-sessuali tra partner, la condivisione degli obiettivi e dei valori, il reciproco sostegno e l'impegno costante.

Conseguentemente, l'orientamento sessuale non è meramente una caratteristica personale che può essere definita isolatamente. Altresì, il proprio orientamento sessuale definisce l'universo di persone con cui una persona è in grado di trovare soddisfacenti e appaganti relazioni che, per molti individui, comprendono un'essenziale componente di identità personale.[11]

L'attività omosessuale può anche avvenire in situazioni in cui un grande gruppo di persone dello stesso sesso è confinato insieme per una certa lunghezza di tempo, come nelle prigioni, negli ambienti militari, nelle scuole separate o in altre comunità che segregano sulla base sessuale, in cui i vari individui possono avere comportamenti omosessuali ma, in altra circostanza, si definiscono eterosessuali.

Sviluppo e presa di coscienza del soggetto riguardo al proprio orientamento sessuale: processo del coming out

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coming out.

Molte persone che si sentono attratte da membri del loro stesso sesso si trovano a dover fare un "coming out" ad un certo punto della loro vita. Generalmente, il coming out viene descritto in tre fasi. La prima fase è quella del “conoscere se stessi”, e della realizzazione o decisione di emergere come una persona aperta a relazioni con persone dello stesso sesso. Ciò viene spesso definito come un coming out interno. La seconda fase prescrive la propria decisione di “uscir fuori” con altre persone, ad esempio la famiglia, gli amici e/o i colleghi. Questa fase può avvenire in età anche molto differenti tra soggetto e soggetto, essendo strettamente legata all'evoluzione e alla situazione individuale. La terza fase è rappresentata, più generalmente, dal vivere apertamente come una persona LGBT.[12] In Italia, come nel resto delle nazioni più sviluppate, le persone spesso fanno il loro coming out durante le scuole superiori o all'università. A queste età, essi non vedono la necessità di ricorrere ad un aiuto quando il loro orientamento non è accettato nella loro società e da ciò ne conseguono rischi e violenze nel momento in cui si rivela ai membri di tale società la propria sessualità.

Secondo i testi di Rosario, Schrimshaw, Hunter, Braun (2006), "lo sviluppo dell'identità sessuale di lesbiche, gay e bisessuali (LGB) è un complesso e spesso difficile processo. A differenza di membri di altri gruppi di minoranza (come ad esempio le minoranze etniche e razziali), la maggior parte degli individui LGB non è cresciuta in una comunità di altri individui simili a loro da cui possono imparare riguardo alla loro identità e che rinforzano e supportano quell'identità. Al contrario, gli individui LGB sono spesso cresciuti in comunità che sono tanto ignoranti quanto apertamente ostili nei confronti dell'omosessualità.”[13]

Da notare che in Italia spesso ci si riferisce al coming out utilizzando impropriamente l'espressione "outing", che invece indica l'atto di rivelare l'omosessualità di qualcuno da parte di un'altra persona[14].

Fluidità dell'orientamento sessuale

Le maggiori organizzazioni professionali e scientifiche statunitensi, inglesi e australiane considerano i tentativi di modificazione dell'orientamento sessuale potenzialmente dannosi; allo stesso tempo, frange e gruppi, spesso motivati da credenze religiose, credono che il cambiamento o la diminuzione dell'attrazione sessuale, siano possibili per coloro che non "possono" accettare il proprio orientamento.

L'orientamento sessuale è stato provato essere generalmente impermeabile agli interventi intenzionati a cambiarlo. Nessuna ricerca scientificamente adeguata ha dimostrato che tali interventi siano effettivi o salutari. Le principali organizzazioni di sanità mentale non incoraggiano gli individui al tentativo di cambiare il loro orientamento da omosessuale a eterosessuale. Tutte le maggiori organizzazioni statunitensi di sanità mentale hanno adottato una politica di dichiarazioni con lo scopo di avvertire i professionisti e il pubblico sui trattamenti che implicano il cambiamento dell'orientamento sessuale.[11] Le maggiori associazioni di sanità mentale considerano i punti di vista che sposano organi intenzionati a tale cambiamento non sostenuti dalla scienza e che tali cosiddetti trattamenti sull'omosessualità creano uno scenario in cui il pregiudizio e la discriminazione possano fiorire.[15] L'American Psychological Association “incoraggia i professionisti di sanità mentale a sfatare la travisante efficacia dei tentativi di cambiamento dell'orientamento sessuale che promuovono o promettono il cambiamento del medesimo, incoraggiando invece a fornire assistenza a quelle persone afflitte dalla loro o da quella di altri situazione sessuale, e conclude che i benefici riportati dai partecipanti a tentativi di cambiamento possono essere ottenuti mediante approcci che non intentano al cambiamento dell'orientamento sessuale”.[16]

L'Australian Psychological Society afferma che "L'orientamento omosessuale non è una malattia mentale e non ci sono ragioni scientifiche per tentare una conversione di lesbiche o gay ad un orientamento eterosessuale. L'Australian Psychological Society riconosce la scarsità di evidenza scientifica riguardo l'utilità di una terapia di conversione, e sottoscrive che essa potrebbe, di fatto, essere dannosa per l'individuo. Cambiare l'orientamento sessuale di una persona non è semplicemente una questione di cambiamento del comportamento sessuale della stessa. Esso necessiterebbe dell'alterazione dei sentimenti emozionali, romantici e sessuali della persona e la ricostruzione della propria concezione di sé e dell'identità sociale."[17]

Similmente, il Royal College of Psychiatrists stabilisce che “Non v'è alcuna evidenza scientifica che l'orientamento sessuale possa essere modificato.”[18] e che "La maggior evidenza dell'efficacia di un qualsivoglia trattamento deriva da test clinici random e nessun test di questo tipo è stato mai eseguito in questo campo."[19] David Satcher della Surgeon General of the United States fornisce un rapporto che afferma che “non esiste una valida evidenza scientifica per cui l'orientamento sessuale possa essere modificato”.[20]

L'American Psychiatric Association (APA) ha inoltre affermato che "alcune persone credono che l'orientamento sessuale sia innato e stabile; malgrado ciò, l'orientamento sessuale si sviluppa nel corso della vita di una persona”.[21] L'APA dice anche che "la maggior parte delle persone sperimenta ben poco o senza alcun senso di scelta riguardo al proprio orientamento sessuale."[22] In un resoconto in associazione con le maggiori organizzazioni mediche americane, l'APA afferma che "differenti persone realizzano in differenti punti della propria vita di essere eterossessuali, gay, lesbiche o bisessuali".[23] Un rapporto della Centre for Addiction and Mental Health afferma: "Per alcune persone, l'orientamento sessuale è continuo e stabile nella loro vita. Per altri, l'orientamento sessuale può essere fluido e cambiare nel corso del tempo”.[24]

Identità di genere

I primi scrittori che hanno parlato di orientamento omosessuale solitamente lo intendevano essere intrinsecamente associato al sesso dell'individuo. Ad esempio, si pensava che una persona col corpo femminile attratta da persone con corpo femminile avrebbe avuto attributi e/o caratteristiche mascoline, e viceversa.[25] Questa concezione era diffusa dalla maggior parte dei teorici di omosessualità dalla metà del XIX ai primi anni del XX secolo, come Karl Heinrich Ulrichs, Richard von Krafft-Ebing, Magnus Hirschfeld, Havelock Ellis, Carl Gustav Jung e Sigmund Freud, così come le stesse persone omosessuali che si rispecchiavano in questa concezione. Comunque, quest'idea dell'omosessualità come vera inversione sessuale fu disputata, e nella seconda metà del XX secolo, l'identità di genere iniziò ad essere sempre più vista come un fenomeno distinto dall'orientamento sessuale.

Le persone transgender e cisgender possono essere attratte da uomini, donne o da entrambi, benché la prevalenza dei differenti orientamenti sessuali sia abbastanza diversa in queste due popolazioni. Un individuo omosessuale, eterosessuale o bisessuale può essere mascolino, effeminato o androgino, e inoltre, molti membri e sostenitori delle comunità lesbiche e gay dichiarano che riconoscere un “genere eterosessuale conforme“ (cioè maschio con caratteristiche mascoline e femmina con caratteristiche femminili) e un “genere omosessuale non conforme” (cioè maschio con caratteristiche femminili e femmina con caratteristiche mascoline) siano degli stereotipi negativi. Comunque, studi effettuati da J. Michael Bailey e K.J. Zucker hanno riscontrato che la maggioranza dei gay e delle lesbiche sono state di un genere non conforme durante la loro infanzia.[26] Richard C. Friedman, nel suo Male Homosexuality pubblicato nel 1990,[27] scrivendo con una prospettiva psicoanalitica, afferma che il desiderio sessuale inizia più tardi di quanto indicò invece Sigmund Freud; non nell'infanzia ma tra i 5 e i 10 anni, e non è focalizzato su di una figura genitoriale ma su individui della stessa età, o loro pari.[28]

Costruzione sociale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teoria queer.
Una coppia omosessuale maschile.

Dato che un orientamento sessuale è complesso e multi-dimensionale, alcune accademie e ricercatori, specializzati in tali studi, asseriscono che ciò sia un costrutto sociale e storico. Nel 1976 lo storico Michel Foucault affermò che l'omosessualità intesa come identità non esisteva nel diciottesimo secolo; le persone allora parlavano di “sodomia”, riferendosi al mero atto sessuale. La sodomia era un reato che veniva spesso ignorato ma a volte severamente punito.

Il termine omosessuale è spesso usato dalle culture europee e americane per avviluppare l'intera identità sociale di una persona, che include sé stessi e la propria personalità. Nelle culture occidentali alcune persone parlano significativamente di identità e comunità gay, lesbiche e bisessuali. In altre culture, l'etichettare con omosessuale e eterosessuale non enfatizza un'intera identità sociale o non indica un'affiliazione comunitaria basata sull'orientamento sessuale.[29] Alcuni studiosi, come David Green, affermano che l'omosessualità sia un costrutto sociale del moderno Occidente, e come tale non possa essere usato nel contesto di una sessualità maschio-maschio non occidentale, così come non possa essere fatto nello stesso contesto riguardo l'Occidente pre-moderno.[30]

Romanticismo omosessuale e relazione

Una coppia omosessuale femminile.

Le persone con un orientamento omosessuale possono esprimere la propria sessualità in una varietà di modi e possono o non esprimerla nel proprio comportamento.[31] Alcuni hanno relazioni sessuali predominanti con persone della loro stessa identità di genere, un altro genere, relazioni bisessuali o possono anche essere celibi.[31] Ricerche indicano che molte lesbiche e gay vogliono avere, o riescono ad avere, impegnate e durature relazioni. Ad esempio, alcuni rilevamenti[32] indicano che tra il 40 e il 60% degli uomini gay e tra il 45 e l'80% delle donne lesbiche sono correntemente impegnate in una relazione sentimentale. Tali dati[32] indicano anche che tra il 18 e il 28% delle coppie gay e tra l'8 e il 21% delle coppie lesbiche negli Stati Uniti hanno vissuto insieme per dieci o più anni. Alcuni studi hanno dimostrato che le coppie dello stesso sesso e del sesso opposto sono equivalenti nelle misure di soddisfazione e impegno nelle relazioni sentimentali[33][34], che l'età e il genere sono più attendibili dell'orientamento sessuale nel presagire la soddisfazione e l'impegno nella relazione sentimentale[34] e che le persone che sono eterosessuali o omosessuali condividono aspettative e ideali comparabili nei confronti di una relazione sentimentale.[35]

Demografia

Le prime stime (sec. XIX)

Le prime stime, opera di militanti omosessuali come Karl Heinrich Ulrichs, nel XIX secolo, valutavano la consistenza degli "uranisti" nell'ordine di una persona ogni diecimila, cifra che fu allora giudicata esagerata.

All'inizio del secolo XX il sessuologo e militante omosessuale Magnus Hirschfeld scoprì, in un questionario fatto circolare fra studenti di sesso maschile, una percentuale di omosessuali di circa una persona ogni cento. Anche questo dato fu considerato eccessivo ed Hirschfeld fu accusato dai suoi avversari di manipolazione deliberata dei dati per "gonfiarli".

Il "Rapporto Kinsey" e la stima del 5%

Quella di Hirschfeld rimase comunque l'unica stima scientifica disponibile fino al 1947, quando uscì il primo dei due volumi del celebre Rapporto Kinsey, dedicato al comportamento sessuale maschile.

Le statistiche fornite da questo Rapporto ebbero un effetto dirompente, suscitando un'infinità di polemiche. Alfred Kinsey era un biologo e non uno psichiatra, ed ebbe l'idea di applicare anche alla specie umana il metodo usato nelle ricerche scientifiche, catalogando i soggetti in base non a ciò che dichiaravano di essere, ma in base a quello che dichiaravano di avere fatto. Grazie a tale studio scoprì che quasi la metà dei soggetti studiati aveva avuto contatti sessuali protratti fino all'orgasmo con una persona dello stesso sesso almeno una volta nella vita.

Inoltre, il 5% (una su venti) fra le persone studiate aveva avuto esclusivamente rapporti omosessuali nel corso della sua vita dopo l'adolescenza, e un ulteriore 5%, pur avendo avuto rapporti con entrambi i sessi, ne aveva avuti in prevalenza col proprio sesso.

I dati relativi alle donne, editi nel secondo volume, nel 1953, fornivano percentuali inferiori, ma confermavano che gli atti sessuali fra donne erano enormemente più comuni di quanto si fosse ritenuto fino ad allora.

Questi dati furono contestati con estrema violenza soprattutto da coloro che, giudicando l'omosessualità un comportamento estraneo alla natura umana, ritenevano poco credibile che la maggior parte degli esseri umani l'avesse sperimentata almeno una volta nella vita. Per screditare l'attendibilità dei suoi studi, Kinsey fu attaccato a livello personale come pornografo, omosessuale e pedofilo[36].

Kinsey cercò di ribattere alle critiche con un ulteriore volume della sua ricerca, che avrebbe dovuto essere il terzo, dedicato esclusivamente al comportamento omosessuale, ma la Fondazione Rockefeller, che lo aveva sin lì finanziato, poco soddisfatta delle polemiche innescate dalla ricerca e soggetta a forti pressioni da più parti, gli negò ulteriori fondi. La ricerca di Kinsey subì pertanto un drastico ridimensionamento e da allora le ricerche sulla percentuale di omosessuali sono compiute con estrema cautela, su campioni limitati, spesso traendo conclusioni in base al modo in cui gli intervistati si definiscono anziché in base al loro comportamento effettivo.

Per questo motivo la stima dell'"uno su venti" (cioè del 5%) continua ad essere considerata come la più attendibile da un punto di vista scientifico, al punto da essere adottata ufficialmente dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per valutare l'incidenza dell'omosessualità esclusiva all'interno della popolazione umana.

Nota metodologica

Una statistica costituisce un dato scientifico se i dati su cui si basa sono oggettivi, verificabili e riproducibili, quali, ad esempio l'altezza media degli individui di una data popolazione.

Dato che non esiste uno strumento per rilevare oggettivamente l'orientamento sessuale di un individuo, ci si affida al metodo dell'intervista (di persona, per telefono, tramite questionario anonimo, per internet, ecc.), che spesso si limita a porre all'interessato la domanda "Lei è eterosessuale o omosessuale?". All'intrinseca soggettività delle risposte, andrebbe aggiunto il fatto che esse possono comunque essere manipolate dalla volontà della persona di mentire deliberatamente, o dall'influenza più o meno consapevole che norme e pregiudizi sociali hanno sul soggetto in esame. Da questo punto di vista, il metodo usato dal Kinsey può ritenersi più accurato in quanto basato sui comportamenti effettivi e non sulle dichiarazioni fornite.

Va sottolineato pertanto che una statistica sull'orientamento sessuale di una popolazione non è un dato scientifico, poiché i dati di partenza non hanno le caratteristiche del dato scientifico. Lo stesso Kinsey ha spesso sottolineato che i dati da lui rilevati non possono avere un valore oggettivo, ma che si tratta solo di uno squarcio su una realtà del tutto sconosciuta. Il dato di Kinsey del 5% (che ha il pregio di essere basato su un campione molto ampio) è tuttavia utile come punto di partenza per ulteriori analisi.

Teorie sulla differenziazione dell'orientamento sessuale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teorie sulla differenziazione dell'orientamento sessuale.

La domanda sulla causa dell'omosessualità ha suscitato, e non solo in tempi recenti, innumerevoli ipotesi e spiegazioni. Le ipotesi proposte si dividono grosso modo in tre categorie:

  • Spiegazione innatista (omosessuali si nasce). L'omosessualità sarebbe in qualche modo innata:
  1. vuoi per ragioni naturali, per motivi tuttora non determinati, analoghe a quelle che portano naturalmente una certa percentuale della specie umana ad essere mancina anziché destrimane
  2. vuoi per conseguenza di vere e proprie cause fisiche (squilibri ormonali - anche durante la gravidanza)
  3. vuoi per altri motivi ancora (ad esempio alcuni autori greci parlano dell'influsso astrologico quale causa della determinazione della preferenza per le persone dello stesso sesso, ma questa chiaramente non è una spiegazione scientifica)
  • Spiegazione psicologica (omosessuali si diventa). L'omosessualità sarebbe l'effetto di un differente sviluppo della psiche, in genere maturato da bambini o da adolescenti.[37] Questa teoria era adottata, precedentemente allo sviluppo della teoria innatista, da molte - se non la maggior parte - delle branche della psicoanalisi, della psichiatria e della psicologia. Su di essa covergono tuttora i sostenitori delle terapie di conversione, secondo i quali l'omosessualità sarebbe un'alterazione dell'orientamento dallo stato di default, generalmente identificato con l'eterosessualità, per via di accadimenti anomali (traumi, abusi o comportamenti particolari) senza i quali non si sarebbe mai maturato un orientamento diverso. Tale visione è spesso osteggiata dal mondo LGBT, in quanto considerata come una mera riproposizione del concetto di omosessualità come patologia, senza affermarlo esplicitamente, ed è rigettata dalle maggiori associazioni di psicologi e psichiatri, in quanto è tuttora priva di fondamento scientifico.[38]
  • Spiegazione volontaristica (non esistono persone omosessuali, ma solo atti omosessuali). L'omosessualità non ha "cause". Si tratterebbe di un comportamento appreso ed acquisito, frutto della volontà del singolo individuo. Fra coloro che sostengono la tesi volontaristica, le valutazioni divergono ulteriormente:
  1. per una parte dei sostenitori di questa spiegazione, quello omosessuale sarebbe un comportamento moralmente deviato, causato sostanzialmente dal vizio
  2. per un'altra parte, invece (il pensiero postmoderno e la teoria queer) sarebbe l'effetto della "educastrazione", che avrebbe indotto dall'esterno le persone a rinunciare, in un senso o nell'altro, alla naturale bisessualità che caratterizzerebbe secondo tale ipotesi, per natura l'essere umano

È importante notare che nessuna delle teorie eziologiche (cioè, relative alle cause) sopra elencate è fino ad oggi riuscita a raggiungere un grado di affidabilità scientifica tale da potere escludere tutte le altre, e quindi tale da potere mettere d'accordo almeno la maggior parte degli studiosi. Per l'omosessualità negli animali sono state avanzate ipotesi differenti: dall'innatismo al ruolo evolutivo[39], da modificazioni genetiche a strategie riproduttive ed adattive.[40]

Omogenitorialità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Omogenitorialità.

Molte persone LGB sono genitori in diverse eventualità, tra cui relazioni eterosessuali in corso o precedenti, adozione, inseminazione artificiale, tutela e gravidanza surrogata.[41][42][43][44] Nel censimento statunitense del 2000, il 33% delle coppie dello stesso sesso femminili e il 22% delle coppie dello stesso sesso maschili conviventi, riscontrano la presenza di almeno un figlio sotto i diciotto anni residente in casa.[23] Molti di questi bambini non sanno di avere un genitore LGB: le questioni del coming out variano e alcuni genitori possono anche non aver mai detto ai loro figli di essere omosessuali.[45][46] L'omogenitorialità generalmente, e l'adozione da parte di coppie LGBT in particolare, sono questioni di controversie politiche attuali nelle nazioni occidentali, spesso protagoniste di guerre culturali tra conservatori e liberali. Nel gennaio del 2008 la Corte Europea dei diritti dell'uomo sancì che le coppie dello stesso sesso debbano avere il diritto di adottare un figlio.[47][48] Negli USA, le persone LGB possono legalmente adottare in tutti gli stati, eccezion fatta per la Florida,[49] così come è proibito ancora in alcuni stati dell'Unione europea, tra cui l'Italia.

La ricerca scientifica ha consistentemente dimostrato che genitori lesbiche e gay sono tanto adatti e capaci quanto i genitori eterosessuali.[11][50][51] Le ricerche hanno documentato che non vi sono relazioni, in alcun misura, tra l'orientamento sessuale dei genitori e l'adattamento emozionale, psicosociale e comportamentale del figlio.[11][50][51][52] La letteratura indica che il benessere economico, psicologico fisico dei genitori è accresciuto dal matrimonio e che i figli beneficiano unicamente dell'educazione e della crescita da parte di due genitori all'interno di un'unione legalmente riconosciuta.[11][50][52]

L'American Psychological Association, l'American Psychiatric Association, e la National Association of Social Workers affermano che "Le abilità delle persone gay e lesbiche e i risultati positivi per i loro figli non sono aree in cui ricercatori scientifici credibili possono dissentire. Affermazioni delle principali associazioni di esperti in quest'area riflettono un consenso professionale per cui i figli cresciuti da genitori lesbiche o gay non differiscono in alcuna considerazione importante da coloro che sono cresciuti da genitori eterosessuali. Nessuna ricerca empirica suggerisce il contrario."[11] Come notato dalla Professoressa Judith Stacey, della New York University: “Raramente si è avuto un consenso tale in una qualsiasi altra area delle scienze sociali come nel caso dell'omogenitorialità, motivo per il quale l'American Academy of Pediatrics e tutte le maggiori organizzazioni professionali con esperienza nel benessere del bambino hanno proposto rapporti e risoluzioni in sostegno ai diritti dei genitori gay e lesbiche”.[53] Tra queste principali organizzazioni ricordiamo, negli Stati Uniti l'American Psychiatric Association, la National Association of Social Workers, la Child Welfare League of America, l'American Bar Association, il North American Council on Adoptable Children, l'American Academy of Pediatrics, l'American Psychoanalytic Association, l'American Academy of Family Physicians,[54] nel Regno Unito, il Royal College of Psychiatrists,[55] e in Canada, la Canadian Psychological Association.[50]

Sanità

Fisica

Il rapporto omosessuale non comporta alcuna malattia in più o differente da qualsiasi altra possibilità in un rapporto eterosessuale. Gli individui omosessuali maschili riscontrano altresì una più elevata diffusione di malattie veneree, dovuta alla mancanza di informazione ed educazione riguardo ai metodi di protezione sessuale, quali il preservativo, che determinano una maggior diffusione della malattia nello strato della popolazione che maggiormente ne va a rischio essendo il rapporto sessuale anale più accessibile a tale diffusione.

Mentale

Quando fu descritta per la prima volta nella letteratura medica, l'omosessualità veniva spesso affrontata da un punto di vista che mirava a trovare un'inerente psicopatologia nella sua causa scatenante. Molta letteratura sulla sanità mentale e sui pazienti omosessuali si è incentrata nella loro depressione clinica, nell'uso di droghe e nel suicidio. Benché queste questioni esistano anche tra persone eterosessuali, la discussione sulla loro causa derivante o portante all'omosessualità è stata rimossa dal Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM) nel 1973. Malgrado ciò, l'ostracismo sociale, la discriminazione legale, l'internalizzazione di stereotipi negativi e le limitate strutture di supporto rappresentano fattori che le persone omosessuali affrontano nelle società occidentali che spesso intaccano avversamente la loro sanità mentale.[56] Marchi, pregiudizi e discriminazioni scaturite da atteggiamenti sociali negativi nei confronti dell'omosessualità portano a una più alta prevalenza di disordini mentali tra lesbiche, gay e bisessuali comparati ai loro pari eterosessuali.[57] L'evidenza indica che la liberalizzazione di questi atteggiamenti negativi è associata a tali rischi di salute mentale, soprattutto tra i più giovani.[58]

Gioventù gay e lesbica

La gioventù gay e lesbica soffre di un elevato e in aumento rischio di suicidi, abuso di droghe, problemi scolastici e isolamento a causa di un “ambiente ostile e di condanna, di abusi fisici e verbali, del rigetto e dell'isolamento da parte della famiglia e dei compagni”.[59] Secondo i dati del Dipartimento di Salute Pubblica i suicidi della popolazione gay costituirebbero il 30% di tutti i suicidi adolescenziali[60]. Inoltre, i giovani LGB sono più ad alto rischio di abuso psicologico o fisico da parte di genitori o tutori, nonché abuso sessuale. Le ragioni più logiche per questa disparità sono che

  1. i giovani LGBT possono essere etichettati specificatamente sulla base del loro profilo sessuale apparente o della loro apparenza non conforme al genere
  2. i fattori di rischio associati allo status di minoranza sessuale, comprendente discriminazione, invisibilità e rigetto dai membri della famiglia, possono portare ad un aumento dei comportamenti associati al rischio di vittimizzazione, di abuso di sostanze, sesso con più partner o il fuggire di casa, nonché di debolezza e timidezza che facilitano l'abuso da parte di un adulto.[61]

Centri di crisi nelle città più grandi e siti di informazione in Internet sono nati per aiutare i giovani e gli adulti.[62]

Omosessualità nella storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia LGBT.
Khnumhotep e Niankhkhnum; si ritiene che essi rappresentino la prima attestazione storica di un unione omosessuale ( circa 2400 a.C.)

Fin dagli inizi della storia dell'umanità uomini e donne hanno provato attrazione sentimentale e desiderio d'intimità nei confronti di persone dello stesso sesso: dall'epopea di Gilgamesh (1700 a.C.) in cui l'eponimo eroe Gilgameš prova per il compagno Enkidu un affetto del tutto somigliante a quello che lega uno sposo alla moglie, all'Iliade, poema epico per eccellenza, narra la storia di Achille e Patroclo (tradizionalmente risalente al XII secolo a.C.), esempio di fortissima amicizia virile.

Ma anche la Sacra Bibbia descrive figure di donne e uomini legati emotivamente ai propri simili: la matura Naomi con la nuora vedova del figlio Ruth; oppure David, il pastorello unito da un'inviolabile amicizia col figlio del re, Gionata. Secondo quanto ne disse millenni dopo Oscar Wilde tali esempi costituivano la riprova dell'esistenza - da sempre - di quel tipo di amore "che non osa pronunciare il proprio nome"[63].

La storia dell'omosessualità nel mondo antico comprende e abbraccia in pratica tutte le civiltà, ad iniziare dall'omosessualità nell'antico Egitto. Nei territori dell'antica Cina del III secolo a.C si narra il legame esistente tra Ling, un duca, col giovane favorito Mizi Xia: da quando il ragazzo offrì una pesca all'amico prima ancor d'assaggiarla lui stesso, quello divenne "l'amore della pesca condivisa". Nell'antica India il poema epico Mahabharata (200 a.C.) racconta di come l'amicizia esclusiva che lega Krsna ed Arjuna sia l'energia atta a condurli verso l'immortalità[64].

Due coppie pederastiche ad un simposio, dalla tomba del tuffatore di Paestum.

La poetessa dell'antica Grecia Saffo di Lesbo nel VI secolo a.C. canta le pene d'amore di una donna nei confronti di un'altra donna (da ella nasceranno le parole saffismo e lesbismo), mentre Teognide, Anacreonte, Ibico e - forse - anche il legislatore ateniese Solone declamano la bellezza dei giovani (da cui la denominazione di amore greco).

Ganimede e l'aquila; copia romana del II secolo, conservata all'Ermitage.

I temi LGBT nella mitologia sono assai numerosi e spaziano per ogni continente, i temi LGBT nella letteratura altrettanto. Dagli esempi mitici a quelli storici: da Ganimede rapito da Zeus a Bagoas amato da Alessandro Magno, a Pitagora e Sporo sposati dall'imperatore Nerone, ad Antinoo tramutato in un autentico dio dalla passione dell'imperatore romano del II secolo Adriano; a Ierocle che l'adolescente Eliogabalo ha voluto come marito

Nel mondo classico, l'omosessualità nell'antica Grecia e l'omosessualità nell'Antica Roma, pare esservi una spiccata predilezione nei confronti della pederastia, rapporto etico, estetico e finanche (ma non necessariamente) erotico tra un uomo adulto e un adolescente: la pederastia greca si personalizza nella pederastia cretese, nella pederastia spartana, nella pederastia ateniese e nella pederastia tebana. Esiste anche un'omosessualità militare nell'antica Grecia. Nell'impero romano operarono i catamite e gli exoletus. In quello che diverrà il mondo musulmano esisteranno sempre i Bacha Bazi in tutte le sue derivazioni nazionali.

L'atteggiamento e la risposta sociale a queste manifestazioni di affetto, tutte indicanti una qual certa "attitudine omosessuale" sono stati molto variegati, sia nel corso del tempo che del luogo, con valutazioni assai diversificate che vanno da una totale accettazione e integrazione fra i comportamenti socialmente accettati, addirittura onorati e celebrati fino all'esaltazione da una parte (vedi la pederastia greca, con la sua cultura della nudità nello sport e del nudo eroico) o le culture dalla Melanesia[65][66]; condannati senza appello come abominio e segnalati come immorali e peccaminosi da un'altra.

Busti di Adriano e Antinoo.

Una gran quantità di definizioni sono state date per interpretare tali comportamenti e i relativi soggetti praticanti; uno dei più diffusi in occidente è stato quello di sodomia, termine di origine religiosa basato sulla celeberrima storia dei perfidi abitanti di Sodoma. Nel frattempo, con l'omosessualità nel Medioevo fanno la loro comparsa la cosiddetta amicizia romantica, poi il sentimento di agape che lega certuni monaci medioevali nell'adelphopoiesis, l'omoerotismo tracimante vigente per tutto il Rinascimento e oltre in ambito artistico, ma non solo; dalla figura di San Sebastiano nelle arti, sempre più giovane, sempre più bello e sempre più nudo; a Giovanni Battista nelle arti nella sua rappresentazione come "San Giovannino".

I favoriti o mignons delle corti reali europee affiancavano le personalità più importanti del tempo, ma vi erano anche donne che si fingevano uomini per poter stare accanto alle loro prescelte, fino a giungere al concetto di matrimonio bostoniano nel corso del XIX secolo. I sacerdoti dello sciamanismo, travestiti o effeminati, delle civiltà precolombiane degli Aztechi e degli Incas vennero chiamati spregiativamente dai conquistadores col nomignolo di berdaches.

Nel XVIII secolo lo storico dell'arte e neoclassicista tedesco con forti inclinazioni omoerotiche Johann Joachim Winckelmann dà origine all'estetica moderna, al gusto nei confronti del bello, soprattutto riferito all'antichità greco-romana. Alla fine del XIX secolo un altro tedesco omofilo, Wilhelm von Gloeden, si rifugia in Italia del sud e crea il nudo maschile nella fotografia. A cavallo tra il XIX e il XX secolo nasce il cinema ed ecco apparire immediatamente anche l'omosessualità nel cinema; lo sviluppo sempre più massiccio del fumetto produce l'omosessualità nei fumetti (in terra nipponica con le denominazioni specifiche di Bara (genere narrativo), Yaoi e Yuri.

Walt Whitman e Peter Doyle nel 1869.

Negli anni '60 dell'800 un medico ungherese conia il neologismo greco-latino omo-sessuale, ma molti altri appellativi sorgono in contemporanea o di poco successivi, da quello indicante i poeti uraniani, a omofilo all'altamente peggiorativo e gergale frocio; mentre le lesbiche diventano tribadi, amazzoni, camioniste (butch in lingua inglese). Il poeta statunitense Walt Whitman in "Calamus", sezione di Foglie d'erba (1855) loda a voce spiegata "l'amore dei compagni". All'interno della lunga storia dell'omosessualità in Germania nasce il primo movimento omosessuale, precursore di quello odierno.

Vi sono poi coloro che hanno parlato di terzo sesso e chi, richiamandosi ai mitici e sempre presenti esempi dell'Androgino, di Ermafrodito e altri hanno contribuito ad un identificazione transgender, o transessuale o intersessuale, originante anch'essa dai tempi più antichi, basti solo vedere i temi transgender nell'antica Grecia. A seguito dei Procedimenti giudiziari a carico di Oscar Wilde che condussero nel 1895 ad una condanna a due anni di lavori forzati, a causa del suo innominabile connubio col giovane lord Alfred Douglas, molti uomini di lettere con le stesse sue preferenze amorose contribuirono a sviluppare una certa cultura a tematica ristretta o inerente a personaggi omosessuali, quella che diverrà la contemporanea letteratura gay.

Molti cercarono di tradurre in chiave omosessuale l'esistenza terrena di personaggi celebri: da Socrate sedotto dall'allora giovinetto Alcibiade al maturo genio rinascimentale Leonardo da Vinci che pare stregato da "Salaì" (il diavoletto) alias Gian Giacomo Caprotti; da Michelangelo Buonarroti che scrive appassionate poesie d'amore al giovane uomo Tommaso de' Cavalieri, fino al misterioso William Shakespeare che dedica i suoi Sonetti ad un altrettanto misterioso venticinquenne; fino al pittore precursore del Barocco Michelangelo Merisi da Caravaggio che ritrae spesso e volentieri nudo o seminudo il suo - presunto, probabile - amante adolescente Mario Minniti. "Se tutti questi erano, o avrebbero potuto, essere gay, allora i loro discendenti moderni potevano ben affermare di appartenere a una nobile famiglia"[67].

Coppia di adolescenti omosessuali nel 2009.

Il XX secolo ha portato alla ribalta nuovi nomi ed altre parole per descrivere sempre la stesa cosa: gay o l'acronimo LGBT; ma vi sono anche gli "uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini" e basta. Il termine Queer è invece stato adottato, assimilato positivamente da un'iniziale sua significazione negativa. Nel 1936 i franchisti fucilano il poeta spagnolo Federico García Lorca gridandogli contro "maricon"; nel 1975 viene barbaramente assassinato un altro poeta, questa volta italiano, Pier Paolo Pasolini ed il caso viene frettolosamente chiuso essendoci un ragazzino reo confesso: una "storia da froci". Ancora nel 1995 nel paese più evoluto ed avanzato del pianeta un giovane "faggot" viene seviziato e lasciato morire, Matthew Shepard.

La storia dell'omosessualità è quindi anche una storia degli atteggiamenti sociali possibili verso un comportamento percepito come "deviante", ed ha interesse anche da un punto di vista sociologico, antropologico, politico e in qualche misura filosofico. Per questo motivo esiste una branca della storiografia che si occupa espressamente di storia LGBT. Figure mitologiche, personaggi storici e personalità di rilievo di vario tipo divengono icone gay.

L'atteggiamento sociale verso i comportamenti omosessuali ha conosciuto momenti di relativa tolleranza, come abbiamo visto, durante i quali la società ammetteva un certo grado di discussione ed esibizione pubblica del tema, anche attraverso l'arte e le produzioni culturali (come è avvenuto per esempio nell'antica Atene classica, nella Toscana del Rinascimento, o a Berlino e a Parigi nell'anteguerra) alternandoli però a momenti di repressione durissima, come nell'Italia del Trecento, o nell'Europa della Riforma protestante e Controriforma cattolica o ancora nel periodo a cavallo della Seconda guerra mondiale, durante il quale persero la vita diverse decine di migliaia di persone: la storia degli omosessuali nella Germania nazista e durante l'olocausto è così parte integrante di un breve ma intenso periodo di persecuzione generalizzata. Dall'altra parte vi sarà la persecuzione dell'omosessualità nell'Unione Sovietica.

Dalla seconda guerra mondiale in poi l'atteggiamento sociale nei confronti delle persone omosessuali è andato migliorando, anche a seguito delle battaglie condotte a questo scopo dal movimento di liberazione omosessuale. Secondo la cronologia della storia LGBT la cultura omosessuale rimanda indietro nel tempo fino al cinque, dieci, quindici mila a.C.; al giorno d'oggi prosegue con la richiesta di Diritti LGBT nel mondo e col riconoscimento di una qualche forma di matrimonio tra persone dello stesso sesso. In Natura pare infine esistere anche l'omosessualità negli animali.

Omosessualità e legge

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Omosessualità e legge.
Stato legale dell'omosessualità nel mondo.

██ Informazioni non disponibili

Legale

██ Matrimonio omosessuale

██ Unione civile

██ Nessun riconoscimento

██ Riconosciuti i matrimoni omosessuali contratti all'estero

Illegale

██ Pena minima

██ Pena elevata

██ Ergastolo

██ Pena capitale

La maggior parte delle nazioni non impedisce il sesso consensuale tra persone al di sopra dell'età di consenso. Alcune giurisdizioni riconoscono anche gli stessi diritti, la protezione ed i privilegi per le strutture familiari di coppie dello stesso sesso, a volte anche il matrimonio. Alcune nazioni impediscono relazioni omosessuali, vietandole per legge. I trasgr

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