Omelia pasquale (Melitone)
L'Omelia Pasquale (Perì Páscha, "Sulla Pasqua") di Melitone di Sardi è un antico testo omiletico cristiano, rinvenuto nel 1940.
[modifica] La Pasqua quartodecimana
È stato scritto nel 170 circa in Asia Minore, all'epoca di Marco Aurelio. La Pasqua cristiana allora si celebrava il 14 Nisan del calendario ebraico, il 7 aprile, ed era una data fissa (a differenza dell'attuale data mobile). Le comunità celebravano un'unica veglia, senza riunirsi al giovedì santo ed al venerdì santo.
Questo particolare testo è invece l'unico ad attestare la liturgia dei cosiddetti quartodecimani, coloro cioè che si riunivano il 14 aprile per celebrare unitamente la Pasqua (morte) e la Resurrezione. La loro fede si incentrava sulla Passione e sul "mistero della croce", anziché sulla "gloria della Resurrezione" - fulcro della celebrazione attuale domenicale.
Sofronio Eusebio Girolamo intervenne poi sulla questione, affermando l'accezione di Pasqua come "passaggio" e desautorando la tesi di Pasqua come "dolore" sostenuta da Melitone.
[modifica] Deicidio
Nell'Omelia compare per la prima volta il concetto del deicidio riferito al popolo ebraico, affermando cioè l'idea cristiana secondo la quale gli ebrei, condannando Gesù a morte (in virtù della sua identità di natura col Padre), commisero un atto di assassinio contro Dio stesso.
A quest'opera risalirebbero i "lamenti" e gli improperia contenuti anticamente nella liturgia del Venerdì Santo (Oremus et pro perfidis Judaeis).