Oh mia bela Madunina

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Oh mia bela Madunina
Artista Giovanni D'Anzi
Autore/i Giovanni D'Anzi, Alfredo Bracchi
Genere Folk
Stile Canzone popolare
Edito da
Tempo (bpm)
Riferimento (Real Book)
Esecuzioni notevoli Nanni Svampa, Aldo, Giovanni & Giacomo, Antonella Ruggiero, Alberto Rabagliati
Pubblicazione
Incisione '
Data 1934
Data seconda pubblicazione
Etichetta
Durata 2 min : 43 sec
Note
Campione audio
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Tracce
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La Madonnina

Oh mia bela Madunina (O mia bella Madonnina) è una canzone composta in parole e musica da Giovanni D'Anzi nel 1935.

La Madonnina in questione è la statua d'oro posta in cima al Duomo di Milano. Col tempo questa canzone è diventata il simbolo del capoluogo lombardo, fino ad essere intonata dalle tifoserie di Inter e Milan durante le partite.

Indice

[modifica] Come nasce la canzone

Nel 1934 Giovanni D'Anzi, milanese, lavorava come pianista e cantante al Pavillon dorè di Milano. La città continuava ad assorbire forza-lavoro dalle zone rurali di varie regioni della penisola italiana e, tra queste, dall'Italia meridionale. A D'Anzi veniva spesso richiesto, da una parte del pubblico, di suonare canzoni della tradizione napoletana o del sud d'Italia. Poco dopo, in una notte d'ottobre, compose questa canzone, che ha anche toni ironici. Scrisse e compose così Madonnina, per la prima volta senza l'aiuto del suo paroliere di fiducia Alfredo Bracchi. La canzone portò D'Anzi alla fama internazionale.

[modifica] Incisioni

Alcune incisioni notevoli:

[modifica] Bibliografia

  • Giovanni D'Anzi, Le canzoni milanesi, Milano, Curci, 1961.

[modifica] Testo

Milanese:

A disen la cansun la nass a Napoli,

e certamen g'han minga tutti i tort.

Surriento, Margellina tutt'i popoli

i avran cantà almé un milliun de volt.

Mi speri che se offenderà nissun

se parlom un cicin anca de num.

O mia bela Madunina, che te brillet de luntan,

tuta d'ora e picinina, ti te dominet Milan,

sota a ti se viv la vita, se sta mai cui man in man.

Canten tutt "luntan de Napoli se moeur",

ma po' i vegnen chi a Milan.

Ades ghè la cansun de Roma magica,

de Nina, er Cupolone e Rugantin;

se sbaten in del Tever, roba tragica,

esageren, me par, un cicinin.

Sperem che vegna minga la mania

de metes a cantà "Malano mia".

O mia bela Madunina, che te brillet de luntan,

tuta d'ora e picinina, ti te dominet Milan.

Sota a ti se viv la vita, se sta mai cui man in man.

Canten tutt "luntan de Napoli se moeur",

ma po' i vegnen chi a Milan.

Si vegnì sensa paura, num ves lungarem la man.

Tutt el mond a l'è paes, e semm d'accord,

ma Milan, l'è on gran Milan!

Italiano:

Dicono che la canzone nasca a Napoli,

e certamente non hanno tutti i torti;

Sorrento, Mergellina, tutti popoli

l'avranno cantata milioni di volte.

Io spero che non si offenderà nessuno

se parliamo un poco anche di noi.

Oh mia bella Madonnina, che splendi da lontano,

tutta d'oro e piccolina, tu domini Milano,

sotto di te si vive la vita, non si sta mai con le mani in mano.

Cantano tutti "lontano da Napoli si muore",

ma poi vengono tutti qui a Milano.

Adesso c'è la canzone di Roma magica,

di Nina, er Cupolone e Rugantino,

si buttano nel Tevere, roba tragica,

esagerano, mi sembra, un poco.

Speriamo che non nasca la moda

di mettersi a cantare "Malano mia".

Oh mia bella Madonnina, che splendi da lontano,

tutta d'oro e piccolina, tu domini Milano;

sotto di te si vive la vita, non si sta mai con le mani in mano.

Cantano tutti "lontano da Napoli si muore",

ma poi vengono tutti qui a Milano.

Venite senza paura, noi vi tenderemo la mano.

Tutto il mondo è paese, e siamo d'accordo,

ma Milano, è una grande Milano!

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