Odi profanum vulgus, et arceo
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Con la famosa frase Odi profanum vulgus, et arceo (odio il volgo profano, e me ne tengo lontano) inizia la prima Ode del III libro di Orazio.
[modifica] Significato
Qui il poeta esprime il suo distaccarsi dal popolo incapace di comprenderlo specificando che solo un'élite sarà capace di comprendere quello che afferma e apprezzarlo. Successivamente la frase divenne un proverbio in cui si esprime una sdegnosa superiorità verso la massa plebea.
| Quinto Orazio Flacco (8 dicembre 65 a.C. – 27 novembre 8 a.C.) | ||
| Opere: Satire (Sermones) - Epòdi - Odi - Epistole (contenente il componimento Ars Poetica) - Carmen saeculare | ||
| Citazioni celebri: Carpe diem - Aurea mediocritas - In medias res - Odi profanum vulgus, et arceo - Coelum non animum mutant qui trans mare currunt | ||
| Corrente di pensiero: Epicureismo | ||
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