Nepotismo

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Con il termine nepotismo si indica la tendenza, da parte di detentori di autorità o di particolari poteri, a favorire i propri parenti a causa della loro relazione familiare e indipendentemente dalle loro reali abilità e competenze. Il termine deriva dalla parola latina nepos, significa "nipote", e viene generalmente usato in senso spregiativo. Talvolta, specialmente in ambiente universitario, è utilizzato anche il sinonimo baronismo, derivante appunto dal titolo nobiliare di barone, con accezione ironica e ancor più negativa.

Ad esempio, se un dirigente o politico assume o promuove un parente piuttosto che un estraneo alla famiglia più qualificato, quel dirigente (o politico) sarà accusato di nepotismo. Alcuni biologi, senza citare alcuna argomentazione scientifica e razionale, hanno suggerito che la tendenza al nepotismo sarebbe istintiva[senza fonte], una forma, a loro dire, di selezione parentale.

Il nepotismo in campo politico è un pericolo per la democrazia, perché determina una concentrazione di poteri (e conseguentemente capitali) nelle mani delle stesse famiglie, e perché ostacola il necessario ricambio della classe dirigente ed un accesso universale e meritocratico alle istituzioni e alla pubblica amministrazione, che vengono basate su un rapporto fiduciario anziché impersonale, tipico di uno Stato moderno.

I legami personali possono compromettere l'indipendenza di un'istituzione e la sua credibilità morale. Se avviene ai più alti livelli dello Stato, fra dirigenze dei partiti di maggioranza e opposizione (oppure ministri, presidenze dei rami del Parlamento e della Repubblica), può trasformare una democrazia in una specie di monarchia costituzionale.

Le leggi sul conflitto di interesse talora contengono dei vincoli di incompatibilità anche fra parenti e consanguinei.

Oggi la parola nepotismo ha assunto anche il significato di favoritismo, raccomandazione. Il termine nepotismo può anche significare un favoreggiamento di una persona rispetto alle altre.[senza fonte]

[modifica] Nepotismo nella storia e in politica

Anche nella Chiesa delle origini, titolarità di uffici e relazioni di parentela erano strettamente connessi[1]. Nel medioevo, alcuni papi e vescovi cattolici che avevano fatto voto di castità, allevavano i loro figli illegittimi come "nipoti" e concedevano loro incarichi e prebende. Diversi papi sono noti per aver elevato nipoti e altri parenti al cardinalato. Spesso, tali nomine erano usate come mezzo per portare avanti una "dinastia" papale. Ad esempio, Papa Callisto III, della famiglia Borgia, rese cardinali due dei suoi nipoti; uno di loro, Rodrigo, in seguito usò la sua posizione di cardinale come punto di lancio verso il papato, divenendo Papa Alessandro VI. Contemporaneamente, Alessandro - uno dei papi più corrotti - elevò Alessandro Farnese, fratello della sua amante, al cardinalato; Farnese sarebbe in seguito diventato Papa Paolo III. Anche Paolo si impegnò nel nepotismo, nominando ad esempio cardinali due suoi nipoti di 14 e 16 anni. Ugualmente papa Clemente VII, cugino di papa Leone X, fu un cardinal nipote eletto al pontificato[1]. La generalmente limitata permanenza nella carica del cardinal nipote imponeva una logica di accumulazione frenetica di benefici e ricchezze, da redistribuire ai parenti. Il cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di papa Gregorio XV, morì nel 1632 dopo aver accumulato ingenti ricchezze e importanti cariche, tra cui l’arcivescovado di Bologna, ventitré abbazie, il vicecancellierato della Chiesa e la direzione della Segnatura Apostolica, uffici in gran parte ridistribuiti tra diciassette parenti[1].

La pratica venne infine cessata quando Papa Innocenzo XII emise una bolla nel 1692. La bolla pontificia proibiva ai papi di concedere proprietà, incarichi o entrate a qualsiasi parente, con l'eccezione che un parente qualificato (al massimo) poteva essere nominato cardinale. Si sono tuttavia registrati casi di nepotismo anche posteriormente alla bolla di Inncenzo XII. In particolare il cardinale Pietro Gasparri, uno dei principali negoziatori dei Patti Lateranensi, era solito chiedere a Ernesto Pacelli (cugino di Eugenio Pacelli e consulente finanziario di papa Leone XIII) vari tipi di favori, quali consulenze finanziarie, prestiti bancari e raccomandazioni, per i propri parenti. Il comportamento del cardinale Gasparri sarebbe andato a suo sfavore nel conclave tenuto dopo la morte di papa Benedetto XV nel 1922, quando molti cardinali si opposero alla sua elezione in ragione della loro ostilità alle sue ben note tendenze nepotistiche[2]. Inoltre papa Pio XII introdusse nell'amministrazione del Vaticano alcuni membri della sua famiglia, tra cui i nipoti principi Pacelli, i quali acquistarono grande potere all'interno delle varie agenzie finanziarie del Vaticano[3].

Il nepotismo è un'accusa comune in politica, quando il parente di un personaggio potente ascende a un livello simile apparentemente senza averne la qualifica. Ad esempio, negli Stati Uniti, famiglie politicamente potenti come la famiglia Kennedy e la famiglia Bush, sono talvolta accusate di nepotismo dai critici. Altri esempi di famiglie che hanno dominato la politica del proprio paese sono, Tun Abdul Razak, secondo Primo Ministro di Malaysia e suo figlio, Najib Tun Razak, attuale Vice Primo Ministro della Malaysia, o come Lee Kuan Yew (1° Primo Ministro di Singapore) e suo figlio, Lee Hsien Loong, che è recentemente succeduto a Goh Chok Tong nello stesso incarico.

Nel Regno Unito, la popolare espressione "And Bob's your uncle" (E Bob è tuo zio) ebbe origine quando il Primo Ministro Robert Cecil Lord Salisbury, nominò suo nipote Arthur Balfour, a un prestigioso incarico. La frase era in origine un motteggio sarcastico del nepotismo, ma oggigiorno significa semplicemente "nessun problema".

In Cina, il nepotismo è visto in luce positiva come un motivo legittimo per essere assunti. Infatti, alcuni cittadini cinesi fecero causa al governo cinese per via delle migrazioni forzate del grande balzo in avanti, sostenendo tra le altre cose che questa separazione dalla famiglia influenzò le possibilità di essere assunti.

L'attuale record di nepotismo tra i capi di stato è detenuto dal Presidente Maumoon Abdul Gayoom delle Maldive, che conta almeno undici parenti e amici nel suo gabinetto, oltre a numerosi altri nei più alti incarichi di governo.

[modifica] Note

  1. ^ a b c Ronnie Hsia, La Controriforma, Il Mulino, Bologna, 2011
  2. ^ Benny Lai, Finanze e finanzieri vaticani tra l'Ottocento e il Novecento, Mondadori, Milano, 1979
  3. ^ John Pollard, L’obolo di Pietro, Corbaccio, Milano, 2006

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