Nello Celio
Nello Celio (Quinto, 12 febbraio 1914 – Berna, 29 dicembre 1995) è stato un politico svizzero di lingua italiana.
Indice |
[modifica] Biografia
Attinente di Quinto nel Canton Ticino, vi nasce il 12 febbraio del 1914 figlio di Romeo e di Margherita Ciossi, maestra di scuola elementare che da sola lo alleva dopo la morte prematura del marito. Frequenta il ginnasio nel collegio dei salesiani di Balerna cui fece seguito il diploma presso la scuola cantonale di commercio di Bellinzona. Prosegue la sua formazione accademica in diritto presso le università di Basilea e di Berna dove ottenne la laurea nel 1937.
Tornato in Leventina, sposa Gisella Cattaneo; apre un suo studio legale e notarile a Faido e milita nelle file del partito liberale radicale ticinese; nel 1941 è scelto come segretario del dipartimento cantonale dell'interno. Con Brenno Galli[1] nel 1947 si adopera per realizzare la coalizione tra liberali radicali e socialisti.
Eletto in Consiglio di Stato[2] favorisce la costituzione delle officine della Maggia e di Blenio, suscitando critiche per i favori concessi alle società idroelettriche della Svizzera tedesca. Assume la carica di presidente del Partito Liberale Radicale ticinese dal 1946 al 1947 e del partitoliberale radicale svizzero[3] dal 1960 al 1964. Eletto consigliere federale[4] nel 1966, diventa Presidente della Confederazione Elvetica nel 1972. Ritiratosi a vita privata, mantiene un suo ruolo influente nelle cerchie economiche svizzere.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Urs Altermatt, I Consiglieri federali, 529-535.
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Nello Celio
[modifica] Collegamenti esterni
- Nello Celio nella banca dati Dodis dei Documenti Diplomatici Svizzeri
- Nello Celio sul Dizionario storico della Svizzera
| Predecessore | Consigliere federale | Successore | |
|---|---|---|---|
| Paul Chaudet | 1966 - 1973 | Georges-André Chevallaz |
| Predecessore | Presidente della Confederazione svizzera | Successore | |
|---|---|---|---|
| Rudolf Gnägi | 1972 | Roger Bonvin |
