Necchi
| Necchi | |
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| Nazione | |
| Fondazione | 1926 a Pavia |
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Fondata da |
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| Sito web | www.necchi.it |
Indice |
[modifica] Storia dell'azienda
Dal 1835 la famiglia Necchi aveva a Pavia un'industria nel settore siderurgico che si specializza nella produzione di radiatori.
Nel 1903 la Società in Accomandita Ambrogio Necchi costruisce una nuova fonderia. Divenuta in seguito Necchi e Campiglio viene a coprire un'area di 80.000 m² e un organico di 1.000 operai decide di trasferire la fonderia, la più importante della città, da Corso Cairoli 3 in una nuova sede collocata nell’area tra il Navigliaccio e lo scalo-merci. Successivamente, negli anni 60, inglobava anche il risificio Noè-Traverso e l’Oleificio della Gaslini-Rizzi: nasceva una nuova rilevante realtà industriale, la "Necchi e Campiglio", che contava più di mille operai, Entrata in crisi negli anni '70 arrivò al fallimento negli anni '90.
[modifica] Il settore meccanico
Vittorio Necchi decise di staccarsi dall'azienda di famiglia, per entrare nel settore meccanico e costituire la maggiore fabbrica italiana di macchine per cucire.
L'azienda raggiunse molto presto una posizione preminente del panorama industriale italiano del settore. Lo sviluppo continuò dopo la seconda guerra mondiale,[1] facendo della Necchi una delle aziende capace di competere sui mercati internazionali disponendo di una attrezzatura molto moderna e di una rete di distribuzione estesa in tutto il mondo.
Il settore di mercato (quello delle macchine da cucire prevalentemente per uso domesico) è andato in crisi e gli stabilimenti di Pavia sono stati chiusi e le aree abbandonate[2]
Necchi macchine per cucire srl è stata acquisita nel 2006 da Alpian Italia Spa che nel 2010 ha realizzato una nuova unità logistica a Stradella. Nel 2011 l'azienda ha cambiato la denominazione sociale in Necchi Spa mantenendo la nuova sede di Stradella oltre alla sede direzionale situata ad Ariccia (RM).