Naro
| Naro comune |
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Chiesa di San Francesco |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Giuseppe Morello (PdL) dal 2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 37°17′41″N 13°47′40″E / 37.29472°N 13.79444°ECoordinate: 37°17′41″N 13°47′40″E / 37.29472°N 13.79444°E | ||||
| Altitudine | 596 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 207,33 km² | ||||
| Abitanti | 8 245[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 39,77 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Agrigento, Caltanissetta (CL), Camastra, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Delia (CL), Favara, Licata, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Sommatino (CL) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 92028 | ||||
| Prefisso | 0922 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 084026 | ||||
| Cod. catastale | F845 | ||||
| Targa | AG | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 320 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | naresi | ||||
| Patrono | san Calogero | ||||
| Giorno festivo | 18 giugno | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Naro nella provincia di Agrigento |
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| Sito istituzionale | |||||
Naro (Naru in siciliano) è un comune italiano di 8.332 abitanti[3] della provincia di Agrigento in Sicilia.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
Il centro abitato di Naro si trova a un'altitudine media di circa 600 m s.l.m.. Nel suo territorio scorre il fiume Naro e sono inoltre presenti due bacini artificiali: la Diga San Giovanni e la Diga Furore. Fra il centro abitato ed il canale di Sicilia si estende un'ampia vallata denominata Val Paradiso, oltre la quale si alzano alcune colline che coprono in parte la vista del mar Mediterraneo.
[modifica] Storia
[modifica] Età antica
Esistono diverse ipotesi sulle origini della città e del suo nome: la prima leggendaria ipotesi vedrebbe la città fondata dai giganti, primi abitanti dell'isola, tale ipotesi è avvalorata da Paolo Castelli[4] e Fra Salvatore Cappuccino[4], quest'ultimo richiama l'archivio del Regio Ufficio Giuratorio, foglio 1, riportante la notizia che: nel secolo XV quando si doveva costruire il cappellone della chiesa madre, si rinvenne nelle fondamenta abbondanza di crani, cannelle, denti ed altre ossa gigantesche. Alcuni studiosi la identificano con l'antica Camico, città costruita da Dedalo per Cocalo, re dei Sicani, oppure sempre fondata dai Sicani con il nome di Indàra o Inico. Altri la identificano con Akragas Jonicum, colonia dell'antica Gela fondata nel 680 a.C., otto anni dopo la stessa Gela e ben cento anni prima di Akragas Doricum (l'attuale Agrigento).
Per quel che riguarda l'origine del suo nome attuale esso potrebbe derivare dal greco "naron" (fiume), dal fenicio "nahar" (fiamma) o dall'arabo "nar" (fuoco) o dal turco "nehir" (fiume) .[4]
Nel suo territorio esistono resti di insediamenti paleocristiani e di ville romane.
In territorio di Naro nacque San Gregorio vescovo d'Agrigento.
[modifica] Età medievale
Nel medioevo, venne nominata città parlamentare e chiamata "Fulgentissima" da Federico II di Svevia, che le diede tale titolo nel parlamento di Messina del 1233 annoverandola fra le 23 Regie o Parlamentarie del Regno di Sicilia. Ogni città demaniale del regno venne posta a capo di una comarca, suddivisione che si mantenne fino al 1793, quando le comarche vennero sostituite dai distretti e il territorio di Naro fu smembrato e inserito nel distretto di Girgenti. La comarca di Naro comprendeva gli attuali territori di Canicattì, Sommatino, Delia, Camastra, Grotte, Racalmuto, Castrofilippo e Campobello di Licata. Nel 1263, secondo quanto riportato da Fra Saverio Cappuccino, la città viene dotata di una cinta di mura fortificate, che però sono probabilmente il rifacimento e ampliamento di precedenti strutture arabe. Sulle mura vennero originariamente aperte sei porte: la porta della Fenice, la porta S. Giorgio e la porta d'Oro (o porta Vecchia) sul versante settentrionale, la porta di Girgenti e la porta dell'Annunziata sul versante meridionale, la porta di S. Agostino ad ovest. Una settima porta venne aperta a sud-est nel 1377: la porta di Licata.[5] Prendendo parte ai Vespri siciliani la città si libera dai francesi con una sanguinosa rivolta che si conclude il 3 aprile 1282 con l'uccisione del governatore Francesco Turpiano e di tutti i francesi a guardia del castello. Naro deciderà allora di reggersi da sola sotto la guida del governatore francese Ognibene Montaperto. Gli inizi del secolo XIV sono un periodo d'oro per la città, sotto la castellania di Pietro Lancia la rilevanza politica della città cresce a tal punto che il re Federico III d'Aragona promulga dal castello di Naro i 21 capitoli per il buon governo delle città nel 1309 (nel 1324 secondo alcuni studiosi).[6] Seguirà a questo periodo una decadenza economica causata da mezzo secolo di lotte interne, decadenza che verrà superata a partire dal 1366 quando la città passa a Matteo Chiaramonte ed inizierà così un intenso periodo culturale ed artistico durante il quale viene costruita la chiesa di Santa Caterina, viene definito l'Oratorio di S. Barbara, si amplia il castello e probabilmente viene anche restaurato ed ingrandita la matrice che sul finire del secolo ottiene il titolo di Duomo da re Martino il Giovane.[7]
[modifica] Età moderna
Ottenne il titolo di città nel 1525, quando per petizione presentata al Real Parlamento di cui Naro occupava il 18º posto del braccio demaniale, dal magnifico naritano Don Girolamo D'Andrea si vide concedere tale titolo (fino ad allora si chiamava "terra del demanio di Naro") da Carlo V, che per mezzo del suo viceré, il Duca di Monteleone concesse alla città anche il privilegio del Mero e Misto Impero, autorizzandola quindi ad esercitare giustizia civile e penale da sè (di tale privilegio godevano all'epoca solo Palermo e Messina in tutta la Sicilia). Nel 1615 venne nominata capo comarca dal Parlamento Generale svoltosi a Palermo. Nel 1645 ottenne anche il privilegio del Bussolo Senatorio (da qui la sigla S.P.Q.N. nello stemma della città), tramite il quale i giurati e i patrizi venivano eletti ogni anno direttamente dal consiglio cittadino e i primi prendevano il titolo di senatori.[4]
Naro fu al centro dell'antica storia siciliana fino a quando, isolata dalle principali vie di comunicazioni fu progressivamente abbandonata.
[modifica] Età contemporanea
Di recente il comune è stato colpito da una frana che mette in pericolo gran parte del centro storico. Circa 70 abitazioni sono state dichiarate inagibili, diverse sono state abbattute. Centocinquanta persone sono state sfollate in abitazioni di fortuna.
[modifica] Simboli
Lo stemma della città raffigura tre torri sovrastate da fiamme.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Chiese
- Duomo normanno
- Santuario di San Calogero
- Chiesa di Sant'Agostino
- Chiesa di San Francesco: conserva le reliquie di san Domizio e santa Colomba, morti durante le Crociate. È stata dichiarata nel 2005 dall'UNESCO monumento simbolo di pace
- Chiesa di Sant'Erasmo
- Chiesa di Maria, Gesù e Giuseppe
- Chiesa di Maria Santissima Annunziata (chiesa madre)
- Chiesa di San Nicolò di Bari
- Chiesa di San Paolo
- Chiesa di Santa Maria di Gesù
- Chiesa del Santissimo Salvatore
- Chiesa di San Giovanni Battista
- Chiesa di Sant'Antonio Abate (per lo più distrutta)
- Chiesa della Madonna del lume
- Chiesa dello Spirito Santo (ex Cappuccini)
- Chiesa di Santa Caterina
- Chiesa del Carmelo
- Chiesa di San Rocco
[modifica] Chiese non più esistenti
- Ex Chiesa del Monte
- Ex Chiesa di S. Biagio
- Ex Chiesa dietro le Mura
[modifica] Altre architetture religiose
- Convento annesso alla chiesa di San Francesco (oggi sede del municipio)
- Convento annesso alla chiesa di Sant'Agostino (abbattuto per far posto ad un incompiuto centro sociale)
- Convento dei Gesuiti (ex-pretura di Naro), annesso alla chiesa madre
- Convento annesso alla chiesa di San Nicolò di Bari
- Convento annesso alla chiesa del Carmelo
- Convento dei Cappuccini, annesso alla chiesa dello Spirito Santo (ex Cappuccini)
- Convento annesso alla chiesa di Santa Maria di Gesù
- Monastero annesso alla chiesa di San Giovanni Battista
- Monastero delle benedettine, annesso alla chiesa del Santissimo Salvatore (abbattuto per far posto alla scuola elementare San Giovanni Bosco)
- Istituto guanelliano San Calogero, che ospita l'RSA San Calogero
[modifica] Architetture civili
- Palazzo Gaetani
- Palazzo Malfitano
- Quarto Nobile
[modifica] Architetture militari
- Castello chiaramontano: costruito nel Trecento dalla famiglia dei Chiaramonte. Il complesso, in tufo e dalla forma irregolare, comprende un muro di cinta con cammino di ronda, una torre quadrata, voluta da Federico II d'Aragona nel 1330, e l'imponente mole massiccia del maschio, a cui si accede da un portale dalla ricca incorniciatura. Gli ambienti interni, coperti da volte a botte, comprendono un salone, a cui si accede da una porta trecentesca, e un'ampia cisterna aperta che veniva usata talvolta come prigione. Dichiarato nel 1912 monumento nazionale, è stato oggetto d'interventi di restauro mirati sia alla conservazione che ad una destinazione a museo.
- Reggia di Cocalo, meglio conosciuta come "Castellaccio".
- Resti delle mura cittadine.
- Porta d'Oro (o Porta Vecchia).
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Tradizioni e folclore
Il patrono è San Calogero, la cui festa si tiene il 18 giugno di ogni anno, con una tradizionale processione durante la quale la statua del santo nero viene tirato su una straula (enorme slitta), con delle funi, dai fedeli su un pendio per circa un chilometro e mezzo.
L’eremita sarebbe apparso, durante la grave pestilenza dell’anno 1626, a suor Serafina Pulcella Lucchesi, bizzoca cappuccina vissuta e morta in odore di santità, annunciando che Dio si era placato per le sue preghiere e che la peste sarebbe presto cessata. Le cronache inoltre narrano che nel 1693 Naro, sempre per intercessione del santo, sarebbe stata preservata dal terribile terremoto dell’11 gennaio, che viene ricordato ogni anno dalla processione del simulacro per le vie cittadine.
La statua del santo venne realizzata nel 1566 dallo scultore Francesco Frazzotta di Militello, che morì prima di poter ultimare l'opera che venne conclusa dalla figlia.
La sagra del mandorlo in fiore trova origine a Naro, dove venne celebrata per la prima volta nel 1934.[8]
[modifica] Cultura
[modifica] Mostre e musei
- Mostra permanente dell’abito antico, situata nelle sale del castello medievale, ospita 18 abiti d’epoca (di cui 16 femminili), una divisa militare della prima guerra mondiale e 33 accessori, tra borsette, scarpette, mantelle, ventagli, e guanti.
- Mostra permanente dell’arte grafica, situata nel palazzo Malfitano, ospita numerose litografie, acqueforti e acquatinte. Sono presenti opere di Bruno Caruso, Ugo Attardi, Emilio Greco, Guido Crepax, Domenico Faro, Gianbecchina e Domenico Purificato.
- Dal 16 al 25 giugno 2011 il museo della grafica di palazzo Malfitano ha ospitato, in occasione dei festeggiamenti in onore del santo patrono San Calogero, una mostra, promossa dall'associazione Indàra, dal titolo Pelle d'Angelo con le opere dello scultore palermitano Pietro D'Angelo[9].
[modifica] Personalità legate a Naro
- Cecco da Naro - pittore trecentesco che ha firmato alcuni affreschi presso la chiesa di Santa Caterina e nel castello chiaramontano. Fu inoltre incaricato dai Chiaramonte di affrescare la loro dimora a Palermo, il palazzo Steri, assieme a Simone da Corleone e a Darenu da Palermo.
- Ignazio Di Sortino Specchi Gaetani (Naro, 1 dicembre 1823 – 28 aprile 1899) senatore del Regno d'Italia (nominato primo senatore del regno l'8 ottobre 1865, VIII legislatura).
- Domenico Riolo Torricelli, deputato del Regno d'Italia all'epoca del governo De Pretis, archeologo, soprintendente ai beni culturali ed archeologici di Agrigento.
- Amedeo Vella (Naro, 28 agosto 1839 - Vibo Valentia, 5 luglio 1923), compositore.
- Vincenzo Riolo (Naro, 18 gennaio 1847 - 17 gennaio 1927) senatore del Regno d'Italia (nominato il 21 novembre 1901), gruppo Senato: liberale democratico, poi Unione democratica.
- Giuseppe Messina - giurista nato a Naro il 20 febbraio 1887, civilistica della prima metà del '900. Insieme al tedesco Lotmar e al polacco Rundstein, fu tra i primi ad occuparsi di contratti collettivi di lavoro.
- Gero Rindone, avvocato, autore della canzone "Naro Fulgentissima" e del libro Naro. Storia e ambiente.
- Pipino Camilleri (Naro, 1919 – 28 giugno 1946) sindaco socialista di Naro ucciso dalla mafia. Il 28 giugno 1946, a 27 anni, già riconosciuto come capo contadino in una vasta zona a cavallo tra le province di Caltanissetta e Agrigento, fu colpito dalla lupara mentre cavalcava da Riesi (CL) verso il feudo Deliella, aspramente conteso tra gabelloti e contadini.
- Pietro Ognibene (Naro, 9 novembre 1940) poeta locale che scrive in dialetto narese e in italiano.
- Piero Barone, del gruppo Il Volo, nato a Naro il 24 giugno 1993.
[modifica] Manifestazioni
- Dal 26 al 28 luglio 1991 la Diga San Giovanni fu sede dei XVI campionati europei di canottaggio.[10]
- Dal 18 al 21 ottobre 2010 la città è stata coinvolta nella settimana della cultura d'impresa 2010 organizzata dalla confindustria della provincia di Agrigento con la collaborazione dell'amministrazione comunale e dell'associazione Indàra.[11]
Il 10 luglio 2011 sulle acque della Diga San Giovanni si sono disputati i campionati siciliani di canottaggio.[12]
[modifica] Economia
La città, meta di turismo, è un importante centro agricolo e d'allevamento ovino e avicolo, con piccole industrie alimentari, del legno e dell’abbigliamento.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giuseppe Morello (PdL) dal 2009
[modifica] Altre informazioni amministrative
Il comune di Naro fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.4 (Colline del Salso e di Naro)[13].
[modifica] Gemellaggi
Naro è gemellata con le seguenti città:
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
- ^ Dato Istat al 30/11/2009.
- ^ a b c d Sito ufficiale del comune, sezione storia della città.
- ^ Paci, op. cit., p.9, p.12, p.77, 2002.
- ^ Paci, op. cit., p.24, 2002.
- ^ Paci, op. cit., p.25, 2002.
- ^ Sito della sagra del mandorlo in fiore.
- ^ Articolo riguardante la mostra d'arte contemporanea Pelle d'Angelo.
- ^ Info sulla diga San Giovanni.
- ^ Articolo riguardante la settimana della cultura d'impresa 2010 a Naro.
- ^ Articolo riguardante i campionati regionali di canottaggio.
- ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 24-07-2011.
[modifica] Bibliografia
- Lillo Novella, Naro, leggenda arte tradizione, Amministrazione Comunale di Naro. URL consultato il 25-11-2009. (ISBN non disponibile)
- Paolo Castelli, Storia di Naro Manoscritto del sec. XVIII in folio ai segni Qq. E. 111. (ISBN non disponibile)
- Fra Salvatore Cappuccino, La Fenice. (ISBN non disponibile)
- Fabio Paci, Naro - Atlante di storia urbanistica siciliana vol. 2, Flaccovio, 2002. ISBN 88-7804-203-X
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
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