Naram-Sin
Naram-Sin (2255 a.C. – 2219 a.C.) è stato un sovrano accadico, terzo successore di Sargon di Akkad, re degli Accadi.
Fu figlio di Manishtushu e padre di Shar-Kali-Sharri.
Sotto la sua guida l'impero accadico raggiunse il suo apice. All'inizio del suo regno riuscì a portare il dominio accadico ad est controllando l'Elam, almeno fino a Barakhshi, mentre in una seconda fase si spostò al nord prima verso Subartu e successivamente ad Ebla, la cui distruzione fu considerata come un'impresa sensazionale.
Fu il primo re della Mesopotamia a proclamarsi divino ("dio della sua terra") e il primo a essere chiamato "Re dei quattro quartieri". Commerciò con la Civiltà della valle dell'Indo e controllò una vasta porzione di territorio lungo il Golfo Persico. Naram-Sin espanse il suo impero sconfiggendo il re di Magan al limite meridionale del golfo e conquistando le tribù delle colline nelle montagne del Tauro.
Costruì centri amministrativi a Ninive e Nagar.
Secondo la mitologia mesopotamica la dea Inanna abbandonò l'antica capitale di Akkad a causa del saccheggio effettuato da Naram-Sin del tempio del dio Enlil (il tempio è chiamato anche Ekur o Duranki) a Nippur. Irato, Enlil fece scendere la tribù dei Gutei dalle colline, portando malattie carestia e morte in tutta la Mesopotamia. Per impedire questo tragico destino otto altre divinità decretarono che Akkad dovesse essere distrutta per poter risparmiare le altre città.
Questo racconto è in gran parte mitologico ma suggerisce che le razzie dei Gutei, che hanno contribuito alla caduta dell'Impero accadico, iniziarono proprio in questo periodo.
La famosa stele della vittoria di Naram-Sin lo rappresenta come un gigantesco dio-re (adornato di un elmo con le corna), mentre troneggia sopra i suoi soldati e i nemici. La stele della vittoria fu spezzata nella parte in alto quando fu rubata e trafugata dagli Elamiti, ma rivela pur sempre in modo sorprendente l'orgoglio e la gloria e la divinità di Naram-Sin. Questa è probabilmente la prima volta nella storia in cui un re è stato rappresentato come un dio. Lo stile del bassorilievo rappresenta una rottura rispetto ai canoni tradizionali, perché utilizza elementi grafici diagonali invece di un formato orizzontale per narrare la storia.
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