Municipio (storia)

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Nell'antica Roma repubblicana, i municipi (in latino, mūnǐcǐpǐum) erano le comunità cittadine legate a Roma, ma prive dei diritti politici propri dei cittadini romani: si distinguevano perciò dai federati, che conservavano la propria sovranità, e dalle colonie. La maggior parte dei municipia conserva i propri magistrati e una certa autonomia amministrativa.

Con l'estensione della cittadinanza romana a tutti i popoli della penisola (90 a.C.) e a tutti gli abitanti dell'impero (212 d.C.), i municipi persero la loro condizione particolare.

In età medievale e moderna la storia del concetto e del termine si sovrappone a quella del comune.

[modifica] Storia

La parola municipium deriva dal latino munia capere: assumere i doveri, gli obblighi, gli impegni del cittadino romano. Nasce con la romanizzazione dei territori italici, in seguito all'assoggettamento delle comunità locali, realizzato attraverso l'espansione militare o attraverso forme di alleanza; è, quindi, dominato dalla civitas romana che fornisce un modello, uno schema, sul quale le singole organizzazioni municipali avrebbero dovuto modellare le proprie costituzioni[1].

Le condizioni di sottomissione o integrazione dei singoli municipi rispetto al centro erano tuttavia sancite, di volta in volta, da un foedus, da una legge, da un plebiscito o da un senatoconsulto romano. In ogni caso, ogni municipio conservava parte della propria autonomia ed identità, anche nel caso di massima integrazione; infatti i municiepes, cioè gli appartenenti a un municipio, avevano comunque un'organizzazione separata da quella del populus Romanus: «qui ea conditione cives fuissent, ut semper rem publicam separatim a populo Romano haberent»[2].

Durante il principato, aumentando il potere centrale, il governo cercherà di ampliare il controllo dei territori a esso sottoposti; tuttavia, poiché era forte il senso di non domabilità del mondo intero, la risposta giuridica fu un'unificazione (non solo territoriale, ma anche e soprattutto amministrativa) del mondo attraverso il diritto, che si irradiò da Roma verso tutte le aree conquistate. Tale processo si concluse con la Constitutio antoniniana.

[modifica] Note

  1. ^ Tali orientamenti politici erano infatti dettati dalla Lex Iulia de civitate, 90 a.C.
  2. ^ Festus, s. v. municipes (Linsday, p.126)

[modifica] Bibliografia

  • Massimo Brutti, Il diritto privato nell'antica Roma, Torino, Giappichelli, 2009. ISBN 978-88-348-9665-5
  • Luigi Capogrossi Colognesi; Daniela Piattelli, Appunti sulla formazione delle istituzioni giuridiche romane, Roma, Università La Sapienza, 2008. ISBN 9788887000535
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