Primavera dei popoli

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Le cinque giornate di Milano, di Baldassare Verazzi

La Primavera dei popoli è un termine con il quale si identifica l'ondata di moti rivoluzionari borghesi che sconvolsero l'Europa della Restaurazione nel 1848. Si parla anche di rivoluzione del 1848 o di moti del 1848 e il suo impatto storico fu tanto profondo che nel linguaggio corrente è entrata l'espressione "fare un quarantotto" per sottintendere un'improvvisa confusione e scompiglio.

Indice

[modifica] Eventi

La prima agitazione europea del 1848 è rappresentata dalla rivoluzione siciliana del 1848 che esplose nel gennaio di quell'anno, che rappresentò la prima miccia dell'esplosione europea (anche se ebbe influenza soprattutto all'interno della penisola italiana). L'insurrezione siciliana, infatti, spinse in un primo momento i Borboni a concedere una Costituzione all'Isola e successivamente a proclamarne l'indipendenza, che sarebbe durata fino al maggio 1849. L'esempio borbonico fu seguito da Carlo Alberto di Savoia, da Papa Pio IX (1846-1878) e da Leopoldo II (i quali concessero una Costituzione, ancora prima che scoppiasse l'insurrezione a Parigi).

La minaccia principale fu rappresentata dalla "campagna dei banchetti" che portò ad una rivoluzione a Parigi, il 22-24 febbraio che, successivamente, coinvolse tutta l'Europa. Solo l'Inghilterra vittoriana, in un periodo di stabilità politica ed economica (ma soprattutto grazie alle riforme del 1832 che pacificarono la classe borghese e scatenarono il cartismo), e all'opposto la Russia, in cui era praticamente assente una classe borghese (e di conseguenza una opposta classe proletaria) capace di ribellarsi, furono esentate dalla portata distruttrice (ma allo stesso tempo, soprattutto per quanto riguarda la Russia, dalla portata di innovazione) delle rivoluzioni del 1848.

[modifica] Cause politiche, economiche e sociali

I fattori sono molteplici: sotto il profilo politico, sia i riformisti borghesi che i radicali si trovarono a scontrarsi con una realtà anacronistica, frutto delle conclusioni tratte durante il Congresso di Vienna mentre sotto il profilo sociale, i cambiamenti nella vita quotidiana causati dalla prima rivoluzione industriale (rivoluzione industriale in Inghilterra) e la diffusione della testate giornalistiche favorirono l'ascesa degli ideali di nazionalismo e giustizia sociale anche nelle masse meno colte. La recessione economica del 1846-47 (da cui peraltro l'Europa si riprenderà piuttosto in fretta) e il fallimento di alcuni raccolti, che portarono inevitabilmente all'inedia, furono la goccia che fece traboccare il vaso.

[modifica] Effetti della Primavera dei popoli

Per quanto i moti furono sedati abbastanza velocemente, le vittime furono decine di migliaia: il destino della democrazia europea ci è sfuggito di mano dichiarerà Pierre-Joseph Proudhon. Gli storici concordano che la Primavera dei popoli fu, alla fin fine, soprattutto un sanguinoso fallimento, se si eccettua la concessione dello Statuto Albertino nel Regno di Sardegna da parte di Carlo Alberto di Savoia, l'unica costituzione non revocata di quelle concesse o votate nel 1848-49. Vi furono tuttavia alcuni notevoli effetti a lungo termine: Germania e Italia sarebbero presto arrivate all'unificazione facendo leva anche sulla necessità di autodeterminazione dei popoli. Analogamente l'Ungheria sarebbe giunta ad un parziale riconoscimento della propria autonomia (a discapito della popolazione slava) grazie all'Ausgleich del 1867. In Prussia e Austria fu abolito il feudalesimo, mentre in Russia fu eliminata la servitù della gleba (1861).

L'anno 1848 (il quarantotto) è divenuto poi d'uso comune come termine indicante confusione e scompiglio, dando origine ad espressioni come «fare un quarantotto», «combinare un quarantotto» o «è successo un quarantotto».

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