Montenegro

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Montenegro
Montenegro – Bandiera Montenegro - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Montenegro - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo
Nome ufficiale Crna Gora
Црна Гора
Lingue ufficiali montenegrino
Altre lingue lingue regionali: serbo, bosniaco, albanese, croato
Capitale Podgorica  (150.977 ab. / 2011)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente Filip Vujanović
Primo ministro Milo Đukanović
Indipendenza Dalla Serbia e Montenegro,
3 giugno 2006
Ingresso nell'ONU 28 giugno 2006
Superficie
Totale 13.812 km² (157º)
Popolazione
Totale 631.490 ab. (2012) (161º)
Densità 48 ab./km²
Tasso di crescita -0,633% (2012)[1]
Geografia
Continente Europa
Confini Serbia, Kosovo (territorio conteso), Albania, Croazia, Bosnia ed Erzegovina
Fuso orario UTC +1
Economia
Valuta Euro[2]
PIL (nominale) 4 214[3] milioni di $ (2012) (151º)
PIL pro capite (nominale) 6 778 $ (2012) (82º)
PIL (PPA) 7 219 milioni di $ (2012) (151º)
PIL pro capite (PPA) 11 610 $ (2012) (82º)
ISU (2011) 0,771 (alto) (54º)
Fecondità 1,6 (2011)[4]
Varie
Codici ISO 3166 ME, MNE, 499
TLD .me
Prefisso tel. +382
Sigla autom. MNE
Inno nazionale Oj, svijetla majska zoro
Festa nazionale 13 luglio
Montenegro - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro
 

Coordinate: 42°46′N 19°13′E / 42.766667°N 19.216667°E42.766667; 19.216667

Il Montenegro (mon. Crna Gora, Црна Гора), è uno Stato europeo situato nella penisola balcanica e che si affaccia sul mare Adriatico. Confina con Serbia, Kosovo, Albania, Croazia, Bosnia ed Erzegovina.

Fino al 2 giugno 2006 la Repubblica del Montenegro è stata unita alla Repubblica di Serbia con il nome di Serbia e Montenegro. Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è diventato uno Stato indipendente, proclamato a seguito del referendum sull'indipendenza del 21 maggio 2006. È membro dell'ONU.

Conta 672.180 abitanti e una superficie di 13.812 km², la densità di popolazione è di 48ab./km². La capitale è Podgorica.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome fa riferimento al colore scuro e intenso delle foreste che un tempo coprivano le Alpi Dinariche, così come era possibile vederle dal mare. Nella maggior parte delle lingue indoeuropee non slave si è affermata la dizione veneta introdotta dai Veneziani.

Un'altra tesi suggerisce che il nome Montenegro derivi dal nome dalla famiglia imperiale bizantina dei Comneno. Si trasformò, in ogni caso, dopo l'avvento della dinastia dei Cernetic, Crnojević, o Cernojević (= Neri) in Cernagora o Crnagora (= Montenegro). Prima dei Cernetic, la nazione balcanica si chiamava Principato di Zeta (vedi al riguardo e circa la storica forma cognominale, ad esempio, la voce "Cernetic Principi di Montenegro, Serbia e Macedonia" nel volume Grb Srbije, razvoj kroz istoriju (Lo stemma della Serbia attraverso la storia) di Milic Milicevic, ed. Sluzbeni Glasnik, Belgrado 1995, e altri). Un'altra tesi ancora fa derivare il nome dal fatto che ancora in epoca medioevale l'area fosse abitata da popolazioni latine, dette appunto nigri latini, che nel passare dei secoli si sono slavizzate, come è avvenuto un poco in quasi tutta quella che è la ex-Jugoslavia (cfr. morlacchi).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Montenegro.

Nel Medioevo il Montenegro, denominato Zeta, fu un principato indipendente al capo del quale si avvicendarono numerose dinastie e numerosi governanti.

Quando i Turchi conquistarono i Balcani nel XV secolo, anche il Montenegro cadde sotto il loro dominio diretto, ad eccezione della parte costiera (denominata Albania veneta) che, dal 1420 al 1797, rimase stabilmente in mano alla Repubblica di Venezia, mantenendo anche legami e caratteristiche veneziane tuttora presenti[5].

Alla fine del XVII secolo i Turchi subirono numerose sconfitte ad opera dell'Austria. L'indebolimento dell'Impero Ottomano permise al Montenegro di ottenere una certa autonomia. Divenne un paese tributario dell'Impero Ottomano governato dai propri principi-vescovi (che avevano il titolo di "vladica"). Questi vladica, per quanto riguarda la loro funzione religiosa, erano metropoliti dipendenti dal Patriarcato Serbo-Ortodosso. Da allora i vladica divennero ereditari nella dinastia Petrović Njegoš.

Nel corso dell'Ottocento si ebbero varie guerre turco-montenegrine, attraverso le quali il piccolo Stato riuscì ad allargare i propri confini.

Nel 1852 il vladica, sempre della dinastia Petrović Njegoš, rinunciò alla carica ecclesiastica, conservando il solo potere temporale, e prese il titolo di principe ("kniaz").

Durante il Congresso di Berlino del 1878, il paese ottenne il riconoscimento internazionale della sua indipendenza, a seguito della crisi dell'Est (1875-1878). E così il Principe poté far sposare sua figlia Elena all'erede al trono d'Italia, il futuro Vittorio Emanuele III.

Il Regno del Montenegro nel 1913.

Nel 1905 fu concessa una Costituzione e nel 1906 lo Stato montenegrino per la prima volta batté moneta: i perperi di rame. Al culmine di questo processo di modernizzazione, il 28 agosto 1910, il principe Nicola Petrović Njegoš di Montenegro si autoproclamò re, fondando il Regno del Montenegro.

Nel 1918 il Montenegro perse la sua indipendenza ed entrò a far parte del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. I montenegrini rimasti fedeli al re Nicola si ribellarono nel 1919, per poi essere vinti dall'esercito del nuovo Stato nel 1924.

Nel 1941 durante l'occupazione italiana fu creato un nuovo Regno del Montenegro sotto il protettorato italiano. L'Assemblea Costituente montenegrina previde la nomina di un Reggente che non avvenne mai per la sopraggiunta insurrezione. Il Governo italiano nominò inizialmente Governatore civile del Montenegro l'ambasciatore Conte Serafino Mazzolini che fu poi Sottosegretario agli Esteri nella Repubblica di Salò. Mazzolini fu sostituito, dopo lo scoppio della rivolta, dal gen. Alessandro Pirzio Biroli come Governatore militare. Dal 1945 fece parte della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, come una delle sei Repubbliche Federate.

Unione con la Serbia[modifica | modifica sorgente]

Nel referendum del 1992 con il 95,96% dei voti, la popolazione montenegrina decise di rimanere nella Federazione Jugoslava in cui era rimasta solo con la Serbia, sebbene l'affluenza alle urne fosse stata del 66% a causa del boicottaggio dell'etnia musulmana, delle minoranze cattoliche e degli indipendentisti. Questi sostenevano che la votazione fosse stata organizzata in condizioni non democratiche.

Nel 1996, il governo di Milo Đukanović attenuò il legame tra Montenegro e Serbia. Le tensioni tra i due stati erano ancora critiche nonostante il cambio di politica di Belgrado. Il Montenegro formò la propria linea politica economica ed introdusse il marco tedesco come moneta corrente, come proposto al tempo dal ministro dell'economia. Il dinaro serbo non era usato nel Montenegro tranne che da turisti.

Nel 2002, la Serbia ed il Montenegro arrivarono ad un nuovo accordo riguardante la cooperazione. Nel 2003, la Federazione Jugoslava venne ridefinita come "Serbia e Montenegro".

Indipendenza[modifica | modifica sorgente]

Lo status del Montenegro e, in particolare, la fine dell'unione con la Serbia sono stati decisi dal referendum sull'indipendenza del Montenegro del 21 maggio 2006, cui ha partecipato la percentuale del 86,5% del corpo elettorale, cioè 419.240 votanti, a seguito del quale il 55,5% degli stessi, pari a 230.661 voti, si è espresso a favore dell'indipendenza del paese: si tratta dunque di una percentuale di poco superiore alla soglia del 55% concordata con l'Unione Europea per rendere valido il referendum; in valore assoluto la soglia minima necessaria è stata superata per soli 2300 voti. Di conseguenza, il Parlamento del Montenegro ha intrapreso le procedure legali per dichiarare l'indipendenza. L'iter si è chiuso il 3 giugno 2006 con la dichiarazione d'indipendenza, seguita e quindi confermata il giorno successivo da un analogo atto da parte della Serbia.

Le autorità del Montenegro hanno subito intavolato delle trattative con la Serbia per risolvere i problemi legati alla separazione. La Serbia, gli Stati membri dell'Unione Europea ed i membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno immediatamente fatto capire che avrebbero riconosciuto l'indipendenza del Montenegro, rimuovendo gli ostacoli sulla strada della nascita del nuovo Stato sovrano. Il primo Paese ad aver riconosciuto l'indipendenza del Montenegro è stata l'Islanda, l'8 giugno 2006.

Il 22 ottobre 2007 è stata promulgata ufficialmente la nuova Costituzione.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Montenegro.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Il Montenegro è una regione montuosa costituita da alte montagne lungo i confini della Serbia meridionale e l'Albania, da un segmento del carso situato ad ovest della penisola balcanica e da una stretta costa pianeggiante di solo 4 km. La pianura si ferma a nord, dove i fiumi di Lovcen e Orjen confluiscono nelle bocche di Cattaro.

La vasta regione del carso montenegrino è situata ad un'altitudine media di 1000 m s.l.m., raggiungendo sul monte Orjen, il più alto massiccio della catena, i 1894 m. Il punto più basso della regione carsica è la valle del fiume Zeta situata a circa 500 m sul livello del mare.

Le montagne del Montenegro sono tra i più aspri territori europei, che si elevano in media a più di 2000 m. Una delle cime più famose è il Bobotov Kuk appartenente alla catena del Durmitor, che raggiunge un'altezza di 2522 m. Le montagne montenegrine furono soggette a profonde erosioni durante l'ultimo periodo glaciale.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il Montenegro ha un clima che sulla costa può definirsi mediterraneo, ma che assume caratteristiche sempre più continentali andando verso l'interno, con inverni freddi ed estati calde.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Etnie e lingue[modifica | modifica sorgente]

Mappa etnica del montenegro, 2011.

Composizione etnica secondo il censimento del 2011:

Num. totale %
Montenegrini 278.865 44,69
Serbi 178.110 29,02
Bosgnacchi 53.605 8,65
Albanesi 30.439 4,91
Musulmani 20.537 3,31
Rom 6.251 1,01
Croati 6.021 0,97
Altri 46.201 7,44
Totale 620.029 100
Composizione etnica
Montenegrini
  
44,69
Serbi
  
29,02
Bosgnacchi
  
8,65
Albanesi
  
4,91
Musulmani
  
3,31
Rom
  
1,01
Croati
  
0,97
Composizione linguistica al 2011.
Numero %
Serbo 265.895 42,88
Montenegrino 229.251 36,97
Bosniaco 33.077 5,33
Albanese 32.671 5,27
Rom 5.169 0,83
Bosgnacco 3.662 0,59
Croato 2.791 0,45
Altri 47.513 7,68
Totale 620.029 100
Сomposizione linguistica
Serbo
  
42,88
Montenegrino
  
36,97
Bosniaco
  
5,33
Albanese
  
5,27
Rom
  
0,83
Bosgnacco
  
0,59
Croato
  
0,45

Gli albanesi sono un gruppo separato, parlano la loro lingua (15% circa albanesi o di origine albanese nel Montenegro) e vivono maggiormente nel sud-est, specialmente a Dulcigno, dove formano la maggioranza della popolazione. I bosgnacchi si situano maggiormente nel nord-est.

Infine tra le minoranze possiamo trovare dalmati croati (cattolici), che abitano soprattutto lungo le coste, particolarmente intorno alle Bocche di Cattaro. Gli zingari censiti in Jugoslavia sono soprattutto Rom e Sinti.

Nelle Bocche di Cattaro (soprattutto nel capoluogo ed a Perasto) e nella Riviera di Budua esiste pure una piccola comunità dalmata italofona, ormai molto ridotta, denominata ufficialmente Comunità Nazionale Italiana del Montenegro (attuale presidente: Dalibor Antonioli), che in base all'ultimo censimento dovrebbe contare circa 500 persone.[6]

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa cattolica in Montenegro.

La maggior parte della popolazione professa la religione cristiano-ortodossa; la cui maggioranza di fedeli si riconosce nella Chiesa ortodossa serba, rappresentata dal metropolita del Montenegro, ma una minoranza segue la dissidente Chiesa ortodossa montenegrina. Alle istituzioni religiose sono garantiti tutti i diritti e sono separate dallo Stato. Vi è inoltre una considerevole minoranza di musulmani sunniti e una piccola comunità cattolica, divisa fra l'arcidiocesi di Antivari, con a capo il primate di Serbia, e la diocesi di Cattaro, parte della Chiesa Croata. Di seguito sono riportati i dati dell'ultimo censimento nel 2011:

Numero %
Cristianesimo ortodosso 446.858 72,07
Islam 118.477 19,11
Cattolicesimo 21.299 3,44
Altri 27.756 5,38
Totale 620.029 100
Religioni
Cristiani Ortodossi
  
72,07
Musulmani
  
19,11
Cristiani Cattolici
  
3,44
Altri
  
5,38

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Il 12 luglio del 2004 il parlamento del Montenegro adottò una bandiera, un giorno nazionale e un inno nuovi. La festa nazionale del 13 luglio rievoca:

Il parlamento scelse, come inno nazionale, una delle più note canzoni folk montenegrine, "Oj, svijetla majska zoro" (Oh, splendente alba di maggio).

Ordinamento dello stato[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comuni del Montenegro e Lista delle località del Montenegro.

Il Montenegro è diviso in 21 comuni (opstine), che prendono il nome dal loro capoluogo.

Città principali[modifica | modifica sorgente]

Le principali città del paese sono:


Politica[modifica | modifica sorgente]

Montenegro

Questa voce è parte della serie:
Politica del Montenegro








Altri stati · Atlante

Politica interna[modifica | modifica sorgente]

L'organo legislatore è l'Assemblea del Montenegro, parlamento unicamerale composto da 81 membri, tutti eletti per un mandato di quattro anni. Il Governo è retto da un primo ministro, che viene nominato dal Parlamento su proposta del Presidente, e può essere sfiduciato dal Parlamento stesso.

Politica estera[modifica | modifica sorgente]

Rapporti con l'Unione europea[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Adesione del Montenegro all'Unione europea.
  • 15 dicembre 2008: Presenta la domanda di adesione.
  • 29 giugno 2012: Il Consiglio europeo apre ufficialmente i negoziati di adesione all'UE [1] .

L'integrazione internazionale[modifica | modifica sorgente]

Il 22 giugno 2006 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU avallò all'unanimità la richiesta di adesione presentata dal Governo montenegrino, conseguentemente il 28 giugno 2006 con un'apposita risoluzione dell'Assemblea Generale, il Montenegro è stato ufficialmente accolto in seno al consesso mondiale delle nazioni, divenendo così il 192° membro effettivo dell'ONU.

Il 19 gennaio 2007 il paese è entrato nel Fondo Monetario Internazionale.

Il 9 ottobre 2008 il Montenegro riconosce il Kosovo come Stato indipendente.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Politica monetaria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eurizzazione.

Anche se non appartiene ancora all'Unione Europea, il Montenegro adotta unilateralmente l'euro come valuta ufficiale. Tale circostanza deriva dal fatto che il Montenegro, all'epoca della presidenza di Milosevic, voleva determinare la propria politica economica in modo indipendente dalla Serbia. Di conseguenza, aveva adottato il marco tedesco e, successivamente, l’euro. In tal modo il Paese ha ottenuto la libertà economica con una moneta stabile e si è aperto agli investimenti stranieri.[7]

Energia[modifica | modifica sorgente]

Ultimamente in linea con i principi guida dettati dalla Comunità Europea, il Ministro dello Sviluppo Economico e dell'Energia del Montenegro Branimir Gvozdenovic, annuncia l'approvazione di un piano programmatico che costituirà "una strategia energetica chiara, perfettamente coerente con gli standard internazionali che garantiscono la produzione di energia, vitale per sviluppo economico del Paese". Gvozdenovic ha infatti spiegato che tale piano di azione sarà implementato nei prossimi quattro mesi, affidando le attività di realizzazione e monitoraggio alla società slovena Korona, in collaborazione con la UNID. In particolare, il piano energetico del Montenegro prevede lo stanziamento di più di 2 miliardi di euro per la realizzazione di un gruppo di mini-centrali idroelettriche sui 43 corsi d'acqua sul territorio montenegrino, oltre alla costruzione di un secondo blocco nella centrale idroelettrica di Plevlja e altre 4 turbine in quella di Moraca, per raggiungere così un potenziale energetico addizionale di 407 GW all'anno.[senza fonte]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Patrimoni dell'umanità UNESCO: Durmitor e il canyon del fiume Tara, la vecchia città di Cattaro e le Bocche di Cattaro. Tuttavia questi siti attualmente non sono inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale perché il Montenegro deve ancora ratificare la World Heritage Convention dell'UNESCO.

Nel 2005 il Montenegro ha avuto un incremento di visitatori pari al 16,6% rispetto all’anno precedente, con un incremento di visitatori stranieri del 44,6%. I siti più visitati si sono localizzati intorno alle coste. Il più alto numero di visitatori proviene dalla Bosnia Erzegovina (5,71% del totale) mentre gli italiani rappresentano l’1,39% (dati forniti da Monstat).

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista degli aeroporti in Montenegro.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Željeznica Crne Gore.

Totale: 250 km, tutti a scartamento ordinario.

La spina dorsale del sistema ferroviario montenegrino è la spettacolare Belgrado - Antivari, interamente elettrificata e con numerosi gallerie e viadotti.
La ferrovia Podgorica-Nikšić è in fase di elettrificazione e riattivazione.
La ferrovia Podgorica-Shkodër è allo stato presente utilizzata solo da treni merci.

Collegamenti diretti con gli Stati adiacenti[modifica | modifica sorgente]
  • Albania - sì, usato solo per le merci
  • Bosnia ed Erzegovina - no
  • Croazia - no
  • Kosovo - no
  • Serbia - sì, stesso scartamento

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Attualmente (2009) i parchi nazionali del Montenegro sono quattro[8]:

Il Paese ha adottato una tassa ecologica per ogni autoveicolo straniero che entra nel proprio territorio.[9]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Essendo uno Stato molto giovane, il Montenegro è ancora in una fase di stallo per la creazione di campionati nazionali sportivi e squadre Nazionali. È quindi ancora presto per definire uno sport in cui la Nazionale montenegrina possa eccellere. Esistono comunque i presupposti per poter ben figurare in discipline molto in voga nella vicina Serbia come la pallacanestro, la pallamano, la pallanuoto e la pallavolo, sport in cui, la Jugoslavia prima, e la Serbia e Montenegro poi, hanno primeggiato in Europa e nel mondo.

Al suo primo importante impegno, la nazionale di calcio montenegrina è stata inserita nel girone, assieme all'Italia, per le qualificazioni ai mondiali in Sudafrica del 2010 e ha chiuso al quarto posto con una vittoria, 6 pareggi, 3 sconfitte. Alle successive qualificazioni per Euro 2012 ha colto invece lo spareggio play-off poi perso contro la Repubblica Ceca. La locale federcalcio è presieduta dall'ex stella del Milan Dejan Savićević. L'attuale capitano della nazionale è Mirko Vučinić, che ha militato nella Roma e nella Juventus, che dal 2006 al 2008 ha anche vinto tre premi come Calciatore montenegrino dell'anno. Nel 2009 il premio è andato a Stevan Jovetić, trequartista del Manchester City ceduto dalla Fiorentina.

A portare i primi successi è stata la pallanuoto. Nel 2008, la nazionale del Montenegro vinse gli europei di Málaga nella finale contro la Serbia e ottenne in seguito il quarto posto ai giochi Olimpici di Pechino; nel 2009 trionfa in World League ma finisce solo in nona posizione nei Campionati mondiali di nuoto 2009 di Roma.

La Nazionale di basket maschile si è qualificata all'Europeo del 2011.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  2. ^ L'Euro è stato adottato unilateralmente, anche se il Montenegro non fa ancora parte dell'Eurozona (prima dell'Euro era in vigore il marco tedesco).
  3. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  4. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  5. ^ Legami italiani e veneziani con il Montenegro
  6. ^ Comunità italiana del Montenegro
  7. ^ Informazione tratta dalla BBC
  8. ^ (EN) Sito ufficiale dei parchi nazionali del Montenegro
  9. ^ Informazione tratta dal sito Viaggiare Sicuri

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giulio Vignoli, La vicenda italo-montenegrina. L'inesistente indipendenza del Montenegro nel 1941, ECIG, Genova, III ed. 2004.
  • Bato Tomašević, Montenegro - attraverso una saga familiare, la nascita e la scomparsa della Jugoslavia, edizione in lingua italiana, Lint Editoriale Trieste 2009, ISBN 978-88-8190-252-1
  • Antun Sbutega, Storia del Montenegro: dalle origini ai giorni nostri, Rubbettino 2007

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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