Montelepre

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Montelepre
comune
Montelepre – Stemma
Montelepre – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sicilia – stemma Sicilia
Provincia Palermo – stemma Palermo
Sindaco Giacomo Tinervia (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 38°6′0″N 13°10′0″E / 38.1°N 13.16667°E / 38.1; 13.16667 (Montelepre)Coordinate: 38°6′0″N 13°10′0″E / 38.1°N 13.16667°E / 38.1; 13.16667 (Montelepre)
Altitudine 343 m s.l.m.
Superficie 9,89 km²
Abitanti 6 459[1] (31-12-2010)
Densità 653,08 ab./km²
Comuni confinanti Carini, Giardinello, Monreale
Altre informazioni
Cod. postale 90040
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082050
Cod. catastale F544
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 058 GG[2]
Nome abitanti monteleprini (in dialetto, muncilibbrisi)
Patrono santissimo Crocifisso
Giorno festivo ultima domenica di giugno
Localizzazione
Montelepre è posizionata in Italia
Montelepre
Posizione del comune di Montelepre all'interno della provincia di Palermo
Posizione del comune di Montelepre all'interno della provincia di Palermo
Sito istituzionale

Montelepre (Muncilebbri in siciliano) è un comune italiano di 6.451 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.

Indice

[modifica] Storia

La storia di Montelepre inizia dal 1400, quando il territorio monteleprino era un grande feudo ricco di acqua chiamato "Munchilebbi". Ma per parlare della storia di Montelepre dal 1400 bisogna prima andare indietro nel tempo, in un'epoca anteriore alla venuta di Cristo. In un'epoca antichissima, non molto lontano dal feudo, c'era la città di Hykkara (l'attuale città di Carini) alleata militarmente con Selinunte, Catania e Siracusa che intorno all'anno mille fu attaccata dagli Ateniesi. Alcuni abitanti si rifugiarono nell'attuale Monte d'Oro, da dove potevano dominare il circondario, ma non si accorsero dei Cartaginesi che stavano per arrivare e attaccare. Incendiarono il villaggio, ma non molto tempo dopo furono fermati dai Romani. Gli abitanti che riuscirono a fuggire scesero a valle dove vi era il feudo e lì si stabilirono definitivamente. Il feudo apparteneva al monastero di S. Caterina al Cassaro di Palermo che fece costruire mulini e fondachi.

Torre medioevale

Nel 1429 il feudo fu acquistato dalla Cattedrale di Monreale. Poiché in zona c'erano numerosi briganti che disturbavano la quiete del paese e raccoglievano i frutti del feudo senza permesso, l'arcivescovo di Monreale, Giovanni Ventimiglia, fece costruire una torre per controllare tutto il feudo, dopo aver ottenuto il permesso dal Re delle due Sicilie, Alfonso V d'Aragona. La torre fu costruita intorno al 1435; la gente che voleva stabilirsi a Munchilebbi, sentendosi sicura, incominciò a costruire le proprie case intorno ad essa. Dopo il 1584 vennero aggregati al territorio di Montelepre anche i territori di Suvarelli, Bonagrazia, Sagana e Calcerame. Nel 1600 circa il villaggio passò a Pietro Bellacera di Monreale. Dopo la sua morte la moglie Maria fece costruire una chiesa, che diventerà poi la Chiesa Madre. Alcuni anni dopo furono costruite anche la chiesa di Sant'Antonio e la chiesa di San Giuseppe. Nel 1715 il villaggio era costituito da 138 case.

Castrenze di Bella, un ricco proprietario monrealese, fece costruire un piccolo ospedale civico nella periferia nord del paese e il collegio di Maria che aveva lo scopo di istruire le ragazze nell'arte del ricamo. Alla fine del 1700 si è registrato un notevole incremento della popolazione. Infatti nel corso di questo secolo è passata da poche centinaia di abitanti a ben 3.000. Nel 1812 il villaggio fu dichiarato comune con il nome Montelepre e nel 1848 Paolo Migliore vi fondò una società segreta di carbonari che aveva rapporti diretti con Giuseppe Mazzini. I carbonari monteleprini cacciarono i Borboni che stavano per attaccare il paese e si misero agli ordini di Garibaldi durante la sua marcia verso Palermo. Nel 1864 anche Montelepre fu infestato dal colera per tre anni. Morirono molte persone e il comune ebbe grossi problemi per la sepoltura, per questo nel 1880 fu costruito un cimitero in un vasto appezzamento di terreno. Alla fine del 1800 alcuni giovani monteleprini rinunciarono alla chiamata alla leva e diventarono briganti. Dal 1900 in poi molti paesani emigrarono in cerca di lavoro negli Stati Uniti d'America e verso il nord Europa. Dalla prima metà del 1900 Montelepre è stato al centro dell'attenzione poiché in quegli anni il bandito monteleprino Salvatore Giuliano seminava il terrore nei paesi più o meno vicini.

Attualmente Montelepre conta oltre 6000 abitanti ed è un paese tranquillo che sfrutta economicamente la vicinanza con Palermo e Partinico. La mancanza in paese di grandi aziende, capaci di assorbire la forza lavoro locale, e la presenza degli uffici pubblici nel capoluogo fanno sì che in molti lavorino a Palermo.

Storica è anche la banda musicale che dal 1800 continua ad operare in paese. Vi è anche un'associazione teatrale-culturale, l'ATMA, che si occupa di mantenere intatte le antiche tradizioni religiose e culturali del paese.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Chiese

Vi sono sei chiese:

  • Chiesa Madre
  • Chiesa Santa Rosalia
  • Chiesa Sant'Antonio
  • Chiesa San Giuseppe
  • Chiesa della Madonna del Carmine
  • Chiesa dedicata ai caduti nella II Guerra Mondiale.

[modifica] Servizi

Vi sono tre scuole: la materna, la scuola elementare e la scuola media. In località Presti sorge il centro sportivo "Don Pino Puglisi". All'interno impianti di calcio, tennis, basket e pattinaggio; in via Purpura c'è un campo da basket all'aperto e in via Sammartino c'è una palestra di arti marziali. Il paese dispone anche di un Parco Urbano, di un centro Polifunzionale (Museo Civico e Biblioteca comunale con una stanza per collegamenti Internet). Vi sono anche numerose pizzerie, hotel e bar.

[modifica] Personalità legate a Montelepre

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giacomo Tinervia (lista civica) dal 14/06/2004

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.

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