Monteaperta

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Monteaperta
frazione
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia – stemma Friuli-Venezia Giulia
Provincia Udine – stemma Udine
Comune Taipana – stemma Taipana
Territorio
Coordinate 46°16′25″N 13°18′53″E / 46.27361°N 13.31472°E / 46.27361; 13.31472 (Monteaperta)Coordinate: 46°16′25″N 13°18′53″E / 46.27361°N 13.31472°E / 46.27361; 13.31472 (Monteaperta)
Altitudine 659 m s.l.m.
Abitanti 219 (31-10-2010)
Altre informazioni
Cod. postale 33040
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti viškoršeni
Localizzazione
Monteaperta è posizionata in Italia
Monteaperta

Monteaperta (Viškorša, Viškuorša o Oškuorša in sloveno, Montviarte in friulano, Offenberg in tedesco), anche chiamata la piccola Cortina, è una frazione di 219 abitanti. Questo villaggio, una volta Villa indipendente (citato nell'ispezione canonica del 10 giugno 1737 come Villa di Monteaperta) che comprendeva anche le frazioni di Cornappo, di Ponte Sambo e di Debellis, è attualmente compreso nel comune di Taipana della provincia di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, che è distante 3,93 chilometri. Monteaperta fa parte del Iter Aquileiense o Cammino Celeste: si tratta di un passo o via di pellegrinaggio molto vecchio, con una lunghezza totale di 360 km, che collega il santuario di Maria Saal (Austria) e Brezje (Slovenia) ad Aquileia, in Italia.

Indice

[modifica] Suddivisioni storiche

A Monteaperta sono presenti due borghi principali rientranti nell'area delimitata dalla frazione attuale; inoltre si aggiungevano alcuni villaggi storici come le frazioni di Cornappo e di Tanaiauarie, di Ponte Sambo, di Debellis e casere isolate (come casa Pascolo in Valcalda o le casere del Pòuiac). Il sisma del 1976 ha distrutto altre casere situate fra il rio Dregna ed il rio Podrop, fra il Pòuiac e la Zuogna, e vecchie casere delle malghe del Gran Monte (Cuntia e Cecchin). Attraverso un comitato culturale, vengono organizzate feste e manifestazioni culturali in ogni borgo. I borghi principali sono:

  • Borgo di sopra (borgo Cobai, borgo Dousezza, borgo Jáma, borgo Cossarutto, borgo Levan, borgo Chiesa)
  • Borgo di sotto (borgo Sout, borgo Tomasin)

[modifica] Lingue e dialetti

L'idioma utilizzato comunemente dalla popolazione di Monteaperta, oltre alla lingua italiana, è il dialetto slavo del Torre (tersko narečje chiamato "po našin"). Il censimento del 1971 riscontrava che il 74,4% della popolazione del comune (Taipana) si dichiarava appartenente alla minoranza linguistica slovena. Questo dato, in seguito al fenomeno dello spopolamento montano, ha visto ridursi drasticamente la minoranza linguistica slovena. Monteaperta fa parte dei territori in cui vige la tutela della legge n. 38 del 23 febbraio 2001, approvata da Decreto del Presidente della Repubblica il 12 settembre 2007[1]

Oltre all'italiano ed al dialetto slavo del Torre, si segnalano piccole minoranze di lingua friulana, serbo-croata, tedesca e francese.

[modifica] Geografia

Monteaperta sorge a 659 m s.l.m., tra i rilievi delle Prealpi Giulie, nel bacino del rio di Monteaperta e del torrente Cornappo. La frazione si estende per oltre 2 km di lunghezza, tra 500 e 659 metri, in posizione panoramica ai piedi del Gran Monte, una grande catena montuosa situata tra i torrenti del Cornappo, del Torre e del fiume Isonzo. Il territorio su cui si estende Monteaperta fa parte di una vasta area denominata Alta Valle del Torre o Alta Val Torre della Slavia friulana (chiamata Benečija in sloveno). Da un punto di vista geomorfologico la catena del Gran Monte è, a partire dalla pianura friulana, il primo gruppo di monti di grandi dimensioni che costituiscono le Prealpi Giulie, di altitudine superiore ai 1600 metri. La roccia è calcarea, con fenomeni carsici (inghiottitoi, doline e grotte). L'area nei pressi della frazione è ricca di sorgenti (come la sorgente del Vescovo) che alimentano città vicine.

  • Clima: il clima di Monteaperta è prevalentemente continentale, con temperature abbastanza elevate d'estate e relativamente rigide d'inverno, ma con minor continentalità rispetto alla Carnia. L'inverno è la stagione meno piovosa, mentre d'estate sono frequenti i fenomeni temporaleschi, anche accompagnati da forti grandinate. Si segnalano episodi di Bora.
Amaurellina (Eocene) - Monteaperta, Campo Sportivo (2011)
  • Geologia di Monteaperta: il paese (Borgo di Sotto e Borgo di Sopra) si estende su coni di deiezione (falde di detrico e brece) posglaciale. La formazione chiamata Flysch (marne ed arenarie) del Eocene (zona inferiore) di -50 MA, è stata definita nel promontorio del Briec e del Celò, a Ponte Sambo e a Debellis. Il Trias superiore di -220 MA: questa formazione affiora in zona Gran Monte. Il Trias superiore Carnico è stato definito sopra Monteaperta ed è composto da dolomie friabili. Durante il Trias superiore Norico s'innalza il Gran Monte: è composto da dolomie chiare e calcari dolomitici in strati (chiamati dolomie principale). Il Trias superiore Retico, infine, è costituito da calcari grigi compatti ed è ben visibile sulla cima del Gran Monte.
  • Minerali: limonite (ferro), lenticchie sparse di carbone, calcite.
  • Fossili (Eocene e Trias): Lamellibranchi, Bivalvi (Megalodontide), Gasteropodi (Amaurellina), rari Cefalopodi (Ammoniti), Echinodermi, Poriferi (spugne), Coralli, Brachiopodi, rari pesci, trace marine, cipressi.
  • Fiumi: rio ta Sausciàn, rio ta Saràvanza, rio ta Sacoredo, rio Podrop, rio Dregna, rio Valcalda, rio di Monteaperta, rio Gleria, rio ta Sabazaretan, torrente Cornappo.
  • Grotte di Monteaperta: grotta pod Lanišče (semi-allagata) presso la località Ponte Sambo, grotte del Briec e del Celò (sopra Debellis), grotte del Gran Monte: grotta della Diuja Jáma (sopra la pod Biela Skala), Abarie, Orna Scie (Scia)...
  • Flora e fauna: Monteaperta è circondata da boschi misti di castagno, maggiociondolo, nocciolo, noce, ciliegio, frassino, carpino bianco, abete rosso e larice, a metà altezza e le colline lasciano il posto a boschi di pini e ginepri, poi a vaste vegetazione di malga con flora rara e protetta (tra cui stelle alpine, genziane, orchidee e rododendri). La sua fauna è notevole (lince, orso bruno, gatto selvatico, camosci, cinghiali, caprioli, cervi, scoiattoli, tassi, volpi e rari sciacalli, pipistrelli, vari uccelli, salamandre, serpenti, trote, gamberi, rane, farfalle e insetti). Il paese segna il limite sud-ovest di un grande parco naturale.

[modifica] Il parco naturale comunale del Gran Monte

La sua estensione è di 3533 ettari. È gestito dal comune di Taipana ed è stato classificato. È caratterizzato da un paesaggio prealpino, con vasti boschi, fiumi, torrenti, cascate, pascoli e prati. Il parco comprende due aree: "Area di Rilevante Interesse Ambientale n. 10" e "Sito di Interesse Comunitario IT3320017". L'area confina con la Slovenia. Presenta una vegetazione rara collinare (Buphthalmum salicifolium, Aquilegia, narcisi) ed una vegetazione alpina notevole (Asphodelus albus, Rosa alpina, Rosa glauca, Leontopodium alpinum, erica, ciclamini, daphne, viole, primula alpina). La sua fauna è protetta.

[modifica] Storia

Il territorio di Monteaperta fu abitato fin da epoca preistorica, lo dimostrano i resti di selce rinvenuti nelle grotte di tipo carsico sparse nel suo comprensorio. Fino a 3.000 anni a.C. il clima diventa caldo ed umido. L'uomo inizia ad allevare il bestiame ed a lavorare la terra. Nelle nostre valli, l'uomo del neolitico viveva principalmente nelle grotte e nelle capanne. A Monteaperta, rinvenimento di reperti diversi come asce di pietra dura ed una pietra rotonda da arrotare. Nel III secolo a.C. vi si insediarono gruppi di Celti (chiamati Galli dagli antichi Romani), poi di Carni. Si racconta che Giulio Cesare si sia spinto con le truppe per queste montagne (58-50 a.C.) passando per la gola di Cròsis sino al Cuel di Lanis per scendere indisturbato verso Gemona. Si parla anche di una strada romana e di un ponte romano che portavano da Nimis a Caporetto. Nel VI secolo si stabilirono nelle Prealpi Giulie degli Avari e quindi delle genti slave provenienti dalla Pannonia: da allora gli abitanti conservano la loro parlate d'origine (il dialetto slavo del Torre o po-našem in sloveno) fino ai giorni nostri. La denominazione slava di Monteaperta "Viškorša" deriva da una voce significante l'albero chiamato "sorbo degli uccellatori" in dialetto. Monteaperta inizia probabilmente a prendere consistenza durante il periodo del dominio longobardo (558-776). Nel 670 il duca longobardo Vettari sconfigge gli Slavi nella battaglia di Broxas (Brischis). Nel 700 sono gli Slavi che sconfiggono i Longobardi, guidati dal duca Ferdulfo. In una battaglia che si svolge sopra il Monte Purgessimo lo stesso duca troverà la morte. Nel 725 gli Slavi vengono sconfitti dal duca longobardo Pemo nella battaglia di Lauriana (Lavariano). Sconfitta contenuta in quanto l'accordo di pace fu stipulato sul campo e prevedeva il reciproco scambio dei territori per i pascoli. Il figlio di Pemo, Ratchis, nel 738 si dirige in Carniola dove combatte e sconfigge gli Slavi. In seguito saranno gli Slavi a sferzare un violento quanto improvviso attacco a Rachtis, il quale non riuscirà neppure ad afferrare la sua lancia, ma dovrà difendersi con un bastone. (Racconto di Paolo Diacono). La storia di Monteaperta risale al secolo XII, quando pastori provenienti da Venzone si unirono a formare un villaggio contro le incursioni di ladri e rapinatori. La prima notizia risale al 1300 ed è una denunzia feudale che fa di questa località il nobile Nicolò di Castellerio. Durante il secolo XIII, Monteaperta e Cornappo si trovano sotto la giurisdizione dei conti Savorgnan di Osoppo. Rimasta prima sotto la giurisdizione del Patriarcato di Aquileia, in seguito a quella austro-ungarica, sotto la Repubblica di Venezia ad eccezione di una breve parentesi napoleonica (1797), fino all'annessione del Friuli all'Italia del 1866, Monteaperta e le frazioni vicine assunsero importanza e si svilupparono come Ville. Monteaperta e le Ville slave dei monti vicini furono sotto la giurisdizione religiosa della Pieve di Nimis. A capo della Villa, c'era una persona autorevole del luogo chiamata "degano" che regolava la vita della Villa, amministrava la giustizia, presideva le assemblee. I degani delle Ville elessero vicario. Dal giudizio del degano si poteva appelare al capitano di Ospoppo, che negli ultimi anni resideva in Nimis. L'autore Ippolito Nievo si ispirò nel suo romanzo il Conte Pecoraio (1856). Questo villaggio, una volta Villa indipendente (citato nell'ispezione canonica del 10 giugno 1737 come Villa di Monteaperta) venne aggregato 1797 alla municipalità di Attimis per passare quindi sotto la vice-prefettura di Cividale. 1818 l'Impero Austriaco lo aggregò al distretto di Faedis e questo soppresso nel 1853 a quello di Cividale. 1861 finalmente Monteaperta vienne unita al Distretto di Tarcento e fu collegata a Platischis (che fu sede comunale fino al 24 marzo 1929), è ora dipendente come frazione dalla sede comunale di Taipana.

[modifica] Prima guerra mondiale

Durante la prima guerra mondiale Monteaperta ebbe una notevole importanza logistica, vista la sua posizione alle spalle del fronte. Di grande importanza l'ospedale militare del Gran Monte. Vittorio Emanuele III re d'Italia, vi soggiornò brevemente con il generale Luigi Cadorna e con il generale e senatore del Regno d'Italia Carlo Porro attorno il 25 ottobre 1917. Durante l'ispezione al fronte ed i combattimenti, esaminò la cima del Gran Monte difesa dagli alpini dei battaglioni Val Leogra e Bicocca. Dopo la rotta di Caporetto il 24 ottobre del 1917, Monteaperta fu occupata, nonostante la vana resistenza di reparti alpini, sul sovrastante Passo di Tanamea. Le forze austro-tedesche sfondarono il fronte dell'Isonzo a nord, accerchiando a Caporetto la Seconda Armata Italiana composto del Quarto corpo d'Armata ed il Ventisettesimo Corpo d'Armata, comandato dal generale Pietro Badoglio, dando origine a quella che passerà alla storia come la battaglia di Caporetto. Fu un periodo di grande carestia e miseria per la popolazione. Le campane furono rotte in pezzi e rubate dagli occupanti tedeschi ed austriaci. Nel 1918 l'intera area fu di nuovo occupata dall'esercito italiano.

[modifica] Seconda guerra mondiale

Tra il 1922 e il 1943 Monteaperta e i villaggi circostanti, che avevano una popolazione in maggioranza di lingua slovena, furono sottoposti all'italianizzazione imposta dal regime fascista. Tra il 1943 e il 1945 l'area venne occupata dalle forze armate naziste, cosicché si attivarono numerosi nuclei partigiani. Durante la seconda guerra mondiale il territorio della frazione fu coinvolto dalle attività della resistenza friulana con la partecipazione delle Brigate Garibaldi e delle Brigate Osoppo. Di notevole importanza: il ruolo delle "portatrici".

Palazzo Cobai - Sisma del 1976

[modifica] Terremoti

[modifica] Il sisma del 1511

Il 26 marzo del 1511, ore 21:00, un terribile sisma di magnitudo 7 colpice la zona di Gemona, Monteaperta e di Cividale.

[modifica] Il sisma del 1976

Monteaperta era una delle zone più colpite dal terremoto del 1976. Il 6 maggio, ora 21:06 (epicentro il monte San Simeone presso Venzone), un terremoto di eccezionale intensità 9-10 dalla scala Mercalli ha sconvolto il paese. I danni del terremoto del mese di maggio furono amplificati a fine dell'estate da due altre scosse: l'11 settembre la terra tremò di nuovo, due scosse alle 18:31 e alle 18:40 che superano 7,5 e 8 gradi della scala Mercalli. Il 15 settembre, prima alle ore 5:00 e poi alle ore 11:30 si verificarono ulteriori scosse di oltre 10 gradi della scala Mercalli. Tutto quello che era rimasto ancora in piedi dopo il 6 maggio, crollò definitivamente. Il terremoto innescò in Italia ed all'estero una forte solidarietà sociale per una completa ricostruzione del paese (diverse case furono offerte da Slovenia, Svizzera e Croce Rossa Bavarese).

[modifica] Il sisma del 1998

In un'aera postata a 15 km dal confine italiano in Slovenia (media valle della Soča) alle ore 12:56, si è verificato un sisma di magnitudo 5,6. Ha provocato gravi danni alle abitazioni in Slovenia ma ha determinato risentimenti anche a Monteaperta. A Monteaperta la scossa risentita era di magnitudo 4,2.

[modifica] Onorificenze del comune

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d'alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa della Ss. Trinità di Monteaperta
Chiesa parrochiale di Monteaperta
  • la chiesa della Santissima Trinità di Monteaperta (o Sveta Trojica in sloveno) è stata fondata nel 1348 (finestra gotica). In antico era intitolata chiesa di San Vito e di San Modesto ed aveva cimitero. L'edificio originario era sicuramente d'impianto romanico. Citata in documenti risalenti al 1455 (la prima data che ricordi le due chiese di Monteaperta), fu registrata nell'ispezione canonica del 10 giugno 1737 come "chiesa della Santissima Trinità, situata nella campagna della Villa di Monteaperta". Nel 1668 fu fatto l'atrio, mentre il coro è stato aggiunto nel 1789, la sacrestia nel 1830 e il suo tipico portico nel 1930. La chiesa della Ss. Trinità è stata accuratamente restaurata, ed ospita lacerti di diversi affreschi. Si possono distinguere quattro strati di pittura appartenenti a diversi periodi, tra cui un affresco antico sull Adorazione dei Magi del terzo quarto del XV secolo ed un ciclo di vita di Cristo attribuito a Gian Paolo Thanner (1520). Nella nicchia centrale dell'altare si trova un gruppo laccato in oro raffigurante Cristo e l'Eterno Padre che incoronano la Vergine Maria e sopra la colomba dello Spirito Santo, risalente al secolo XIX. Sopra, la figura di San Daniele Profeta, residuo dell'altare ligneo ordinato nella visita foraniale del 1595, statua lignea ora conservata nella sacrestia della chiesa parrochiale. Il 6 luglio 1563, si stimava 181 Ducati l'ancona fatta dal pittore Giacomo Secante nella "chiesa dedicata a San Vito", ora scomparsa. I piccoli dipinti votivi (un dipinto "la salvezza del figlio" (1873), un dipinto di Maria Pascolo (1895), un dipinto di Giuseppina Maria Riaboli (1895) e numerosi altri), sono scomparsi dopo il terremoto del 1976. Un dipinto votivo di Maria Blasutto ed un dipinto votivo (1902) di Luigi Cobai (1885-1942) sono ora conservati in chiesa parrochiale. La chiesa è dotata di un raro agioscopo, per ascoltare la Messa da fuori. Nel santuario della Ss. Trinità di Monteaperta, le comunità delle valli del Cornappo e del Torre si danno ogni anno (mese di giugno) un appuntamento per ripetere il solenne e suggestivo rito del Bacio delle Croci, che affonda le sue origini nei tanti secoli durante i quali il santuario della Ss. Trinità era considerato la Chiesa-madre delle comunità religiose della Slavia friulana e di quelle slovene della Valle dell'Isonzo.

Nei pressi, un sasso reca, secondo la leggenda, l'impronta del piede della Madonna. La leggenda narra che i pastori erano presenti in quella posizione intorno al 1241, l'apparizione della Vergine Maria che ha lasciato una testimonianza della sua impronta ordinò la costruzione della Chiesa della Santissima Trinità. (Si trova ad un'altitudine di 673 metri, ai piedi del monte Testa Grande).

  • L'antica chiesa parrocchiale e sacramentale dedicata a San Michele Arcangelo e a San Lorenzo (prima era una chiesa vicariale dedicata ai Santi Daniele e Lorenzo, dei quali esisteva una Fraterna fino 1482). Già citata in documenti risalenti al 1585, è stata ricostruita dopo la distruzione del terremoto del 1976 con a fianco un fabbricato residenziale, in contrasto con l'architettura locale. Il suo alto campanile e stato restaurato. Sono scomparsi dopo il terremoto del 1976 i due pezzi di bronzo sigillati nel muro della chiesa (raffigurante i Santi Ermacora e Fortunato, primi martiri) proveniente dalle campane rotte dagli occupanti tedeschi durante la prima guerra mondiale. Il pulpito antico è stato venduto, così come l'organo, sostituito con uno strumento più piccolo. Furono però mantenuti una Via Crucis e mobili antichi. La vecchia chiesa era riccamente decorata con affreschi dipinti da Titta Gori (1870-1941) pittore di Nimis.

Il 23 settembre 1708, Monteaperta supplica il Senato Veneto di elevare la loro chiesa in battesimale e sacramentale: si conferma che ad onta della distanza e della difficoltà delle vie, nessuna chiesa in montagna è sacramentale. Bambini morti senza battesimo, ed adulti senza sacramenti. Il Cornappo si attraversava 4 volte. La chiesa parrochiale fu fatta solo sacramentale il 6 settembre 1710. Il 4 dicembre 1710, il Monsignore Patriarca permette finalmente di amministrare il battesimo in chiesa a Monteaperta. Monsignore Alessio Pievano di Nimis eleva con il decretto del 19 dicembre 1912 la chiesa San Michele Arcangelo a curaziale.

  • Scultura L'emigrante , opera realizzata sul tronco del grande tiglio di Monteaperta dall'artista Franco Maschio, esposta presso l'agriturismo di Monteaperta. Inaugurata domenica 31 ottobre 2010[2]. In precedenza (8 agosto 2010) è stata inaugurata la statua dell'emigrante della frazione di Prossenicco (la frazione definita da molti la più vivace e creativa del comune), realizzata dallo scultore locale Mario Budulig, in occasione dell'annuale Sagra paesana. [3]
L'emigrante, scultura di Franco Maschio, Monteaperta
  • Nella frazione di Monteaperta ci sono varie cappelle, santuari e fontane, alcune case di architettura rurale tipica (Borgo di Sotto, casa antica del Poiacco, casa Pascolo in Val Calda) e i resti di alcuni vecchi mulini (Borgo di Sopra, Al Ponte ed altri).
  • Sul Gran Monte (cima della Sella Kriz a 1540 m): la grande croce metallica, forgiata da Santo Levan (nato nel 1953), un artigiano locale. Domina la massa ed è il culmine di un lungo sentiero di pietra dalla prima guerra mondiale chiamato muletiera.

[modifica] Personalità legate a Monteaperta

  • Don Arturo Blasutto (1913-1994), sacerdote. Nacque a Monteaperta il 23 ottobre 1913. Celebrò il 26 luglio 1936 a Monteaperta la sua prima messa. Vicario a Oseacco di Resia, Liessa (comune di Grimacco) fino 1955 dove fu rimosso dal suo incarico perché parlava sloveno e si ritirò a Monteaperta. Il 26 luglio 1986 celebrò con due sacerdoti nativi di Monteaperta, don Luigi e don Celeste Blasutto, il 50º anniversario della sua prima messa. Morì il 17 settembre 1994. Monsignore Alfredo Battisti, arcivescovo di Udine celebrò la messa funebre nella chiesa parrochiale di Monteaperta.
  • Don Celeste Blasutto (1915-2000), sacerdote. Nacque a Monteaperta il 10 novembre 1915. Fu ordinato sacerdote nel 1941. Trascorre il tempo di guerra come prete a Vittorio Veneto (1941-1943), poi come insegnante (1943-1945). Dal 1945 al 1947 lavora a Torino, Revigliasco e Alpignano nel dipartimento di stampa e di propaganda per la fede. Nel 1947 andò in Mozambico e lavorò come curato di Mambone e Maimelane (1947-1950). 1950 diventò superiore e parroco di Maimelane fino 1964 quando fu trasferito a Mapinhane poi Muvamba, Massinga, Funhalouro e Mambone. Nel 1976, per motivi di salute, tornò in Italia e continuò la sua missione ed il suo servizio pastorale a Genova, Milano e Bedizzole. Si recò in Svizzera, dove lavorò come cappellano presso l'ospedale di Locarno. Nel 1984 si ritirò definitivamente alla casa missionaria del Beato Giuseppe Allamano a Alpignano. Il 11 luglio 2000, dopo essersi fratturato il femore e a causa di complicazioni polmonari, morì. Monsignore Aldo Mongiano celebrò la messa funebre il 13 luglio 2000.
Luigi Cobai (1885-1942)
  • Luigi/Louis Cobai (1885-1942). Nacque a Monteaperta il 11 novembre 1885. Studiò architettura presso l'ingegnere ed architetto Eugenio Geiringer a Trieste. Costruì con i fratelli Giuseppe, Giacomo e Giovanni il palazzo Cobai (1901-1905) a Monteaperta - borgo Cobai e la strada, come pure i ponti, della Priesaca fino Monteaperta. Lavorò alla costruzione di un campanile a Resia. Nel 1915 integrò il Genio Alpino Italiano. Fu interprete a Merano. Eroe della prima guerra mondiale, abbatté un aeroplano (ricevette infine la medaglia d'oro). Dopo la prima guerra mondiale, partecipò alla ricostruzione di vari edifici nel nord della Francia, alla costruzione del porto di Anversa (Belgio) e della chiesa di Seppois-le-Bas (Francia). Autore di diversi quadri (un dipinto votivo (2 aprile 1902) è sempre conservato presso il santuario della Beata Vergine delle Grazie a Udine). Morì il 22 marzo 1942 a Carling (Francia).
  • Giovanni Cobai. Naque a Monteaperta il 10 ottobre 1882. Caporale nel 23 reggimento del genio durante la grande guerra. Fu ferito ad ambo i piedi da una granata nemica il 21 maggio 1917 a Salcano (Gorizia). Viene curato nel lazzaretto dell'abbazia di Rosazzo. Torna a Monteaperta dopo il disastro di Caporetto. (Fratello di Luigi/Louis Cobai).
  • Ileana Carloni (1931-1988). Cavaliere della Repubblica Italiana. Nacque il 15 luglio 1931. Capitano di una squadra femminile di tiro alla fune di Monteaperta (le "Tigri" di Monteaperta). La loro notorietà ebbe risonanza nazionale con la partecipazione nel 1979 allo spettacolo televisivo "Portobello". Gestì con il marito Giacomo Vattolo (1914-2000) un'osteria chiamata "Dalla Tigre" a Monteaperta, Borgo di Sopra. Il Campo Sportivo di Monteaperta è dedicato a Ileana Carloni. Figlia: Lorenzina Vattolo (1957-1979). Ileana Carloni morì il 23 gennaio 1988.
  • Jan Niecislaw Baudoin de Courtenay (1845-1929), slavista e linguista. Nacque a Radzymin (Polonia) il 13 marzo 1845. Laureato in filosofia a Leipzig (Germania), fu professore di filologia slava presso le università di San Pietroburgo, Kazan', Dorpat e Cracovia. È famoso per la sua teoria del fonema e dell'alternanza fonologica. Dedicò la sua particolare attenzione al dialetto resiano ed ai dialetti slavi del Torre, raccogliendo importantissimi materiali dialettologici negli anni 1873-1901, consegnati già nel 1902 alla Biblioteca Accademica Imperiale delle Scienze di San Pietroburgo: Materialy dlja južnoslavjanskoj dialektologiji i etnografiji (1895). In questo libro consacra 16 pagine a Monteaperta ("Viskwòrša"), scritte durante i suoi soggiorni del 1873 e del 1901 a Monteaperta. Fu l'amico di Paolo e Giovanni Pascolo di Monteaperta (Pàuli e Žwan Pascolo-Sòwt): "Per i N° 273-295, ..., sono debitore a Ivan Pascolo detto Sout, (Žwan Pascolo-Sòwt), di anni 65, di Monteaperta inferiore; nel 1901 era già stato sepolto". Morì il 3 novembre 1929 a Varsavia (Polonia).
    Jan Niecisław Baudoin de Courtenay (1845-1929)
    .
  • Tita Gori, pittore preraffaellita friulano. Naque a Nimis il 22 luglio 1870. Morì il 24 maggio 1941. Si recò a Venezia dove approfondì la propria formazione pittorica all'Accademia di belle arti. Autore di diversi affreschi (distrutti in settembre 1976 durante un terremoto) nella chiesa parrochiale San Michele Arcangelo e San Lorenzo di Monteaperta.
  • Pavle/Paolo Merkù, compositore e noto slavista. Nacque a Trieste il 12 luglio 1927. Laureato in slavistica a Lubiana, ha conseguito il dottorato a Roma. Professore di sloveno, giornalistà, si è dedicato per molti anni in regione Friuli-Venezia Giulia alla raccolta di materiale etnografico. Ha racolto e trascritto poesie, canti e racconti di Monteaperta.
  • Vittorio Emanuele III (1869-1947), re d'Italia, soggiornò brevemente a Monteaperta durante i combattimenti della prima guerra mondiale, vista la notevole importanza logistica di Monteaperta alle spalle del fronte. Il 25 ottobre 1917, partendo da casa Bastianutti, si recò con i generali Luigi Cadorna (1850-1928) e Carlo Porro (1854-1939) presso l'ospedale militare (attuale Rifugio A.N.A. Montemaggiore-Monteaperta) e esaminò durante l'ispezione al fronte la cima del Gran Monte difesa dagli alpini dei battaglioni Val Leogra e Bicocca. (Si conservano in paese i resti di una vecchia lapide memoriale spezzata).
  • Napoleone Bonaparte (1769-1821), Imperatore dei francesi, con il nome di Napoleone I (Napoléon Ier), dal dicembre 1804 al 14 aprile 1814 e nuovamente dal 20 marzo al 22 giugno 1815. Fu anche presidente della Repubblica Italiana dal 1802 al 1805 e re d'Italia dal 1805 al 1814. Napoleone passò per Monteaperta e soggiornò per breve tempo nel 1797 in una casa a Debellis. Lasciò il suo nome al "Ponte Napoleonico" presso l'abitato di Montemaggiore.

[modifica] Cappellani legati a Monteaperta (1691-1912)

  • 1691 - P. Giuseppe Biasutti da Monteaperta
  • 1712 - P. Valentino Tomasino da Montemaggiore
  • 1713 - P. Pietro Debellis da Monteaperta
  • 1735 - P. Carlo Orsi da Caporetto
  • 1742 - P. Sebastiano Comelli da Torlano
  • 1745 - P. Giovanni Pisch da Canal di Ronzina
  • 1757 - P. Sebastiano Petterin da Lucinicco
  • 1773 - P. Pietro Debellis da Monteaperta
  • 1781 - P. Stefano Boreaniz da Masarolis
  • 1788 - P. Marino Biasutti da Monteaperta
  • 1791 - P. Paolo Debellis da Monteaperta
  • 1824 - sede vacante
  • 1826 - P. Tommaso Cussig da Sedilis
  • 1828 - P. Gio B. Bobbera da Lusevera
  • 1831 - P. Giuseppe Fattori da Rizzolo
  • 1844 - P. Giovanni Cerich da Canebola
  • 1847 - P. Mattia Ceschia da Nimis
  • 1850 - P. Valentino Caucig da Prepotischis
  • 1859 - P. Francesco Faidutti da Canebola
  • 1881 - P. Giuseppe Zanitti da Montenars
  • 1882 - P. Pietro Zanitti da Tarcento
  • 1888 - P. Valentino Cuffolo da Platischis
  • 1898 - P. Antonio Fant da Qualso
  • 1904 - P. Giacomo Loro da Villanova
  • 1907 - P. Luigi Faidutti da Cividale (nominato vicario curato nel 1912)

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Elenco del Ministero dell'Interno
  2. ^ [1]
  3. ^ DOM / SLOVIT , Archive » Prossenicco rende omaggio ai suoi emigranti » DOM / SLOVIT

[modifica] Bibliografia

  • Liliana Spinozzi Monai, "Il Glossario del dialetto del Torre di Jan Baudouin de Courtenay", Consorzio Universitario del Friuli, (2009), [2]
  • "Taipana, gente, storia, cultura", Comune di Taipana, (2002).
  • "Monteaperta e le sue vicende storiche", D. Pietro Bertolla, Tipografia G. Toso, Gemona, (1913).
  • Paolo Moro, "Gli ex-voto delle valli del Torre e del Natisone", Società filologica friulana, Udine, (1971).
  • Livia Cremonesi, "Vagabondando tra le vallate dell'Alto Torre e vicini dintorni", Grafica Goriziana, (novembre 2007).
  • Fabretti Bruno, "Ileana Carloni La Tigre, Una Leggenda - Un Mito".

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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