Mont Ventoux
| Mont Ventoux | |
|---|---|
| Il Mont Ventoux | |
| Paese | |
| Regione | Provenza-Alpi-Costa Azzurra |
| Provincia | Vaucluse |
| Altezza | 1.912 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 44°10′00″N 5°16′60″E / 44.1667°N 5.2833°E |
| Altri nomi e significati | Monte Ventoso (Francesco Petrarca) |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Occidentali |
| Grande Settore | Alpi Sud-occidentali |
| Sezione | Alpi e Prealpi di Provenza |
| Sottosezione | Prealpi di Vaucluse |
| Supergruppo | Monti di Vaucluse e di Lura |
| Gruppo | Catena del Mont Ventoux |
| Sottogruppo | Gruppo del Mont Ventoux |
| Codice | I/A-3.IV-A.3.a |
Coordinate: 44°10′00″N 5°16′60″E / 44.1667°N 5.2833°E
Il Mont Ventoux è un massiccio montuoso della Provenza, la cui cima raggiunge i 1.912 metri s.l.m.
Soprannominato dai francesi il "Gigante della Provenza", è situato a 20 km in linea d'aria a nord-est di Carpentras, ed è abbastanza lontano dalle altre cime della regione.
Il Ventoux è stato classificato "Riserva di biosfera" dall'UNESCO, nell'ambito del progetto "MAB" (Man and Biosphere). Presenta infatti una geologia e una flora particolari, nonché una fauna assai ricca. La piana e i colli alla sua base sono rinomati per il vino (Côtes du Ventoux) e le uve da tavola.
Indice |
[modifica] Toponimo
Il nome sembrerebbe derivare da "vento": il Maestrale (il Mistral in francese), soffia infatti sul suo crinale sommitale con continuità e grande violenza, raggiungendo e superando spesso i 160 km/h, per poi diffondersi nella pianura sottostante, sino al mare.
Ma un'interpretazione più moderna e approfondita assegna l'origine del nome Ventoux al lemma pregallico ventur, poi passato nella lingua occitana, che significa "colui che si vede da lontano". Numerosi studi e testimonianze d'epoca danno ormai pieno credito a questo etimo da molti anni. Anche nelle locali lingue provenzale ed occitano il Monte non è chiamato Ventoux, bensì "Ventour".
[modifica] Storia
La prima ascensione di cui è rimasta traccia è quella effettuata nel 1336 dal Petrarca lungo il boscoso versante settentrionale. Egli descrisse il panorama straordinario che gli offriva la cima.
Nel XV secolo vi fu costruita una cappella dedicata alla Santa Croce.
Fin dal XII secolo, i cantieri navali di Tolone hanno utilizzato gli alberi che crescevano sui suoi pendii. Il monte fu rimboscato nel XIX secolo con la discutibile introduzione di Pini neri d'Austria e di Cedri, oggi largamente contestata da botanici ed ecologi. La parte sommitale è sprovvista di vegetazione arborea e arbustiva a causa del vento e delle vaste pietraie, specialmente sul versante aprico. Ospita dal 1882 un osservatorio meteorologico.
[modifica] Geologia, geomorfologia, idrogeologia e idrografia
[modifica] La vegetazione e la flora
La vegetazione del Mont Ventoux presenta molte particolarità strettamente locali. Pur raggiungendo, infatti, i 1910 m di altitudine, il Ventoux è un massiccio del tutto solitario, immerso in un clima decisamente mediterraneo. Esposto ai caldi venti marini da Sud e al gelido Maestrale che lo investe da Nord, mostra un manto boschivo e un corteggio di specie che fondono e sovrappongono le serie vegetazionali dei vari piani altitudinali, i quali, a loro volta, hanno quote e caratteristiche floristico-associative alquanto desuete.
Oltre ai suoli, al clima e all'azione del vento che sferza il lungo crinale, un altro elemento rende peculiare la copertura vegetale di questo monte: quello del suo distendersi da est a ovest, con due soli versanti opposti ed un'unica, continua dorsale sommitale. Questa conformazione fa sì che uno dei versanti sia interamente esposto a mezzogiorno e perennemente soleggiato, mentre l'altro guardi a settentrione con un'insolazione assai ridotta. Mentre il substrato del piano basale è costituito da un'alternarsi di colli marnoso-argillosi e di colli totalmente silicei (sabbie di SiO2 puro), tutto il massiccio del Ventoux è un blocco di calcare.
La base della montagna, che dovrebbe essere ricoperta da una lecceta, è invece dominio di fitte colonie di pino d'Aleppo con frequenti intrusioni di pino marittimo (sui suoli acidi) e di roverella, con il leccio in netta minoranza e un considerevole corteggio erbaceo-arbustivo di specie tipiche della macchia mediterranea.
[modifica] I Piani altitudinali
A partire dai 250/300 m s.l.m. della piana di base si possono delineare i diversi Piani in una prima approssimazione di sintesi:
- Piano Basale dai 200 ai 400 m. (Quercion ilicis con Quercus pubescens, Pinus halepensis, Pinus pinaster, Juniperus phoenicea, etc.)
- Piano Sub-Montano Inferiore dai 400 agli 800 m. (Quercion pubescentis - ilicis con inizio di faggete. Sul versante nord: Fagus sylvatica e Pinus silvestris).
- Piano Sub-Montano Superiore dagli 800 ai 1000/1200 m. (Fagion sylvaticae con Quercus pubescens. Sul versante Nord: Fagus sylvatica con Abies alba).
- Piano Montano dai 1000 ai 1500 m. (Pinion uncinatae).
- Piano Sub-Alpino dai 1500 alla vetta. (Brachipodion ramosae. Sul versante Nord: Pinion uncinatae e Brachipodion spp.)
Una scansione più accurata fornisce invece la seguente sequenza.
[modifica] Versante SUD - Insieme Mediterraneo
- Piano eu-mediterraneo (o del Leccio). Dai 200 ai 400 m.
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- Serie del Leccio e del Ginepro fenicio.
- Serie mediterranea della Roverella.
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- Piano supra-mediterraneo o collinare (o della Roverella). Dai 400 agli 800 m.
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- Serie supra-mediterranea della Roverella.
- Serie inferiore del Pino silvestre.
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- Piano montano/mediterraneo o sub-montano (o del Faggio). Dagli 800 ai 1200 m.
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- Serie sub-mediterranea del Faggio.
- Serie superiore del Pino silvestre.
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- Piano oro-mediterraneo o montano (o del Faggio e dell'Abete bianco). Dai 1200 ai 1500 m.
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- Serie mediterranea del Faggio.
- Serie sub-montana dell'Abete bianco.
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- Piano sub-alpino (o del Pino uncinato). Dai 1500 ai 1800 m.
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- Serie sub-alpina del Pino uncinato.
- Serie montana del Faggio.
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- Piano pseudo-alpino. Dai 1800 ai 1900 m (vetta).
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- Serie delle graminacee prative sub-alpine.
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[modifica] Versante NORD - Insieme medio-europeo o sub-continentale
- Piano montano o del Faggio. Dagli 800 ai 1500 m.
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- Serie delle faggete-abetaie ad Abies alba.
- Serie mesofila del Faggio.
- Serie mesofila dell'Abete bianco.
- Serie delle faggete-abetaie ad Abies alba.
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- Piano sub-alpino o del Pino uncinato. Dai 1500 ai 1800 m.
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- Serie pre-alpina del Pino uncinato.
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[modifica] Le specie
1. Piano mediterraneo o del Leccio
- Quercus ilex (Fagaceae) - Leccio
- Quercus pubescens (Fagaceae) - Roverella
- Quercus coccifera (Fagaceae) - Quercia spinosa
- Pinus halepensis (Pinaceae) - Pino d'Aleppo
- Pinus pinaster (Pinaceae) - Pino marittimo
- Acer campestre (Aceraceae) - Acero campestre
- Juniperus phoenicea (Cupressaceae) - Ginepro fenicio
- Juniperus communis (Cupressaceae) - Ginepro comune
- Juniperus oxycedrus (Cupressaceae) - Ginepro ossicedro
- Bromus sp. (Graminaceae) - Bromo
- Achanterum calamagrestis L. (Graminaceae)
- Cynodon dactylon (Graminaceae)
- Hordeum marinum (Graminaceae) - Orzo selvatico
- Asparagus acutifolium (Liliaceae) - Asparago selvatico
- Ruscus aculeatus (Liliaceae) - Pungitopo
- Smilax aspera (Liliaceae) - Edera spinosa
- Prunus mahaleb (Rosaceae) - Ciliegio selvatico o di S. Lucia
- Rosa canina (Rosaceae) - Rosa selvatica
- Crataegus monogyna (Rosaceae) - Biancospino
- Amelanchier ovalis (Rosaceae) - Pero corvino
- Agrimonia eupatoria (Rosaceae) - Agrimonia (dal greco αργέμονής = cataratta)
- Spartium junceum (Papilionaceae) - Ginestra odorosa
- Genista cinerea (Papilionaceae) - Ginestrella
- Dorycnium fruticans (Papilionaceae)
- Thymus vulgaris (Labiatae) - Timo
- Thymus serpillum (Labiatae) - Timo serpillo
- Lavandula officinalis (Labiatae) - Lavanda
- Lavandula latifolia (Labiatae) - Spigo
- Melissa melissophyllum (Labiatae) - Melissa
- Salvia officinalis (Labiatae) - Salvia
- Rosmarinus officinalis (Labiatae) - Rosmarino
- Equisetum arvense (Equisetaceae) - Equiseto
- Ruta angustifolia (Rutaceae) - Ruta
- Sambucus nigra (Caprifoliaceae) - Sambuco
- Lonicera implexa (Caprifoliaceae) - Caprifoglio
- Rhus cotinus (Anacardiaceae) - Scotano o Sommaco
- Pistacia terebinthus (Anacardiaceae) - Terebinto
- Clematis vitalba (Ranuncolaceae) - Vitalba
- Clematis flammula (Ranuncolaceae) - Fiammella
- Borago officinalis (Boraginaceae) - Borragine
- Buxus sempervirens (Buxaceae) - Bosso o Mortella
- Euphorbia characias (Euphorbiaceae) - Euforbia palmata o cespugliosa
- Ilex aquifolium (Aquifoliaceae) - Agrifoglio
- Scirpoides holoshoemus (Cyperaceae) - Giunco
- Hyoscyamus niger (Solanaceae) - Giusquiamo
- Linum narbonense (Linaceae) - Lino di Narbona
- Malva sylvestris (Malvaceae) - Malva selvatica (officinale)
- Hypericum perforatum (Hypericaceae) - Erba di S. Giovanni o Iperico (officinale)
- Morus alba (Moraceae) - Gelso
- Rumex scutatus (Polygonaceae) - Romice o Erba acetosa
- Phillyrea angustifolia (Oleaceae) - Fillirea o Ilatro
- Jasminus fruticans (Oleaceae)
- Rhamnus alaternus (Rhamnaceae) - Alaterno
- Rubia peregrina (Rubiaceae)
- Cistus albidus (Cistaceae) - Cisto biancastro
2. Piano collinare o della Roverella
- Quercus pubescens (Fagaceae) - Roverella
- Quercus ilex (Fagaceae) - Leccio o Elce
- Pinus silvestris (Pinaceae) - Pino silvestre
- Acer monspessulanum (Aceraceae) - Acero minore
- Brachipodium sp. (Graminaceae)
- Cytisus sessilifolium (Papilionaceae)
- Coronilla emerus (Papilionaceae) - Erba cornetta o Dondolino
- Anthyllis montana (Papilionaceae)
- Laburnum alpinum (Papilionaceae)
- Genista scorpius (Papilionaceae) - Ginestra spinosa
- Prunus mahleb (Rosaceae) - Ciliegio selvatico
- Sorbus aria (Rosaceae) - Sorbo bianco o Farinaccio
- Inula montana (Compositae) - Enula di monte
- Centaurea scabiosa (Compositae)
- Lavandula latifolia (Labiatae) - Spigo
- Melissa officinalis (Labiatae) - Cedronella o Limoncina
- Arctostaphilos uva-ursi (Ericaceae) - Uva ursina
- Aphyllanthes monspeliensis (Liliaceae)
- Globularia cordifolia (Globulariaceae) - Bottonaria
- Helleborus foetidus (Ranuncolaceae) - Elleboro fetido
- Daphne laureola (Timeleaceae) - Olivella
- Rhus cotinus (Anacardiaceae) - Scotano o Sommaco
- Viburnum lantana (Caprifoliaceae) - Lantana
- Buxus sempervirens (Buxaceae) - Bosso o Mortella
3. Piano montano o del Faggio
Versante Sud - Le specie di corteggio sono assai ridotte per l'aridità.
- Fagus sylvatica (Fagaceae) - Faggio
- Abies alba (Pinaceae) - Abete bianco
Versante Nord.
- Fagus sylvatica (Fagaceae) - Faggio
- Abies alba (Pinaceae) - Abete bianco
- Pinus silvestris (Pinaceae) - Pino silvestre
- Fraxinus excelsior (Oleaceae) - Frassino
- Rosa montana (Rosaceae) - Rosa di monte
- Rosa pendulina (Rosaceae)
- Rosa pimpinellifolia (Rosaceae)
- Rubus idaeas (Rosaceae) - Lampone
- Lilium martagon (Liliaceae) - Giglio martagone
- Convallaria majalis (Liliaceae) - Mughetto
- Artemisia absinthium (Compositae) - Assenzio o Vermouth
- Carlina acanthifolia (Compositae)
- Asperula odorata (Rubiaceae)
- Lonicera alpina (Caprifoliaceae)
- Satureja montana (Labiatae) - Santoreggia di monte (aromatica)
- Sempervivum sp. (Crossulariaceae) - Semprevivo
- Silene inflata ssp. vulgaris (Caryophyllaceae) - Silene alpina
- Botryum lunaria (Cruciferae) (oltre i 1400 m)
- Gentiana verna (Gentianaceae)
- Gentiana campestris (Gentianaceae)
- Gentiana lutea (Gentianaceae) - Genziana gialla
4. Piano sub-alpino o del Pino uncinato
- Pinus uncinata (Pinaceae) - Pino uncinato
- Eryngium spina-alba (Ombrelliferae)
- Globularia repens (Globulariaceae)
- Ononis cristata (Papilionaceae)
- Pedicularis comosa (Scrofulariaceae)
- Aconitum anthora (Ranuncolaceae) - Aconito antora
- Actaea spicata (Ranuncolaceae) - Barba di capra
- Dryopteris villarii (Polypodiaceae)
- Polygonatum verticillatum (Liliaceae)
5. Piano pseudo-alpino. La vetta.
- Brachipodium ramosum (Graminaceae)
- Alyssum cuneifolium (Cruciferae)
- Iberis nana (Cruciferae)
- Draba azoides (Cruciferae)
- Aquilegia bertolonii (Ranuncolaceae)
- Ranunculus seguieri (Ranuncolaceae) - Ranuncolo di Seguier
- Doronicum grandifolium (Compositae)
- Androsace grandiflora (Primulaceae)
- Androsace villosa (Primulaceae) - Androsace vilosa
- Saxifraga exarata (Saxifragaceae)
- Saxifraga oppositifolia (Saxifragaceae)
- Heracleum minimum (Ombrelliferae)
- Euphorbia seguieriana ssp. loiseleurii (Euphorbiaceae)
- Astragalus sempervirens (Papilionaceae)
- Linaria alpina (Scrofulariaceae)
- Veronica aphylla (Scrofulariaceae)
- Potentilla nivalis (Rosaceae)
- Silene petrarchae (Caryophyllaceae)
- Arenaria grandiflora (Caryophyllaceae)
- Phyteuma charmelii (Campanulaceae)
- Campanula alpestris (Campanulaceae)
- Papaver auranthiacum (Papaveraceae)
- Allium narcissiflorum (Liliaceae) - Aglio del Piemonte
- Viola cenisia (Violaceae)
- Polygala alpina (Polygalaceae)
- Crepis pygmaea (Compositae)
[modifica] La fauna
[modifica] Il Mont Ventoux e il ciclismo
Il Ventoux presenta tre ascensioni, che sono state teatro di tappe importanti in molte competizioni ciclistiche, tra cui ovviamente il Tour de France.
[modifica] Tour de France
Il Tour de France propone spesso l'ascensione di questa cima, celebre per l'elevata pendenza della strada (sino al 20%) e per il calore che l'asfalto sprigiona nel mese di luglio. I ciclisti del Tour scalarono il Ventoux per la prima volta nel 1951 lungo la tappa Montpellier-Avignone. Fra coloro che si sono fatti onore su questa salita troviamo Charly Gaul nel 1958, Raymond Poulidor nel 1965, Eddy Merckx nel 1970, Bernard Thévenet nel 1972, Eros Poli nel 1994 (autore di una fuga di 171 km in solitaria), Marco Pantani nel 2000 e Richard Virenque nel 2002.
Nell'edizione del 1967, il britannico Tommy Simpson morì sulla salita (nell'ascensione dal paese di Malaucène, la meno acclive ma la più lunga), vittima del doping. Una piccola lapide sul bordo della strada lo ricorda. Lo stesso Eddy Merckx ebbe un malore in una sua vittoria.
[modifica] Arrivi di tappa al Tour
| Anno | Tappa | Partenza tappa | Distanza (km) | Categoria GPM | Vincitore | Nazione | Maglia gialla |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1958 | 18 | Bédoin | 21.5 (Crono) | 1 | Charly Gaul | Raphaël Geminiani | |
| 1965 | 14 | Montpellier | 173 | 1 | Raymond Poulidor | Felice Gimondi | |
| 1970 | 14 | Gap | 170 | 1 | Eddy Merckx | Eddy Merckx | |
| 1972 | 11 | Carnon-Plage | 207 | 1 | Bernard Thévenet | Eddy Merckx | |
| 1987 | 18 | Carpentras | 36.5 (Crono) | HC | Jean-François Bernard | Jean-François Bernard | |
| 2000 | 12 | Carpentras | 149 | HC | Marco Pantani | Lance Armstrong | |
| 2002 | 14 | Lodève | 221 | HC | Richard Virenque | Lance Armstrong | |
| 2009 | 20 | Montélimar | 167 | HC | Juan Manuel Garate | Alberto Contador |
[modifica] Transito, ma non arrivo di tappa
| Anno | Tappa | Categoria | Partenza | Arrivo | Primo al passaggio in vetta | Nazionalità |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1951 | 18 | 1 | Montpellier | Avignone | Lucien Lazarides | |
| 1952 | 14 | 1 | Aix-en-Provence | Avignone | Jean Robic | |
| 1955 | 11 | 1 | Marsiglia | Avignone | Louison Bobet | |
| 1967 | 13 | 1 | Marsiglia | Carpentras | Julio Jimenez | |
| 1974 | 12 | 1 | Savines-le-Lac | Orange | Gonzalo Aja | |
| 1994 | 15 | HC | Montpellier | Carpentras | Eros Poli |
[modifica] Giro del Delfinato
L'ascensione più rapida è stata fatta il 10 giugno 2004 in una tappa a cronometro, quarta tappa del Giro del Delfinato, con i tempi seguenti:
- 1 - Iban Mayo in 55'51
- 2 - Tyler Hamilton in 56'26
- 3 - Oscar Sevilla in 56'54
[modifica] Bibliografia
- Olivier Madon, La flore du Mont Ventoux, Edit. Barthélémy, Avignon, 1999. ISBN 2-87923-076-4
- Bernard Girerd, La flore sauvage et la forêt. In "Le Mont Ventoux, encyclopédie d'une montagne provençale", Edit. Alpes de Lumière, Forcalquier, 2007. ISBN 978-2-906162-92-1
- Frédéric Melki, Maxime Briola, Ventoux, géant de nature, Edit. Biotope, Mèze, 2007.
- Georges Guende, Carte de la végétation du Mont Ventoux au 1:25.000, Université de Marseille, Marseille, 1979.
- M. Barbero P. Quézel, La végétation du Mont Ventoux. In "Le massif du Ventoux: éléments d'une synthèse écologique", La Terre et la Vie, INRA, 1978.
- François Tessier, Le versant méridional du Ventoux. , "La revue des Eaux et Forêts", 4.45, 1900.
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni