Mondovì
Mondovì (ël Mondvì [əlmʊn'dwi] in piemontese) è una città di 22.730 abitanti[3], che diventano 35.000 nell'area urbana, della provincia di Cuneo in Piemonte. È la quinta città della provincia per numero di abitanti dopo Cuneo, Alba, Bra e Fossano e la ventisettesima della Regione Piemonte. Fa parte delle cosiddette "sette sorelle", le sette città più importanti della provincia, insieme a Cuneo, Alba, Bra, Fossano, Savigliano e Saluzzo.
Il nome deriva dal fatto che il suo nucleo iniziale, oggi Rione "Mondovì Piazza", venne costruito su un colle vicino al preesistente comune di Vicoforte: dall'abbreviazione di "Mont ed vico" ("monte di vico"), sarebbe poi derivato l'attuale nome di Mondovì.
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[modifica] Geografia fisica
È situata tra montagna, collina, e pianura: da un lato, infatti, la città guarda la pianura segnata dal fiume Po che conduce a Torino, distante 90 km, dall'altro è posta su un colle che segna il limitare delle Langhe, la terra del tartufo e dei vini. Mondovì è a 63 km da Savona e dalla Riviera Ligure: la separano le Alpi Marittime con le importanti stazioni turistiche per gli sport invernali (Lurisia, Frabosa, Artesina, Prato Nevoso). Si raggiunge facilmente con l'Autostrada A6, la linea ferroviaria Torino-Savona e l'aeroporto di Cuneo-Levaldigi.
La città ha la peculiarità di essere distribuita su più livelli: il rione Piazza, posto sulla collina (559 m s.l.m.) denominata del Monte Regale (da cui il nome dei suoi abitanti), è il nucleo originario; i rioni di Breo, Pian della Valle, Carassone, Borgato e Rinchiuso sono collocati in basso, lungo il torrente Ellero, ed ebbero il loro massimo sviluppo tra Settecento e Ottocento, con la nascita delle attività manifatturiere, delle fabbriche e l'arrivo della ferrovia; infine il rione dell'Altipiano, ultimo ad essere nato, accoglie la zona residenziale e moderna della città.
[modifica] Clima
[modifica] Storia
Il nome deriva da "Ël Mont ëd Vi", cioè "il monte di Vicoforte" ("Vico" o "Vi" abbreviato): il quartiere denominato Piazza (che è il più antico della città) si trova infatti molto vicino al comune limitrofo chiamato Vicoforte, e in passato ne era dipendente.
Antichi insediamenti romani sono stati rinvenuti in località Breolungi che, in epoca successiva, costituì un importante avamposto bizantino di fronte all'avanzata dei Longobardi, similmente a Morotia (Morozzo) e al Mons Fortis (Monforte). Non a caso, per più di sessant'anni, il limes tra Longobardi e Bizantini, che mantenevano faticosamente il controllo dell'antica provincia della Liguria, fu costituito dai fiumi Stura e Tanaro: un confine che tale rimase per secoli a delimitare la Longobardia Occidentale (poi Piemonte) dalla Liguria.
La città fu fondata nel 1198, esattamente come Cuneo (e non è un caso), dopo la distruzione della città di Bredolo, probabilmente Breolungi, sede di antica contea carolingia. I transfughi si unirono in una nuova comunità, libera dal potere feudale. L'indipendenza della cittadina fu breve poiché il vescovo di Asti unitosi al marchese di Ceva, riuscì nel 1200 ad espugnarla ed in seguito, nel 1231, a distruggerla. Storia parallela a Cuneo.
Risorse nel 1232 e formando una lega con il comune di Milano, Cuneo e Savigliano resistette ad un nuovo attacco degli astigiani. Nel 1260 fu occupata da Carlo I d'Angiò che aveva ormai esteso i suoi domini in gran parte del Piemonte. Fu allora che apparve per la prima volta nella Storia il nome di Piemonte, ad indicare i domini angioni, tra cui figurava il comune di Cuneo, situati ai piedi dei monti per chi giungeva dalla Provenza o dalla Lombardia.
Nel 1274 ritornò sotto la sudditanza dei vescovi di Asti. Nel 1290, dietro pagamento in denaro ottenne il riconoscimento dell'autonomia comunale. Gli ampi diritti e privilegi sovrani ottenuti dalla città diedero origine al nome con cui essa fu chiamata per tutto il Medioevo, Mons Regalis, donde il nome odierno dei suoi abitanti, "monregalesi".
Nel 1305 avvenne la seconda dominazione angioina a cui succedettero i Visconti, i marchesi del Monferrato, gli Acaja e dal 1418 i Savoia. Da quel giorno Mondovì crebbe fino a divenire nel XVI secolo la città più popolosa del Piemonte: qui fu pubblicato il primo libro stampato in Piemonte (1472) e fu sede dell'Università piemontese dal 1560 al 1566.
Una data importantissima per Mondovì è l'8 giugno 1388, quando papa Urbano VI, con la bolla Salvator Noster vergata a Perugia, a seguito di una petizione presentata dal marchese Teodoro II del Monferrato, eresse la diocesi del Monte Regale. Ciò avvenne durante lo Scisma d'Occidente e la promozione di Mondovì a sede vescovile è stata probabilmente concessa per la fedeltà dimostrata da Mondovì al legittimo papa di Roma, mentre la diocesi madre di Asti era passata all'obbedienza dell'antipapa francese. Tuttavia il vescovo di Asti conservò per alcuni secoli il diritto di elezione del vescovo di Mondovì; ma, ad ogni modo, il vasto territorio tra Stura, Tanaro e Alpi Liguri e Marittime, già appartenuto all'antica diocesi e contea di Auriate, probabilmente distrutta dai Saraceni, fu scorporato dal Vescovado di Asti e acquisì una propria, importante identità. Ovviamente la nuova diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Milano e il nuovo vescovo ottenne il titolo feudale di conte, ormai soltanto onorifico. La chiesa di San Donato martire, antica parrocchia e pieve del terzerie più popoloso, quello di Vico, situata sulla parte più alta di Quartiere Piazza, fu eretta a cattedrale. Per la verità, la diocesi giunse alla sua completa estensione geografica tra Stura, Tanaro, Alpi Marittime e Liguri con la bolla di papa Eugenio IV, nel 1440 (Cuneo, con l'antica abbazia benedettina di San Dalmazzo presso il Borgo di Pedona, era già stata aggregato definitivamente a Mondovì due anni prima il 29 novembre 1438, sempre per intercessione di papa Eugenio IV) e con la bolla di papa Pio II nel 1461.
Nel 1537 Mondovì fu occupata dai francesi e con alterne vicende rimase nelle loro mani fino al 1559. Nel 1560 Emanuele Filiberto restaurò il dominio sabaudo nei territori monregalesi.
Un ruolo centrale nella storia di Mondovì spetta alle rivolte contro i duchi sabaudi, note come "le guerre del sale" che si sussegguirono tra il 1680 - 1699, con notevole spargimento di sangue e vaste devastazioni. Si trattò di tre insurrezioni praticamente consecutive, ispirate principalmente da iniziativa papolare, allo scopo di difendere le antiche autonomie e franchigie comunali, negate dal duca sabaudo teso a forgiare uno stato centrale di stampo assolutistico, sull'esempio della Francia di Luigi XIV, noto come il "re Sole".
Mondovì si "era data ai Savoia", non era stato conquistata: nell'atto di donazione venivano riconosciuti i suoi "liberi statuti", ora negati da un duca violento, prepotente e arrogante.
Gli iniziali successi furono compromessi dalla nobiltà che, di fronte alla reazione furibonda, isterica e sanguinaria del potere centrale, finì per tradire la causa e assoggettarsi alla volontà del "signore di Torino" individuandolo come "il male minore" rimettendosi alla sua clemenza. Paesi come Montaldo, Roburent e le Frabose, dove maggiormente si concentrava la resistenza alle truppe sabaude, messe in difficoltà da un'autentica guerriglia favorita dai luoghi impervi, furono alfine totalmente devastati e le popolazioni deportate nelle pianure vercellesi al di là del Po con assoluto divieto di far ritorno alle proprie case. Un editto del duca pretendeva l'abbattimento di tutte le case "con le volte"! Proprio in seguito a questi traumatici e drammatici eventi Mondovì, che fino ad allora era stato uno dei comuni più popolosi, ricchi e vasti del Piemonte, esteso tra le Alpi Liguri, il Brobbio, il Pesio e il Tanaro, con il centro nel quartiere aristocratico ed ecclesiastico della "Piazza", vide il suo territorio smembrato in innumerevoli comuni e precipitò in una grave crisi economica che si sarebbe protratta nei secoli successivi.
Mondovì fu occupata nel 1796 dalle truppe di Napoleone Bonaparte, in quel periodo a Mondovì,più precisamente nel Lupazzanio, avvenne anche l'unica battaglia vinta dalle truppe piemontesi durante la campagna napoleonica del 1796. La suddetta venne combattuta tra un gruppo di Dragoni piemontesi sbandati, circa 300, e un compagnia di cavalleria francese comandata del generale di divisione Henrì Stengel. Le truppe sabaude colsero di sorpresa con alcune cariche di cavalleria i francesi che credendo di trovarsi davanti l'intera cavalleria piemontese si dispersero subendo gravi perdite, lo stesso Stengel viene ferito gravemente e trasportato nella cappella di San Paolo (localita Bertoni), morirà nell'ospedale di Carassone sette giorni dopo, pronunciando le parole "Le Roi me connaitre", interpretata come una conversione al Cattolicesimo, venne seppellito nella chiesa di S.Evasio antico a Carassone dove tuttora riposa. Il Monregalese venne devastato dalla riconquista reazionaria nel 1799, allorché le truppe austro-russe invasero il Piemonte, quando si combatté casa per casa, porta per porta; tornò a Napoleone e poi entrò a far parte dell'impero francese (dipartimento della Stura) dopo la decisiva Battaglia di Marengo (1800) e fu restituito ai Savoia nel 1814. Nel periodo della RSI a Mondovì si stabilì il comando della IV divisione panzer tedesca ed un manipolo di SS nella Cittadella, mentre il controllo delle operazioni antipartigiane venne affidato al tenente dei Cacciatori delle Alpi Alberto Farina. Lo stesso venne catturato a Ceva il 26 aprile 1945 dai partigiani ed inseguito fucilato assieme alla fidanzata (ausiliaria RSI) e ad altri fascisti locali il 30 aprile del 1945 in piazza della Repubblica (Piazza). Città natale di Giovanni Giolitti, Mondovì è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione; insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici subiti della sua popolazione e per la sua attività nella Resistenza partigiana durante la Seconda guerra mondiale.
Per ovviare alle difficoltà di collegamento tra la parte alta e quella bassa, nel 1880 venne costruita una funicolare, sulla scia di quelle costruite a Torino verso Superga e il monte dei Cappuccini. Funzionante inizialmente a contrappeso d'acqua, quindi a vapore e infine con motore elettrico, la funicolare è stata chiusa nel 1976. Dopo un accurato lavoro di ripristino è stata ricostruita e inaugurata il 16 dicembre 2006.
A partire dai primi anni del Novecento, la città si è espansa sull'altopiano fronteggiante la collina, al di là dell'Ellero. Con la localizzazione della nuova stazione ferroviaria sull'altipiano, la città ha visto spostare il proprio baricentro industriale e residenziale verso i nuovi quartieri Altipiano e Ferrone. Attualmente l'Altipiano conta circa 10.000 abitanti: è il quartiere più popoloso ed economicamente uno dei più operativi della città.
Nel Piano regolatore 2005 è prevista la costruzione di nuovi edifici residenziali (l'Altipiano "bis") dietro a quelli già esistenti per accogliere circa 3000 nuovi abitanti. La città sta attualmente attraversando un momento cruciale di profondo rinnovamento sociale e di impetuosità economica, grazie soprattutto alla costruzione del parco commerciale più vasto d'Europa, denominato Mondovicino, facilmente raggiungibile da tutto il Nord Italia e dal Sud Est della Francia tramite l'Autostrada, esso è infatti posto sul casello della A6 Torino-Savona, appositamente ampliato con 15 uscite per favorire il flusso di traffico in transito.
Altri importanti progetti ed eventi che stanno avviando la città ad una distinta prosperità economica sono l'interporto, le Olimpiadi dell'aria 2009, il retroporto di Savona e il nuovo ospedale policlinico, ora ultimato.
[modifica] Onorificenze
| Medaglia di bronzo al valor militare | |
[modifica] Curiosità
- I monregalesi vennero scomunicati ben tre volte: l'ultima i cadaveri vennero addirittura disseppelliti perché indegni di restare nel suolo consacrato.
- Il ponte della ferrovia venne costruito da prigionieri austriaci.
- Il monumento ai caduti venne inaugurato da Amedeo Duca D'Aosta eroe dell'Amba Alagi
- Il rione Piazza è interamente percorso da cunicoli costruiti nel medioevo a scopo difensivo, è anche presente un bunker risalente alla seconda guerra mondiale, probabilmente in questi cunicoli sono ancora nascoste le armi accumulate dai Comunisti mondoviti negli anni venti per attuare la rivoluzione anche nel Monteregale.
- Nel 1959 fu protagonista di diverse puntate di "Campanile sera" lo storico programma televisivo della Rai che si tenne in piazza Maggiore, il collegamento fu curato da Enzo Tortora .
- Il Comune ha reso omaggio ad Enzo Tortora dedicandogli una strada su iniziativa dell'allora esponente radicale Sergio Bruno, affinché sia per sempre ricordata l'ingiusta persecuzione giudiziaria di cui fu vittima.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Rione Piazza
- i capolavori pittorici di Andrea Pozzo (Chiesa di San Francesco Saverio, detta "La Missione" 1664 - 1678),
- le architetture di Francesco Gallo (Cattedrale di San Donato 1743 - 1757),
- i cicli degli affreschi gotici (Cappella di Santa Croce - XIV secolo)
- le mura e le torri medioevali (Il Belvedere e la Torre Civica del Belvedere - XIII secolo),
- le antiche piazze e le scenografiche facciate (la gotica piazza Maggiore XIV - XVI secolo).
- la Torre Civica del Belvedere detta anche torre dei Bressani, eretta tra il XIII e il XIV secolo in forme gotiche poi modificate lungo i secoli, la Torre del belvedere è alta 29,10 metri e presenta monofore ogivali e merli. Venne usata anche come campanile della ora distrutta chiesa di Sant'Andrea. Come ricorda una lapide, nel 1762 essa servì a Giovanni Battista Beccaria come punto trigonometrico per la determinazione della lunghezza di un arco meridiano in Piemonte. Notevole è il panorama con i suoi il borghi antichi formati da edifici storici, sacri e profani offrendo un panorama a 360º sulla Langa e la pianura coronata dalle montagne.
Altri interessanti edifici sono la chiesa di santa Chiara, la chiesa della Misericordia, il convento di Nostra Donna, la settecentesca sinagoga, il Vescovado, l'antico ospedale di Santa Croce, la manierista Casa Jacod, la Chiesa delle teresiane, il Palazzo dei Bressani, quello del governatore e quello di città, Palazzo Fauzone, la cappella di San Rocco delle Carceri e la porta di Carassone.
Nella chiesa di San Giuseppe dei Carmelitani il pittore Giovan Francesco Gaggini dipinge di affreschi la cupola in collaborazione con il quadraturista Pietro Antonio Pozzi e con lo stuccatore Domenico Beltramelli. Nel centro della cupola è raffigurata la Santissima Trinità attorno a cui ruotano San Giuseppe, San Giovanni Battista, angeli e Santi Carmelitani rivolti verso Santa Teresa d'Avila in Gloria ai piedi della Vergine; nei pennacchi: angeli che recano gli attributi della Santa; sulla volta dell'arco del presbiterio: la Gloria di San Giuseppe.
Di rilevante interesse è la funicolare, completamente rinnovata nel 2006, che unisce il centro storico di Piazza a quello di Breo.
[modifica] Rione Breo
- la cappella di San Rocco,
- la cappella della Madonna delle Grazie,
- la chiesa di Sant'Agostino,
- la santi Pietro e Paolo (detta anche chiesa del Moro), leggenda vuole che le truppe napoleoniche credendo che il Moro posto nella torretta al di sopra della chiesa di san Pietro fosse una vedetta addetta a dare l'allarme, lo presero a fucilate.
- la barocca san Filippo, recentemente ristrutturata.
- la chiesa sconsacrata di santo Stefano, ora adibita a sala mostre.
- la fontana "Goj d'esse a Mondvì" (la gioia di essere a Mondovì)
- la torre di piazza Gherbiana: la leggenda narra che al suo interno si nasconda una bellissima principessa.
[modifica] Rione Carassone
Borgo di antichissima origine che conserva qualche resto di epoca medioevale. Altimetria m 408.
- la parrocchiale dei Santi Giovanni ed Evasio (originariamente detta San Giovanni in Lupazzanio) con abside poligonale e campanile cuspidato a monofore e bifore di stile romano gotico. Sulla facciata è presente un affresco del Vinai e alcune statue di Stefano Brilla. L'interno è a tre navate (con quella mediana assai ampia), ricche di decorazioni a stucco e dorature. Notevoli due affreschi del secolo XVII nella Cappella della Beata Vergine del Rosario; due statue lignee di Antonio Roasio: Sam Luigi e Madonna delle Grazie; una statuetta argentea di Sant'Evasio; organo dei Fratelli Vittino di Centallo (secolo XIX)
- la chiesa sconsacrata di Sant'Evasio,
- la splendida cappella di Santa Maria delle Vigne, eretta nel secolo XIV e adorna di affreschi della fine del Quattrocento (molti dei quali deperiti o rimaneggiati in epoca successiva) attribuiti a Giovanni Mazzucco. Questa chiesa è presente nell'elenco dei monumenti nazionali.
[modifica] Rione Borgato
- la cappella dell'Annunziata,
- la Madonna della Neve,
- la cappella di San Rocco,
- la parrocchiale dedicata a Maria Vergine Assunta.
[modifica] Rione Altipiano
[modifica] Rione Ferrone
- la cappella di San Bernolfo.
- Splendido esempio di pittura gotica è la cappella di San Bernardo delle Forche.
[modifica] Foto panorama
[modifica] La comunità ebraica di Mondovì
| Per approfondire, vedi le voci Comunità Ebraica di Mondovì e Sinagoga di Mondovì. |
Mondovì fu sede, dal XVI secolo fino alla Seconda guerra mondiale, di una piccola ma fiorente comunità ebraica. A testimonianza della sua storia rimangono l'area del vecchio ghetto con la bella sinagoga settecentesca e il cimitero a Mondovì-Breo.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Popolazione straniera residente
Al 1º gennaio 2011, su una popolazione totale di 22.605 abitanti, gli stranieri residenti sono 2.729, pari al 12,07% della popolazione. Di seguito ne sono riportati i dieci gruppi più consistenti:
| Pos. | Cittadinanza | Popolazione |
|---|---|---|
| 1 | 1016 | |
| 2 | 533 | |
| 3 | 362 | |
| 3 | 156 | |
| 5 | 64 | |
| 6 | 62 | |
| 7 | 58 | |
| 8 | 38 | |
| 9 | 35 | |
| 10 | 32 |
[modifica] Cultura
Mondovì è stata sede decentrata del Politecnico di Torino dal 1990 con tre facoltà del Politecnico di Torino (II Facoltà di Architettura e I e III di Ingegneria).
[modifica] Personalità legate a Mondovì
- Antonio Michele Ghisleri papa (1504-1572)
- Giovanni Bona (1609-1674)
- Francesco Gallo architetto (1672-1750)
- Giovanni Battista Beccaria fisico e astronomo (1716-1781)
- Giovanni Cigna (1734-1790)
- Giuseppe Baruffi (1801-1875)
- Marcantonio Durando presbitero, beato (1801-1880)
- Giovanni Durando politico e militare (1804 - 1869)
- Giacomo Durando politico e militare (1807-1894)
- Massimo Cordero di Montezemolo politico (1807-1879)
- Giovanni Giolitti politico (1842-1928)
- Giovanni Battista Quadrone pittore (1844-1898)
- Donato Etna generale alpino e politico (1858-1938)
- Giovanni Bertone fondatore della Bertone motori (1886-1972)
- Enrico Martini militare alpino e partigiano (1911-1976)
- Miranda Bonansea attrice e doppiatrice (1926)
- Saverio Vertone politico e giornalista italiano (1927-2011)
- Carlo Jean generale alpino e scrittore (1936)
- Raffaele Costa politico (1936)
[modifica] Eventi
- Raduno Internazionale Aerostatico dell'Epifania Raduno internazionale di mongolfiere
- Carlevè 'd Mondvì Si ricorda l'invasione dei Mori con rievocazioni storiche, l'elezione della Bela Monregaleisa e le tradizionali sfilate dei carri allegorici
- Tre Rifugi Gara Internazionale Sci Alpinistica
- Fiera di Primavera Nel centro storico della città. Settori espositivi: Gran Mercato di Primavera, autovetture, moto e motori, macchine ed attrezzature agricole, edilizia e casa, tempo libero, giardinaggio, artigianato, hobbismo, prodotti agricoli, fiori, piante e giardini, promozione del territorio, animazione per bambini.
- Meeting di Primavera Meeting nazionale di Atletica Leggera presso la pista di atletica sita in zona "Beila". Da alcuni anni si svolge il 2 giugno. In questa manifestazione sono passati campioni come Koura Kaba Fantoni e Andrew Howe Besozzi. [1]
- Giornata del Naso Rosso - GNR[2] Evento nazionale di raccolta fondi per progetti di clownterapia organizzato dalla Federazione di Volontariato VIP ViviamoInPositivo Italia ONLUS [3], che annovera tra le sue fila l'Associazione MondoVIP ONLUS [4], i cui volontari clown di corsia visitano ogni sabato pomeriggio i reparti del nuovo ospedale policlinico S.Croce di Mondovì.
- Torneo di Calcio dei Rioni - Trofeo Città di Mondovì Patrocinato dalla Città di Mondovì, la Provincia di Cuneo e la Regione Piemonte, si svolge ogni anno dal 1993 nel mese di giugno. Il Torneo dei Rioni è un torneo di calcio a sette in notturna riservato ai residenti del comune di Mondovì. Da alcuni anni si divide in tre distinte categorie: Senior (da 16 anni), Under15 (12-15 anni) e Junior (8-11 anni). [5]
- Stemmi dei Rioni
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- Albo d'Oro
Senior: 1993 Carassone, 1994 Breo, 1995 Carassone, 1996 San Giovanni, 1997 Breo, 1998 Carassone, 1999 Carassone, 2000 San Giovanni, 2001 Altipiano, 2002 Carassone, 2003 Carassone, 2004 Carassone, 2005 Carassone, 2006 Ferrone, 2007 Sant'Anna, 2008 Sant'Anna, 2009 Altipiano, 2010 Altipiano, 2011 Altipiano
Under15: 1995 Altipiano, 1996 Altipiano, 2006 Altipiano, 2007 Via Cuneo, 2008 Frazioni, 2009 Frazioni, 2010 Via Cuneo, 2011 Altipiano
Junior: 1997 Via Cuneo, 1998 Ferrone, 1999 Sant'Anna, 2000 Ferrone, 2001 Frazioni, 2002 Ferrone, 2003 Via Cuneo, 2004 Piazza, 2005 Via Cuneo, 2006 Ferrone, 2007 Ferrone, 2008 Ferrone, 2009 Breo, 2010 Ferrone, 2011 ???
- Mostra dell'Artigianato Nel mese di agosto, nel centro storico di Piazza
- Model Air Show Manifestazione internazionale di aeromodelli. Si svolge annualmente, l'ultima domenica di agosto ed è organizzata dal Gruppo Aeromodellistico Monregalese (www.gruppoaeromodellisticomonregalese.it)
- Feu d'la Madòna 7 settembre - Spettacolo pirotecnico di apertura dei festeggiamenti della Madonna del Santuario di Vicoforte
- Peccati di Gola - Fiera Regionale del Tartufo
- SCCday - Giornata all'insegna dello sport Pulito
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Stefano Viglione (PdL) dal 11/06/2007
Con i comuni limitrofi di Vicoforte, Villanova Mondovì, Carrù, Magliano Alpi e Monastero di Vasco Mondovì forma un'area urbana di circa 38 538 abitanti.
[modifica] Amministrazioni precedenti
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 2007 | in carica | Stefano Viglione | Popolo della Libertà | Sindaco |
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Altre informazioni
- Mondovì è stata sede, assieme a Torino, Collegno ed Avigliana, delle olimpiadi dell'aria 2009: la città, infatti, è un importante centro di ritrovo di mongolfiere.
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
- ^ Dato Istat al 31/07/2011
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
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