Miloš Forman
Miloš Forman (Čáslav, 18 febbraio 1932) è un regista, sceneggiatore e attore ceco.
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[modifica] Biografia
Quando aveva 9 anni, i suoi genitori vennero deportati dalla Gestapo nei campi di concentramento nazisti, nel campo di concentramento di Auschwitz la madre Anna, dove morì nel 1943, ed in quello di Buchenwald il padre Rudolf, deceduto nel 1944; in seguito Forman fu affidato agli zii. Verso gli 11 anni, iniziò a conoscere e ad amare i film di Charlie Chaplin, Buster Keaton e John Ford.
A Parigi s'iscrisse alla facoltà di Cinematografia; si mise in luce con una serie di ottimi lavori come L'asso di picche (1964), Gli amori di una bionda (1965), che ottenne la nomination all'Oscar come "miglior film straniero" e Al fuoco, pompieri! (1967).
Emigrato negli Stati Uniti dopo la primavera di Praga, vi è divenuto uno dei registi più premiati e acclamati dalla critica nel ventennio 1970-1990, rimanendo legato allo stile europeo di un cinema di contenuto, "contaminato" però dagli elementi spettacolari e avvincenti propri del cinema hollywoodiano. Appena arrivato in America, girò il caustico e intenso Taking Off (1971), parabola americana giocosa e penetrante sull'incomunicabilità tra genitori e figli (e dei rispettivi "vizi": alcool e marijuana), con una apparizione dell'allora giovanissima Kathy Bates. Lavorò inoltre al documentario Ciò che l'occhio non vede (1972), dirigendo un episodio.
Firma il suo capolavoro con Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975), che vinse 5 premi Oscar, con il mattatore Jack Nicholson.
Su questa scia di denuncia sociale basa i suoi successi come Hair (1979), musical pacifista e contestatore, e Ragtime (1981), sul proibizionismo in cui appare, dopo 20 anni d'assenza, James Cagney.
Nel 1984 esce quello che secondo molti è tra i più grandi film in costume di sempre, il kolossal Amadeus, sulla vita di Wolfgang Amadeus Mozart. La pellicola ha grande successo e nel 1985 vince quattro Golden Globe e ben otto premi Oscar, inclusi miglior film e miglior regia. Nel film vengono ricordate, oltre alle interpretazioni dei due protagonisti Tom Hulce e F. Murray Abraham, le magnifiche scenografie e costumi e le ricostruzioni fedelissime di Vienna del XVIII secolo. Il successivo Valmont è del (1989), liberamente tratto da Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos.
Dopo un periodo di lontananza dalla regia, torna più caustico di prima, quando Oliver Stone gli affida la direzione di Larry Flynt - Oltre lo scandalo (1996), biografia del magnate del porno che ha vinto l'Orso d'Oro al Festival di Berlino. Successivamente dirige Man on the Moon (1999), biografia del comico statunitense Andy Kaufman.
Il 2006 è l'anno de L'ultimo inquisitore, con Natalie Portman e Javier Bardem, lungometraggio che ha raccolto critiche molto positive e che si ispira alla figura del pittore Francisco Goya quale geniale testimone delle rivoluzioni e delle atrocità del suo tempo. Film che potrebbe rappresentare la sua ultima grande opera cinematografica, quantomeno come regista. Nonostante, infatti, si parlasse di un suo imminente ritorno dietro alla cinepresa per un film dedicato alla storia di Charles Ponzi e al suo schema truffaldino[1] e si sapesse che fosse impegnato nell'avanzata fase di pre-produzione per la realizzazione del film The Ghost of Munich (Il fantasma di Monaco), basato su un suo adattamento, in collaborazione con Václav Havel, dell'omonimo romanzo di Georges-Marc Benamou incentrato sulla figura di Édouard Daladier alla Conferenza di Monaco del '38[2], il 27 aprile del 2011 Forman rivela, in un'intervista concessa al tabloid ceco Blesk, che probabilmente sarà costretto ad abbandonare ogni suo futuro progetto di regia[3]; ciò a causa di una degenerazione maculare che da tempo affligge la retina del suo occhio destro. Questa grave patologia, che ha un andamento progressivo e che, se evolve colpendo entrambi gli occhi può portare fino alla completa ed irreversibile cecità, gli ha fatto perdere completamente la zona centrale del campo visivo destro, al posto del quale può vedere solo una macchia scura[4]. La sua condizione non lo porta ad abbandonare completamente il mondo cinematografico, che lo continua a vedere impegnarsi nella veste di attore. La sua ultima fatica recitativa lo vede al fianco di Catherine Deneuve nel film Les bien-aimés (il titolo internazionale è The Beloved), pellicola che viene scelta per chiudere la rassegna della 64ª edizione del Festival di Cannes[4][5].
[modifica] Filmografia
[modifica] Regista
- Laterna magika II (1960)
- Konkurs (1963)
- Kdyby ty muziky nebyly (1963) - cortometraggio
- L'asso di picche (Černý Petr) (1964)
- Gli amori di una bionda (Lásky jedné plavovlásky) (1965)
- Dobře placená procházka (1966) - film TV
- Al fuoco, pompieri! (Hoří, má panenko) (1967)
- I Miss Sonia Henie (1971) - cortometraggio
- Taking Off (1971)
- Ciò che l'occhio non vede (Visions of Eight) (1973) - documentario, episodio The Decathlon
- Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo's Nest) (1975)
- Hair (1979)
- Ragtime (1981)
- Amadeus (1984)
- Valmont (1989)
- Larry Flynt - Oltre lo scandalo (The People vs. Larry Flynt) (1996)
- Man on the Moon (1999)
- L'ultimo inquisitore (Goya's Ghosts) (2006)
- Semafor: Nejvetší hity 2 (2007)
- Dobre placená procházka (2009)
[modifica] Sceneggiatore
- Nechte to na mně (1955)
- I cuccioli (Stěňata) (1957)
- Laterna magika II (1960)
- Konkurs (1963)
- Kdyby ty muziky nebyly (1963) - cortometraggio
- L'asso di picche (Černý Petr) (1964)
- Gli amori di una bionda (Lásky jedné plavovlásky) (1965)
- Al fuoco, pompieri! (Hoří, má panenko) (1967)
- La pince à ongles (1969)
- Taking Off (1971)
- Il cornuto scontento (Le mâle du siècle) (1975)
- Valmont (1989)
- L'ultimo inquisitore (Goya's Ghosts) (2006)
[modifica] Attore
- Stříbrný vítr (1954)
- Dědeček automobil (1957)
- Heartburn - Affari di cuore (Heartburn) (1986)
- Le prime immagini dell'anno nuovo (New Year's Day) (1989)
- Tentazioni d'amore (Keeping the Faith) (2000)
- Les bien-aimés (The Beloved - Innamorato) (2011)
[modifica] Riconoscimenti
- 1967: nomination – Oscar al miglior film straniero
- 1969: nomination - Oscar al miglior film straniero
- 1976: vinto - Oscar al miglior regista
- 1985: vinto - Oscar al miglior regista
- 1997: nomination – Oscar al miglior regista
- 1974: Golden Globe per il miglior documentario
- 1976: Golden Globe per il miglior regista
- 1985: Golden Globe per il miglior regista
- 1997: Golden Globe per il miglior regista
- 1964:Festival di Locarno: Vela d'oro
- 1971:Festival di Cannes: Grand Prix Speciale della Giuria
- 1997:Festival di Berlino: Orso d'Oro
- 1999:Festival di Berlino: Orso d'argento per il miglior regista
[modifica] Note
- ^ (EN) Gordon Cox. «'Ponzi's' scheme afoot Weekes to pen biopic, Forman in talks to direct», Variety, 27-4-2011. URL consultato in data 17-05-2011.
- ^ Jennifer Vineyard. (EN) Milos Forman Searches For The 'Ghost Of Munich' In Nazi-Era Epic. MTV Movies Blog, 4-11-2008. URL consultato il 17-05-2011.
- ^ Carlotta Mariani. Milos Forman dice addio al cinema. Bestmovie.it, 3-5-2011. URL consultato il 17-5-2011.
- ^ a b «RISCHIA LA CECITÀ: SI RITIRA IL REGISTA DI "LARRY FLINT"», Leggo, 2-5-2011. URL consultato in data 17-5-2011.
- ^ “Les bien-aimés” di Christophe Honoré chiude il Festival di Cannes. Cinezapping.com, 4-5-2011. URL consultato il 17-5-2011.
[modifica] Bibliografia
- Paolo Vecchi, Miloš Forman, Il Castoro Cinema n. 86, Editrice Il Castoro, 1981
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Miloš Forman
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Miloš Forman dell'Internet Movie Database
- Articolo sul regista
- Registi cechi
- Sceneggiatori cechi
- Attori cechi
- Nati nel 1932
- Nati il 18 febbraio
- Premi Oscar nel 1976
- Premi Oscar al miglior regista
- Premi Oscar nel 1985
- Attori cecoslovacchi
- Registi cecoslovacchi
- Sceneggiatori cecoslovacchi
- Registi ebrei
- Golden Globe per il miglior regista
- David di Donatello per il miglior regista straniero
- Premi BAFTA alla regia
- Personalità legate a Čáslav