Mihály Csokonai Vitéz
Mihály Csokonai Vitéz (Debrecen, 17 novembre 1773 – Debrecen, 28 gennaio 1805) è stato un poeta ungherese, epico e lirico, considerato uno dei più eminenti personaggi della prima fase ungherese culminata con il "risveglio nazionale".
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[modifica] Biografia
Studiò nel collegio della sua città natale, e si dedicò dapprima alla traduzione in ungherese volgare della Batracomiomachia e poi alla realizzazione di un dramma satirico intitolato il Tempefoi (1793).
Dopo aver soggiornato un anno a Sárospatak, feudo protestante, per partecipare ad un corso di giurisprudenza, si trasferì a Bratislava, prima di vagabondare per quattro anni in varie località transdanubiane.[1]
In questo periodo compose alcuni poemi caratteristici, come Az igazság diadalma ("La vittoria della giustizia") (1799), composto per celebrare la conquista di Mantova dei francesi.
Rilevanti furono anche il poema filosofico A lélek halhatatalnsága ("L'immortalità dell'anima"), scritto in occasione del decesso di una nobildonna ed il poema eroicomico Dorottya ("Dorotea"), in cui l'autore ci propose uno spaccato della vita dei nobili campagnoli.
La lirica amorosa si caratterizzò per la mescolanza di elementi popolareschi, immagini realistiche e spunti arcadici.
Csokonai compose anche un buon numero di canzonette popolari.
[modifica] Opere principali
- Kostancinápoly (1794)
- Dorottya (1798)
- Szegény Zsuzsi a táborozáskor (1802)
- Tartózkodó kérelem (1803)
- A tihanyi ekhóhoz (1803)
[modifica] Note
- ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol.IV, pag.32
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