Metato (Camaiore)

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Metato
frazione
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Toscana – stemma Toscana
Provincia Lucca – stemma Lucca
Comune Camaiore – stemma Camaiore
Territorio
Coordinate 43°57′7″N 10°19′48″E / 43.95194°N 10.33°E / 43.95194; 10.33 (Metato)Coordinate: 43°57′7″N 10°19′48″E / 43.95194°N 10.33°E / 43.95194; 10.33 (Metato)
Altitudine 414 m s.l.m.
Abitanti 63[1]
Altre informazioni
Cod. postale 55041
Prefisso 0584
Fuso orario UTC+1
Localizzazione
Metato è posizionata in Italia
Metato


Metato è una delle numerose frazioni del Comune di Camaiore provincia di Lucca Italia, situato sulle pendici del monte Prana (1221 m), la vetta più meridionale delle Alpi Apuane. Il suo nome deriva dal seccatoio per le castagne che, soprattutto nelle località Appennino tosco-emiliano è detto, appunto, metato. Sviluppatosi soprattutto nel corso del 1700, cui risalgono la chiesa, il campanile e la fontana, il borgo è tutto in faccia al mare, ad una distanza, in linea d'aria, di circa otto, nove chilometri e, per strada, 13.

Indice

[modifica] Territorio

Da qualsiasi punto, la vista si apre sulla piana di Camaiore che, si riapre dopo il colle di Pedona e quello di Monteggiori, sulla pianura di Capezzano che termina con Lido di Camaiore ed il mare. Nei giorni di particolare limpidezza è possibile intravedere anche le sagome delle isole Capraia, Gorgona e finanche la penisola a nord della Corsica.

[modifica] Risorse

Le risorse principali derivavano dagli ulivi e dalle castagne, da cui gli abitanti avevano possibilità di trarre un certo guadagno o di farne materia di scambio con altri generi tipici delle zone pianeggianti. Gli altri generi di prodotti, come le patate, il grano, il granturco, la vite e la verdura, venivano coltivate solo in funzione del consumo familiare. Ogni famiglia aveva il suo forno per la cottura del pane e di altri cibi, come le torte salate e la Scarpaccia. Anche le stalle ed i porcili, situati fuori del paese, servivano per lo più, al bisogno della famiglia.

Oggi la coltivazione della terra è, purtroppo, stata abbandonata, ma il borgo va riprendendo interesse anche per merito di villeggianti stranieri, alcuni dei quali, hanno comprato e risistemano alcune delle case.

[modifica] Archeologia

Dal punto di vista scientifico, tra il 1914 ed il 1922, nella Buca del Tasso, sulla destra del torrente Carpigna, furono portate a termine delle campagne archeologiche, dirette dal Comitato per le Ricerche di Paleontologia Umana o paleoantropologia di Firenze che vi rinvennero, oltre ad alcuni strumenti in pietra, anche dei resti ossei animali, tra i quali è stato riconosciuto un femore umano e parte di un teschio riferibile all'epoca dell'ultimo uomo di Neanderthal, scomparso circa 40.000 anni fa.

Di notevole importanza sono anche i resti di due torri del Castello lucchese del tempo di Castruccio Castracani (1281-1328), sul Montecastrese tra Metato e Camaiore.

[modifica] Cultura

[modifica] Citazioni

  • Bruno Moriconi (Carmelitano Scalzo) da alcuni anni, scolpiti su una lastra di marmo sulla piazzetta della chiesa, alcuni versi del paesano ne dipingono le caratteristiche di Metato.
« Metato
Rugoso mucchietto di case
pugno di castagne secche
tra i sassi del monte di Prana
con la pecchia dei tetti
a guardar la marina  »
(Bruno Moriconi, Poesie sulla pietra al Borgo di Metato, in: La Nazione, 28 maggio 2008)

La parola pécchia, oltre significare un'Ape ed il resto di chermes rimasto nella caldaia al termine della colorazione delle stoffe, in toscano significa buccia. In particolare, la sottile membrana che si trova sotto la buccia della castagna.[2] Nella poesia è stata schelta per indicare l'approssimativo e discontinuo rossiccio dei tetti del borgo di Metato con un termine che, insieme alle castagne secche o rugose, ne richiama anche il significato originario di seccatoio.

[modifica] Personalità legate a Metato

[modifica] Note

  1. ^ informazioni Metato
  2. ^ Battaglia, Salvatore, Grande lessico della lingua italiana, ed. UTET.

[modifica] Bibliografia

  • Dinelli, Paolo. Camaiore: dalle origini ai giorni nostri. 2007, Camaiore.
  • Dinelli, Paolo. Storia di Camaiore. 2000, Viareggio.
  • Santini, Luca. Una storia d'altri tempi: un racconto in vernacolo camaiorese. 2010, Massarosa.

[modifica] Collegamenti esterni

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