Meridiano (geografia)
In geografia, per meridiano o linea di longitudine si intende una qualsiasi circonferenza massima ottenuta dall'intersezione tra la superficie della Terra (o di un generico corpo celeste) e un ipotetico piano passante per l'asse terrestre (o, in generale, per l'asse di rotazione del corpo).
Più precisamente, tale circonferenza massima si compone di due meridiani diametralmente opposti (meridiano e antimeridiano): in altre parole ciascun meridiano forma un immaginario arco che congiunge il Polo Nord terrestre con il Polo Sud.
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[modifica] Descrizione
Il termine "meridiano" deriva dal latino meridies, che significa "mezzogiorno"; il Sole attraversa un dato meridiano terrestre a metà del periodo di tempo che va dall'alba al tramonto.
Esistono infiniti meridiani e per ogni punto della superficie di un corpo celeste (ad eccezione dei poli) passa uno e un solo meridiano, identificabile dalla longitudine corrispondente; sulla Terra, la longitudine è convenzionalmente misurata come distanza angolare dal meridiano fondamentale. Attraverso i meridiani, quindi, si può definire la longitudine.
Tutti i meridiani hanno uguale lunghezza, essendo la metà di un cerchio massimo sulla superficie terrestre e misurando quindi 20.003,93 km.
I meridiani principali sono in tutto 360 con un passo angolare di 1º grado, di cui 180 meridiani effettivi e 180 antimeridiani. Per convenzione, il meridiano 0 detto anche Meridiano di Greenwich ("Prime Meridian" in inglese) passa appunto per Greenwich (Londra), mentre l'altra sua metà (l'antimeridiano 180°) passa per l'Oceano Pacifico identificando in massima parte la cosiddetta linea di cambiamento di data.
[modifica] Storia della misura del meridiano terrestre
In antichità, le prime stime della lunghezza del meridiano terrestre si basavano sul semplice assunto geometrico che la Terra fosse una sfera perfetta. Conoscendo quindi, con un qualche procedimento, sia la misura di un arco di meridiano terrestre sia il corrispondente angolo al centro, era possibile calcolare la lunghezza del meridiano stesso attraverso una semplice proporzione.
Dalle informazioni giunte fino a noi dall'epoca classica, su questo semplice modello si dovevano essere basate le prime stime di studiosi, quali ad esempio Eudosso di Cnido e Dicearco da Messina.
La prima misurazione della circonferenza terrestre o meglio, del meridiano terrestre, di cui si hanno notizie più certe, la dobbiamo al filosofo e geografo Eratostene di Cirene (III secolo a.C.), che ad Alessandria d'Egitto dirigeva la più grande biblioteca nota a quei tempi.
Eratostene assunse che Siene (l'odierna Assuan) ed Alessandria d'Egitto fossero sullo stesso meridiano. Avendo potuto verificare che a Siene, che si trova appena al di sopra del Tropico del Cancro, durante il solstizio d'estate, i raggi del Sole penetravano fino al fondo dei pozzi e che quindi il Sole in quel momento era allo zenit, egli misurò nello stesso giorno ed istante (ovviamente in anno diverso) ad Alessandria d'Egitto l'angolo che i raggi solari formavano con uno gnomone: un semplice bastone conficcato perpendicolarmente nel terreno. In tale circostanza poté verificare che i raggi del sole non erano affatto perpendicolari, poiché il bastone proiettava sul terreno un'ombra, che con la verticale, produceva un angolo di 7° e 12'[1].
Per semplice costruzione geometrica si evince che quell'angolo corrisponde alla differenza di latitudine tra le due città. Eratostene moltiplicò quindi la misura angolare (ottenuta con un semplice calcolo matematico)[2], 1/50 dell'angolo giro, per la distanza tra Siene ed Alessandria (5.000 stadi) ottenendo 250.000 stadi (~ 39.357 km) come misura della circonferenza terrestre. Oggi tale valore viene fatto corrispondere a circa 40.000 km, un valore assai vicino al meridiano medio.
L'accuratezza del risultato è probabilmente legata più al caso che al metodo utilizzato da Eratostene, in quanto diversi errori si sommerebbero: quello legato alla difficoltà nella misurazione dell'angolo, al fatto che Siene ed Alessandria non appartengono allo stesso meridiano, alla correzione della circonferenza fatta dallo stesso Eratostene in 252.000 stadi, all'ipotesi che uno stadio corrisponda a 157,5 metri circa. Quest'ultima ipotesi in particolare è stata ottenuta grazie al rapporto tra stadio egizio e cubito reale (del quale è meglio conosciuta dagli storici la corrispondenza in metri) proposto da Plinio. Tuttavia, il fatto stesso che si sia tentata una tale misura, implica la ferma consapevolezza dei greci del fatto che la Terra fosse rotonda, 1800 anni prima del viaggio di Cristoforo Colombo.
In epoca moderna, la misurazione del meridiano terrestre è un problema della Geodesia e può essere risolto con diverse tecniche, che utilizzano principalmente misurazioni satellitari.
[modifica] Note
- ^ http://ebookbrowse.com/la-geografia-alessandrina-pdf-d52212052 (Eratostene di Cirene, pag 3)
- ^ http://manuelacasasoli.altervista.org/pagine/eratostene_terra.html