Lingua pahlavi
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Pahlavi è il nome assunto dalla lingua persiana in epoca sasanide. Essa è la diretta continuatrice del persiano d'epoca achemenide, notevolmente semplificata nella morfologia, arricchita di prestiti dal partico e con un sistema di scrittura di derivazione aramaica anziché antico-mesopotamica. Per l'etimologia del nome si pensa a una derivazione da *parthawi ("partico") > pahlavi (esito normale rth > hl). Il suo impiego è attestato prevalentemente in iscrizioni regali e in testi religiosi zoroastriani. Dopo l'invasione araba dell'Iran, la lingua ha subito un ulteriore mutazione trasformandosi nel persiano classico (tuttora in uso) dell'epica di Ferdowsi (Firdawsī) e del dīvān di Hafez (Hāfiz), che si differenzia dal pahlavi, cui pure rimane molto vicino, prevalentemente nella scrittura e in una buona parte del lessico di derivazione araba.