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Max Simon (Breslavia, 6 gennaio 1899 – Lünen, 1º febbraio 1961) è stato un militare tedesco, ufficiale delle Waffen-SS durante la Seconda guerra mondiale.
Entrato nell'esercito imperiale tedesco allo scoppio della prima guerra mondiale, partecipò, come soldato semplice ai combattimenti in Macedonia, e successivamente sul fronte occidentale, venendo decorato con la Croce di Ferro di seconda classe. Al termine della guerra, nel 1919 entrò nei Freikorps della Slesia.
Durante la seconda guerra mondiale si distinse particolarmente per la le atrocità commesse in Italia sotto il suo comando come SS-Gruppenführer dalla Divisione SS "Totenkopf" (maggio 1943 - ottobre 1943) e dalla Divisione Waffen-SS "Reichsführer"(ottobre 1943 - ottobre 1944).
Al termine della guerra, per la sua complicità nel massacri di Marzabotto e S.Anna di Stazzema, fu processato a Padova davanti a un tribunale militare inglese, l'ultimo celebrato di una serie di processi tenuti nella stessa città contro criminali di guerra nazisti. Fu condannato a morte, ma la sentenza fu quasi immediatamente commutata con il carcere e trasferito in Germania per scontarvi la pena.
Come molti altri prima di lui, fu liberato nel 1954 anche per intercessione dell'arcivescovo di Colonia Frings e grazie alla campagna per il perdono e la riabilitazione dei criminali di guerra che coinvolse in particolare la Germania negli anni della Guerra fredda, volta a rilegittimare l'esercito tedesco come elemento centrale nello schieramento europeo della NATO.
A seguito della sua liberazione, tuttavia, fu accusato dell'assassinio di diversi cittadini di Brettheimer, che verso la fine della guerra avevano disarmato il locale reparto della Gioventù hitleriana. Processato per questo da un tribunale tedesco, fu assolto in base ad elementi formali in prima istanza, e del suo caso fu interessata l'Alta Corte Federale. Durante il processo non si mostrò mai pentito e affermò "rifarei esattamente tutto ciò che ho fatto".
Nel 1961, mentre il suo caso era riesaminato in sede giudiziaria, morì in seguito ad un attacco di cuore.
[modifica] Onorificenze tedesche
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