Mauro Bortolotti
Mauro Bortolotti (Narni, 26 novembre 1926 – Roma, 14 novembre 2007) è stato un compositore italiano.
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[modifica] Biografia
Ha studiato presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, diplomandosi in composizione con Goffredo Petrassi,[1] pianoforte con Rodolfo Caporali[1] e organo con Fernando Germani.[1] Ha frequentato dal 1957 al 1968 i Ferienkurse für Neue Musik a Darmstadt[1], specializzandosi in quegli stessi anni presso lo studio fiorentino di musica elettronica di Pietro Grossi.[1] Innovatore della musica contemporanea e cofondatore a Roma al principio degli anni ‘60, assieme a Franco Evangelisti, Domenico Guaccero, Egisto Macchi, Daniele Paris, Mario Bertoncini e Antonio De Blasio, dell'associazione per la musica contemporanea Nuova Consonanza,[1] ha indagato il rapporto tra musica e nuove tecnologie anche in ambito istituzionale e universitario presso il CNUCE (Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico) dell'Università di Pisa.[1] Ha insegnato Composizione ai Conservatori "Licinio Refice" di Frosinone (dal 1978 al 1981) e "Santa Cecilia" di Roma (dal 1981 al 1993). Per due volte è stato presidente di Nuova Consonanza: nel triennio 1983-1985 e nel biennio 1995-1996. È stato direttore artistico dell'Orchestra Regionale di Roma e del Lazio dal 1994 al 2000.[1]. Particolare rilievo ha assunto, lungo l'intero arco della sua produzione, il profondo rapporto con la poesia, che lo ha spinto a musicare, tra gli altri, testi di Scotellaro, Eluard, Cummings, Berryman, Marziale, Pasolini, Giuliani, Pessoa, Majakovskj, Rilke. Le sue opere sono pubblicate da Suvini Zerboni (Milano), Ricordi (Milano) e Edipan (Roma).
[modifica] Composizioni
Tra le sue opere principali ricordiamo: 4 poesie di Paul Éluard, per soprano, clarinetto e violoncello (1959-1978); Contre 2, per soprano e 5 strumenti (1965-1967); Parentesis, per clarinetto, fagotto e pianoforte (1967); Trasparencias, per clavicembalo e archi (1968); Pour le piano, per pianoforte (1969); E tuttavia…, per 11 archi (1973); Sine nomine, per 5 strumenti (1974); Gran Duo da concerto, per pianoforte a 4 mani (1975); Studio dal vero: BS 28.V.74, per 15 strumenti (1975); Quartetto (Preludio a Berryman), per quartetto d’archi (1979); Room 231: Something black, per soprano e quartetto d’archi (1980); Sinfonia “Est animum”, per orchestra (1985); Homage to India, per 8 fiati e contrabbasso (1989); Nell’impoetico mondo, per soprano e sei strumenti (1989); Grandes misterios habitam. Omaggio a Pessoa, per soprano e orchestra (1992); Della guerra, del mistero, delle stelle, per 6 strumenti (1995); O poeta è um fingidor, per viola e 8 strumenti (1999); Cadenze, quasi un concerto, per flauto e orchestra (1999); Dovuto a G. Bruno Nolano, per timpani e 12 strumenti a fiato (2002); … questa umidità, l’acqua calcarea. Frammenti per Thomas Bernhard, per soprano, voce recitante, percussioni e nastro magnetico (2004-2006); Ou le silence. Studio per le Elegie duinesi, per soprano e orchestra (2006).