Massacro di Malmedy
| Massacro di Malmedy | |
|---|---|
| L'incrocio di Baugnez, presso Malmédy, con i corpi dei soldati americani uccisi | |
| Stato | |
| Luogo | Ardenne |
| Obiettivo | Prigionieri di guerra statunitensi |
| Data | 17 dicembre 1944 |
| Tipo | Omicidio di massa |
| Morti | tra 72 e 84 |
| Feriti | alcuni |
| Responsabili | SS-Kampfgruppe Peiper SS |
| Motivazione | Apparentemente nessuna |
Il massacro di Malmédy fu un crimine di guerra commesso nella seconda guerra mondiale il 17 dicembre 1944, durante l'offensiva delle Ardenne, dal Kampfgruppe Peiper, parte della Divisione tedesca 1. SS-Panzer-Division Leibstandarte SS Adolf Hitler, al comando del Maggiore Joachim Peiper.
Durante la mattinata del 17 dicembre, la Battery B del 285th Field Artillery Observation Battalion era in trasferimento, con 30 tra Jeep e camionette e due autocarri, quando finì sotto il fuoco di due PzKpfw IV del Kampfgruppe Peiper della 6.SS-Panzer-Armee, ai quali si aggiunsero un PzKpfw V Panther e due semicingolati della 11.SS-Panzergrenadiere Kompanie, alle 13:30. La colonna americana fu fermata, con gran parte dei mezzi distrutti, e i soldati furono fatti prigionieri.
Poco dopo le 13:30, sopraggiunsero altri tre autocarri della Company B dell'86th Engineer Battalion e anch'essi finirono sotto il fuoco dei carri tedeschi; da questi autocarri scesero sei soldati dei quali uno fu ferito, un altro catturato e gli altri riuscirono a fuggire. Alle 14:00, nel campo sul quale sorgeva il Café Bodarwé, furono riuniti 113 prigionieri americani, dei quali 87 membri della Battery B e tre di altre unità dello stesso 285th Battalion, 10 autisti di cinque ambulanze che percorrevano le strade della zona, una guardia della Military Police e alcuni altri soldati catturati dal KGr Peiper poco prima di raggiungere Baugnez. Attorno alle 14:15 si sentirono due colpi di pistola, probabilmente sparati da un ufficiale o un sottufficiale tedesco all'indirizzo di un gruppetto di quattro soldati americani che tentavano la fuga.
Fu come un segnale: gli uomini di Peiper iniziarono a sparare con i fucili e le pistole mitragliatrici su tutti i prigionieri disarmati. Il massacro durò circa un quarto d'ora e 52 americani furono uccisi; 61, feriti o miracolosamente illesi, tra le 15:00 e le 16:00 tentarono la fuga, ma in zona vi erano rimasti ancora alcuni soldati tedeschi e altri 15 prigionieri furono uccisi, tre morirono in seguito per le ferite riportate e uno non fu mai più ritrovato. Alla fine la strage di Malmédy costò la vita a 71 militari americani. Il primo ad arrivare sul posto, pochi giorni dopo, fu Hal Boyle, inviato dell'Associated Press che scriveva su Stars and Stripes, il giornale delle truppe USA.
Subito cominciò a raccogliere testimonianze e cercare soccorso per i feriti. Per questo massacro nel Processo di Dachau del 1946 saranno processati come criminali di guerra 73 soldati tedeschi, e tra questi 43 saranno condannati a morte (comunque, nessuna delle condanne a morte verrà eseguita). "Sepp" Dietrich fu uno tra i processati, ma non venne condannato a morte.
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