Mario Monti

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Mario Monti
Mario Monti 2012-06-27.JPG

Presidente del Consiglio dei Ministri
Durata mandato 16 novembre 2011 –
28 aprile 2013
Presidente Giorgio Napolitano
Predecessore Silvio Berlusconi
Successore Enrico Letta

Ministro degli Affari Esteri
(ad interim)
Durata mandato 26 marzo 2013 –
28 aprile 2013
Presidente Mario Monti
Predecessore Giulio Terzi di Sant'Agata
Successore Emma Bonino

Ministro dell'Economia e delle Finanze
Durata mandato 16 novembre 2011 –
11 luglio 2012
Presidente Mario Monti
Predecessore Giulio Tremonti
Successore Vittorio Grilli

Commissario europeo per la concorrenza
Durata mandato 15 settembre 1999 –
30 ottobre 2004
Presidente Romano Prodi
Predecessore Karel van Miert
Successore Neelie Kroes

Commissario europeo per il Mercato interno
Durata mandato 18 gennaio 1995 –
15 marzo 1999
Presidente Jacques Santer
Predecessore Raniero Vanni d'Archirafi (Questioni istituzionali, imprese e mercato interno)
Successore Frits Bolkestein (Mercato interno, fiscalità e unione doganale)

Dati generali
Partito politico Scelta Civica
Tendenza politica Liberalismo
Firma Firma di Mario Monti
sen. Mario Monti
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Mario Monti
Luogo nascita Varese
Data nascita 19 marzo 1943 (71 anni)
Titolo di studio Laurea in economia
Professione Professore universitario
Partito Scelta Civica
Legislatura XVI, XVII
Gruppo Gruppo misto (XVI)
Scelta Civica per l'Italia
Senatore a vita
Investitura Nomina presidenziale
Data 9 novembre 2011
Incarichi parlamentari
  • XVI Legislatura, membro:
    • 10ª Commissione (Industria)
      dal 30 novembre 2011 al 14 marzo 2013[1]
  • XVII Legislatura, membro:
    • 3ª Commissione (Affari esteri, emigrazione)
      dal 7 maggio 2013
Pagina istituzionale

Mario Monti ([ˈmaˑɾjo ˈmonːti]; Varese, 19 marzo 1943) è un economista, accademico e politico italiano.

È senatore a vita dal 9 novembre 2011[2], e dal 16 novembre fino al 28 aprile 2013 è stato presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, conservando inizialmente l'incarico anche di ministro dell'economia e delle finanze dello stesso governo[3]; lascia successivamente l'incarico al dicastero economico a Vittorio Grilli l'11 luglio 2012[4][5]. Il 21 dicembre dello stesso anno rassegna le sue dimissioni da premier[6], rimanendo in carica per il disbrigo degli affari correnti; a seguito delle dimissioni di Giulio Terzi di Sant'Agata, assume ad interim l'incarico di ministro degli esteri dal 26 marzo al 28 aprile 2013.

Presidente dell'Università Bocconi dal 1994, Monti è stato commissario europeo per il mercato interno tra il 1995 e il 1999 nella Commissione Santer; sotto la Commissione Prodi ha rivestito il ruolo di commissario europeo per la concorrenza fino al 2004.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Attività accademica e amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Mario Monti ottiene la maturità classica all'Istituto Leone XIII di Milano. Nel 1965 consegue la laurea in economia presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano e trascorre un anno all'Università di Yale (Stati Uniti), con una borsa di studio[7], avendo come professore James Tobin, Premio Nobel per l'economia nel 1981[8]. Nel 1969 è professore ordinario presso l'Università degli Studi di Trento.

Dal 1970 è docente presso l'Università degli Studi di Torino[9], che lascia nel 1985 per diventare professore di economia politica presso l'Università Bocconi di Milano, dove diventa direttore dell'Istituto di economia politica e dove, dal 1985 al 1995, è anche direttore del Giornale degli economisti e Annali di economia.

Monti è chiamato a rivestire incarichi di rilievo in commissioni governative e parlamentari: è relatore della commissione sulla difesa del risparmio finanziario dall'inflazione (1981), presidente della commissione sul sistema creditizio e finanziario (1981-1982) e membro della Commissione Sarcinelli (1986-1987). Nel 1988 viene nominato dal Governo De Mita e dal ministro del Tesoro Giuliano Amato membro del Comitato Spaventa sul debito pubblico (1988-1989)[10][11].

Nel medesimo 1988 viene designato come membro del consiglio di amministrazione della Fiat Auto S.p.A. e della Banca Commerciale Italiana[12][13].

Sempre alla Bocconi assume la carica di rettore (1989-1994) e successivamente quella di presidente (1994), alla morte di Giovanni Spadolini. Dal novembre 2011, a seguito della nomina alla Presidenza del Consiglio, ha richiesto la sospensione temporanea, tra le altre, anche dalla carica di presidente dell'Università[14]; carica che, nelle more, è stata ricoperta dal professor Luigi Guatri[15].

Commissario europeo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1994 Monti viene designato per la nomina a commissario europeo dal governo Berlusconi I[16], assieme alla radicale Emma Bonino. Jacques Santer, presidente della commissione, gli assegna le deleghe a Mercato interno, servizi finanziari e integrazione finanziaria, fiscalità e unione doganale.

Nel 1999 la Commissione Santer si dimette in blocco, a causa di uno scandalo legato a cattive pratiche di gestione e amministrazione da parte di alcuni commissari ma non coinvolge Mario Monti[17].

Nel 1999 Monti viene confermato commissario europeo dal governo D'Alema I, che indica Romano Prodi come secondo rappresentante per la Commissione UE, di cui lo stesso Prodi diviene presidente, e riceve la delega alla Concorrenza. Sotto la sua guida la Commissione europea approfondisce il ruolo di controllo della concorrenza, inaugurando il procedimento contro la Microsoft (tuttora in corso) e bloccando nel 2001 la proposta di fusione tra General Electric e Honeywell, considerata contraria alle normative antitrust.

Nel 2010, su incarico del presidente della Commissione europea Barroso, ha redatto un libro bianco (Rapporto sul futuro del mercato unico) contenente misure considerate necessarie per il completamento del mercato unico europeo[18].

Attività scientifica[modifica | modifica sorgente]

Uno dei risultati più importanti della sua attività di ricerca in campo economico è il modello di Klein-Monti che descrive il comportamento di una banca in regime di monopolio, risultato degli studi paralleli di Monti e del premio Nobel Lawrence Klein. Tale modello essendo basato su equazioni differenziali lineari non descrive le bolle speculative ma esso è stato ampliato e studiato dagli anni '70 fino ad oggi.

Collaborazioni con organismi internazionali[modifica | modifica sorgente]

È stato, tra il 2005[19] e il 2008[20], il primo presidente del Bruegel[21], un comitato di analisi delle politiche economiche (think-tank), nato a Bruxelles nel 2005.

Nel 2010 è inoltre divenuto presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller[22] e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg[23]. Da questi incarichi si è dimesso il 24 novembre 2011, a seguito della nomina a presidente del Consiglio[14].

Tra il 2005 e il 2011 è stato international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute[24][25], presieduto dalla economista statunitense Abby Joseph Cohen.

Tra gli organismi internazionali di cui fa parte, Monti è membro del comitato esecutivo dell'Aspen Institute Italia, un’organizzazione internazionale non profit, fondata nel 1950[26].

È stato inoltre advisor della Coca Cola Company[25], membro del "Senior European Advisory Council" di Moody's[27] ed è uno dei presidenti del "Business and Economics Advisors Group" dell'Atlantic Council[28].

È editorialista de Il Corriere della Sera e autore di numerose pubblicazioni.

La nomina a senatore a vita[modifica | modifica sorgente]

Il 9 novembre 2011, durante la XVI Legislatura della Repubblica Italiana, è nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai sensi del secondo comma dell'articolo 59 Cost., avendo illustrato la Patria per altissimi meriti in campo scientifico e sociale[29][30].

Mario Monti, al Quirinale, presenta il nuovo Consiglio dei ministri (2011).
Da sinistra: Mario Monti, l'ex presidente del Senato Renato Schifani, Giorgio Napolitano e l'ex presidente della Camera Gianfranco Fini.

Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Governo Monti.

Il 13 novembre 2011, a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi, riceve da Napolitano l'incarico per la formazione di un nuovo governo, accettandolo con riserva[31]. Il 16 novembre scioglie la riserva e propone al Presidente della Repubblica la lista dei ministri per la nomina, priva di personalità politiche[32]. Oltre alla carica di presidente del Consiglio, Monti ha ricoperto anche quella di ministro dell'economia e delle finanze ad interim da novembre 2011 a luglio 2012.

Il governo Monti, al Quirinale dopo il giuramento.

Nel pomeriggio del 16 novembre 2011, alle ore 17 circa, in ossequio all'articolo 93 Cost., Mario Monti ha prestato giuramento con i ministri incaricati presso il Quirinale nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano[33].

Ottiene la fiducia al Senato il 17 novembre 2011 con 281 sì, 25 no e nessun astenuto[34] e alla Camera il 18 novembre 2011 con 556 sì, 61 no e nessun astenuto[35]. La maggioranza ottenuta in occasione del voto di fiducia è la più alta mai registrata nella storia repubblicana. Infatti la Lega Nord è l'unico partito che non vota la fiducia, tuttavia dal 16 dicembre anche l'Italia dei Valori si unisce ai leghisti e negherà da allora l'appoggio al governo[36].

Il successivo 4 dicembre viene emanata dal governo, mediante decreto-legge, la manovra fiscale anticrisi, che si articola in tre capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La manovra prevede un gettito lordo di circa 30 miliardi di euro in 3 anni. Le maggiori modifiche sono state attuate in campo fiscale. Il dl è stato approvato rispettivamente dalla Camera e dal Senato il successivo 16 e 22 dicembre.

Il 16 aprile 2012 Christine Lagarde, il direttore del Fondo monetario, elogia gli sforzi del Governo Monti in materia di interventi strutturali e di risanamento dei conti pubblici, ma chiede che «la riforma del mercato del lavoro affronti l'incertezza sui licenziamenti, in modo che le imprese e i datori di lavoro possano sentirsi più fiduciosi al momento di assumere»[37].

Per evitare l'aumento di 2 punti delle aliquote IVA previsto dal DDL "salva Italia", il 9 maggio 2012 Monti nomina un commissario che affiancherà il ministro per i rapporti col Parlamento Dino Piero Giarda nella revisione della spesa pubblica per reperire 4,2 miliardi del mancato gettito IVA. L'incarico viene affidato a Enrico Bondi, commissario straordinario per il risanamento Parmalat dopo il crac del 2003. Inoltre il Governo nomina l'ex premier Giuliano Amato consulente per la disciplina dei partiti e l'economista e editorialista del Corriere della Sera Francesco Giavazzi consulente per gli aiuti alle imprese.

Nel vertice europeo del 28 e 29 giugno 2012 la forte determinazione, tra gli altri, di Monti porta all'adozione del cosiddetto scudo anti-spread (misura che prevede l'intervento dell'European Financial Stability Facility per moderare le oscillazioni dello spread tra i titoli del debito pubblico degli stati membri)[38].

L'11 luglio 2012 Monti lascia l'incarico di ministro dell'economia e delle finanze, che viene assunto da Vittorio Grilli[39], che sino a quel momento aveva ricoperto la carica di viceministro del medesimo dicastero.

Il 31 ottobre 2012 viene approvata la riforma generale delle province, che ne riduce il numero e muta l'organizzazione interna riducendo nel contempo le competenze, e istituisce le dieci Città metropolitane.

L'8 dicembre 2012 annuncia le sue dimissioni dopo aver incontrato il presidente della Repubblica al Quirinale[40][41], dimissioni rassegnate il 21 dicembre successivo, al termine dell'iter di approvazione della legge di stabilità[42].

Tra le riforme approvate dal governo Monti, va ricordata la riforma del sistema pensionistico che accelera il passaggio a un sistema contributivo pro-rata per tutti i lavoratori, innalzando i requisiti necessari al pensionamento[43]. La riforma porta la firma del ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero ed è stata oggetto di critiche da più parti[44], in particolar modo per la vicenda dei cosiddetti esodati, cioè di coloro che avevano usufruito di forme di prepensionamento in aziende in crisi, ma poi ritrovatisi privi di copertura pensionistica a seguito dell'innalzamento dei requisiti d'accesso.

Il 16 maggio 2012 è stata approvata dal Consiglio dei ministri il riordino della Protezione civile.

Il 31 ottobre 2012 viene approvato un decreto legge volto a riordinare l'assetto territoriale dello Stato, in particolar modo coinvolgendo le province, che vengono ridotte da 86 a 51 e mutate in ente di secondo livello[45] e le Città metropolitane, che vengono finalmente istituite, a più di dieci anni dalla loro introduzione in Costituzione[46] il decreto, tuttavia, non è stato convertito in legge a seguito dello scioglimento anticipato delle camere[47].

Il 26 marzo 2013 assume ad interim l'incarico di ministro degli affari esteri dopo le dimissioni del ministro Giulio Terzi per gli sviluppi della Crisi diplomatica fra India e Italia del 2012-2013.

Il 28 aprile 2013, dopo la formazione, la presentazione e il giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica del nuovo esecutivo guidato da Enrico Letta, termina ufficialmente il Governo Monti con la tradizionale cerimonia del passaggio di consegne a Palazzo Chigi.

Elezioni 2013[modifica | modifica sorgente]

Il simbolo della coalizione Con Monti per l'Italia.

Il 28 dicembre 2012, dopo aver inizialmente ribadito di non volersi candidare[48], ha presentato la sua candidatura in vista delle elezioni politiche alla guida della coalizione centrista Con Monti per l'Italia, che comprende UdC, FLI e la lista civica Scelta Civica.

L'8 gennaio 2013, durante un'intervista a TgCom24, ha annunciato che nella sua lista saranno candidati la pluricampionessa olimpica Valentina Vezzali, il presidente di Brembo S.p.A. Alberto Bombassei, il direttore del quotidiano Il Tempo Mario Sechi e la presidente del FAI Ilaria Borletti Buitoni[49].

Alle Elezioni politiche italiane del 2013 alla Camera dei deputati la sua lista Scelta Civica ha ottenuto l'8,3% dei voti (mentre la coalizione il 10,5%), al Senato della Repubblica la lista Scelta Civica il 9,1%.

Il 17 ottobre 2013 Mario Monti, in dissidio con diversi esponenti di Scelta Civica al Senato, si dimette dal ruolo di Presidente del partito.[50]

Monti oggi è a capo del gruppo internazionale sulle risorse dell'Unione Europea.[51]

Idee e iniziative politiche[modifica | modifica sorgente]

In economia Monti sostiene il mercato, le liberalizzazioni e il rigore dei conti pubblici[52]. Si è espresso a favore delle riforme portate avanti, nei rispettivi campi, dall'ex Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (PdL) e dall'amministratore delegato di FIAT Sergio Marchionne[53]. Dell'ex premier Silvio Berlusconi (PdL) ha criticato il magnetismo comunicativo con cui è riuscito ad alimentare, in moltissimi italiani, un sogno sul presente[53]. Intervistato da The Independent, il 15 ottobre 2012 Monti ha dichiarato[54] di provare stima nei confronti di Margaret Thatcher nonostante i due abbiano (testuali parole) "visioni antitetiche" su molti temi[54], tra cui quelli relativi all'Unione Europea e all'integrazione europea[54] (Monti favorevole, Thatcher contraria).

Il 15 settembre 2010 il professor Monti ha dato il suo appoggio all'iniziativa del gruppo Spinelli, fondato per rinvigorire la spinta federalista nell'Unione Europea: assieme a lui, hanno dichiarato il proprio sostegno Jacques Delors, Daniel Cohn-Bendit, Guy Verhofstadt, Andrew Duff, Elmar Brok.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

È sposato dal 1970 con Elsa Antonioli[55] (nata il 22 ottobre 1944), volontaria della Croce Rossa Italiana[56], da cui ha avuto due figli, Federica e Giovanni[57] e quattro nipoti nati a partire dal 2003[57][58].

In occasione della sua nomina a presidente del Consiglio, Mario Monti ha reso pubblica la propria dichiarazione dei redditi[59][60]. Ha dichiarato per il 2010 un reddito di 1 milione 515 mila e 744 euro e un patrimonio depositato in conti correnti, depositi, titoli e gestioni patrimoniali per un totale di 11 milioni 522 mila euro[61].

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Problemi di economia monetaria, a cura di, Milano, Etas Kompass, 1969.
  • Gli obiettivi delle banche, i tassi di interesse e la politica monetaria, Milano, Tamburini, 1970.
  • Analisi degli effetti monetari e finanziari delle politiche di bilancio regionale e locali. Un rapporto metodologico, Milano, Tamburini, 1974.
  • Per un'analisi mensile della politica monetaria e finanziaria italiana, Milano, O. Capriolo, 1974.
  • Ricerca sul sistema creditizio, I, Quadro generale, con Tommaso Padoa-Schioppa, Roma, Ente per gli studi monetari, bancari e finanziari Luigi Einaudi, 1976.
  • Che cosa si produce come e per chi. Manuale italiano di microeconomia, con Onorato Castellino, Mario Deaglio, Elsa Fornero, Sergio Ricossa, Giorgio Rota, Torino, Giappichelli, 1978.
  • Il sistema creditizio e finanziario italiano. Relazione della Commissione di studio istituita dal Ministro del tesoro, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1982.
  • L'Italia e la Repubblica federale di Germania in cammino verso l'unione economica e monetaria europea, con Franco Bruni, Milano, Centro di economia monetaria e finanziaria, Università commerciale Luigi Bocconi, 1989.
  • Autonomia della Banca centrale, inflazione e disavanzo pubblico: osservazioni sulla teoria e sul caso italiano, con Franco Bruni, in Mario Arcelli (a cura di), Il ruolo della banca centrale nella politica economica, Bologna, Il Mulino, 1992. ISBN 88-15-03754-3.
  • Il governo dell'economia e della moneta. Contributi per un'Italia europea, 1970-1992, Milano, Longanesi, 1992. ISBN 88-304-1099-3.
  • Il mercato unico e l'Europa di domani. Rapporto della Commissione europea, presentato da, Milano, Il Sole-24 Ore libri, 1997. ISBN 88-7187-815-9.
  • Intervista sull'Italia in Europa, Roma-Bari, Laterza, 1998. ISBN 88-420-5090-3.
  • La Democrazia in Europa: guardare lontano, con Sylvie Goulard, Rizzoli, novembre 2012. ISBN 978-88-17-06427-9.

Introduzione, prefazioni, presentazioni[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 29 novembre 2004[62]
Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 27 dicembre 1992[63]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ sostituito da Nicola Rossi fino al 14 marzo 2013
  2. ^ Il presidente Napolitano ha nominato senatore a vita il prof. Mario Monti in www.quirinale.it, Presidenza della Repubblica Italiana, 9 novembre 2011. URL consultato il 13 novembre 2011.
  3. ^ Giuramento del Governo Monti, Comunicato della Presidenza della Repubblica, 16 novembre 2011.
  4. ^ Grilli nuovo ministro dell'Economia, Monti lascia l'interim. Arriva comitato per coordinare politica economica - Il Sole 24 ORE
  5. ^ Monti lascia l’interim all’Economia, Vittorio Grilli nuovo ministro, Le Novae.it, 11 luglio 2012. URL consultato l'11 luglio 2012.
  6. ^ Monti si è dimesso, il Colle avvia le consultazioni] Monti si è dimesso, il Colle avvia le consultazioni, corriere.it, 21 dicembre 2012. URL consultato il 21 dicembre 2012.
  7. ^ Alberto Bisin, il boss, noisefromamerika.org. URL consultato il 30/11/2012.
  8. ^ Jeremy Clift, Super Mario and the Temple of Learning in Finance and Development, International Monetary Fund, giugno 2005.
  9. ^ La Torino del prof. Monti un decennio a Economia- LASTAMPA.it
  10. ^ Mario Monti, il tecnico diventato politico, Giornalettismo, 24 novembre 2011. URL consultato il 7 dicembre 2011.
  11. ^ Di Marco Ruffolo, Svolta di Amato sul debito in La Repubblica, 5 maggio 1988. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  12. ^ Mario Monti, Enciclopedia Treccani.
  13. ^ chi-e-davvero-mario-monti-i-segreti, Panorama.
  14. ^ a b Monti lascia la Bocconi e altri incarichi, ansa.it. URL consultato il 24 novembre 2011.
  15. ^ Mario Monti, si sospende da presidente della Bocconi., MNews.it, 24 novembre 2011. URL consultato il 7 dicembre 2011.
  16. ^ Libero.it, Monti usa Silvio a fini elettorali: "Il Cav l'ho raccomandato io al Ppe": «"Quando sono stato designato Commissario europeo, dal governo italiano dell’epoca, presieduto dall’onorevole Silvio Berlusconi»
  17. ^ rapporto
  18. ^ Mario Monti, Una nuova strategia per il mercato unico: al servizio dell'economia e della società europea, Commissione europea, 9 maggio 2010. URL consultato il 10 novembre 2011.
  19. ^ (EN) Bruegel.org - Annual report 2005
  20. ^ (EN) Bruegel.org - Annual report 2008
  21. ^ (EN) Bruegel.org
  22. ^ (EN) Leadership European Group, Commissione trilaterale. URL consultato il 10 novembre 2011.
  23. ^ (EN) Steering committee, Gruppo Bilderberg. URL consultato il 10 novembre 2011.
  24. ^ Goldman Sachs, Monti nell'«advisory board» in Corriere della Sera, 14 dicembre 2005. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  25. ^ a b Scheda biografica di Mario Monti dal sito ufficiale della Commissione europea.
  26. ^ Comitato esecutivo Aspen Institute Italia
  27. ^ Moody's
  28. ^ Atlantic Council
  29. ^ Mario Monti senatore a vita, per molti è investitura, AGI-Agenzia Giornalistica Italia, 9 novembre 2011. URL consultato il 10 novembre 2011.
  30. ^ Il Presidente Napolitano ha nominato Senatore a vita il prof. Mario Monti in www.quirinale.it, Presidenza della Repubblica Italiana, 9 novembre 2011. URL consultato il 13 novembre 2011.
  31. ^ Incarico a Monti: "Occorre crescita ed equità". Napolitano: "Serve fiducia, basta faziosità", repubblica.it. URL consultato il 12 novembre 2012.
  32. ^ Monti scioglie la riserva, ecco la lista dei ministri, Il Sole 24 Ore. URL consultato il 16 novembre 2011.
  33. ^ Monti ha giurato al Quirinale, ANSA.it. URL consultato il 16 novembre 2011..
  34. ^ Monti: fiducia in Senato con 281 sì. "Non siamo i poteri forti. Divisi falliremo" in Corriere della Sera, 17 novembre 2011. URL consultato il 19 novembre 2012.
  35. ^ Monti, fiducia record alla Camera; il nuovo premier tra rigore e ironia in la Repubblica, 18 novembre 2011. URL consultato il 19 novembre 2012.
  36. ^ Manovra Monti, fiducia alla Camera con 495 sì in Quotidiano Nazionale, 16 dicembre 2011. URL consultato il 19 novembre 2012.
  37. ^ Lagarde: l'Fmi raccoglierà 400 miliardi $ per salvare i Paesi euro. L'Italia non è più sorvegliata speciale, ilsole24ore, 17 aprile 2012. URL consultato il 17 aprile 2012.
  38. ^ Accordo su crescita e anti-spread: vince l’asse Hollande-Monti, LeNovae.it, 29 giugno 2012. URL consultato il 29 giugno 2012.
  39. ^ Economia, Grilli nominato ministro: giuramento al Quirinale in Governo.it, 11/07/2012. URL consultato l'11/07/2012.
  40. ^ Il Presidente Napolitano ha ricevuto il Presidente del Consiglio Monti in Presidenza della Repubblica, 8 dicembre 2012. URL consultato il 9 dicembre 2012.
  41. ^ Monti: "Dimissioni dopo la legge di stabilità". Svolta dopo due ore di incontro con Napolitano in la Repubblica, 8 dicembre 2012. URL consultato il 9 dicembre 2012.
  42. ^ Monti si è dimesso da Presidente del Consiglio.Berlusconi: "Se si candida, niente Quirinale" in la Repubblica, 21 dicembre 2012. URL consultato il 21 dicembre 2012.
  43. ^ Pensioni, la riforma Fornero a regime. Con il nuovo anno assegni più lontani per tutti i dipendenti privati: per gli uomini la soglia sale a 66 anni e tre mesi - Il Sole 24 OR...
  44. ^ Fabio Savelli, Il Financial Times e la riforma Fornero «I giovani italiani generazione senza lavoro», Corriere della Sera.it, 17 luglio 2012.
  45. ^ Sì al riordino: Province ridotte a 51, corriere.it. URL consultato il 19 novembre 2012.
  46. ^ Province, il Governo approva la riforma: gli enti diventano 51 (35 in meno). Abolite le giunte. Via dal 2014, ilsole24ore.com. URL consultato il 19 novembre 2012.
  47. ^ Tg3 - Salta il taglio delle province
  48. ^ Monti: «Io senatore a vita, non mi candido», Corriere della Sera, 7 gennaio 2013.
  49. ^ Monti, sono con la gente. Sinistra soffoca crescita in ANSA, 9 gennaio 2013. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  50. ^ Monti si dimette da Scelta civica: «Sfiduciato da 11 senatori, contro di me anche Casini e Mauro» - Il Sole 24 ORE
  51. ^ Europee, a Bruxelles si dividono già le poltrone. Ma l’Italia è fuori dal toto-nomi
  52. ^ Mario Monti, ANSA, 9 novembre 2011. URL consultato il 10 novembre 2011.
  53. ^ a b Meno illusioni per dare speranza, Corriere.it, 2 gennaio 2011. URL consultato il 13 novembre 2011.
  54. ^ a b c Monti: "Convinsi la Thatcher dei benefici di Maastricht" - IlGiornale.it
  55. ^ (IT) Monti “non era un secchione”: parla Padre Uberto Ceroni, suo ex prof, Blitz, 10 febbraio 2012. URL consultato il 10 febbraio 2012.
  56. ^ Elsa, una first lady crocerossina., style.it. URL consultato il 17 novembre 2011.
  57. ^ a b Monti: mi è venuta la passione Voglio cambiare il Paese (html). URL consultato il 21 gennaio 2013.
  58. ^ Monti: "Servono riforme radicali". Ma FT: non è l'uomo giusto per l'Italia, Quotidiano Nazionale, 21 gennaio 2013. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  59. ^ Governo.it: biografia di Mario Monti.
  60. ^ Governo.it: biografia di Mario Monti.
  61. ^ Online i redditi dei ministri. Severino la più ricca Per Monti 1,5 milioni e patrimonio da 11,5 - Corriere.it
  62. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  63. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Rettore dell'Università Bocconi Successore
Luigi Guatri 1989 - 1994 Roberto Ruozi
Predecessore Presidente dell'Università Bocconi Successore
Giovanni Spadolini 1994 - in carica in carica
Predecessore Commissario europeo per il mercato interno Successore Flag of Europe.svg
Raniero Vanni d'Archirafi 1995 - 15 settembre 1999 Frits Bolkestein
Predecessore Commissario europeo per la concorrenza Successore Flag of Europe.svg
Karel van Miert 16 settembre 1999 - 21 novembre 2004 Neelie Kroes
Predecessore Commissario europeo dell'Italia Successore Flag of Italy.svg
Antonio Ruberti
Raniero Vanni d'Archirafi
1995 - 21 novembre 2004
con Emma Bonino fino al 15 settembre 1999, poi con Romano Prodi
Franco Frattini
Predecessore Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Successore Flag of prime minister of Italy.svg
Silvio Berlusconi 16 novembre 2011 - 28 aprile 2013 Enrico Letta
Predecessore Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Giulio Tremonti 16 novembre 2011 - 11 luglio 2012
(Governo Monti)
Vittorio Grilli
Predecessore Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana
(ad interim)
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Giulio Terzi di Sant'Agata 26 marzo 2013 - 28 aprile 2013
(Governo Monti)
Emma Bonino

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