Mario Betto
Mario Betto (Venezia, 31 dicembre 1909 – Barcis, 23 ottobre 1944) è stato un anarchico italiano.
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[modifica] Biografia
Nome di battaglia Spartaco, anarchico,[1] miliziano antifascista della guerra di Spagna, ricercato da molte questure d'Europa, nacque a Venezia ma visse a Visinale di Pasiano. Fu uno dei primi ad iniziare azioni armate contro i nazifascisti presenti nella Bassa Pordenonese, diventando un componente del GAP. Da anarchico qual era, vista la sua radice ideologica, fu molto indipendente nelle scelte, anche militari, e creò quindi difficoltà ai dirigenti del movimento di Resistenza, al punto tale da essere convinto ad aggregarsi alle formazioni di montagna.
[modifica] In montagna
Raggiunge la Brigata Antonio Gramsci. La sua divisa era un capello a larga falde sul genere dei campesinos, un cinturone con pistola, grosso coltello e "collana" di granate. Conosciuto da tutti i compagni per eccentricità e coraggio ma ben visto perché personaggio scanzonato e capace di motti umoristici che tiravano su il morale, leale e disciplinato, nonostante la fama che lo precedeva, dimostrando, lui "vecchio" fra i "ragazzini", la propria grande esperienza militare, retaggio della milizia antifascista in Spagna.
[modifica] Un atto coraggioso
Il 15 ottobre 1944, nei pressi di Barcis, da cui si sono ritirati i partigiani, viene avvistato un forte contingente di nazifascisti che avanzano. Vi è bisogno di un'azione di copertura a cui partecipano alcuni partigiani ma questi ultimi sono giovani ed hanno famiglia. Spartaco no per cui si offre di attuare un'azione molto pericolosa, che dovrebbe essere utilissima allo scopo. Con lui vuol andare il giovane partigiano Diana.
I due compagni si dirigono in bicicletta per andare a minare la galleria di ponte Antoi, al fine di impedire il passaggio ai nazifascisti e le biciclette servono per portare il pesante carico di esplosivo. Nel pomeriggio, la Brigata Antonio Gramsci mentre si ritira ode un forte boato: è saltata la galleria dell'Antoi .
Diana ritorna da solo col moschetto spaccato da un proiettile: indice di quanto i due compagni si siano impegnati nella missione. Spartaco, circa a metà galleria, stava preparando l'innesco per far saltare il tunnel ma ormai i nazifascisti stavano entrando. Inizia allora uno scambio di discorsi, coi tedeschi in tedesco. Diana non capisce ma i nazifascisti cominciano a sparare. Non c'è il tempo per la miccia lunga, adeguata a permettere la fuga, e quindi Spartaco manda via Diana che riesce a salvarsi sotto una pioggia di proiettili.
[modifica] Epilogo
Appena allontanatosi Diana, Spartaco fa brillare le mine, saltando col contingente nazifascista, concludendo in modo coerente la sua vita di indomito combattente antifascista e salvando la ritirata dei compagni.
[modifica] Bibliografia
Pietro Secchia, Enzo Nizza, Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, La Pietra, 1989, 711 pp.