Marija Veniaminovna Judina
Marija Veniaminovna Judina (cir. rus. Мария Вениаминовна Юдина; Nevel', 9 settembre 1899 – Mosca, 19 novembre 1970) fu una pianista sovietica.
Di famiglia ebraica,[1] Maria Judina studiò al Conservatorio di San Pietroburgo sotto la guida di Leonid Nikolaev. Tra i suoi compagni di classe si ricordano Dmitrij Šostakovič e Vladimir Sofronickij. Anche se è conosciuta soprattutto per le sue interpretazioni di Johann Sebastian Bach e Ludwig van Beethoven, era un'acuta promotrice della musica contemporanea, tra cui quella di Šostakovič. Il suo modo di suonare era caratterizzato da spiccato virtuosismo, spiritualità, forza quasi mascolina e rigore intellettuale.
[modifica] I rapporti con la politica sovietica
Judina è anche conosciuta per essere stata la pianista preferita di Stalin. Una notte Stalin ascoltò alla radio il concerto per pianoforte in La maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart eseguito dalla Judina, domandandone poi una copia. L'esecuzione alla radio era dal vivo, perciò la pianista fu chiamata nel cuore della notte e portata in uno studio di registrazione dove una piccola orchestra era stata nel frattempo improvvisata.[2] Quella notte dovettero cambiare ben tre direttori poiché i primi due avevano paura che la registrazione non soddisfacesse Stalin e che questi si accorgesse che non era il concerto che aveva sentito e solo il terzo direttore riusci a confezionare la registrazione: si dice che Stalin scoppiò in lacrime fin dalle prime battute durante l'ascolto di quell'esecuzione. Dopo aver ricevuto il disco, Stalin ricompenso' la Judina con una somma cospicua di denaro. La Judina lo ringraziò inviandogli una lettera in cui scriveva: «La ringrazio, ho però dato i soldi alla mia chiesa e pregherò per Lei perché il buon Dio La perdoni per tutte le atrocità che ha commesso verso il popolo». La Judina, considerando che la chiesa era messa fuorilegge e che si stava rivolgendo a Stalin in persona, straordinariamente e inspiegabilmente non subì nessuna conseguenza. Pare che alla morte del dittatore, quel disco fosse ancora sul suo giradischi.[2]
