Mariano D'Amelio

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sen. Mariano D'Amelio
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Luogo nascita Napoli
Data nascita 4 novembre 1871
Luogo morte Roma
Data morte 17 novembre 1943
Titolo di studio dottore in giurisprudenza
Professione magistrato
Data 1 gennaio 1924
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente del Senato (30 aprile 1929-19 gennaio 1934);
  • Membro della Commissione per l'esame dei disegni di legge "per la delega dei pieni poteri al Governo per la riforma dei codici" (6 giugno 1925);
  • Membro della Commissione per l'esame del disegno di legge "Nuovo codice penale militare" (14 giugno 1926);
  • Membro della Commissione per l'esame del disegno di legge "Norme per l'esercizio delle funzioni giudiziarie del Senato nei casi indicati dall'art. 37 dello Statuto del Regno" (31 maggio 1928);
  • Membro della Commissione per l'esame dei disegni di legge "provenienti dalla Camera dei Deputati durante l'intervallo dei lavori del Senato" (20 novembre 1928);
  • Membro della Commissione per il regolamento interno (4 maggio 1929-19 gennaio 1934);
  • Presidente della Commissione d'istruzione dell'Alta Corte di Giustizia (25 giugno-17 dicembre 1929. Dimissionario);
  • Membro della Commissione per l'esame del disegno di legge "Norme sul reclutamento e sulla carriera dei magistrati" (7 marzo 1930);
  • Membro della Commissione per il giudizio dell'Alta Corte di Giustizia (1º maggio 1934-2 marzo 1939);
  • Membro della Commissione di finanze (1º maggio 1934-2 marzo 1939), (17 aprile 1939-5 agosto 1943).

Mariano D'Amelio (Napoli, 4 novembre 1871Roma, 19 novembre 1943) è stato un magistrato e politico italiano, primo presidente della Corte suprema di cassazione dal 1923 al '41 e membro dal 1924 del Senato all'epoca interamente di nomina regia e vitalizia del quale fu anche vicepresidente dal 1929 al '34.

Indice

[modifica] Biografia

Figlio di Camillo, proprietario, e di Luisa Manganelli, è uditore giudiziario presso la Corte d'appello della sua città già nel 1893, passando poi ai tribunali di Lagonegro, Isernia e infine Roma.

In rapporti con il governatore italiano dell'Eritrea Ferdinando Martini, tra il 1899 e il 1905 è giudice e poi presidente del tribunale di Massaua, divenendo infine presidente del Tribunale d'appello della Colonia.

Rientrato a Roma, è capo di gabinetto del ministero di Grazia e Giustizia fino al 1911, quando diventa consigliere di cassazione per poi dedicarsi prevalentemente all'attività di dirigente di massimo livello di vari ministeri e della stessa presidenza del Consiglio, dove guida l'ufficio legislativo.

[modifica] Attività diplomatica, giudiziaria e scientifica

Nel 1919 fa parte della delegazione italiana alla Conferenza della pace di Parigi, mentre assume, nello stesso anno, la segreteria generale della Commissione per il dopoguerra.

Prima di divenire, nel 1923 e fino al '41, primo presidente della Corte di cassazione, sarà, fra il '20 e il '22, procuratore generale delle Corti d'appello di varie città italiane.

Membro della Società geografica italiana dal 1927 e accademico dei Lincei dal 1932, sarà anche presidente dell'Istituto internazionale per l'unificazione del diritto privato (Unidroit) e della Società italiana per il progresso delle scienze.

In ambito giudiziario, ricoprirà altresì gl'incarichi di presidente del Consiglio superiore della magistratura e della Suprema corte disciplinare.

[modifica] Memoria postuma

Il nome di Mariano D'Amelio ricorre nella storia d'Italia anche in maniera del tutto estranea alla sua biografia in quanto indissolubilmente legato a quello della strage di via D'Amelio. All'antico "collega" napoletano è infatti dedicata la via di Palermo nella quale perse la vita, con il personale di scorta, il magistrato Paolo Borsellino.

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia

[modifica] Fonti

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