Maria Valeria d'Asburgo-Lorena
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Maria Valeria d'Asburgo-Lorena, arciduchessa d'Austria (Buda, 22 aprile 1868 – Wallsee-Sindelburg, 6 settembre 1924), era l'ultima dei figli di Francesco Giuseppe d'Asburgo-Lorena, Imperatore d'Austria e Re d'Ungheria, e della sua consorte Elisabetta di Baviera "Sissi". I nomi che le furono imposti sono Maria Valeria Matilde Amalia ma in famiglia era chiamata Valerie.
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[modifica] Biografia
[modifica] Infanzia
Maria Valeria nacque ad Ofen (Buda) in Ungheria. L'Imperatrice Elisabetta era particolarmente attaccatta a Valeria, nata dieci anni dopo il terzo figlio della coppia imperiale e che le fu permesso di allevare in contrasto con i primi tre che le erano stati portati via durante l'infanzia e allevati dalla madre dell'Imperatore, l'Arciduchessa Sofia. Sofia stessa scrisse alla madre dell'Imperatrice "Sissi è completamente assorbita dal suo amore e le cure per questo piccolo ed irresistibile angelo"
Era di gran lunga il figlio prediletto da Elisabetta, ed alcuni cortigiani alludevano acidamente come "Die Einzige" ("figlio unico"), perché Elisabetta prestava molte più attenzioni a lei che i suoi fratelli. Valeria voleva molto bene a sua madre, ma secondo i suoi diari, spesso si sentiva imbarazzata e sopraffatta dalle attenzioni di Elisabetta verso di lei, in particolare, come lei stessa era di natura modesta e pratica.
Un altro dei nomignoli di Valeria era "La Figlia Ungherese" poiché la sua nascita era una concessione da parte di Elisabetta, che detestava il contatto intimo e le gravidanze, in cambio di una conciliazione di Francesco Giuseppe con l'Ungheria, il territorio più vasto dell'Impero. Questo processo culminò nella loro comune incoronazione a Budapest l'8 giugno 1867, come Re e Regina d'Ungheria. Valeria nacque poco più di nove mesi dopo.
Elisabetta scelse deliberatamente l'Ungheria come luogo di nascita per suo figlio; nessun bambino reale era nato in Ungheria da secoli. Se Valeria fosse stata un maschietto le sarebbe stato imposto il nome di Stefano come il re canonizzato dell'Ungheria e suo santo patrono. Secondo la storica Brigitte Hamann, un bimbo nato dalla Regina d'Ungheria nel castello di Budapest, avrebbe aumentato la sua possibilità di diventarne un giorno il re, nel caso che l'Ungheria si fosse separata da tutto l'impero austriaco, e ci fu sollievo universale alla corte di Vienna che Valeria fosse una femmina.
Alcuni pettegolezzi sostenevano che il padre di Valeria fosse in realtà l'amico e ammiratore di Elisabetta, il conte nonché Primo Ministro ungherese Gyula Andrássy, ritenuto amante di sua madre. Queste voci durarono per tutta la sua infanzia, ferendola profondamente. Infatti, Valeria fisicamente non somigliava all'Imperatore quanto gli altri suoi fratelli. Dovuta all'atmosfera che si creò intorno, Valeria comunque, sviluppò un'antipatia continua verso tutto ciò che avesse a che fare con l'Ungheria, esasperata dalle insistenze di Elisabetta perché le si parlasse solo in ungherese. Fu felice quando le fu dato il permesso di parlare in tedesco a corte. In più, parlava inglese, francese ed italiano correttamente, amava scrivere commedie e poesie, ed era una dilettante artista di talento che si divertiva a dipingere fiori. Era una grande sostenitrice del Burgtheater e andava ai suoi spettacoli spesso.
[modifica] Matrimonio
Il 31 luglio 1890 a Ischl, Valeria sposò l'arciduca Francesco Salvatore d'Asburgo-Toscana, nipote del granduca Leopoldo II di Toscana e della principessa Maria Antonietta delle Due Sicilie. Si erano incontrati ad un ballo nel 1886, ma Valeria aspettò diversi anni per essere sicura che i suoi sentimenti verso Francesco Salvatore fossero abbastanza forti da poter fare un matrimonio di successo. Si era sperato da molti a corte, che avrebbe sposato qualcuno come il Principe Ereditario di Sassonia o il Duca di Braganza, era corteggiata anche dal Principe Alfonso di Baviera. Elisabetta, comunque, dichiarò che a Valeria sarebbe stato permesso di sposare anche uno spazzacamino se i suoi sentimenti fossero stati sinceri nei suoi confronti (in contrasto con gli altri figli che entrambi avevano fatto matrimoni dinastici). Valeria scelse Francesco Salvatore per amore, un principe relativamente minore dal ramo toscano della famiglia imperiale austriaca, che non aveva grande ricchezza da offrire, ed Elisabetta, come promesso, sostenne la figlia preferita. Ciò causò una profonda incrinatura tra Valeria verso la sorella, l'arciduchessa Gisella ed il fratello, il Principe Ereditario Rodolfo per un certo periodo, ma alla fine Rodolfo si rassegnò al matrimonio quando Valeria e Francesco Salvatore si fidanzarono ufficialmente nel Natale del 1888.
La solenne rinuncia di Valeria ai suoi diritti al trono austriaco, necessarie per la celebrazione del matrimonio, si tenne alla Hermesvilla il 16 luglio 1890. La festa di nozze della giovane coppia seguì alla cerimonia nella chiesa parrocchiale di Bad Ischl il 31 luglio. La cerimonia fu celebrata dall'allora Vescovo di Linz, Franz Maria Doppelbauer. Successivamente, Francesco Salvatore e Valeria trascorsero la luna di miele in Italia, Svizzera e Baviera.
[modifica] Vita successiva
In principio, Valeria e Francesco Salvatore, vissero a Schloss Lichtenegg. L'11 giugno 1895, la coppia acquistò Schloss Wallsee sulla riva del Danubio dall'allora proprietario il Principe Alfredo del Regno Unito e lo ristrutturarono completamente. Quando i lavori terminarono, il 4 settembre 1897 si tenne una cerimonia per celebrare il loro trasferimento nel nuovo palazzo. La grande celebrazione dell'evento si doveva alla grande popolarità di Valeria.
Era conosciuta e amata per il suo generoso coinvolgimento in locali sforzi di beneficenza. Nel 1900, divenne una mecenate della Croce Rossa, per cui fondò ospedali e raccolse notevoli somme di denaro; fu anche protettrice di altri sette enti di beneficenza. Durante la Prima guerra mondiale, creò una caserma ospedale nel castello stesso e contribuì nel prestare cure ai feriti. Era una cattolica devota che trascorreva molto tempo appoggiando il volontariato religioso ed era conosciuta dalle persone come "l'Angelo di Wallsee". Era anche una Dama dell'Ordine della Croce Stellata.
Valeria fu fortemente influenzata dal suicidio del fratello Rodolfo il 30 gennaio 1889, e dall'assassinio della madre nel settembre del 1898. Insieme alla sorella Gisella furono un grande sostegno per il loro padre a seguito di queste tragedie.
Mentre il matrimonio di Valeria e Francesco Salvatore era armonioso in principio, lo diventò meno col tempo. Francesco Salvatore ebbe molte relazioni amorose, inclusa uno con la Principessa Stephanie von Hohenlohe, (1891-1972), che in seguito sarà conosciuta come la "Principessa Spia di Hitler" per le sue attività di spionaggio prima e durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1914 Francesco Salvatore ebbe un figlio da Stephanie, che riconobbe come suo mentre Valeria era ancora in vita. Valeria affrontò questi colpi stoicamente, confidandosi solo con il suo diario.
Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, Valeria riconobbe ufficialmente la fine della monarchia asburgica firmando dei documenti di rinuncia dei suoi diritti verso di essa per lei ed i suoi discendenti. Questa rinuncia le permise di mantenere la sua casa ed i suoi possedimenti.
[modifica] Morte
Maria Valeria morì di Linfoma il 6 settembre del 1924 a Schloss Wallsee. Poco prima della sua morte, la sorella scrisse in una lettera, "Devo aggiungere che ho visto Valeria - pienamente consapevole, completamente cosciente della sua condizione, e così devotamente accettare, anche con gioia anticipando la sua imminente partenza, che ritengo un recupero inaspettato sarebbe effettivamente deluderla". È sepolta in una cripta dietro l'altare maggiore della chiesa parrocchiale di Sindelburg, Austria. Diverse migliaia di persone seguirono la sua bara verso il suo luogo di riposo.
Il 28 aprile 1934, dieci anni dopo la morte di Valeria, Francesco Salvatore si risposò con la Baronessa (Freiin) Melanie von Riesenfels (1898-1984). Fu un matrimonio morganatico; la cerimonia di nozze ebbe luogo a Vienna. La coppia si era incontrata dopo la morte di Valeria in casa di Melanie nel Palazzo di Seisenegg, dove questa viveva con le sorelle Maria Anna e Johanna. Dopo la cerimonia di nozze la coppia visse a Seisenegg.
Francesco Salvatore morì il 20 aprile del 1939 a Vienna.
Il Ponte Maria Valeria unisce Esztergom in Ungheria con Štúrovo in Slovacchia dall'altra parte del Danubio aperto nel 1895 e denominato in onore di Maria Valeria.
[modifica] Figli
Maria Valeria e Francesco Salvatore ebbero 10 figli:
- Arciduchessa Elisabetta Francesca Maria Carolina Ignazia (1892-1930), che sposò Georg conte von Waldburg zu Zeil und Hohenems, con figli;
- Arciduca Francesco Carlo Salvatore Maria Giuseppe Ignazio (1893-1918);
- Arciduca Uberto Salvatore Raniero Maria Giuseppe Ignazio (1894-1971), che sposò Rosemary zu Salm-Salm, con figli;
- Arciduchessa Edvige Maria Immacolata Michela Ignazia (1896-1970), che sposò Bernhard conte zu Stolberg-Stolberg, con figli;
- Arciduca Teodoro Salvatore (1899-1978), che sposò Maria Theresa contessa von Waldburg zu Zeil und Trauchburg, con figli;
- Arciduchessa Gertrude Maria Gisella Elisabetta Ignazia (1900-1962), che sposò Georg conte von Waldburg zu Zeil und Trauchburg, vedovo della sorella di Gertrude, Elisabetta Francesca, con figli;
- Arciduchessa Maria Elisabetta Teresa Filomena Ignazia (1901-1936);
- Arciduca Clemente Salvatore Leopoldo Benedetto Antonio Maria Giuseppe Ignazio (1904-1974), che sposò Elisabeth contessa Rességuier de Miremont, con figli;
- Arciduchessa Matilde Maria Antonia Ignazia (1906-1991), che sposò Ernst Hefel, senza figli;
- Arciduchessa Agnese (1911-1911).
[modifica] Bibliografia
- Maria Valeria d'Asburgo, La prediletta. Il diario della figlia di Sissi, a cura di Martha e Horst Schad, traduzione di Flavia Foradini, Trieste, mgs press, 1998.
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