Cristina di Borbone-Francia
| Cristina di Francia | |
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![]() Cristina nel 1633 reggente di Piemonte, sullo sfondo c'è il castello del Valentino, dove viveva dal 1630. |
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| Duchessa di Savoia | |
| In carica | 10 febbraio 1619 – 7 ottobre 1637 |
| Predecessore | Caterina Michela d'Asburgo |
| Successore | Maria Giovanna di Savoia |
| Altri titoli | Madame Royale Marchesa di Saluzzo Principessa di Piemonte Contessa d'Aosta Contessa di Moriana Contessa di Nizza Regina Titolare di Cipro e Gerusalemme Reggente del ducato di Savoia |
| Nascita | Parigi, 10 febbraio 1606 |
| Morte | Torino, 27 dicembre 1663 |
| Casa reale | Borbone |
| Padre | Enrico IV |
| Madre | Maria de' Medici |
| Consorte | Vittorio Amedeo I di Savoia |
| Figli | Luigi Amedeo Francesco Giacinto Carlo Emanuele II Luisa Cristina Margherita Violante Enrichetta Adelaide Caterina Beatrice |
| Firma | |
Cristina di Borbone (Parigi, 10 febbraio 1606 – Torino, 27 dicembre 1663) era la figlia di Enrico IV di Francia e della sua seconda moglie Maria de' Medici. Sposò il 10 febbraio 1619 Vittorio Amedeo I di Savoia.
Indice |
[modifica] Biografia
Fu chiamata Madama Reale sia perché sorella di Luigi XIII sia perché mantenne la reggenza in nome dei due figli piccoli. Donna molto bella e sensuale, fu al centro dei pettegolezzi di Corte che le attribuirono varie avventure galanti ed anche un favorito: il conte Filippo d'Agliè.
Consapevole del proprio rango di Fille de France, Cristina amava firmarsi Chrestienne de France, Duchesse de Savoye, Reine de Cypro, esibendo il titolo (esclusivamente nominale) che i Savoia avevano ereditato nel XV secolo da Anna di Lusignano, ultima erede dei sovrani di Cipro. Giunta a Torino, seppe introdurre, pur in un periodo di ristrettezze economiche, quel gusto francese per il fasto e la ricchezza che caratterizzeranno negli anni a venire il regno del nipote Luigi XIV a Versailles.
Alla morte del marito 7 ottobre 1637 divenne reggente in nome prima del figlio Francesco Giacinto e successivamente, deceduto quest'ultimo, dell'altro figlio Carlo Emanuele, che nel 1648 salirà al trono col nome di Carlo Emanuele II di Savoia. In questo periodo dovette fronteggiare sia gli attacchi dei cognati Tommaso Francesco di Savoia, principe di Carignano, che del cardinale Maurizio, entrambi filo-spagnoli, sia le mire del cardinale Richelieu, il quale cercava di annettere alla corona di Francia il Ducato di Savoia. Resistette indomitamente, sfruttando abilmente le rivalità fra francesi e spagnoli e la sua origine regale.
Nel giugno 1642 concluse con i cognati un accordo, grazie anche al favorevole sviluppo della guerra franco-spagnola, nel corso della quale le truppe francesi avevano anche liberato Torino, occupata dai cognati nell'agosto 1639. L'accordo assicurava che anche in caso di morte prematura dell'unico erede maschio lo stato sarebbe rimasto nelle mani dei Savoia: a questo scopo veniva concessa la mano della figlia Luisa Cristina al cardinal Maurizio (previa dispensa papale per quest'ultimo, che, comunque, non aveva mai preso gli ordini sacri. Inoltre i due cognati ricevettero le luogotenenze di Nizza (cardinal Maurizio) e di Ivrea e Biella (Tommaso Francesco di Savoia). Nel 1648 il figlio Carlo Emanuele II assunse formalmente il potere, e Cristina poté sciogliere il Consiglio di Reggenza di cui facevano parte anche i due cognati, approfittando della lontananza da Torino del principe Tommaso. Ella mantenne comunque in mano le redini del ducato sino alla morte (avvenuta il 26 dicembre 1663), occupandosi degli affari generali e ricevendo gli ambasciatori. Negli ultimi anni Cristina visse una conversione religiosa che la trasformò radicalmente, "portando nell'afflizione lo stesso gusto per l'eccesso avuto nel piacere" (Gianni Oliva, I Savoia, Mondadori, Milano), portandola a frequentare con assiduità il convento delle carmelitane da lei volute a Torino.
Cristina di Borbone, fu sepolta, vestita da carmelitana scalza,[1] nella Chiesa di Santa Cristina, in piazza San Carlo a Torino [2],dove rimase fino al 21 settembre 1802 quando in piena epoca napoleonica,venne traslata nella vicina Chiesa di Santa Teresa d'Avila, nella Cappella di Sant'Erasmo. Nel 1855, infine, la salma venne spostata in una nicchia sul lato destro dell'edificio, accanto all'ingresso.[3]
La reggenza di Cristina di Francia è stata oggetto di aspre critiche da parte di una lunga tradizione storiografica, che ha sottolineato soprattutto la licenziosità dei costumi della corte e la sudditanza al regno di Francia. L'azione di governo di Cristina ha comunque avuto il merito di rafforzare la debole amministrazione dello Stato sabaudo, salvaguardandone i territori e i diritti dinastici, nonché dando il suo contributo alle modificazioni urbanistiche (tra le quali l'attuale piazza San Carlo) volte a rendere Torino una capitale europea moderna. Cristina di Francia è stata inoltre mecenate e protettrice di numerosi artisti e architetti, tra i quali Carlo di Castellamonte.
[modifica] Discendenza
Dal matrimonio con Vittorio Amedeo I, ebbe sette figli:
- Luigi Amedeo (1622 – 1628);
- Luisa Cristina (1629 – 1692);
- Francesco Giacinto (1632 – 1638);
- Carlo Emanuele (1634 – 1675);
- Margherita Violante (1635 – 1663);
- Enrichetta Adelaide (1636 – 1676);
- Caterina Beatrice (1636 – 1637).
[modifica] Ascendenza
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Enrico IV (1589-1610)
Luigi XIII (1610 - 1643)
Luigi XIV (1643 - 1715)
Figli
Legittimati
Luigi XV (1715 - 1774)
Figli
Luigi XVI (1774 - 1792)
Luigi XVII de jure
Luigi XVIII (1814 - 1824)
Carlo X (1824 - 1830)
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| Cristina di Francia | Padre: Enrico IV di Francia |
Nonno paterno: Antonio di Borbone-Vendôme |
Bisnonno paterno: Carlo IV di Borbone-Vendôme |
| Bisnonna paterna: Francesca d'Alençon |
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| Nonna paterna: Giovanna III di Navarra |
Bisnonno paterno: Enrico II di Navarra |
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| Bisnonna paterna: Margherita d'Angoulême |
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| Madre: Maria de' Medici |
Nonno materno: Francesco I de' Medici |
Bisnonno materno: Cosimo I de' Medici |
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| Bisnonna materna: Eleonora di Toledo |
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| Nonna materna: Giovanna d'Austria |
Bisnonno materno: Ferdinando I del Sacro Romano Impero |
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| Bisnonna materna: Anna Jagellone |
[modifica] Note
- ^ Simonetta Ronco,"Madama Cristina"Edizioni del Capricorno,2005
- ^ La salma fu deposta nel Convento di Santa Cristina,in un sotterraneo le cui chiavi erano in possesso solo di Carlo Emanuele II e delle monache
- ^ Guido Amoretti"Il Ducato di Savoia dal 1559 al 1713",tomo III Daniela Piazza Editore,1987 e AA.VV."Guida D'Italia"Torino" Touring Club Italiano 2009
[modifica] Bibliografia
- André Castelot, Maria de' Medici: un'italiana alla corte di Francia, Milano, Rizzoli, 1996.
- Antonia Fraser, Gli amori del Re Sole. Luigi XIV e le donne, Milano, Mondadori, 2007. ISBN 88-459-1999-4
- Janine Garrisson, Enrico IV e la nascita della Francia moderna, Milano, Mursia, 1987.
- Guido Gerosa, Il Re Sole. Vita privata e pubblica di Luigi XIV, Milano, Mondadori, 1998. ISBN 88-04-47181-6
- Maria Luisa Mariotti Masi, Maria de' Medici, Milano, Mursia, 1994. ISBN 88-425-3520-6
- Marcello Vannucci, Caterina e Maria de' Medici regine di Francia, Roma, Newton&Copton Editori, 2002. ISBN 88-8289-719-2
- Gianni Oliva, I Savoia. Novecento anni di una dinastia, Milano, Mondadori Editore, 1998. ISBN 88-04-42513-X
- Guido Amoretti, Il Ducato di Savoia dal 1559 al 1713.Tomo III, Torino, Daniela Piazza Editore, 1987.
- Simonetta Ronco, Madama Cristina,Cristina di Borbone duchessa di Savoia, Torino, Edizioni del Capricorno, 2005.
- AA.VV. Guida d'Italia Torino, 2009, Milano, Touring Club Italiano.
- Giulia Datta De Albertis, Cristina di Francia, Torino, Società Subalpina Editrice, 1943.
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