Margherita Maria Alacoque

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Santa Margherita Maria Alacoque
Santa Margherita Maria Alacoque

Antonio Ciseri, La "Vision del Cuore di Gesù di Margherita Maria Alacoque", (1888). Firenze, Chiesa del Sacro Cuore.

Monaca e mistica

Nascita Verosvres, 22 luglio 1647
Morte Paray-le-Monial, 17 ottobre 1690
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 18 settembre 1864
Canonizzazione 13 maggio 1920
Ricorrenza 16 ottobre, 17 ottobre
Patrono di devoti del Sacro Cuore di Gesù

Margherita Maria Alacoque (Verosvres, 22 luglio 1647Paray-le-Monial, 17 ottobre 1690) è stata una monaca e mistica francese che fu canonizzata da papa Benedetto XV nel 1920.

Indice

[modifica] Biografia

Corrado Giaquinto, Santa Margherita Maria Alacoque contempla il Sacro Cuore di Gesù (1765).
Statua di Santa Margherita Maria nella Chiesa di Saint Augustin, a Parigi
Peter Paul Metz, Margherita Maria Alacoque, (1896). Chiesa Parrocchiale di S. Gordiano e Epimaco a Merazhofen.

Margherita Alacoque nacque a Lautecourt nei pressi di Verosvres nel dipartimento di Saone e Loira, nella Borgogna, il 22 luglio 1647. Era figlia di genitori ferventi cristiani, suo padre era il notaio Claude Alacoque e sua madre, Philiberte Lamyn, era anch'essa figlia di un notaio. Ebbe quattro fratelli: due, di salute cagionevole, morirono intorno all'età di vent'anni, mentre Chrysostome, il maggiore, prese le veci del padre quando questi morì e l'altro fratello divenne curato di Bois Sainte-Marie.

Dalla sua biografia si apprende che all'età di quattro anni fece voto di verginità. Ad otto anni il padre morì e la madre la inviò in un collegio guidato da suore Clarisse. Nel 1661 racconta che le apparve la Madonna. Molto tardi, soltanto nel 1669, all'età di 22 anni, ricevette la cresima; con l'occasione fece aggiungere al suo nome anche quello di Maria.

Margherita Maria Alacoque decise di entrare in monastero, nonostante l'opposizione della famiglia che voleva per lei un matrimonio. Margherita Maria Alacoque fu però decisa a seguire fino in fondo la propria vocazione ed entrò nell'ordine della Visitazione.

[modifica] La veggente di Paray-le-Monial

Dopo alcuni anni di vita nel monastero della Visitazione di Paray-le-Monial, il 27 dicembre 1673, Margherita Maria Alacoque sostenne di avere avuto un'apparizione di Gesù affermando che lo stesso domandava una particolaredevozione al suo Sacro Cuore. Margherita Maria Alacoque disse di aver avuto tali apparizioni per 17 anni, sino alla morte.

[modifica] L'incontro con Claude La Colombière

Margherita Maria Alacoque venne malgiudicata dai superiori ed osteggiata dalle consorelle, tanto che essa stessa ebbe a dubitarne delle apparizioni. Di fondamentale importanza fu, a questo punto, l'incontro con il gesuita Claude La Colombière, che divenne il suo direttore spirituale e che le diede quella fiducia in sé stessa.

Claude La Colombière, si convinse profondamente sull'autenticità delle apparizioni e difese la Alacoque anche dalla Chiesa locale la quale giudicava le apparizioni come "fantasie" mistiche.

Divenuta maestra delle novizie, all'indomani della sua morte, avvenuta nel 1690, due sue discepole, compilarono una Vita di suor Margherita Maria Alacoque.

[modifica] Autobiografia

[modifica] Scrivere per obbedienza

Margherita Maria Alacoque riceve dal suo direttore spirituale l'ordine di scrivere le sue esperienze ascetiche. Sebbene acconsenta dovuto al suo voto di obbedienza, ella inizia l'autobiografia [1] sottolineando questo suo disgusto:

« Soltanto per amor Tuo, o mio Dio, mi sottometto all'obbedienza di scrivere queste memorie e ti chiedo perdono della resistenza che fino ad ora ti ho opposta. E siccome Tu solo sai quanto forte sia la mia ripugnanza, Tu solo puoi concedermi la forza di superarla. »
« Devo farmi estrema violenza per scrivere tutte queste cose che avevo tenute nascoste con tanta gelosia e tante precauzioni per il futuro. »

Afferma di ricevere in una rivelazione privata la conferma andare avanti nello scrivere, seppure dalle sue parole traspare che ella ritenere i suoi racconti esclusivi al suo direttore spirituale:

« Queste parole mi dettero un gran coraggio, ma la paura, che questo mio scritto cada sotto lo sguardo altrui, continua; »

[modifica] Vita religiosa e rivelazioni

Dalla autobiografia apprendiamo che ella sentì la vocazione alla vita religiosa fin dall'infanzia, quando neppure comprendeva appieno cosa significasse:

« Oh, mio unico amore, quanto vi sono grata per avermi protetta sin dalla prima gioventù, divenendo signore e padrone del mio cuore [...] E senza sapere cosa volessero esattamente dire, mi Sentivo di continuo forzata a pronunciare queste parole: «O mio Dio, vi consacro la mia purezza e vi faccio voto di perpetua castità». »

A seguito, racconta che a partire dal 27 dicembre 1673, giorno di San Giovanni Evangelista, colui che secondo il vangelo aveva appoggiato il capo sul cuore di Cristo, le apparve ripetute volte Gesù.

In quella che viene chiamata la grande rivelazione, lei scrive che Gesù le mostrò il suo Sacro Cuore e le chiese che il venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini sia celebrata una festa per rendere culto al Sacro Cuore. La festa verrà stabilita ufficialmente dalla Chiesa cattolica nel 1856, oltre 160 anni dopo la sua dipartita.

Nella sua descrizione della grande promessa che lei afferma ricevere da Gesù, scrive che a coloro che ricevono la comunione per nove mesi consecutivi, ogni primo venerdì del mese, verrà concesso il dono della penitenza finale. Esso consiste nel non morire in stato di peccato, né senza ricevere i sacramenti. L'ultima parte della promessa da lei descritta ha carattere mistico: lei scrive che Gesù promette sicuro asilo nel suo Sacro Cuore al fedele moribondo negli ultimi istanti.

Margherita Maria afferma che per ben 17 anni ha avuto ulteriori rivelazioni private, nelle quali ella racconta che Gesù la chiama "discepola prediletta" e le rivela "segreti del suo cuore divino", insegnandole la "scienza dell'amore".

[modifica] Mortificazioni

L'autobiografia di Margherita Maria Alacoque contiene racconti di rivelazioni private ma anche di mortificazioni corporali, talvolta molto severe.

«  Dormivo sopra un asse o sopra bastoni nodosi, e poi mi battevo con la disciplina, cercando rimedio ai conflitti e ai dolori che sentivo dentro me. Tutto quanto potevo soffrire esteriormente, sebbene le umiliazioni e le contraddizioni di cui ho parlato prima fossero continue e aumentassero invece di diminuire, mi pareva un sollievo in confronto alle pene che soffrivo dentro me e che mi facevo violenza per sopportare in silenzio e tenere nascoste, come il mio buon Maestro m'insegnava. »

Sebbene simili racconti di mortificazione corporale si ritrovino nelle ascesi di altri religiosi canonizzati, il rapporto della Chiesa cattolica riguardo alle forme di penitenza è molto cambiato con il trascorrere del tempo. Così[2] ne parla il moderno Catechismo della Chiesa Cattolica, approvato nel 1992 da Papa Giovanni Paolo II:

« Come già nei profeti, l'appello di Gesù alla conversione e alla penitenza non riguarda anzitutto opere esteriori, « il sacco e la cenere », i digiuni e le mortificazioni, ma la conversione del cuore, la penitenza interiore. [...] La Scrittura e i Padri insistono soprattutto su tre forme: il digiuno, la preghiera, l'elemosina »

[modifica] Culto

La notorietà di Margherita Maria Alacoque è dovuta al fatto che le sue presunte rivelazioni private porteranno allo sviluppo del culto e della festa al Sacro Cuore di Gesù. In questo senso si affianca ad altri religiosi come san Giovanni Eudes e il gesuita Claude La Colombière, suo padre spirituale, che favorirono tale culto. Esso era presente in modo meno popolare, in epoca precedente, ed è documentato da evidenti tracce storiche risalenti ai secoli XIII-XIV, soprattutto nella mistica tedesca.

In memoria ed onore di questo culto si portò a compimento l'edificazione della Basilica del Sacro Cuore nel quartiere di Montmartre a Parigi, accessibile dal 1876.

All'apertura canonica della sua tomba nel luglio 1830, il suo corpo è stato trovato incorrotto, e tale è rimasto, conservato sotto l'altare della cappella di Paray-le-Monial.

Il 18 settembre 1864 fu beatificata da papa Pio IX e canonizzata nel 1920, durante il pontificato di papa Benedetto XV. La sua memoria liturgica ricorre il 16 ottobre, mentre nel calendario delle ricorrenze religiose la festa in onore del Sacro Cuore di Gesù è stata stabilita per il venerdì successivo la II domenica dopo Pentecoste. Sempre a seguito della militanza in questo senso della più famosa delle figlie di Jeanne de Chantal è diffusa tra molti cattolici la pratica dei primi nove venerdì del mese instaurata proprio da questa santa.

Nel 1928 Papa Pio XI riconosce nell'enciclica Miserentissimus Redemptor la credibilità da parte della Chiesa cattolica delle sue visioni, affermando che Gesù "si manifestò a Santa Margarita Maria".

[modifica] Opere

Istruzioni, Preghiere e cantici, e un'autobiografia. Nella prima edizione del 1920, la più completa mai data alle stampe, questi scritti non superavano nell'insieme le ottocento pagine.

[modifica] Note

  1. ^ Margarita Maria de Alacoque, Vida y obras principales (in spagnolo), Madrid, Cor Jesus, 1977. 8440025289
  2. ^ Catechismo della Chiesa Cattolica. URL consultato il 27 novembre 2011.

[modifica] Bibliografia

  • Margareth Trouncer, L'amante di Dio, 1956
  • Ivan Gobry, Margherita Maria Alacoque e le rivelazioni del Sacro Cuore, 1989
  • Alberto Macchi, Pompeo Batoni e il Sacro Cuore di Gesù, Prefazione di P. Casimiro Przydatek S.J., Colosseo Editore, Roma 2006 (Note)

[modifica] Voci correlate

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