Marcello Manni
Marcello Manni (1899 – 1956) è stato un cantante italiano.
Sostenitore del fascismo, Manni è principalmente noto per aver reinterpretato, modificandone il testo, la canzone goliardica Giovinezza, poi divenuta inno degli Arditi e del Fascismo, scritta inizialmente da Giuseppe Blanc.[1]
La grande diffusione del canto, prima in guerra, sia durante l'Impresa di Fiume e fra gli squadristi, spinse Manni, figlio di un editore fiorentino e a sua volta autore dilettante, a pubblicare la versione degli Arditi come una sua creazione originale, spingendo Blanc ad un'azione legale, senza successo. L'inno fu cantato dai reparti d'assalto impegnati, dopo Caporetto, sulla linea del Piave. Le differenze tra la versione bellica e quella goliardica non sono tanto ideologiche (un canto "d'amore e di gaiezza" contrapposto ad uno violentemente bellicistico), come vorrebbe ideologicamente far notare tra le righe qualche autore, bensì di sostanza, visto che la base ideale rimane la medesima: irredentismo, interventismo, culto della gioventù e della "bella morte", anche se con gradi d'importanza diversi. È chiaro come entrambe le due versioni si inseriscono nella medesima corrente culturale che dalla Belle époque sfociò nella Grande Guerra e da questa passò poi al Fascismo: d'altronde entrambi gli autori originari furono patrioti e volontari in guerra.
Manni ha anche composto la versione originale della Canzone viola nel 1930, riedita da Narciso Parigi e divenuta l'inno ufficiale della Fiorentina.
[modifica] Note
- ^ Cfr. la voce corrispondente sul Dizionario del Futurismo, di Ezio Godoli, Vallecchi, Firenze, 2001