Manuela Wiesler
Manuela Wiesler (Itapiranga, 22 luglio 1955 – Vienna, 22 dicembre 2006) è stata una flautista austriaca. Figlia di un cineasta austriaco e di una ballerina, è cresciuta a Vienna, dove ha terminato gli studi musicali (1967-1971); si reca quindi a Parigi per perfezionarsi con Alain Marion. Rientrata a Vienna nel 1973, termina i suoi studi e si trasferisce in Islanda con suo marito. Nel 1976 vince il Concorso Nordico di musica da camera di Helsinki. Il brillante risultato la spinge a continuare il perfezionamento: dopo essersi rivolta al vecchio maestro Marion, ha l'opportunità di lavorare con Aurèle Nicolet e James Galway. Nel 1979 debutta a Londra, mentre nel 1980 sfonda definitivamente alla Biennale di Copenaghen. Inizia così una brillante carriera di solista, coronata da grandi successi.
Artista dotata di un fortissimo carisma e di una personalità musicale particolarmente spiccata, i suoi recital solistici, le tournée con varie orchestre e la memoria prodigiosa (l'eliminazione della partitura allo scopo di ridurre la distanza che separa l'interprete ed il pubblico) ne fanno una delle flautiste più significative della sua generazione, la cui risonanza è particolarmente sensibile nell'Europa del Nord. Lasciata l'Islanda, dove la sua carriera era cominciata, Manuela Wiesler si installa in Svezia per alcuni anni prima di rientrare definitivamente a Vienna (1985).
Parte della letteratura flautistica contemporanea, soprattutto quella scandinava, ha ricevuto un impulso fondamentale grazie alla sua devozione all'eccellenza tecnica e musicale e sono più di sessanta le partiture scritte per lei da compositori di diversissime tendenze: tra di esse il concerto "Euridyce" di Thorkell Sigurbjornsson (1979), che porta in sottotitolo "per Manuela e orchestra". La sua ricca discografia resta a testimonianza della profonda arte flautistica dell'artista, offrendole al tempo stesso la possibilità di una notorietà mondiale. Questa discografia permette di ripercorrere la curiosità musicale dell'interprete; accanto ai grandi classici della letteratura flautistica si trovano pagine ben più rare di compositori di tutto il mondo, e particolarmente del nord Europa (da von Koch a Ragnarsson da Svenisson al già citato Sigurbjornsson), nonché trascrizioni della stessa flautista.
La sua attività artistica si arresta, per sua precisa volontà, alla fine del 2001. Un cancro ha posto fine alla sua esistenza, il 22 dicembre 2006.
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