Mangia

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Mangia
frazione
Mangia – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Liguria – stemma Liguria
Provincia La Spezia – stemma La Spezia
Comune Sesta Godano – stemma Sesta Godano
Territorio
Coordinate 44°15′26.37″N 9°42′07.57″E / 44.257325°N 9.7021028°E / 44.257325; 9.7021028 (Mangia)Coordinate: 44°15′26.37″N 9°42′07.57″E / 44.257325°N 9.7021028°E / 44.257325; 9.7021028 (Mangia)
Altitudine 220 m s.l.m.
Abitanti 67 (2009)
Altre informazioni
Cod. postale 19020
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti mangini
Patrono sant'Anna
Giorno festivo 26 luglio
Localizzazione
Mangia è posizionata in Italia
Mangia

Mangia è una frazione del comune di Sesta Godano, nella val di Vara in provincia della Spezia. Mangia è una sorta di villaggio rurale fortificato, incassato in una stretta valle sul torrente omonimo, costruito con pietre fluviali arrotondate, a vista, tutto archi e volte realizzati con grande maestria architettonica: al di sopra di questi si trovano delle aie pensili.

Il paese si scompone in sei località: Mangia-centro, Piano di Mangia, Piano, Peeio, Coggiola e Gea Grande.

Indice

[modifica] Storia

Vista dalla piazzetta
Vista pittoresca

Mangia è un piccolo centro di origine medioevale che ha una caratteristica unica: non è visibile da nessuna parte, se non quando si arriva nella piccola piazza.

A fondare Mangia, secondo la tradizione, è stata nel Trecento la famiglia Cerchi di Firenze, dove ebbe un gran peso politico, fu ricca e potente. Dilaniata da gelosie e lotte interne ai tempi della divisione in Guelfi bianchi e Guelfi neri, la famiglia Cerchi fu esiliata e una parte, oltrepassata la Lunigiana, venne a stabilirsi proprio a Mangia, dove fondò un paese invisibile ai nemici ancora assetati di vendetta e di sangue. E buona parte degli abitanti del paese ancora oggi fa di cognome Cerchi.

Nella parte alta del paese, oltre la chiesa parrocchiale di Sant'Anna, inizia un'antica mulattiera che si inerpica tra le tipiche "piane" coltivate a vitigni; dopo poche centinaia di metri si giunge in un piccolo spiazzo da cui si gode un notevole panorama sulla valle del Mangia (il torrente affluente del Vara che scorre vicino al paese), si arriva nella zona detta "Zètuarda", un antico insediamento abitativo di cui sono ancora visibili ruderi semi inghiottiti dalla fitta vegetazione. Con molta probabilità si tratta del primo nucleo abitativo della futura Mangia, localizzato in posizione ancora più nascosta e difendibile dell'attuale. Il nome "Zètuarda" è stato trovato anche in diversi testi dove si parla tra l'altro, di un luogo di culto che potrebbe attribuire al luogo una qualche importanza sia dal punto di vista abitativo che storico.

La chiesa purtroppo, un tempo riconoscibile almeno nei muri perimetrali per la classica pianta con l'abside, non è più rintracciabile, ingoiata dalla vegetazione spontanea o franata definitivamente. Le poche notizie, tramandate oralmente dagli anziani, parlano di un luogo abitato fino ai primi anni del Novecento, poi abbandonato gradualmente e lasciato scomparire lentamente tra i rovi.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

Vista del paese tra il verde

[modifica] Architetture civili

  • Antico mulino ad acqua. Si trova nella parte alta del paese e rappresenta uno stupendo esempio di "ingegneria" contadina; è stato costruito intorno al '400 dai Cerchi e fino agli anni settanta del Novecento venivano macinati a pietra grano e mais con una tecnica tramandata nei secoli. La grande ruota veniva alimentata dal ruscello detto "begu" che, probabilmente era stato deviato artificialmente (ed in maniera molto intelligente) e che ancora oggi scorre accanto al vecchio mulino che purtroppo versa in cattive condizioni di conservazione. La struttura che comprende anche il corpo del mulino, è comunque ancora abitata da due famiglie Cerchi.
  • Le volte in pietra. Vera caratteristica del paese e comune a tutta la val di Vara sono le volte in sasso di fiume ed i piccoli "carugi" che si snodano per il nucleo centrale del borgo. Tra i volti spicca quello che si affaccia sul piazzale dalla casa padronale dei Dighiero detto "U Purtà", il quale probabilmente un tempo era provvisto di un portone che permetteva l'accesso alla corte e alle cantine;
  • Casa padronale dei Dighero. In essa alloggiava il proprietario dei mezzadri di Mangia; l'edificio, un vero e proprio palazzo, conserva una graziosa cappella dedicata all'Immacolata Concezione, eretta agli inizi del secolo XIX, che si affaccia sulla splendida corte interna.

[modifica] Eventi

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