Manfredi Azzarita

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Manfredi Azzarita (Venezia, 19 luglio 1912Roma, 24 marzo 1944) è stato un militare e partigiano italiano; capitano di Cavalleria del Regio Esercito Italiano, fu fucilato dai nazisti alle Fosse Ardeatine. I genitori erano Leonardo Azzarita e Luigia De Prà.

Indice

[modifica] Biografia

Dopo l'8 settembre 1943 fu, tra i militari, uno dei più attivi animatori della Resistenza romana e collaborò con il Fronte Militare Clandestino. Collegato al Comando della V Armata americana, allacciò contatti con altre organizzazioni antifasciste clandestine operanti a Roma e col "governo del Sud", stabilendo un efficiente servizio di informazioni. In seguito ad un'informazione, strappata con la tortura dai tedeschi a un prigioniero, Manfredi Azzarita, insieme all'avvocato Giovanni Vercilio che farà la sua stessa tragica fine, fu arrestato dalle SS il 18 marzo 1944, una settimana prima della strage delle Ardeatine. Nonostante le torture, l'ufficiale non parlò e fu messo a morte con altri 334 martiri il 24 marzo 1944.

A Manfredi Azzarita venne conferita postuma la medaglia d'oro al valor militare.

A Roma gli sono state dedicate Via e Piazza Manfredi Azzarita, nel quartiere Tomba di Nerone. Gli è stato dedicato inoltre il Liceo scientifico statale "M. Azzarita", situato in via Salvini, presso Piazza delle Muse, in zona Parioli a Roma e una Piazza nel centro di Bologna. Al valoroso ufficiale è stata intitolata anche una scuola media di Bari, dove il padre di Azzarita, direttore responsabile dell'ANSA dal 1947 al 1952, ha lavorato a lungo come apprezzato opinionista politico e capo della redazione romana del quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno".

A Riccione gli è stata dedicato uno dei piazzali sul lungomare.

Ad Azzarita, è inoltre dedicata una delle piazze più importanti di Bologna. Sulla Piazza omonima sorge tra gli altri edifici, uno dei più importanti impianti sportivi indoor d'Italia, il "PalaDozza".

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'Oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro al valor militare
«Fu valoroso combattente sui fronti di guerra, apprezzato ufficiale presso lo S.M.R.E. ove gli vennero affidati incarichi di particolare fiducia, fra cui quello presso il generale inglese Carton de Wiart durante i preliminari delle trattative di armistizio. Insofferente dell’occupazione tedesca, dopo l’8 settembre ‘43 si prodigò in Roma e dintorni per organizzare gruppi e movimenti armati clandestini, dimostrando fermezza di propositi, decisione e carattere adamantino. Arrestato dalle SS. germaniche fu tradotto e imprigionato nelle celle di via Tasso, ove venne atrocemente seviziato. Non rivelò nessun segreto dell’organizzazione militare cui apparteneva e si addossò fieramente ogni responsabilità. Trucidato barbaramente alle Fosse Ardeatine, trovò gloriosa morte, suggellando il suo amore e la sua fede per la Patria.»
— Fosse Ardeatine, settembre 1943-24 marzo 1944[1].

[modifica] Note

  1. ^ [1] Sito Quirinale scheda 14425

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