Ludovico il Moro

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Ludovico Sforza
Ludovico il Moro nella Pala Sforzesca, Pinacoteca di Brera, Milano
Ludovico il Moro nella Pala Sforzesca, Pinacoteca di Brera, Milano
Duca di Milano
In carica 14801499
Incoronazione 1480
Predecessore Gian Galeazzo Sforza
Successore Ducato passato a Luigi XII di Francia
Nome completo Ludovico Maria Sforza
Altri titoli Signore di Milano
Nascita Vigevano, 3 agosto 1452
Morte Loches, Francia, 27 maggio 1508
Casa reale Sforza
Padre Francesco Sforza
Madre Bianca Maria Visconti
Consorte Beatrice d'Este
Ducato di Milano
Casato degli Sforza

Arms of the House of Sforza.svg

Ludovico Maria Sforza detto il Moro (Vigevano, 27 luglio 1452Loches, 27 maggio 1508) fu duca di Bari dal 1479, poi duca di Milano dal 1480 al 1499.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Ludovico Maria Sforza nacque il 27 luglio 1452 a Vigevano, quarto figlio maschio di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti. Divenne duca di Milano nel 1480 succedendo alla famiglia materna.

Riguardo al soprannome "Moro" esistono differenti interpretazioni:

  • forse a causa della carnagione scura e dei capelli neri.[senza fonte]
  • secondo alcuni si sarebbe chiamato Ludovico Mauro Sforza. [senza fonte]
  • secondo Benedetto Varchi, come sostenuto nella sua "Storia Fiorentina", il soprannome deriverebbe dalla sua impresa privata, raffigurante un moro che spazzola la veste d'una nobildonna, con il motto "Per Italia nettar d'ogni bruttura".
  • secondo Alessandro Visconti, nella sua "Storia di Milano", ebbe questo soprannome dall'introduzione nelle campagne lombarde del gelso, che viene chiamato localmente moròn.[1]

Pur come figlio ultrogenito, ad ogni modo, la madre Bianca lo destinò ad ottenere una vasta cultura all'insegna dello spirito rinascimentale, soprattutto in campo delle lingue classiche. Sotto la tutela dell'umanista Francesco Filelfo, Ludovico ricevette lezioni di pittura, scultura, lettere oltre che venire istruito nelle questioni di governo ed amministrazione.

Reggenza[modifica | modifica sorgente]

Quando il padre Francesco morì nel 1466 il primogenito Galeazzo Maria, fratello maggiore di Ludovico, divenne duca. Dopo l'assassinio di quest'ultimo, nel 1476, gli succedette il figlio Gian Galeazzo Maria Sforza, allora di soli sette anni. Ludovico, con l'aiuto del fratello Sforza Maria tentò di opporsi alla reggenza di Bona di Savoia, madre di Gian Galeazzo Maria. Il ducato era in quegli anni nelle mani di Cicco Simonetta, consigliere di fiducia di Bona. Ludovico e il fratello cercarono di sconfiggerlo con le armi. Sforza Maria morì, forse avvelenato, a Varese Ligure, mentre Ludovico fu costretto all'esilio a Pisa.

L'anno dopo riuscì nell'opera di riconciliarsi con Bona e di far condannare a morte il Simonetta. Nel 1480 obbligò Bona a lasciare Milano per il castello di Abbiate (oggi Abbiategrasso) ed assunse la reggenza in nome del nipote. Si dice che il Simonetta avesse detto a Bona: Io perderò la testa, ma voi lo stato; da questo episodio cominciò la fama di doppiezza di Ludovico.

Muovendosi in modo accorto fra alleanze e tradimenti e avvantaggiandosi delle rivalità esistenti fra gli stati italiani, Ludovico riuscì ad ottenere per Milano una certa supremazia.

Temendo soprattutto la potenza della confinante Venezia mantenne alleanze con la Firenze di Lorenzo il Magnifico, con Ferdinando I re di Napoli e con il papa Alessandro VI Borgia. La nipote di Ferdinando, Isabella d'Aragona, andò sposa a Gian Galeazzo Maria Sforza, mentre il fratello di Ludovico Ascanio era stato creato cardinale. Per contrastare la presenza veneziana in Romagna, appoggiò la nipote Caterina Sforza, signora di Imola e Forlì.

Nel 1491 sposò Beatrice d'Este, figlia di Ercole I d'Este duca di Ferrara. Dal matrimonio nacquero Massimiliano e Francesco.

Sotto la reggenza del Moro, Milano ebbe un periodo d'oro, con la presenza alla corte ducale di artisti come Leonardo e il Bramante, e di molti altri pittori, musicisti e poeti.

Il famoso dipinto di Leonardo da Vinci, Dama con l'ermellino, nella quale si riconosce la figura di Cecilia Gallerani.

Un'amante di Ludovico, Cecilia Gallerani, venne ritratta da Leonardo nel famosissimo dipinto della Dama con l'ermellino ora a Cracovia, e un'altra, forse Lucrezia Crivelli, nella Belle Ferronnière al Louvre. Su iniziativa di Ludovico la chiesa delle Grazie venne ricostruita dal Bramante, e nel suo refettorio Leonardo realizzò il celeberrimo Cenacolo.

Nello stesso periodo vennero realizzate molte opere di ingegneria civile e militare come canali e fortificazioni e la coltivazione del gelso, legato alla produzione di tessuti di seta, divenne elemento fondamentale dell'economia lombarda. A questo proposito vi è anche l'ipotesi che il suo nomignolo Moro sia collegabile al nome del gelso, chiamato in latino morus trasformatosi in "morun" nel dialetto lombardo.

Duca di Milano[modifica | modifica sorgente]

Gian Galeazzo, che era formalmente il duca, e la moglie Isabella, dopo il fastoso matrimonio avevano lasciato Milano per creare una loro corte a Pavia; più del giovane Gian Galeazzo, che non sembra avesse desiderio di governare al posto dello zio Ludovico, fu la moglie Isabella a chiedere l'intervento del nonno (il re di Napoli) affinché al marito venisse affidato il controllo effettivo del ducato.

Busto di Ludovico il Moro, Portale d'ingresso alla Basilica di Sant'Ambrogio a Milano.
Busto di Beatrice d'Este, duchessa di Milano.

Per rispondere a questa manovra Ludovico si alleò allora con l'imperatore Massimiliano e con il re di Francia Carlo VIII.

Massimiliano, dietro pagamento di un'ingente somma di denaro, gli promise la successione al ducato, legittimando così l'usurpazione, e sposò Bianca Maria Sforza, sorella di Gian Galeazzo. L'11 settembre 1494 Carlo VIII arrivò ad Asti ricevuto con grandi onori da Ludovico. Il 22 ottobre 1494 morì Gian Galeazzo in circostanze rimaste misteriose e Ludovico gli succedette immediatamente a discapito dei legittimi eredi e toccando il suo momento di massimo potere politico. Carlo VIII arrivò facilmente fino a Napoli e la conquistò; a questo punto Ludovico cominciò a preoccuparsi della eccessiva potenza francese e rovesciò ancora una volta le alleanz,e passando con Venezia e riuscendo a ricacciare Carlo in Francia grazie alla Battaglia di Fornovo del 1495 (ricavando cannoni da 70 tonnellate di bronzo originariamente predisposte per una statua equestre progettata da Leonardo da Vinci).

Durante la calata di Carlo VIII in Italia la città di Pisa che era soggetta alla Repubblica di Firenze si era ribellata e poiché i Fiorentini rifiutarono di aderire alla lega antifrancese che affrontò Carlo VIII a Fornovo sia la Repubblica di Venezia sia Ludovico il Moro inviarono truppe a sostegno di Pisa contro Firenze, entrambi con l'obbiettivo di impadronirsi del controllo della città.

Intanto il Moro conobbe Lucrezia Crivelli, prima dama di Beatrice d'Este poi amante di Ludovico. Probabilmente fu lei la bella donna ritratta da Leonardo Da Vinci nel famoso quadro Belle Ferronnière. Beatrice d'Este morì di parto nel 1497 dopo una grande festa a Milano.

La caduta[modifica | modifica sorgente]

Carlo VIII morì nel 1498 e il suo successore Luigi XII di Francia, essendo nipote di Valentina Visconti, era quindi pretendente al ducato di Milano, e si diede infatti a preparare una spedizione contro il Duca. Visto che i pisani preferivano mettersi sotto la tutela di Venezia (la città era già stata soggetta al Signore di Milano sotto i Visconti) Ludovico ritirò le truppe da Pisa, avendo perso ogni speranza di potersi insignorire della città toscana. Rovesciò quindi l'alleanza con Venezia aiutando militarmente Firenze per la riconquista di Pisa, sperando che la Repubblica fiorentina lo aiutasse almeno con la diplomazia contro l'arrivo del re Luigi XII.

Certosa di Pavia: il sarcofago (mai utilizzato) per il Moro e la moglie.

Ma la mossa era sbagliata, privandolo di un alleato, Venezia, che lo aveva aiutato concretamente fin dalla Battaglia di Fornovo e non rendendogli certo l'aiuto di Firenze di cui il Ducato di Milano era sempre stato fiero avversario fin dal XV secolo. Tutto ciò fu evidente alla seconda discesa in Italia del re di Francia. Luigi XII alleatosi con Venezia che a questo punto era desiderosa di vendicarsi del voltafaccia di Ludovico a Pisa, passò in Italia e grazie anche alla rivolta del popolo milanese oppresso dalle tasse conquistò il Ducato in breve tempo occupandolo con le truppe francesi (settembre 1499).

Ludovico si rifugiò a Innsbruck presso l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo e nel 1500 tentò di riappropriarsi di Milano; le truppe svizzere sue alleate si rifiutarono di entrare in battaglia e Ludovico fu catturato dai francesi il 10 aprile a Novara. Con l'arrivo dei francesi Milano perse l'indipendenza e rimase sotto dominio straniero per 360 anni.

Ludovico venne tenuto prigioniero nel castello di Lys-Saint-Georges[2], e poi trasferito nel castello di Loches, in Francia, dove morì nel 1508.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Ludovico Sforza detto il Moro
Stemma
Duca di Milano
Trattamento di cortesia Sua Altezza Serenissima Ducale
Trattamento colloquiale Vostra Altezza Serenissima Ducale
Trattamento alternativo Eccellenza
Trattamento informale Signore
I trattamenti d'onore

Ludovico e Beatrice ebbero due figli:

Il Moro ebbe inoltre una serie di figli illegittimi, tutti legittimati, che nel corso degli anni allargarono notevolmente la famiglia ducale e consentirono allo stesso Sforza di cementare alcune alleanze:

Con l'amante Bernardina de Corradis ebbe una figlia:

  • Maddalena (1478 - Milano, 1520), sposò Matteo Litta, patrizio milanese
  • Bianca Giovanna o Bianca Francesca Sforza (Lodi, 1482-Milano, 23 maggio 1496), sposò Gian Galeazzo Sanseverino, signore di Bobbio

Con una sua amante sconosciuta ebbe un figlio:

  • Leone (Vigevano, 1482 - Piacenza, dopo il 1501), Abate di San Vittore a Vigevano dal 1495.

Con la sua amante Cecilia Gallerani ebbe un figlio:

  • Cesare (Milano, 1491 - dopo il 1512), Abate di San Nazzario Maggiore di Milano dal 1498, Canonico di Milano dal 1503.

Con la sua amante Lucrezia Crivelli ebbe due figli:

  • Giovanni Paolo I Sforza o Giampaolo I Sforza (Milano, marzo 1497 – Napoli, 13 dicembre 1535), da cui discende il ramo degli Sforza di Caravaggio, sposò Violante Bentivoglio dei conti di Campagna e signori di Bologna
  • Bona, sposò Giovan Pietro Carminati Bergamini, conte di San Giovanni in Croce

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Ludovico Sforza Padre:
Francesco I Sforza
Nonno paterno:
Giacomo Attendolo
Bisnonno paterno:
Giovanni Sforza
Trisnonno paterno:
Giacomo Attendolo
Trisnonna paterna:
?
Bisnonna paterna:
Elisa Petraccini
Trisnonno paterno:
Ugolino Petraccini
Trisnonna paterna:
 ?
Nonna paterna:
Lucia Terziani
Bisnonno paterno:
 ?
Trisnonno paterno:
 ?
Trisnonna paterna:
 ?
Bisnonna paterna:
 ?
Trisnonno paterno:
 ?
Trisnonna paterna:
 ?
Madre:
Bianca Maria Visconti
Nonno materno:
Filippo Maria Visconti
Bisnonno materno:
Gian Galeazzo Visconti
Trisnonno materno:
Galeazzo II Visconti
Trisnonna materna:
Bianca di Savoia
Bisnonna materna:
Caterina Visconti
Trisnonno materno:
Bernabò Visconti
Trisnonna materna:
Regina della Scala
Nonna materna:
Agnese del Maino
Bisnonno materno:
Ambrogio del Maino
Trisnonno materno:
 ?
Trisnonna materna:
 ?
Bisnonna materna:
Ne de Negri
Trisnonno materno:
 ?
Trisnonna materna:
 ?

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

immagine del nastrino non ancora presente Cavaliere dell'Ordine dell'Ermellino

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alessandro Visconti, Storia di Milano, Milano 1945, p. 399.
  2. ^ Personnagi famosi di Lys-Saint-Georges: Ludovico Sforza http://lys-saint-georges.fr/personnages.html

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mariana Frigeni, Ludovico il Moro: un gentiluomo in nero, Editoriale nuova, Milano, 1980
  • F. Catalano, Ludovico il Moro, Dall'Oglio editore, Milano, 1985, ISBN 8877185996
  • Maurizio Gattoni, Sisto IV, Innocenzo VIII e la geopolitica dello Stato Pontificio (1471-1492), Roma, Edizioni Studium 2010, ISBN 978-88-382-4124-6

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Duca di Milano Successore Coat of arms of the House of Visconti (1395).svg
Gian Galeazzo Sforza 14941499
cooreggente con Gian Galeazzo Maria Sforza dal 1480 al 1494
Luigi XII di Francia
Predecessore Pretendente al ducato di Milano Successore Coat of arms of the House of Visconti (1395).svg
Sé stesso come duca 14991508 Massimiliano Sforza

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