Ludovico II del Sacro Romano Impero

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La lapide tombale di Ludovico II nella Basilica di Sant'Ambrogio, a Milano.
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Ludovico II, detto il Giovane oppure Luigi II il Giovane (825Ghedi, 12 agosto 875), fu Re d'Italia (839-875) e Imperatore del Sacro Romano Impero (855–875).

Indice

[modifica] Origine

Figlio primogenito dell'Imperatore d'Occidente (840-855) Lotario I (795-855) e di Ermengarda di Tours (?-851).

[modifica] Biografia

Designato Re d'Italia nell'839, fu inviato dal padre in Italia con il compito di restaurare l'autorità imperiale a Roma e in quella città fu incoronato da Papa Sergio II il 15 giugno 844.

Nell'847 il padre Lotario ideò una spedizione contro i Saraceni in Italia Meridionale i quali, con i loro attacchi, nell'846, erano giunti a minacciare Roma, non entrando dentro le mura, ma saccheggiarono la basilica di San Pietro che si trovava fuori le mura, profanando la tomba del primo apostolo[1]. Egli pose il proprio primogenito, Ludovico, al comando della stessa che non ottenne grandi risultati, se si esclude la riappacificazione dei principi longobardi di Salerno e Benevento.
Sulla via del ritorno, nell'850, Ludovico venne incoronato co-Imperatore da Papa Leone IV.

Nell'851, Ludovico II sposò Engelberga d'Alsazia, figlia del duca di Spoleto, Guido I, e successivamente assunse il governo della parte italiana del Regno del padre.

Negli anni 851 e 852, Ludovico II intervenne nuovamente a Benevento liberandola da un corpo di Saraceni che vi si erano insediati. Poi si diresse in Puglia dove non riuscì a liberare Bari. Dopo il suo rientro al nord i saraceni ripresero le scorrerie che portarono al saccheggio dell'abbazia di Montecassino.

A seguito della morte del padre (settembre 855), rimase l'unico Imperatore, ed ereditò soltanto i territori dell'Italia. Infatti il padre, in quello stesso anno, prima di morire, aveva suddiviso i territori dei suoi domini tra i suoi tre figli:

  • Ludovico II, il primogenito, al quale vennero assegnati i territori dell'Italia, cui già possedeva dignità regale, ed il titolo imperiale;
  • Lotario II (835 - 869), il secondogenito, al quale spettarono la Frisia e i territori compresi tra il fiume Reno a est, il fiume Schelda ad ovest e i monti Giura e la Savoia, inclusi, a sud; a questo territorio fu dato il nome di Lotaringia;
  • Carlo, il terzogenito, il quale ricevette la Provenza ed una parte di Borgogna ai confini della Savoia (parte della Borgogna Cisgiurana).

Carlo, il terzogenito era ancora un bambino ed era anche epilettico, per cui i suoi fratelli maggiori cercarono di convincerlo[2] a rinunciare al regno che il padre gli aveva destinato, ma i nobili provenzali si ribellarono a tale proposta e Carlo mantenne il trono[3].
Scontento di questo, allora Ludovico si alleò con lo zio, Ludovico il Germanico, contro i suoi fratelli, Lotario II e Carlo, che, nell'859, avevano trovato un accordo per l'eredità del regno di Provenza, nel caso che Carlo fosse morto senza eredi, con un trattato che garantiva il regno a Lotario in cambio della cessione di alcuni territori al fratello.

Ma dopo che era sorto il problema del divorzio tra suo fratello Lotario II e Teoberga (o Teutberga), Ludovico si riconciliò col fratello, appoggiando l'annullamento del matrimonio di quest'ultimo da Teutberga, convinto di poter influenzare Papa Nicola I, dopo che, nell'858, ne aveva favorito l'elezione.
Nell'862, con l'appoggio di Ludovico II e dello zio Ludovico il Germanico, Lotario II convocò un secondo concilio ad Aquisgrana, dove il sinodo dei vescovi annullò il matrimonio con Teoberga, per cui Lotario fu finalmente libero di sposare la sua concubina, Waldrada. Il matrimonio fu celebrato nello stesso anno (862).

Nell'863 morì, senza eredi, il fratello Carlo, rendendo vacante il trono di Provenza, che secondo l'accordo, dell'859, tra Carlo e Lotario sarebbe dovuto toccare a quest'ultimo, ma Ludovico II occupò la Provenza prima dell'arrivo di Lotario. La guerra fu evitata con un accordo in cui Ludovico assunse il titolo regale, mentre una parte di territori appartenuti al defunto Carlo, la parte di Borgogna Cisgiurana, venne assegnata a Lotario.

Denaro
Adelchis denier 641521.jpg
+LVDOVVICVS INP, croce potenziata su scalini +ANGILBERGA NP, croce battesimale
AR Denaro (1,13 g), a nome di Ludovico II e Angilberga.

Pochi mesi dopo, entrò in conflitto con Nicola I poiché questi aveva manifestato la propria opposizione all'annullamento del matrimonio del fratello con Teoberga ed al riconoscimento del nuovo matrimonio di Lotario con Waldrada[4]. A seguito della decisione del Papa di deporre i vescovi che, a Metz, avevano appoggiato il riconoscimento del secondo matrimonio[5], Ludovico si pose al comando di un esercito e raggiunse Roma nel febbraio del 864. Ammalatosi durante l'assedio, si rappacificò con il Papa e tornò a Pavia.
In questa città, sede formale del Regno d'Italia, tenne un'assemblea (865) che pose le basi della più importante spedizione contro i Saraceni di tutto il suo regno. Intrapresa, nell'866, rapidamente apparve inutile senza l'appoggio di una flotta[6]. Ludovico cercò quindi un accordo con l'Imperatore Romano d'Oriente (Basileus) Basilio I[7], durante il quale non rinunciò ad affermare la sua dignità imperiale, rivendicando il titolo di Imperatore dei Romani al posto di Imperatore dei Franchi utilizzato dalle lettere dell'imperatore bizantino[8].
Nell'869, penetrò all'interno della Puglia, più precisamento nell'Istmo salentino (area tra Taranto e Brindisi), riconquistando ai longobardi l'importante città di Oria e regalò alla moglie Angelberga la corte di Dova Superiore usata per cacciare e svagarsi.

In quello stesso anno (869), era morto il fratello Lotario, senza aver ottenuto il riconoscimento del matrimonio con Waldrada, ed i suoi figli furono dichiarati bastardi e mentre il legittimo erede, Ludovico II, era impegnato in Italia, ma soprattutto non aveva un grosso seguito tra i nobili di Lotaringia, gli zii Ludovico il Germanico, Re dei Franchi Orientali e Carlo il Calvo, Re dei Franchi Occidentali che invece avevano parecchi sostenitori tra la nobiltà della Lotaringia, poterono reclamare la successione, impossessandosi dei domini del nipote. L’anno seguente sancirono la spartizione col Trattato di Mersen (870).
I due fratelli ignorarono nella spartizione Ludovico II, il quale si rivolse al Papa Adriano II per perorare la sua causa. Il pontefice mandò due ambasciatori nelle corti di Carlo e Ludovico allo scopo di far risolvere le questioni al vescovo di Reims Incmaro. Questi ignorò il volere del Papa mostrandosi leale nei confronti del suo sovrano Carlo, garantendo a lui e al fratello i territori che si erano spartiti.

Ludovico II alla presa di Bari, nell'871.

Nell'871, dopo aver fatto un appello a tutti i sudditi della province marittime, Ludovico II riuscì a conquistare Bari, roccaforte musulmana dalla quale partivano le scorrerie saracene nell'Adriatico.

Rinunciando formalmente alla Lotaringia, Ludovico cercò di unificare la penisola progettando un attacco contro le roccaforti bizantine e longobarde rimaste autonome. Stabilita la sua sede a Benevento, nell'agosto del 871, fu attaccato nel suo palazzo dalle forze longobarde guidate dal Duca della città Adelchi. Venne liberato solo dopo aver promesso solennemente che non si sarebbe vendicato.

Successivamente si diresse a Roma, dove il nuovo Papa, Adriano II, lo incoronò una seconda volta Imperatore e lo liberò dal vincolo del giuramento. Tentò quindi di respingere, con successo, i saraceni presso Capua, mentre fallì il suo tentativo di punire i feudatari ribelli[9]. Ritornato nel Nord, morì nei pressi di Ghedi, in provincia di Brescia, il 12 agosto 875 e fu sepolto nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano.

Lo zio Carlo il Calvo gli succedette sia sul trono d'Italia sia su quello imperiale.

[modifica] Discendenza

Ludovico II da Engelberga d'Alsazia (830-890) ebbe due figlie:

  • Gisela (ca. 852-† prima del 28 aprile 868), badessa di San Salvatore in Toscana
  • Ermengarda d'Italia (855-896), nell'876, sposò il conte di Vienne Bosone, reggente di Provenza, che, nell'879, fu eletto Re di Provenza.

[modifica] Note

  1. ^ I saraceni, secondo una leggenda, fecero naufragio ed il loro bottino fu disperso in mare. Ma in realtà, sembra che Ludovico, accorso in aiuto alla città fu sconfitto ed i saraceni poterono rientrare alle loro basi col loro bottino.
  2. ^ L'incontro tra i tre fratelli avvenne ad Orbe, forse prima della morte del padre.
  3. ^ La reggenza fu affidata al conte di Vienne, Gerardo, conosciuto anche come Gerardo di Rossiglione.
  4. ^ Nell'863, per volere del papa, fu convocato, a Metz, un sinodo di vescovi Franchi che avrebbero dovuto venire dalla Lotaringia, dalla Provenza, dal regno dei Franchi occidentali e da quello dei Franchi orientali, ma i legati papali furono corrotti e convocarono solo vescovi lotaringi e pochi altri; in tale sinodo fu confermata la validità del matrimonio tra Lotario e Waldrada, basandosi su un preteso matrimonio, precedente all'unione di Lotario con Teoberga.
  5. ^ Papa Nicola I poteva permettersi di opporsi all'imperatore Ludovico II, perché in effetti quest'ultimo era militarmente debole ed anche povero finanziariamente.
  6. ^ Nell'867, Ludovico aveva posto l'assedio a Bari, senza ottenere alcun risultato, non avendo la flotta per bloccare gli accessi dal mare.
  7. ^ Ludovico aveva promesso la figlia Ermengarda in sposa al figlio del Basileus, ma non avendo mantenuto l'impegno matrimoniale la flotta bizantina, che nell'867, si era presentata di frone a Bari si ritirò senza intervenire.
  8. ^ Quando Basilio I rimproverò Ludovico II per il fatto che si faceva chiamare Imperatore dei Romani, questi rispose che gli spettava poiché era stato incoronato dal papa.
  9. ^ Dopo la morte di Ludovico i feudatari di Benevento e della Puglia si rivolsero al basileus Basilio I che si stabili nel sud d'Italia ed occupò Bari.

[modifica] Bibliografia

  • M. Canard, Bisanzio e il mondo musulmano alla metà dell'XI secolo, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 273-312
  • F. Dvornik, Costantinopoli e Roma, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 516-557
  • René Poupardin, I regni carolingi (840-918), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 583-635
  • Louis Halphen, Il regno di Borgogna, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 807-821

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore Sacro Romano Imperatore Successore Armoiries Saint-Empire monocéphale.png
Lotario I
cui il papa l'associa nell'850
855 - 875 Carlo il Calvo
Predecessore Re d'Italia Successore Corona ferrea.png
Lotario I
che lo associa nell'844
855 - 875 Carlo il Calvo
Predecessore Re di Provenza Successore Bullet.png
Carlo 863 - 875 Carlo il Calvo
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