Louis Armstrong

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Louis Armstrong
Louis Armstrong negli anni cinquanta
Louis Armstrong negli anni cinquanta
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Jazz
New Orleans jazz
Periodo di attività 1919 – 1971

Louis Daniel Armstrong noto anche con il soprannome di Satchmo o Pops (New Orleans, 4 agosto 1901New York, 6 luglio 1971) è stato un trombettista e cantante statunitense.

Armstrong è stato uno tra i più famosi musicisti jazz del XX secolo. Carismatico e innovativo, al suo talento e alla sua personalità si aggiunge la sua straordinaria popolarità nel jazz, che esce dai confini della sua regione d'origine per diventare un genere musicale amato in tutto il mondo.

Armstrong raggiunse la fama inizialmente come trombettista, ma fu anche uno dei più importanti cantanti jazz, soprattutto verso la fine della carriera.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Armstrong affermava di essere nato il 4 luglio 1900,[1] data annotata in molte biografie. Sebbene sia morto nel 1971, fu solo verso la metà degli anni ottanta che la sua vera data di nascita (il 4 agosto del 1901) fu scoperta grazie all'esame dei documenti battesimali.

Armstrong nacque in una famiglia povera a New Orleans ed era nipote di schiavi. Trascorse la sua infanzia in un sobborgo residenziale di New Orleans, noto come "Back of Town". Suo padre, William Armstrong (1881-1922), abbandonò la famiglia mentre Louis era ancora neonato e se ne andò con un'altra donna. Sua madre, Mayann Armstrong (1886-1942), lasciò così Louis e la sorella Beatrice Armstrong Collins (1903-1987) alla nonna, Josephine Armstrong, e a volte allo zio Isaac. A cinque anni tornò a vivere con la madre e i suoi parenti, e rivide il padre solo in poche circostanze. Frequentò la Fisk School per ragazzi. Portava a casa pochi soldi raccogliendo carta e trovando resti di cibo che vendeva a vari ristoranti ma ciò non era abbastanza per allontanare la madre dalla prostituzione.

Armstrong crebbe nel fondo della scala sociale, in una città caratterizzata da una forte segregazione razziale, ma anche appassionata a quel tipo di musica che ai tempi veniva chiamato “ragtime” e non ancora “jazz”. Pur avendo avuto una difficile gioventù, (finì in riformatorio giovanissimo), Armstrong non considerava quegli anni come negativi e ne trasse ispirazione. In un'intervista Armstrong dichiarò: “Ogni volta che chiudo gli occhi per soffiare nella mia tromba, guardo nel cuore della buona vecchia New Orleans... Mi ha dato qualcosa per cui vivere.”[2]

Dopo essere stato espulso dalla Fisk School a undici anni, Armstrong si unì a un quartetto di ragazzi che avevano una vita simile alla sua e cantò insieme a loro per le strade per avere dei soldi. Inoltre cominciò a cacciarsi nei guai.

Dapprima imparò a suonare la cornetta nella banda musicale di un riformatorio per ragazzi neri dove era stato rinchiuso, dodicenne, per aver festeggiato il Capodanno del 1913 sparando in aria con un revolver rubato. Armstrong sviluppò la sua abilità a suonare la cornetta suonando con impegno in una band del New Orleans Home for Colored Waifs dove venne mandato molte volte per delinquenza, in particolare per un lungo periodo dopo aver fatto fuoco con la pistola del patrigno durante la celebrazione per la vigilia del nuovo anno, come confermano alcuni documenti della polizia. Il professor Peter Davis[3] insegnò un po' di disciplina ad Armstrong e lo addestrò musicalmente. Louis diventò intanto il leader della band. La Home Band suonò nei dintorni di New Orleans e il tredicenne Louis iniziò a concentrarsi sulla sua cornetta, iniziando la sua carriera musicale.[4] A quattordici anni lasciò la Home Band, andando a vivere prima con il padre e con la matrigna, poi di nuovo con la madre e nelle strade. Armstrong ebbe il suo primo impiego alla Dance Hall di Henry Ponce’s, dove Black Benny divenne il suo protettore e la sua guida. Di notte il giovane Louis suonava la cornetta.

Seguiva con passione le frequenti esibizioni della banda cittadina e non perdeva occasione per ascoltare i musicisti più grandi, imparando da Bunk Johnson, Buddy Petit, Kid Ory, e soprattutto Joe "King" Oliver, il quale divenne mentore e figura paterna per il giovane musicista.

Successivamente Armstrong suonò nelle bande e sui battelli di New Orleans, iniziando con la rinomata band di Fate Marable. Louis descriveva il suo periodo con Marable come "una via per l'Università", dato che gli diede molta più esperienza.

Quando Joe Oliver lasciò la città nel 1919, Armstrong prese il suo posto nella band, allora la migliore jazz band della città.

La carriera e l'ascesa[modifica | modifica sorgente]

Acquaforte colorato a mano di Armstrong fatto da Adi Holzer nel 2002

Il 19 marzo 1918, Louis sposò una ragazza dello Stato della Louisiana, Daisy Parker. Adottarono un bimbo di tre anni, Clarence Armstrong, la cui madre, cugina di Louis, morì dopo aver partorito. Il piccolo Clarence era mentalmente disabile (risultato di un incidente in giovanissima età) e Louis avrebbe speso il resto della sua vita a prendersi cura di lui[5].
Il matrimonio con Daisy fallì velocemente e si separarono. Daisy morì poco dopo la separazione.

Attraverso varie esibizioni, le abilità musicali di Armstrong maturarono. A vent'anni riusciva a leggere la musica e iniziò ad essere incluso in vari assoli di tromba, diventando uno dei primi jazzisti che avevano questa capacità, riuscendo però ad inserire, negli assoli, la sua personalità ed il suo stile. Creò un proprio suono, unico e fortemente caratterizzato, e inoltre iniziò a cantare nelle sue esibizioni.[6].
Fu nel 1922 che Armstrong si unì alla grande immigrazione nella città di Chicago, dove venne invitato dal suo mentore Joe "King" Oliver a unirsi alla band di quest'ultimo. Avrebbe guadagnato abbastanza con la sua musica da non doversi più arrangiare con lavori di vario tipo. In quegli anni ci fu a Chicago un grande boom economico e la città era letteralmente piena di occasioni di lavoro per i neri.

Nei primi anni venti la band di Oliver fu la più importante di Chicago, in un periodo la città stessa era capitale del jazz più di New Orleans. Armstrong incise i suoi primi dischi suonando come seconda cornetta nella band di Oliver.

Eccitato della sua vita a Chicago, iniziò a scrivere delle lettere nostalgiche ai suoi amici di New Orleans. La reputazione di Armstrong aumentò, tanto che venne sfidato in varie gare da persone che volevano mostrare alla gente il nuovo fenomeno.[7] Armstrong incise i suoi primi dischi alla Gennett Records e all'Okeh Records. A quei tempi, incontrò Hoagy Carmichael (con il quale avrebbe collaborato successivamente) che gli venne presentato da Bix Beiderbecke, il quale aveva una sua band propria.
Armstrong adorava lavorare con Oliver, ma la seconda moglie, la pianista Lil Hardin Armstrong, lo incitò a cercare più guadagni e a sviluppare il suo nuovo stile, lontano dall'influenza di Joe. La presenza di Lil influenzò così l'amicizia tra Louis e il suo mentore. Nel 1924 Armstrong aderì a un invito per andare a New York a suonare con l'orchestra di Fletcher Henderson, la band afro-americana più famosa a quei tempi. Armstrong passò così alla tromba per lavorare meglio con gli altri musicisti. La sua influenza sul sassofonista della band può essere giudicata ascoltando le registrazioni della band durante questo periodo.
Louis si adattò rapidamente allo stile musicale di Henderson, suonando con la sua tromba e tentando perfino di suonare il trombone. Ben presto iniziò anche a cantare e raccontare le storie di New Orleans.[8] L'orchestra di Henderson suonava nei migliori luoghi frequentati da bianchi, tra cui il famoso Roseland Ballroom, con la classe di Don Redman. Perfino l'orchestra di Duke Ellington si recò a Roseland, solo per assistere alle magnifiche prestazioni del trombettista.
Durante questo periodo Armstrong fece molte registrazioni, organizzate da un suo vecchio amico di New Orleans, il pianista Clarence Williams; queste includevano parti suonate da piccole band jazz e dal Williams Blue Five (alcune delle migliori vedevano Armstrong collaborare con un suo "rivale" in campo di musica e serie di accompagnamenti con cantanti blues come Bessie Smith, Ma Rainey, e Alberta Hunter).

La piastrella del muretto di Alassio autografata da Armstrong

Dopo il periodo newyorkese del 1924, Armstrong tornò a Chicago nel 1925 per occuparsi della moglie, che voleva nuovamente dare una spinta alla sua carriera e aumentare i guadagni. Lui però era stato bene a New York, ma dovette seguire ciò che gli chiedeva la moglie e lasciare l'orchestra di Henderson che, sempre secondo la moglie Lil, ne limitava, in qualche modo, la sua crescita artistica. Lei usava definirlo "il più grande trombettista del mondo". In realtà, era solo un membro della band della moglie.[9] In ogni caso, in questo periodo incise brani proprio firmati a suo nome, sia con la band di Lil che con gli Hot Five e gli Hot Seven, producendo hits come Potato Head Blues, Muggles (un riferimento alla marijuana), e West End Blues. Il gruppo includeva Kid Ory (trombone), Johnny Dodds (clarinetto), Johnny St. Cyr (banjo), la moglie Lil al piano, e di solito non c'era un batterista. Lo stile di leadership di Armstrong fu molto buono per i suoi compagni della band, come disse St. Cyr in un'intervista: "Lavorare con lui era così rilassante e ha sempre dato il suo meglio".[10]
Suonò anche col quintetto di Erskine Tate, che si esibiva, di solito, al Vendome Theatre. Fecero anche delle colonne sonore per alcuni film e per degli show, con versioni jazz di musica classica come Madame Butterfly. Iniziò anche a usare lo scat sing (dicendo però parole non sensate) e fu uno dei primi a registrarlo nel 1926. Il gruppo divenne ben presto famoso e diventò uno dei più celebri d'America. Giovani musicisti, sia neri che bianchi, erano affascinati dal nuovo tipo di jazz di Louis.[11]
I dissapori con Lil, che lo voleva sempre stretto a sé, lo portarono a separarsi da lei nel 1927. Dopo questo periodo, Armstrong iniziò a suonare per il Sunset Café, di proprietà di Joe Glaser (che in quegli anni si poteva considerare una sorta di "manager" di Armstrong), con la Carroll Dickerson Orchestra, che venne presto rinominata Louis Armstrong and his Stompers, con Hines (direttore musicale) al piano. Hines e Armstrong divennero in seguito amici. Negli anni seguenti, il locale ebbe fra i soci proprietari anche Al Capone, il boss della malavita.

Durante la Grande Depressione del 1929, Armstrong tornò a New York, dove suonò nell'orchestra del musical Hot Chocolate, scritto da Andy Razaf e dal pianista/compositore Fats Waller. Fece anche un cameo come cantante, con Ain't Misbehavin', versione diventata poi famosissima.[12].
Iniziò a lavorare ad Harlem al Connie's Inn, il locale notturno più famoso dopo il Cotton Club (che era anche una sorta di rifugio per il boss ebreo della malavita newyorkese Dutch Schultz. Inizialmente, Armstrong ebbe anche un discreto successo con le sue registrazioni vocali, incluse versioni di famose canzoni composte dal suo vecchio amico Hoagy Carmichael. Le sue registrazioni degli anni trenta ebbero un grande vantaggio soprattutto con l'introduzione dell'RCA nel 1931 che aiutò molto i cantanti e i loro vari stili, come quello di Bing Crosby. La famosa interpretazione di Louis della canzone Stardust divenne una delle versioni più famose, grazie alle abilità vocali di Armstrong e al suo approccio nel cantare queste canzoni. Anche la sua versione di Lazy River (registrata nel 1931) ebbe un discreto successo.
Il singolo All of Me (brano musicale) del 1932 nel 2005 entra nella Grammy Hall of Fame Award. La Grande Depressione ebbe un grande impatto anche nel mondo del jazz. Il Cotton Club chiuse nel 1936 e molti musicisti smisero di suonare. Bix Beiderbecke morì e la band di Fletcher Henderson andò in pezzi. King Oliver fece alcune registrazioni ma ormai gli anni d'oro erano passati. Sidney Bechet divenne un sarto e Kid Ory ritornò a New Orleans e si mise ad allevare polli.[13] Armstrong si spostò a Los Angeles alla ricerca di nuove opportunità. Suonò al nuovo Cotton Club di Los Angeles, con Lionel Hampton come batterista. Bing Crosby e molte altre celebrità divennero ospiti frequenti al club. Nel 1931 Armstrong apparve nel suo primo film, Ex-Flame. Venne in seguito condannato per possesso di marijuana, ma alla fine venne solo sospeso. Sempre nel 1931 tornò a Chicago e suonò con altre band e orchestre. Quando Louis andò a visitare New Orleans venne accolto come un eroe e rivide i suoi vecchi amici. Fece da sponsor a una squadra di baseball locale nota come "Armstrong's Secret Nine" e vide una mascotte ricevere il suo stesso nome.[14] Successivamente iniziò un tour attraverso l'Europa.

Tornato quindi negli Stati Uniti, iniziò una serie di tour nel paese, durante i quali il suo agente, Johnny Collins, lasciò regolarmente Armstrong senza soldi. Collins venne in seguito licenziato. Infine scelse Joe Glaser come suo nuovo manager e iniziò subito a occuparsi dei debiti e degli altri problemi che lo affliggevano. Armstrong incontrò inoltre un problema alle dita e alle labbra, deformate a causa del suo modo di suonare. Iniziò così a usare più spesso la voce e ad apparire in alcuni teatri. Apparve inoltre in un altro film, diventando una sorta di attore.
Nel 1937, Armstrong sostituì Rudy Vallee in un programma radio della CBS, diventando la prima persona di colore ad avere una parte in radio.[15] Divorziò da Lil nel 1938 e sposò la fidanzata Alpha, con la quale avrebbe divorziato in seguito.

Nel 1943, dopo molti anni in tour, si stabilì definitivamente a New York, al numero 3456 della 107sima strada nel nord del quartiere Corona, nel Queens, dove oggi c'è un museo in suo onore. Qui sposò la sua quarta moglie, Lucille e continuò a sviluppare il suo stile musicale. Registrò un'altra canzone di Carmichael, intitolata Rockin' Chair. Nei trent'anni successivi, Armstrong si esibì per oltre trecento serate l'anno.

Gli All Stars[modifica | modifica sorgente]

Dopo un concerto al New York Town Hall il 17 maggio 1947, che vide la collaborazione tra Satchmo e il trombonista Jack Teagarden, Joe Glaser sciolse la grande band di Pops e creò un nuovo gruppetto di sei membri formato da Armstrong, Teagarden (inizialmente), Earl Hines e altri famosi musicisti. Il nuovo gruppo venne annunciato all'apertura del Billy Berg's Supper Club.

Louis Armstrong e Barbra Streisand nel trailer del film Hello, Dolly!.

Questo gruppetto venne chiamato All Stars' e includeva Earl "Fatha" Hines, Barney Bigard, Edmond Hall, Jack Teagarden, Trummy Young, Arvell Shaw, Billy Kyle, Marty Napoleon, Big Sid Catlett, Cozy Cole, Tyree Glenn, Barrett Deems e il percussionista filippino Danny Barcelona. Durante questo periodo Armstrong comparve in molti film, spesso come comparsa o, pochissime volte, come co-protagonista. Apparve inoltre sulla copertina del Time Magazine il 21 febbraio 1949.

Nel 1964, registrò una delle sue canzoni più famose, Hello, Dolly!. Il singolo scalò subito le classifiche musicali, "cacciando" i Beatles dalla prima posizione.[16]

Louis Armstrong mantenne la sua agenda sempre piena fino a pochi anni prima della morte. Negli ultimi anni suonò talvolta in alcuni locali e show. Fece inoltre dei tour in Africa, Europa e Asia. Non essendo più giovane, i suoi appuntamenti vennero limitati ma continuò lo stesso a suonare fino al giorno della morte.

Personalità[modifica | modifica sorgente]

Da giovane era anche conosciuto come Dippermouth. Ciò è riferito alla tendenza che aveva nel rinfrescarsi con un mestolo da un secchio d'acqua, sempre presente nello stage con la band di Joe "King" Oliver a Chicago nei primi anni venti.

Il danno provocato alla bocca fu causato proprio dalla pressione con cui suonava e ciò è visibile in molte foto degli anni venti. Per certi periodi non fu infatti in grado di suonare. Tuttavia, dopo aver messo da parte la sua tromba per un po' di tempo, migliorò il suo stile di suonare e continuò la sua carriera da trombettista. Amici e musicisti lo chiamavano affettuosamente "Pops", che è il nome con cui Armstrong si riferiva a loro, eccetto Pops Foster, che lui chiamava "George".

Satchmo nel 1953

Fu anche criticato per aver accettato il titolo di "Re degli Zulu" nella comunità afro-americana di New Orleans, un ruolo onorevole come capo del Carnevale nero ma offensivo nei confronti degli estranei, con i loro costumi tradizionali.

Fu un attivo massone, membro della Loggia Montgomery n° 18 di New York.[17]. Armstrong era un importante sostenitore finanziario di Martin Luther King Jr. e di altri attivisti per i diritti civili, ma di solito preferiva lavorare silenziosamente dietro le quinte, senza mischiare i suoi ideali politici con il lavoro. Proprio per questo, fecero notizia le poche occasioni in cui rese pubbliche le proprie idee: l'episodio più importante in questo senso fu la violenta critica che Armstrong rivolse al Presidente Eisenhower, in occasione del conflitto tra segregazionisti e anti-segregazionisti che ebbe luogo a Little Rock, Arkansas nel 1957. In quell'occasione Armstrong definì Eisenhower "falso" e "smidollato" a causa della sua inattività; Armstrong cancellò inoltre un tour già pianificato in Unione Sovietica dichiarando che il governo statunitense poteva "andare all'inferno" per il modo in cui stava trattando i neri nel sud degli Stati Uniti, e che lui non avrebbe mai potuto rappresentare all'estero un governo che si trovava in conflitto con la gente di colore.[18]

Era un uomo estremamente generoso, tanto che si dice che abbia donato più soldi di quanti se ne sia tenuti per sé. Armstrong curava molto anche la sua salute. Faceva uso frequente di lassativi, segno di una cura del peso, e praticava anche programmi dietetici che definiva "diete alla Satchmo".

Amava anche il cibo, come si può vedere nelle canzoni Cheesecake, Cornet Chop Suey, e soprattutto Struttin’ with Some Barbecue.[19] Mantenne anche una forte connessione tra la sua vita e la cucina di New Orleans, terminando le sue lettere con "Red beans and ricely yours".[20]

Pur non avendo avuto figli amava i bambini, li intratteneva e incoraggiava i giovani musicisti. Gli piaceva anche scrivere. Scriveva costantemente anche on the road. Nei suoi scritti parlava di tutto: musica, sesso, cibo, ricordi della sua gioventù, i suoi medicinali e perfino del suo intestino.[21]

Armstrong era anche un avido appassionato di musica. Aveva grandi collezioni dei suoi brani, incluse cassette che portava con lui anche on the road. Gli piaceva ascoltare le sue registrazioni e comparare le sue performance. In casa aveva inoltre l'attrezzatura audio più moderna.[22]

Il dossier F.B.I.[modifica | modifica sorgente]

Il dossier FBI del 1957 contiene lo scoppio della bomba a Knoxville, la conferenza stampa di Armstrong, il concerto cancellato in Arkansas, insieme ad una lettera anonima che affermava Louis 'Satchmo' Armstrong è un comunista. Perché il Dipartimento di Stato gli ha dato il passa­porto; una lettera firmata che afferma che è "un patriota"; i ritagli di giornale che riguardano la sua tournée del 1960 in Europa Orientale e Africa, compresa una nota che informa circa la diffusione a Lomè, nel Togo, a pochi giorni da un concerto di Louis, di un libriccino procomunista che attacca la politica razziale americana; un commento del direttore del Bureau circa una lettera piena di ammirazione sul trombettista, che indicava nella vita di Louis un buon argomento contro la teoria dell'inferiori­tà dei neri; un documento del 1965 emesso dalla Casa Bianca che afferma come Jack Valenti avesse richiesto un controllo di identi­ta` su Armstrong; ed infine, un messaggio del 1963 di tre cartelle inviato per telescrivente all'ufficio di Dallas riguardo al tenta­tivo fallito di Jack Ruby di fare affari con Joseph Glaser.[23]

Morte[modifica | modifica sorgente]

Armstrong morì il 6 luglio 1971 per un infarto all'età di sessantanove anni,[24] undici mesi dopo aver suonato al famoso show nell'Empire Room del Waldorf-Astoria. Poco prima della morte aveva detto: "Penso di aver avuto una bella vita. Non ho pregato per ciò che non potevo avere e ho avuto all'incirca tutto ciò che desideravo perché ci ho lavorato".[25] Al momento della morte abitava nel Queens, New York City. Fu sepolto al Flushing Cemetery, Flushing.

Ai funerali assistettero Nelson Rockefeller, all'epoca Governatore dello Stato di New York, John Lindsay, allora sindaco di New York, e personalità del mondo della musica e dello spettacolo quali Bing Crosby, Ella Fitzgerald, Guy Lombardo, Duke Ellington, Dizzy Gillespie, Pearl Bailey, Count Basie, Harry James, Frank Sinatra, Ed Sullivan, Earl Wilson, Alan King, Johnny Carson, David Frost, Merv Griffin, Dick Cavett e Bobby Hackett. Peggy Lee, una delle cantanti preferite di Louis, cantò The Lord's Prayer al servizio funebre, mentre Fred Robbins, un vecchio amico di Louis, diede il suo elogio a Satchmo.[26]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Colleghi e duetti[modifica | modifica sorgente]

Durante la sua lunga carriera ha suonato e cantato con molti cantanti e musicisti famosi, tra cui Jimmie Rodgers, Bing Crosby, Duke Ellington, Fletcher Henderson, Bessie Smith, e soprattutto Ella Fitzgerald.

La sua influenza su Bing Crosby è particolarmente importante: quest'ultimo ammirava e imitava Armstrong, come si può vedere in molte registrazioni, e in particolare nella canzone Just One More Chance del 1931. Il New Grove Dictionary Of Jazz evidenzia proprio questa influenza che Crosby ha ricevuto da Armstrong e descrive anche il suo modo di cantare, molto simile a quello del Satchmo.

Armstrong registrò tre album con Ella Fitzgerald: Ella and Louis, Ella and Louis Again, e Porgy and Bess for Verve Records con sessioni in collaborazione con il trio di Oscar Peterson e con il batterista Buddy Rich. Le sue registrazioni Satch Plays Fats, Fats Waller, e Louis Armstrong Plays W.C. Handy degli anni cinquanta sono probabilmente tra le sue ultime opere più creative, ma anche stranezze come Disney Songs the Satchmo Way possono rientrare nella categoria.

Anche la sua partecipazione al musical The Real Ambassadors di Dave Brubeck è stata applaudita. Per gran parte dello show, tuttavia, le sue esibizioni sono state criticate e definite "troppo semplici" o "ripetitive".

Le hits e gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Armstrong nel 1966.

Tra le canzoni più conosciute di Armstrong ricordiamo: What a Wonderful World, Stardust, When the Saints Go Marching In, Dream a Little Dream of Me, Ain't Misbehavin' e Stompin' at the Savoy.

Nel 1964, Armstrong spodestò i Beatles dalla prima posizione della Billboard Top 100 con Hello, Dolly, la quale diede al trombettista 63enne il record per essere l'artista più anziano ad avere una canzone in prima posizione.

La sua canzone Bout Time del 1964 venne inclusa nel film Bewitched (2005).

Le esibizioni in Italia ed in Europa[modifica | modifica sorgente]

Louis Armstrong venne a suonare in Italia nel corso di tre tournée internazionali, la prima nel 1935, e le successive nel 1949 e nel 1952. Durante questa visita Armstrong incise alcuni pezzi in trio con Nunzio Rotondo e Nini Rosso, ed inoltre prese parte al programma radiofonico "Varietà internazionale" andato in onda dagli studi di Firenze della RAI il 25 ottobre del 1952. La registrazione di quel programma è stata di recente pubblicata su un CD intitolato "Satchmo Live in Florence '52"[27].

Armstrong partecipò anche al Festival di Sanremo 1968, accompagnato da una Band guidata dal M'Henghel Gualdi ,con Mi va di cantare[28] in abbinamento alla sua amica di origini eritree Lara Saint Paul.[29] Nel febbraio del 1968 apparve inoltre con la sua amica in uno show della Rai, dove si esibì con la canzone "Grassa e Bella", che cantò in italiano.[30]. Sempre in Italia incise in lingua italiana un 45 della CDI, Company Discografica Italiana, Dimmi, Dimmi (Alberto Testa - Virgilio Panzuti - Pier Quinto Cariaggi); poiché si trattava di un italiano storpiato nella copertina stamparono la dicitura '. Scusatemi se la mia pronuncia non è perfetta ma so che voi mi volete e che al vecchio Zio Satchmo perdonerete volentieri! Con tanto affetto'.

Nel 1968, Armstrong fece un'ultima hit nel Regno Unito, con la meravigliosa canzone What a Wonderful World, la quale rimase al top delle classifiche inglesi per un mese; tuttavia, il singolo non divenne del tutto famoso in America. La canzone venne utilizzata nel film Good Morning, Vietnam nel 1987 e scalò nuovamente molte classifiche in tutto il mondo. Armstrong apparve inoltre nello show di Johnny Cash il 28 ottobre 1970, dove cantò la hit Rambling Rose di Nat King Cole.

La sua ultima incisione fu We Have All the Time in the World per la colonna sonora della serie di James Bond Al servizio segreto di Sua Maestà. Composta da John Barry la canzone ottenne un successo postumo.[31]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The TIME 100. Louis Armstrong. TIME, Stanley Crouch, June 8, 1998. "For many years it was thought that Armstrong was born in New Orleans on July 4, 1900, a perfect day for the man who wrote the musical Declaration of Independence for Americans of this century. But the estimable writer Gary Giddins discovered the birth certificate that proves Armstrong was born Aug. 4, 1901." Accessed January 8, 2009
  2. ^ Laurence Bergreen, Louis Armstrong: An Extravagant Life, New York, Broadway Books, 1997, p.6. ISBN 0-553-06768-0.
  3. ^ Current Biography 1944 p16
  4. ^ Bergreen, 1997, p. 78.
  5. ^ "Satchuated" Gary Giddins, Village Voice April 16 - 22, 2003, retrieved 10/17/2007
  6. ^ Bergreen, 1997, p. 170
  7. ^ Bergreen, 1997, p. 199.
  8. ^ Bergreen, 1997, p. 247.
  9. ^ Bergreen, 1997, p. 260.
  10. ^ Bergreen, 1997, p. 274.
  11. ^ Bergreen, 1997, p. 267.
  12. ^ Louis Armstrong & his Orchestra
  13. ^ Bergreen, 1997, p. 320.
  14. ^ Bergreen, 1997, p. 344.
  15. ^ Bergreen, 1997, p. 385.
  16. ^ Hale, James (editor of Jazzhouse.org), Danny Barcelona (1929-2007), Drums, Armstrong All-Star, The Last Post, 2007, retrieved on: July 4, 2007
  17. ^ Giuseppe Seganti, Massoni Famosi - Atanòr Roma 2005 ISBN 88-7169-223-3.
  18. ^ Louis Armstrong, Barring Soviet Tour, Denounces Eisenhower and Gov. Faubus, New York Times, 19 settembre 1957. URL consultato il 30 agosto 2007. Vedi anche, from September 23, 2007, *David Margolick, The Day Louis Armstrong Made Noise Cfr. sull'episodio Arrigo Polillo, Jazz, Mondadori, Milano 1997, pp. 387-8.
  19. ^ Satchmo.net. 'Red Beans and Ricely yours, Louis Armstrong.'
  20. ^ Elie p.327
  21. ^ Bergreen, 1997, p.4.
  22. ^ Michael Cogswell, Louis Armstrong: The Offstage Story of Satchmo (Collector's Press, Portland, Oregon, 2003) ISBN 1-888054-81-6 pp.66-68
  23. ^ Gildo De Stefano, "Louis Armstrong - Mister Jazz", Napoli 1997
  24. ^ Meckna, Michael; Satchmo, The Louis Armstrong Encyclopedia, Greenwood Press, Connecticut & London, 2004
  25. ^ Bergreen, 1997, p. 491.
  26. ^ http://www.upi.com/Audio/Year_in_Review/Events-of-1971/12295509436546-1/#title "Louis Armstrong Dies: 1971 Year in Review, UPI.com"
  27. ^ Pubblicato su etichetta "Twilight" nel 2004
  28. ^ "Hit Parade Italia" Hit Parade Italia - Festival di Sanremo 1968
  29. ^ "Mi va di cantare" Lara Saint Paul - lavocedelledonne.it
  30. ^ Louis Armstrong: "Grassa e bella" Louis Armstrong Discography
  31. ^ "All the Time in the World" fu un successo anche in Italia, grazie alla promozione che ne fecero Arbore e Boncompagni nella loro trasmissione radiofonica Alto gradimento

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gildo De Stefano, Louis Armstrong - Mister Jazz, Prefazione di Renzo Arbore, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1997 ISBN 88-8114-512-X
  • Ricky Riccardi, What a Wonderful World: The Magic of Louis Armstrong's Later Years, Vintage; Reprint edition, June, 2012.

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