Littore

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Antico littore romano che impugna il fascio littorio.

I littori (dal latino lictores che deriverebbe da ligare ovvero legare[1][2]), istituiti al tempo di Romolo secondo Plutarco,[3] camminavano davanti al rex e lo proteggevano con bastoni. Avevano, inoltre, attorcigliate alla vita delle cinghie di cuoio, con le quali legavano tutti quelli che il sovrano avesse ordinato di catturare.[3]

Indice

[modifica] Storia

Erano membri di una speciale classe di servitori civili dell'antica Roma che, sia in Età repubblicana sia in quella imperiale avevano il compito di proteggere i magistrati dotati di imperium. L'origine dei littori risale all'Età regia e veniva forse dagli etruschi secondo Tito Livio il quale riferisce:

« A me non dispiace la teoria di quelli che sostengono che [l'uso dei dodici littori siano stati] importati dalla vicina Etruria (da dove furono introdotte la sedia curule e la toga pretesta) tanto questa tipologia di subalterni, quanto il loro stesso numero. Essi credono che ciò fosse così per gli Etruschi poiché, una volta eletto il re dall'insieme dei dodici popoli, ciascuno di essi forniva un littore»

All'inizio i littori erano scelti dalla plebe, anche se, per gran parte della storia di Roma, sembrano essere stati soprattutto liberti. Tuttavia, erano senza dubbio cittadini romani, dato che indossavano la toga dentro Roma. Dovevano essere forti e capaci di lavori fisici, erano esentati dal servizio militare, ricevevano un salario fisso di 600 sesterzi (agli inizi dell'Età imperiale) ed erano organizzati in una corporazione. Erano solitamente scelti dal magistrato che loro dovevano servire, ma è anche possibile che venissero estratti. I littori erano associati ai Comizi curiati e in origine erano probabilmente scelti uno per curia, dato che all'inizio erano in numero di 30 (come le curie): 24 per i due consoli e sei per il pretore.

La funzione principale dei littori era quella di proteggere il magistrato dotato di imperium, che gli demandava l'esecuzione delle condanne a morte. Il littore portava con sé i fasces, che erano composti da 30 verghe e una scure (quest'ultima era tenuta nei fasci solo fuori del Pomerium, in quanto al suo interno nessuno poteva condannare a morte un cittadino romano, tranne il dittatore). Le verghe invece potevano essere usate per percuotere i cittadini. Questo era l'unico modo in cui la schiena di un romano poteva essere violata, dato che era considerata sacra e non era ammessa la fustigazione.

Il grado dell'imperium del magistrato era simboleggiato dal numero dei littori che lo scortavano:

A volte, in occasione di funerali o riunioni politiche, i littori potevano essere assegnati a privati cittadini come segno di rispetto da parte della città.

Uno speciale tipo di littore era il littore curiato, che non portava i fasces e aveva compiti religiosi. Erano circa 30 ed erano al comando del Pontefice Massimo con il compito di scortare gli animali agli altari in occasione dei sacrifici. Anche le Vergini Vestali e i flamines erano scortati e protetti da un littore curiale. E due littori curiati scortavano anche le donne della famiglia imperiale. Avevano anche il compito di convocare i Comitia Curiata e di mantenere l'ordine durante le loro procedure di votazione.

[modifica] Note

  1. ^ Sesto Pompeo Festo, De verborum significatu, voce lictores, 103 L.
  2. ^ Aulo Gellio, Noctes Atticae, 12,3.
  3. ^ a b Plutarco, Vita di Romolo, 26, 3-4.

[modifica] Bibliografia

Fonti primarie

[modifica] Voci correlate

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