Lisa Gherardini

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« Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di mona Lisa sua moglie »
(Giorgio Vasari, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, 1550)
Dettaglio della Gioconda di Leonardo da Vinci.

Lisa Gherardini, detta anche Lisa del Giocondo o Monna Lisa (Firenze, 15 giugno 1479Firenze, 15 luglio 1542), è stata una nobile italiana, appartenente alla famiglia fiorentina dei Gherardini di Montagliari. Secondo Giorgio Vasari sarebbe la donna ritratta nella Gioconda, commissionata a Leonardo da Vinci da suo marito, Francesco del Giocondo, durante i primi anni del XVI secolo.[1]

Si sposò giovanissima e fu madre di sei bambini, mantenendo sempre un discreto tenore di vita grazie alle attività del marito, ricco mercante di seta prima, Priore della Repubblica fiorentina poi. A secoli di distanza dalla sua morte, la Monna Lisa divenne il quadro più famoso del mondo ed un simbolo dell'arte occidentale;[2] inoltre l'attenzione dei collezionisti e degli studiosi d'arte fece sì che quest'opera divenisse un'importante fonte di ispirazione, anche per finalità commerciali.[3] Nel 2005 Lisa Gherardini venne definitivamente identificata come il modello del dipinto di Leonardo.[4][5]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Bozza su cartone della Monna Lisa, attribuita a Leonardo

Nonostante Firenze fosse una delle città più grandi e più ricche del Quattrocento, la vita sociale non era priva di conflittualità, sia da un punto di vista politico, sia da un punto di vista economico, con notevoli disparità tra i cittadini in termini di ricchezza.[6] In questo periodo storico, i Gherardini di Montagliari, antica ed aristocratica famiglia fiorentina esiliata nel veronese a seguito delle lotte tra guelfi bianchi e guelfi neri dei primi del 300, manteneva un proprio ramo nella città toscana. Ramo di cui faceva parte Lisa. Si trattava quindi di una famiglia antica che però aveva perso gran parte dell'influenza dei secoli precedenti, vivendo comunque ancora di rendita.[7]

Antonmaria (o Antonio Maria) di Noldo Gherardini,[8] ricco mercante e padre di Lisa,[9] ebbe due mogli, Lisa di Giovanni Filippo de Carducci, che sposò nel 1465, e Caterina Rucellai, convolata a nozze nel 1473, entrambe morte di parto.[10] La madre di Lisa fu Lucrezia del Caccia, figlia di Piera Spinelli Gherardini, sposata in terze nozze da Antonmaria nel 1476.[10] Gherardini all'epoca possedeva (o aveva concesso in affitto) sei aziende agricole nelle colline del Chianti, che producevano grano, vino ed olio d'oliva,[11] oltre che fungere da terreno per il pascolo e per l'allevamento.

Lisa nacque a Firenze il 15 giugno 1479, in via Sguazza, una traversa di Via Maggio,[10] anche se per molti anni si ipotizzò che fosse nata in una delle proprietà di famiglia, Villa Vignamaggio, nei pressi di Greve in Chianti.[12] Venne chiamata Lisa, come una moglie di suo nonno paterno;[13] primogenita di sette bambini, aveva tre sorelle, una delle quali si chiamava Ginevra, e tre fratelli, Giovangualberto, Francesco e Noldo.[14]

La famiglia viveva nel capoluogo toscano, inizialmente nei pressi di Santa Trinita e, in seguito, in un edificio in affitto vicino a Santo Spirito, perché non era in grado di pagare le riparazioni necessarie al restauro della loro precedente casa. Lisa ed i parenti si trasferirono poi in quella che oggi si chiama Via dei Pepi, attigua a Via de' Bonfanti,[14] nei pressi della Basilica di Santa Croce, dove abitarono vicino a Piero da Vinci, padre di Leonardo.[15] Essi erano inoltre proprietari di una casa di campagna a San Donato in Poggio, a circa 32 kilometri a sud della città.[16] Noldo, nonno paterno di Lisa, aveva lasciato in eredità una fattoria nelle colline del Chianti, nei pressi di Reggello, all'Ospedale di Santa Maria Nuova;[13] Gherardini garantì inoltre un contratto di locazione anche per un altro degli allevamenti dell'ospedale, situato a Panzano in Chianti, e, per controllare la mietitura del grano, la famiglia trascorse lì l'estate, in una casa denominata Cà di Pesa.[11] Dopo l'improvvisa morte del padre, Lisa andò a vivere da Mariotto Rucellai, suo nonno materno in stretti rapporti con i Medici, che fu anche gonfaloniere della Signoria.[9]

Il matrimonio e la vecchiaia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del Centro storico di Firenze. Francesco e Lisa vissero presso Via della Stufa (in rosso). I genitori di Lisa abitarono invece vicino al fiume Arno, prima a nord, poi a sud (in viola)

L'esilio della famiglia medicea del 1494 allontanò da Firenze Giuliano, figlio di Lorenzo il Magnifico e fratello di Papa Leone X, che nel frattempo aveva avuto Lisa come amante e, secondo alcuni studiosi, l'aveva anche resa incinta.[17] Il 5 marzo 1495, Lisa sposò, su imposizione del nonno Mariotto,[18] Francesco di Bartolomeo di Zanobi del Giocondo, un mercante di seta e di vesti proveniente dalla famiglia Del Giocondo, divenendo, all'età di 15 anni, la sua terza moglie;[19] Francesco, nato nel 1465 e quindi più anziano di Lisa di circa quindici anni, aveva infatti sposato Camilla di Mariotto Rucellai, figlia del nonno di Lisa, nel 1491, e Tommasa di Mariotto Villani, nel 1493.[9][20]

La dote della ragazza era composta da 170 fiorini e dall'azienda agricola di San Silvestro, vicino alla casa di campagna di famiglia, segno che, all'epoca, quel ramo della famiglia Gherardini era sì benestante, ma non come un tempo; questo inoltre dimostra i veri sentimenti del marito.[21] La proprietà si trova tra Castellina in Chianti e San Donato in Poggio,[22] vicino a due cascine, che divennero in seguito proprietà di Michelangelo Buonarroti.[15] La coppia mantenne sempre un discreto tenore di vita; il matrimonio aumentò lo status sociale di Lisa, perché la famiglia del marito era più facoltosa della sua.[21] Francesco ebbe invece dei vantaggi in quanto il nome Gherardini era nobile ed antico.[23] Il 5 marzo 1503, furono in grado di comprare una casa, accanto ad una vecchia proprietà dei Del Giocondo, in via della Stufa; nello stesso anno, Leonardo da Vinci cominciò a dipingere il ritratto di Lisa.[24][25]

Lisa e Francesco ebbero cinque figli, Piero, Camilla, Andrea, Giocondo e Marietta, di cui quattro tra il 1496 e il 1507.[26] Lisa allevò anche Bartolomeo, figlio di Francesco e della sua prima moglie, che aveva un anno quando la madre morì; la matrigna di Lisa, Caterina, e la prima moglie di Francesco erano sorelle, appartenenti alla famiglia Rucellai. Camilla e Marietta divennero suore cattoliche; la prima prese il nome di suor Beatrice ed entrò nel convento di San Domenico di Cafaggio (successivamente denominato San Domenico del Maglio[27]), dove venne affidata alle cure della sorella di Antonmaria, Suor Albiera, e della sorella di Lisa, Suor Camilla (coinvolta all'epoca in uno scandalo per degli incontri con alcuni uomini).[28] Camilla morì all'età di 18 anni e venne sepolta nella Basilica di Santa Maria Novella.[29][30] Lisa ebbe un forte legame con Sant'Orsola, un convento tenuto in grande considerazione a Firenze, dove visse Marietta dal 1521, con il nome di Suor Ludovica.[31]

Nel 1499, Francesco venne eletto come uno dei Dodici Buonomini della Repubblica fiorentina, prima che, nel 1512, ne divenisse Priore, venendo riconfermato in questa carica nel 1524. Ebbe rapporti commerciali e, soprattutto, politici con la potente famiglia dei Medici; nel 1512, quando il governo di Firenze temeva il loro ritorno dall'esilio, Francesco venne imprigionato e multato di 1.000 fiorini, venendo rilasciato nel mese di settembre, quando il potere pubblico della famiglia medicea venne restaurato.[30][32]

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del convento di Sant'Orsola

Nel 1538, Francesco morì di peste;[33] circa quattro anni più tardi, Lisa si ammalò e fu portata da sua figlia Ludovica al convento di Sant'Orsola, dove morì il 15 luglio 1542, all'età di 63 anni, e fu tumulata. Tra le prove citate, vi sono alcune carte come l'attestato nel registro dei decessi della Basilica di San Lorenzo: "Donna fu di Francesco del Giocondo morì addì 15 di luglio 1542 sotterrossi in Sant'Orsola tolse tutto il capitolo" e numerosi altri documenti dell'epoca sul padre Antonmaria e sul marito.[5] Secondo un altro studio, Francesco visse fino a 80 anni, morendo nel 1539, mentre Lisa potrebbe aver vissuto almeno fino al 1551, quando lei avrebbe avuto 71 o 72.[16] Il ramo toscano dei Gherardini si estinse nel 1743 con la morte di Fabio Gherardini, ultimo gentiluomo della famiglia in Toscana.

Nel gennaio 1537, Francesco, nel suo testamento siglato da Piero da Vinci,[34] aveva stabilito che, alla sua scomparsa, venisse restituita a Lisa la dote, consegnandole inoltre il suo abbigliamento personale ed i suoi gioielli. Riguardo alle cure riservate alla moglie, scrisse delle precise disposizioni alla loro figlia Ludovica ed a suo figlio Bartolomeo.[35] Francesco infatti scrisse:

(LA)
« Item propter amorem et dilectionem dicti testatoris erga dictam dominam Lisam eius dilectam uxorem et attento qualiter se gessit prefata domina Lisa erga dictum testatorem ingenue et tanquam mulier ingenua; quapropter intendens prefatus testator providere ut post mortem dicti Francisci prefata domina Lisa pari modo aliquo habeat et ut subveniatur ei in eo quo opus esset...» »
(IT)
« Dato l'affetto e l'amore del testatore nei confronti di Mona Lisa, la sua amata moglie; in considerazione del fatto che Lisa ha sempre agito con uno spirito nobile e come una moglie fedele ("mulier ingenua"); sperando che a lei venga dato tutto ciò di cui ha bisogno...[36] »
(Testamento di Francesco di Bartolomeo del Giocondo, 29 gennaio 1537)

Il 12 maggio 2011 è cominciata un'operazione di ricerca della salma di Lisa Gherardini presso alcune tombe situati sotto il convento di Sant'Orsola, allo scopo di comparare i resti del volto di Monna Lisa con l'immagine della Gioconda.[37]. Tre resti mortali ritrovati sono stati ritenuti compatibili con le caratteristiche della Monna Lisa[38].

La Gioconda[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gioconda.

Come altri fiorentini vissuti durante il Rinascimento italiano, i Del Giocondo erano mecenati ed appassionati d'arte. Bartolomeo, figlio di Francesco, chiese ad Antonio di Donnino Mazzieri di dipingere un affresco sul sito funerario della famiglia, nella Cappella di Santa Lucia della Basilica della Santissima Annunziata di Firenze. Andrea del Sarto dipinse invece una Madonna per un altro membro della casata.[30] Francesco consegnò una commissione a Leonardo da Vinci per un ritratto di sua moglie ed una a Domenico Puligo per un dipinto su San Francesco d'Assisi, sia per festeggiare la nascita di Andrea, sia per l'acquisto della casa della famiglia in via della Stufa.[25][30] Secondo altri studiosi invece, a commissionare a Leonardo il quadro fu Giuliano de' Medici.[18] In precedenza, si era ipotizzato che il soggetto dell'opera fosse Costanza d'Avalos, invece che Lisa Gherardini.[39][40]

Il dipinto incarna le caratteristiche delle donne virtuose del XV e del XVI secolo; la ragazza è ritratta con la mano destra posata sulla sinistra, posizione che simboleggia la fedeltà matrimoniale.[41] Leonardo presentò Lisa come una donna affascinante e di successo, forse anche più benestante di quanto non fosse. Le dimensioni del dipinto sono notevoli (77 x 53 cm), pari a quelle delle commissioni acquisite dai ricchi mecenati del tempo; queste caratteristiche vennero interpretate come segni dell'aspirazione sociale di Lisa e di Francesco.[42] Le vesti scure ed il velo nero derivano dall'alta moda spagnola e non sono quindi una rappresentazione del lutto per la morte della sua prima figlia, avvenuta nel 1499, come alcuni studiosi avevano ipotizzato.[29][43] Inoltre, alcuni studi iconodiagnostici hanno evidenziato la presenza di uno xantelasma nell'incavo dell'occhio sinistro e di un lipoma sulla mano in primo piano, segni che Lisa era affetta da ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia.[44]

Leonardo non ebbe incarichi, né compensi, durante la primavera del 1503, cosa che potrebbe in parte spiegare il suo interesse per un ritratto privato.[32][45] Dovette probabilmente ritardare il suo lavoro sulla Gioconda quando ricevette, nello stesso anno, il pagamento per l'avvio della Battaglia di Anghiari, destinata al Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, che era una commissione più prestigiosa, oltre ad avere un termine fissato per la sua consegna per il febbraio 1505.[46] Nel 1506, Leonardo considerò il ritratto incompiuto;[47] per questo motivo, non venne pagato per il lavoro, né consegnò il quadro al committente.[48] Vi sono voci discordanti su ciò che successe all'opera; secondo alcuni, i dipinti dell'artista viaggiarono con lui per tutta la vita e l'artista probabilmente completò la Monna Lisa molti anni dopo, in Francia, circa nel 1516;[49][50] secondo altri, Giuliano de' Medici avrebbe conservato gelosamente il ritratto di Lisa, pare fino al 1515, quando dovette disfarsene, restituendolo a Leonardo, perché convolato a nozze con Filiberta di Savoia:

« E già intervenne a me fare una pittura che rappresentava una cosa divina, la quale comperata dall'amante di quella volle levarne la rappresentazione di tal deità per poterla baciare senza sospetto, ma infine la coscienza vinse i sospiri e la libidine, e fu forza ch'ei se la levasse di casa »
(Leonardo da Vinci, Trattato della pittura, pag. 16.[18])
La nota di Agostino Vespucci

Il titolo del dipinto risale al 1550. Giorgio Vasari, conoscente di almeno una parte della famiglia di Francesco, ne Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, pubblicato per la prima volta nello stesso anno da Lorenzo Torrentino a Firenze, scrisse:

« Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di Monna Lisa sua moglie; et quattro anni penatovi lo lasciò imperfetto la quale opera oggi è appresso il re Francesco di Francia in Fontanbleo... Et in questo di Leonardo vi era un ghigno tanto piacevole che era cosa più divina che umana a vederlo, Et era tenuta cosa maravigliosa, per non essere il vivo altrimenti.[51] »
(Giorgio Vasari[52])

Nel 2005, il professor Veit Probst, storico e direttore della Biblioteca Universitaria di Heidelberg, ha scoperto, nella collezione della biblioteca, una nota del 1503 in una raccolta di lettere dell'oratore romano Marco Tullio Cicerone,[53] scritta dal cancelliere fiorentino Agostino Vespucci, che ha stabilito con certezza l'identità del soggetto della Gioconda, che era appunto Lisa Gherardini.[4][54]

(LA)
« Apelles pictor. Ita Leonardus Vincius facit in omnibus suis picturis, ut enim caput Lise del Giocondo et Anne matris virginis. Videbimus, quid faciet de aula magni consilii, de qua re convenit iam cum vexillifero. 1503 octobris »
(IT)
« (Come) il pittore Apelle. Così fa Leonardo da Vinci in tutti i suoi dipinti, ad esempio per la testa di Lisa del Giocondo e di Anna, la madre della Vergine. Vedremo cosa ha intenzione di fare per quanto riguarda la grande sala del Consiglio, di cui ha appena siglato un accordo con il Gonfaloniere. Ottobre 1503 »
(Agostino Vespucci[4])

La Gioconda viene custodita in Francia dal XVI secolo, quando venne acquisita da Francesco I di Francia; dopo la Rivoluzione francese, venne in possesso del popolo.[55] La speculazione assegna il nome di Lisa anche ad altri quattro quadri[56][57][58] e la sua identità ad almeno dieci donne diverse.[59] Alla fine del XX secolo, il dipinto divenne la più famosa opera d'arte del mondo ed un'icona dell'arte occidentale,[2] venendo utilizzato in più di trecento opere di altri artisti ed in circa duemila pubblicità.[60] Oggi circa sei milioni di persone visitano ogni anno il dipinto al Museo del Louvre di Parigi,[61] dove è parte della collezione nazionale francese.[62]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Leonardo da Vinci The Mona Lisa and other works, Enciclopedia Britannica. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  2. ^ a b (EN) Alan Riding, In Louvre, New Room With View of Mona Lisa in The New York Times, 6 aprile 2005. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  3. ^ Sassoon, 2001, op. cit., pag. 12.
  4. ^ a b c (EN) Mona Lisa - Heidelberg discovery confirms identity in Universitätsbibliothek Heidelberg, 30 gennaio 2006. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  5. ^ a b (EN) Rossella Lorenzi, Mona Lisa's Identity Revealed? in Discovery Channel, 2 marzo 2007. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  6. ^ Pallanti, 2006, op. cit., pagg. 17, 23-24.
  7. ^ Pallanti, 2006, op. cit., pag. 58.
  8. ^ Vasari, 1550, op. cit., pag. 541.
  9. ^ a b c Laurelli, 2000, op. cit., pag. 14.
  10. ^ a b c Pallanti, 2006, op. cit., pag. 37.
  11. ^ a b Pallanti, 2006, op. cit., pagg. 41-44.
  12. ^ Monna Lisa & Leonardo da Vinci, Storia di Villa Vignamaggio. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  13. ^ a b Pallanti, 2006, op. cit., pag. 40.
  14. ^ a b Pallanti, 2006, op. cit., pag. 44.
  15. ^ a b Pallanti, 2006, op. cit., pagg. 45-46.
  16. ^ a b Zollner, 1993, op. cit., pag. 4.
  17. ^ La Mure, 1978, op. cit..
  18. ^ a b c Laurelli, 2000, op. cit., pag. 15.
  19. ^ Monica Lanfredini, L'identità della Gioconda e la psicologia degli storici dell'arte, BM&L.org, 9-2004. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  20. ^ Genealogia di Francesco del Giocondo, Geneall.net. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  21. ^ a b Zollner, 1993, op. cit., pag. 5.
  22. ^ La Gioconda? Era una nobile chiantigiana in Corriere della Sera, 9 settembre 2004. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  23. ^ Kemp, 2006, op. cit., pagg. 261-262.
  24. ^ (EN) "Portrait of Lisa Gherardini, wife of Francesco del Giocondo", Musée du Louvre. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  25. ^ a b Zollner, 1993, op. cit., pag. 9
  26. ^ (EN) Bruce Johnston, Riddle of Mona Lisa is finally solved: she was the mother of five in The Daily Telegraph.
  27. ^ Conway, 1999, op. cit., pag. 12.
  28. ^ Pallanti, 2006, op. cit., pagg. 61-62.
  29. ^ a b Laurelli, 2000, op. cit., pagg. 15. Secondo Marcolongo, «Nel 1499 mentre questi era uno dei dodici "bonommi" (Francesco) perdette una figlia che fu "riposta in S.ta Maria Novella"; particolare da porre in relazione col lungo velo nero che adorna Monna Lisa.»
  30. ^ a b c d Muntz, 1898, op. cit., pag. 154.
  31. ^ Pallanti, 2006, op. cit., pag. 63.
  32. ^ a b Masters, 1998, op. cit..
  33. ^ (EN) Rossella Lorenzi, Mona Lisa Grave Found in Discovery Channel, 19 gennaio 2007. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  34. ^ Milly Mostardini, La Gioconda? Era Lisa Gherardini in Il Tirreno, 17 gennaio 2007.
  35. ^ Pallanti, 2006, op. cit., pag. 105.
  36. ^ Pallanti, 2006, op. cit., pag. 109.
  37. ^ Alla ricerca di Monna Lisa - Trovati i primi resti del '400 in Corriere fiorentino, 11 maggio 2011. URL consultato il 12 maggio 2011.
  38. ^ Da Repubblica.it - Alma Mater, tre riesumazioni alla ricerca della Gioconda (04 luglio 2013)
  39. ^ Nicola D'Adamo, Chi era la Gioconda? Costanza D'Avalos sorella di Innico II Marchese del Vasto, 2003. URL consultato il 31 gennaio 2010.
  40. ^ Famiglia d'Avalos, Nobili-napoletani.it. URL consultato il 31 gennaio 2010.
  41. ^ Farago, 1999, op. cit., pag. 372.
  42. ^ Zollner, 1993, op. cit., pag. 12.
  43. ^ Zollner, 1993, op. cit., pag. 13-14.
  44. ^ Il Colesterolo Di Monna Lisa, Arcadja.com. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  45. ^ Zollner, 1993, op. cit., pag. 6.
  46. ^ Muntz, 1898, op. cit., pag. 136.
  47. ^ Clark, 1973, op. cit., pag. 144.
  48. ^ Zollner, 1993, op. cit., pag. 7.
  49. ^ Marani, 2006, op. cit., pag. 23.
  50. ^ (EN) Martin Kemp e Marina Wallace, Mona Lisa - UniversalLeonardo.org, University of the Arts, London, 2010. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  51. ^ Monna Lisa Gherardini detta "Gioconda". URL consultato il 22 gennaio 2010.
  52. ^ Vasari, 1550, op. cit., pag. 39.
  53. ^ (EN) Rossella Lorenzi, Mona Lisa's Identity Confirmed by Document in Discovery Channel News, 16 gennaio 2008. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  54. ^ Da Vinci Code Cracked, Manuscript Reveals True Identity of Mona Lisa in Der Spiegel, 15 gennaio 2008. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  55. ^ Sassoon, 2001, op. cit., pag. 8.
  56. ^ Littlefield, 1914, op. cit., pag. 525.
  57. ^ Wilson, 2000, op. cit., pagg. 364-366.
  58. ^ (EN) Raymond S. Stite, Mona Lisa - Monna Bella,, JSTOR, 1936. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  59. ^ (EN) Penelope Debelle, Behind that secret smile in The Age, 25 giugno 2004. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  60. ^ Sassoon, 2001, op. cit., pag. 16.
  61. ^ (EN) Bob Chaundy, Faces of the week in BBC, 29 settembre 2006. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  62. ^ (EN) Claudine Canetti, The world's most famous painting has the Louvre all aflutter, French Ministry of Foreign and European Affairs. URL consultato il 22 gennaio 2010.

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