Linguistica romanza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

La linguistica romanza è quella parte della linguistica che studia i cambiamenti a livello fonetico, morfologico, sintattico e lessicale che hanno portato dal latino alle moderne lingue romanze.[1]

Indice

[modifica] La base latina

Le lingue romanze o neolatine sono tutte quelle parlate che derivano da una evoluzione del latino, a seguito dell'espansione dell'Impero romano. L'area in cui ancora oggi si parlano viene chiamata Romània. Il termine romanzo deriva dall'avverbio latino ROMANICE riferito al parlare in vernacolo (ROMANICE LOQUI). Da ROMANICE deriva la forma antico-francese romanz, da cui l'italiano romanzo.

[modifica] Il latino nelle lingue indoeuropee

Se le lingue romanze derivano dal latino, il latino a sua volta fa parte della famiglia delle lingue indoeuropee. L'idea di classificare le lingue in famiglie risale ai linguisti dell'Ottocento, in particolare ad August Schleicher, che sviluppò il modello dell'albero genealogico delle lingue per illustrare i rapporti fra le lingue appartenenti alla stessa famiglia.

[modifica] L'espansione del latino

Il periodo di espansione di Roma copre un arco di quasi quattro secoli. Cominciò con la sottomissione dell'Italia centro-meridionale verso il 272 a.C., per finire con la conquista della Dacia (l'attuale Romania) nel 107 d.C. La data accettata per la caduta definitiva dell'Impero romano d'Occidente è il 476, quando Romolo Augusto fu deposto da Odoacre, re degli Eruli.

In questo lungo arco di tempo il latino è stato la lingua ufficiale di tutte le are conquistate, ma è ovvio che, con il passare degli anni, la lingua si è trasformata fino a non essere più lo stesso latino classico delle prime conquiste.

[modifica] Il latino classico ed il latino volgare

Fin dall'Ottocento il metodo comparativo, fondato sul confronto fra le lingue romanze per cercare di ricostruire le forme linguistiche di base, ha messo in evidenza che molte forme oggi usate sono derivate dal latino, ma che questo latino non corrisponde al latino classico.

Tradizionalmente gli studiosi di linguistica hanno chiamato quest'altro latino latino volgare, un'espressione coniata verso il 1866-68 dal linguista tedesco Hugo Schuchardt e ricalcave l'espressione sermo vulgaris. Un termine concorrente, preferito in alcuni ambienti, è protoromanzo.

In seguito, il romanista inglese Roger Wright (1982) ha osservato che l'espressione sermo vulgaris non si riferiva solo al ceto sociale più incolto, ma alla varietà parlata da tutti nella quotidianità ed in situazioni non formali. Da ciò si evince che non esistono due varietà linguistiche parallele (latino classico e latino volgare), ma un'unica varietà con livelli stilistici diversi.

[modifica] La frammentazione del latino

I documenti storici reali di cui disponiamo testimoniano principalmente le variazioni del latino dal punto di vista storico e stilistico, ma va ricordato che esso subì anche una variazione di tipo regionale. L'espansionismo di Roma ha potuto determinare il cambio della lingua in due modi principali:

  1. ha comportato un sconvolgimento nelle popolazioni conquistate e nelle masse di coloni inviati nei territori dell'Impero, se infatti un gruppo sociale compao viene disgregato, la lingua tende a cambiare più velocemente;
  2. entrando in contatto con le lingue indigene, i coloni hanno preso in prestito termini delle lingue locali, mentre gli indigeni, nell'apprendere il latino, vi hanno introdotto tratti delle proprie lingue, come avviene quando si apprende una lingua straniera.

Possiamo concludere, dunque, che la diversificazione del latino, nelle varie aree conquistate dai Romani, è da imputare anche all'influenza che su di esso hanno avuto le differenti parlate preromane, ovvero le lingue di sostrato.

[modifica] Riferimenti

  1. ^ Charmain Lee, Sabrina Galano, 2005, Introduzione alla linguistica romanza, Carocci, Roma.
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Altre lingue