Lingue italiane nella legislazione

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1leftarrow.pngVoce principale: Lingue parlate in Italia.

Le Lingue parlate in Italia sono sottoposte a diversi provvedimenti legislativi nazionali, regionali ed europei che ne regolano l'uso e ne garantiscono la tutela.

Indice

[modifica] Lingua nazionale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Lingua italiana e Legge n. 482/1999.
  • Nella Repubblica Italiana la lingua ufficiale è l'italiano, sebbene non esista un articolo della Costituzione che lo riconosca esplicitamente. Tale riconoscimento espresso si trova altresì nello statuto del Trentino-Alto Adige, che formalmente è una legge costituzionale dello Stato (art.99):
« ...[La lingua] italiana (...) è la lingua ufficiale dello Stato. »
  • Si può ricavare indirettamente dal fatto che la versione ufficiale della Costituzione è redatta in lingua italiana.
  • L'art. 1 co. 1 della Legge n. 482/1999 prescrive: "La lingua ufficiale della Repubblica è l'italiano."
  • L'art. 122 del codice di procedura civile prescrive:
"In tutto il processo è prescritto l'uso della lingua italiana. Quando deve essere sentito chi non conosce la lingua italiana, il giudice può nominare un interprete. Questi, prima di esercitare le sue funzioni, presta giuramento davanti al giudice di adempiere fedelmente il suo ufficio".
  • Lo stesso stabilisce il primo comma dell'art. 109 del codice di procedura penale:
"Gli atti del procedimento penale sono compiuti in lingua italiana (169-3; 63, 201 att.)".

[modifica] Minoranze linguistiche riconosciute

  • L'art. 6 della Costituzione stabilisce che:
    "la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche".
  • In attuazione di tale disposizione il Parlamento italiano ha riconosciuto ufficialmente - con la legge n. 482 (1999) - altre 12 lingue: friulano, ladino, tedesco, sloveno, occitano, francese, francoprovenzale, albanese, greco, sardo, catalano e croato, (Art. 2 della legge: 1. In attuazione dell'articolo 6 della Costituzione e in armonia con i princípi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo). La legge di tutela prevede l'uso ufficiale di tali lingue negli uffici pubblici, il loro insegnamento nelle scuole e l'avvio di trasmissioni radiotelevisive in RAI.
  • L'art. 99 dello Statuto di Autonomia della Regione Trentino-Alto Adige dice:
"Nella regione la lingua tedesca è parificata a quella italiana che è la lingua ufficiale dello Stato."
  • L'art. 38 dello Statuto della Valle d'Aosta dispone:
"Nella Valle d'Aosta la lingua francese è parificata a quella italiana."

[modifica] Minoranze linguistiche non riconosciute

Gli idiomi, talvolta riconosciuti come lingue autonome dall'italiano, che non godono di riconoscimento da parte della Legislazione nazionale sono:

Alcune di queste hanno tuttavia forme di tutela a livello regionale.

[modifica] Leggi regionali

  • L'art. 5 della L.R 26/1990 (Patrimonio linguistico del Piemonte) della Regione Piemonte dispone:

"La regione Piemonte ... promuove, d'intesa con i Provveditorati agli studi, corsi facoltativi di ... lingue piemontese, occitana, franco provenzale e walser."

  • L'art. 2 della L.R. 15/1996 (Norme per la tutela e la promozione della lingua e della cultura friulane e istituzione del servizio per le lingue regionali e minoritarie) della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia dispone:

"Il friulano è una delle lingue della comunità regionale. La Regione Friuli-Venezia Giulia considera la tutela della lingua e della cultura friulane una questione centrale per lo sviluppo dell'autonomia speciale."

  • L'art. 2 comma 4, L.R. 26/1997 del 15/10/1997 (Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna) della Regione Autonoma Sardegna dispone:

"La medesima valenza attribuita alla cultura ed alla lingua sarda è riconosciuta con riferimento al territorio interessato, alla cultura ed alla lingua catalana di Alghero, al tabarchino delle isole del Sulcis, al dialetto sassarese e a quello gallurese." [1]

  • L'art. 1 della L.R.8/2007 (Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto) della Regione Veneto dispone:

"La Regione del Veneto, in attuazione degli articoli 2 e 4 dello Statuto, favorisce la tutela e la valorizzazione del patrimonio linguistico veneto. "

[modifica] Consiglio d'Europa: Carta Europea delle lingue Regionali o minoritarie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Carta europea delle lingue regionali o minoritarie.

La Carta europea delle Lingue Regionali o minoritarie è stata adottata dal Consiglio d'Europa il 25 giugno 1992, messa a disposizione per le firme il 5 novembre 1992 ed è entrata in vigore il 1º marzo 1998 (dopo che 5 paesi l'avevano ratificata).

All'articolo 1 - Definizioni, si dice:
a) con l'espressione "lingue regionali o minoritarie" si intendono le lingue
I) tradizionalmente parlate nell'ambito di un territorio di uno Stato da cittadini di quello Stato che costituiscono un gruppo numericamente inferiore al resto della popolazione dello Stato, e
II) diverse dalla/e lingua/e ufficiale/i di quello Stato;
tale espressione non comprende né i dialetti della/e lingua/e ufficiale/i dello Stato né le lingue degli immigrati;
...

L'Italia ha firmato la carta il 27 giugno del 2000 ma non l'ha mai ratificata.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ L.R. 26/1997 della Regione Sardegna

[modifica] Collegamenti esterni

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